Mese: aprile 2010

Marketing personale:Fai sapere chi sei e cosa sai fare

Postato il Aggiornato il

marketing personale,self marketing,personal branding,career counseling,promuovere se stessi,vittoria nervi

Che cosa ti rende unico,speciale,diverso?

Secondo te basta avere un buon prodotto per venderlo?
Purtroppo non basta.
Non sempre i prodotti più venduti sono i migliori. Vendono quelli che hanno il migliore marketing e un marchio conosciuto.

Ora immagina di essere un prodotto da lanciare.Certo non sei un paio di scarpe o una bibita ma nel mercato del lavoro e nel business funziona allo stesso modo.

Come faresti la tua campagna di marketing?
Le persone che emergono sono quelle capaci di affermare il proprio marchio, la propria personalità, quelle che non aspettano di essere scoperte ma curano la propria immagine,la preparazione tecnica e culturale e la comunicazione.
In una parola applicano le regole del marketing a se stessi.Fanno selfmarketing.

il tuo marchio : il tuo personal brand
Il tuo personal brand è come tu agirai e darai il tuo contributo  come nessun altro può fare

LA SPLENDIDA DOZZINA
Tutto contribuisce a costruire il tuo personal brand:
1 il tuo mindset ( fiducia in te stesso,atteggiamento proattivo…)
2 le parole che usi per comunicare e convivncere
3 Il tuo look e la tua immagine
4 il tuo linguaggio non verbale: Il tono di voce,la  postura,
le espressioni delviso
5 come tieni il tuo spazio
6 come comunichi con gli altri ( conosci il tuo stile comunicativo?)
7 la qualità del tuo lavoro e la performance ( come va la tua autoefficaciA?)
8 la tua esperienza e il tuo know how :la tua capacità di collaborare,di negoziare..
9 la tua capacità  di ascoltare e il tuo livello di intelligenza emotiva
10 la tua flessibilità nell’affrontare gli ostacoli (resilienza)
11 la tua reputazione
12 le tue competenze e le tue doti personali

e molto,molto altro ancora…..
Per costruire il tuo personal brand è necessaria la tua consapevolezza.e molto,molto altro ancora…..
Per costruire il tuo personal brand è necessaria la tua consapevolezza.

 

I pezzi del puzzle

Rifletti un po’ su questi punti:

♣ Quali sono i tuoi punti di forza? e i tuoi limiti ?
I tuoi punti di forza sono il tuo CAPITALE
Trova il giusto modo di mettere in secondo piano i tuoi limiti e le tue lacune

Che bisogni del mercato del lavoro puoi soddisfare TU?
♦Fai un elenco di quelle specifiche abilità e competenze che possono interessare il mercato

Come può la tua immagine comunicare il tuo marchio personale?
♦Fai una lista di tutte le risorse che puoi trovare per concretizzare il tuo personal brand
♦Assicurati che tutto quello che fai sia di sostegno a questa strategia.

 

Annunci

Decision making:come prendi le tue decisioni?

Postato il Aggiornato il

DECISION MAKING VITTORIANERVI

 

Ti sei mai trovato a dover decidere  se cambiare lavoro o se una offerta di lavoro che comporta uno spostamento può essere giusta?
Spesso più ti arrovelli e più hai la sensazione di girare in tondo come se fossi su una giostra perché hai paura di commettere un errore.
Più sei coinvolto,più la scelta ha un certo peso e più crescono le incertezze e le ansie relative alla scelta.
Questo accade perché  non esiste la scelta ideale ma davanti a te si apre un ventaglio che ti porta a metterti in gioco, scegliere un percorso piuttosto che un altro,
capire cosa è importante per te in quel momento specifico della tua vita.

Il modo in cui prendi le tue decisioni dipende da vari fattori.Vediamo quali.
la tua personalità così come la difficoltà di decidere.

♦le tue  credenze
♦il rapporto che hai con te stesso/a e

♦quanta autostima hai
♦quanta importanza dai alle varie persone che per te sono significative (del passato e del presente)
♦cosa ti motiva

Immagina la motivazione come un click che scatta ogni volta che ti trovi di fronte ad una decisione da prendere
1 che cosa vuoi ottenere VERAMENTE?
2 quale è l’obiettivo reale?
3 sei sicuro che l’obiettivo che vuoi raggiungere è proprio quello che hai stabilito?
(spesso vuoi ottenere qualcosa ma ti muovi
inconsciamente per ottenere il contrario)

La capacità di decision making (capacità di decidere, di essere proattivi) e quella di problem solving  sono  strettamente legate e ognuna di queste richiede
creatività nell’identificare e sviluppare le possibili opzioni.

3 domande
1Quale è il tuo stile?

Ti basi sulla tua intuizione,sensazione,emozione…? o fai riferimento agli altri (chiedere pareri,vedere come altri risolvono lo stesso problema…)?

2 quando ti trovi davanti a più opzioni come arrivi alla decisione finale?
Spesso le persone decidono senza avere una strategia.con poche informazioni ed elementi a disposizione.
E’ una questione di risparmio di tempo ed energie mentali.
Si adottano strategie più semplici.
Queste vanno bene quando le decisioni riguardano problemi quotidiani della serie ‘metto il vestito blu o quello nero? mangio la pizza o il secondo?
Queste strategie semplici però non sono utili quando si ha un problema complesso (che ha molte alternative) perché il semplificare porta a limitare la quantità delle informazioni necessarie per arrivare a una soluzione soddisfacente.Questo porta spesso a sbagliare.

Alla fine decidiamo comunque. Ma in che modo siamo arrivati alla decisione?:
– lanciando una monetina?
– pescando fra i bigliettini?
– sfogliando i petali di una margherita?
– dormendoci sopra perché la notte porta consiglio?

3 come hai preso delle decisioni nell’ultimo mese?

Quando dobbiamo decidere abbiamo una serie di dubbi :
*cosa succede se sbaglio?
*con chi posso confrontarmi?
*devo per forza decidere io?
*se aspetto ancora un po’ cosa può succedere? etc…etc…

 Il check up del tuo Decision making
COME PRENDI LE TUE DECISIONI?                                                               La capacità di decision making (capacità di decidere, di essere proattivi) e quella di problem solving  sono  strettamente legate e ognuna di queste richiede creatività nell’identificare e sviluppare le possibili opzioni. Quando ho una decisione da prendere:

1aspetto che le cose accadono piuttosto che farle accadere
2 rimando le scelte da fare
3 non scelgo perche’ puo’ esserci una scelta migliore in seguito
4 mi lascio prendere dall’impulso e decido senza sufficienti informazioni o elementi
5 spesso credo che veramente non ho scelta
6 lascio che qualcun altro decida al mio posto
7 ho paura di fare un errore e vado in ansia
8 siccome ho fatto scelte sbagliate in passato ho paura  di decidere

stai pensando di cambiare lavoro?
scarica il report gratuito nella homepage del mio sito

 

Colloquio di lavoro:le 3 domande chiave per essere vincente

Postato il

colloquio di lavoro,trovare lavoro,cercare lavoro,verbi dinamici,competenze

La strategia vincente
Quando ti presenti ad un colloquio sai bene che i 2 punti basic sono:
1 conoscere la tipologia della azienda,la sua mission e la sua filosofia
2 vendere al meglio le tue competenze,il tuo knowhow,le abilità necessarie per dare una buona performance

Un errore di prospettiva
Molti che cercano lavoro si concentrano su quello che,loro pensano, l’azienda vuole.Questo è un errore.
La giusta prospettiva è scoprire cosa sta realmente cercando quella azienda.
Se conosci quali probabili criteri usa per selezionare sicuramente avrai un vantaggio sugli altri candidati perchè potrai mettere in luce e sottolineare proprio quelle tue abilità che interessano e,quindi,presentarti al meglio.
Ogni azienda ha i suoi criteri che dipendono da ‘cosa ha bisogno’ e naturalmente anche dalla persona che conduce la selezione.
 
Le 3 domande chiave di una azienda
In generale ci sono degli elementi comuni che quasi tutte le aziende cercano nel potenziale candidato.
Conoscere queste 3 domande può aiutarti a costruire la tua strategia quando devi affrontare un colloquio

1 questa persona è in grado di svolgere il lavoro?
E’ una domanda ovvia.Ogni compagnia in ogni campo vuole sapere se tu puoi
aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi,essere competitiva ed espandersi.
Chi ti seleziona cerca di capire se hai la conoscenza,le competenze ,le qualità personali e l’esperienza che ti permetterà di essere efficiente ed efficace in quella data posizione.
Il tuo compito è CONVINCERE.
Per convincere che tu sei la persona giusta per quel profilo è necessario fare degli esempi chiari e specifici che riguardano le posizioni ricoperte prima d’ora,i tuoi studi,i risultati che hai ottenuto.

2 questa persona si integrerà nella nostra compagnia?
Saper fare il lavoro non è sufficiente.Devi farlo per quella specifica azienda e ogni azienda ha la sua ‘cultura’,il suo modo di funzionare,di interagire a livello di risorse umane e di relazione fra colleghi,responsabili,esterni…
Chi ti sta esaminando vuole sapere se tu potrai essere uno di loro,uno del team.
Andrai d’accordo con i colleghi?Riuscirai a essere in tune con l’immagine che l’azienda  sta cercando?

3 questa persona vuole veramente lavorare con noi?
questa è l’ultima domanda.Una volta assicuratosi che sei in grado di fare quel lavoro con quelle specifiche mansioni,che hai capito che tipo di azienda e che filosofia ha vuole capire se sei di passaggio o sei disposto a stare abbastanza tempo per dare il tuo contributo senza andartene dopo che l’azienda ha investito tempo per integrarti e probabilmente formarti.

Queste 3 domande chiave applicate alla azienda con la quale farai il colloquio può darti la possibilità di preparare in anticipo la tua strategia,di scegliere cosa valorizzare del tuo CV e su cosa puntare per essere vincente.

colloquio di lavoro,come rispondere colloquio lavoror, come trovare lavoro

Vuoi un CV vincente?apri le 4 finestre

Postato il

CV,verbi dinamici,curriculum,competenze,swot,counseling,trovare lavoro

Quando  ci capita un problema in genere tendiamo a vederlo come un ostacolo,una scocciatura ma occorre prima o poi prendere una decisione.
Quando hai un problema da risolvere che metodo di decision making usi?
Sei sicuro che per ogni problema che ci sia solo una soluzione?
Ogni problema ha più aspetti e dipende dal punto in cui lo vedi.

i 4 punti di vista

[superemotions file=”icon_idea.gif” title=”Lightbulb / Idea”] il tuo punto di vista
Come vedi tu il problema.Questo è il modo in cui noi filtri e valuti solitamente le situazioni in base alle tue convinzioni, valori, opinioni

[superemotions file=”icon_idea.gif” title=”Lightbulb / Idea”] il punto di vista dell’altro
E’ mettersi nei panni di qualcun altro cercando di pensare con la sua testa,di vedere  secondo la sua prospettiva

[superemotions file=”icon_idea.gif” title=”Lightbulb / Idea”] punto di vista dell’osservatore
Guardare con gli occhi di un osservatore esterno, distaccato il problema

[superemotions file=”icon_idea.gif” title=”Lightbulb / Idea”] il punto di vista tu e il contesto
Guardi la situazione con un’ottica più ampia . tu e lo spazio dove ti muovi,tu e l’altro dentro un sistema

Facciamo un esempio
vuoi promuovere il tuo CV e inviarlo con successo?
1 focalizzati sulle tue competenze,esperienze e scrivi il tuo CV
2 mettiti nei panni del selezionatore: a cosa interessa,che io ho,a quella azienda?
3 fai una SWOT per capire i tuoi punti di forza,quelli critici,le opportunità e i possibili ostacoli
4 cosa cerca oggi il mercato del lavoro nel campo professionale nel quale voglio far carriera, e cosa ho io?

ca-logo1

i servizi di Counseling Solutions qui

CV e competenze:quanto tempo serve per imparare l’inglese?

Postato il Aggiornato il

 

imparare l'inglese,quanto tempo per imparare inglese,competenze inglese,CV

Quando scorri gli annunci di ‘offro lavoro’ sui portali più importanti avrai senz’altro notato che un notevole numero di questi richiede,fra le competenze il sapere l’inglese
Qualche esempio:
contabile junior: indispensabile lingua inglese
ragioniere :buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata (frequenti contatti con clienti e fornitori all’estero)
segretaria: con ottima conoscenza della lingua inglese

Quale è il tuo livello di conoscenza dell’inglese?
Hai un diploma, un certificate internazionale valido?
Leggi
qui i livelli del Consiglio d’Europa
la certificazione
IELTS

TEMPUS FUGIT…
L’apprendimento ad ogni livello richiede tempo.
Ci vogliono circa 1000 ore per raggiungere competenza conscia in qualunque abilità. Sono richieste circa 5000 ore per raggiungere la competenza inconscia.

Una buona conoscenza dell’inglese si ottiene con circa 2000 ore di esposizione alla lingua:
studio,lettura di testi,ascolto di audio,visione di video o di film,conversazione.
Trovare il tempo per esporsi alla lingua ogni giorno consente una memorizzazione più rapida ed efficace.

Cosa significa competenza?
Per apprendere una abilità bisogna passare da 4 fasi obbligatorie:

Incompetenza inconscia.
Non sai e non sai di non sapere.Pensa ad esempio ad attività,abitudini come guidare,nuotare,leggere,parlare l’inglese.Ma una volta non sapevi,non eri capace e non ti si poneva neanche il problema di imparare.

Incompetenza conscia
Una volta che hai deciso di imparare qualcosa di nuovo all’inizio eri insicuro,un po’ imbra ma a poco a poco hai imparato e magari se la cosa ti interessava l’hai fatto rapidamente.Per un buon livello ci vogliono almeno 2 ore settimanali di colloqui in inglese per diversi mesi.

Per iniziare e perseverare ti serve un buon insegnante con esperienza.Perché ti serve un buon insegnante?
♦per tenere alto il tuo livello di motivazione
♦per programmare con te i tempi e modi adatti
♦per farti progredire attraverso piccoli successi
♦per fornirti una strategia per imparare

Competenza conscia.
Arrivato a questo punto puoi dire che sei capace,l’attività è entrata nel tuo bagaglio risorse ma non è ancora una competenza consolidata e abituale
Ora per vedere miglioramenti  bisogna aver pazienza.
Una volta imparato il basic per passare al livello superiore è necessaria la costanza.
Per imparare a parlare e a capire senza pensare devi esercitarti ogni giorno con costanza.

Competenza inconscia.
Ora la tua abilità è automatica ed abituale. Non è necessaria un’attenzione conscia al comportamento.
Ad esempio parlare con una persona o ascoltare la musica mentre guidi,parlare in inglese senza pensare in italiano

Le mie  proposte 

generale   English coaching  
 lavoro e business English at work  

Le mie garanzie    chi sono

 

Problem solving:Per pensare…mettiti un cappello

Postato il Aggiornato il

counseling,sei cappelli,De Bono,CV,trovare lavoro

Edward De Bono è uno degli esperti, a livello mondiale, nel campo del pensare creativo.
Anni fa ha inventato un metodo ingegnoso per analizzare  un problema o per prendere una decisione.
Il metodo è illustrato ne libro”Sei cappelli per pensare”.
Per analizzare un problema basta indossare via via  6 cappelli di diverso colore (i cappelli sono simbolici)
Ogni cappello colorato guarda al problema da una prospettiva e analizza una componente
Ogni volta che indossi un cappello cambi atteggiamento.

I 6 CAPPELLI
cappello bianco (tutte le informazioni a disposizione,i fatti,i dati)
Hai  tutte le informazioni necessarie? Come fai a ottenerle? Sono attendibili?

 Cappello Rosso: Sentimenti, Intuizioni, emozioni
(i propri sentimenti intuizioni di getto,emozioni, così come sono, senza dare giustificazioni)

 Cappello Giallo: Valori, benefici
(aspetti positivi,vantaggi,opportunità,benefici apportati da una certa idea: senza i benefici l’idea per quanto bella è inutile) 

Cappello Nerogiudice
(l’avvocato del diavolo,valutazioni,critiche,cosa non puo’ andare?qualo sono i contro?
Importante per vedere gli ostacoli, evitare errori)

 Cappello Verde: Creatività
(nuove idee ,le possibilità,le alternative…)

 Cappello Blu: Organizzazione
(le priorita’,i metodi per risolvere il problema,come,cosa,i risultati..)

Questo metodo aiuta la mente a fare ginnastica,ad occupare diverse posizioni:
♦investigare come Sherlock Homes
♦accogliere l’emozione
♦prendere in esame il giudizio
♦far spazio alla creatività
♦organizzare le priorità

 

Trovare/cambiare lavoro:Per vendere il tuo CV usa la PEP Formula

Postato il Aggiornato il

cambiare lavoro,CV,curriculum,career counseling,self marketing

Vuoi promuovere il tuo prodotto-CV con successo?
In questo caso lascia perdere la virtù della modestia.
La modestia è certamente una encomiabile virtù,ma nel cercare lavoro non paga e in più ti impedisce di sapere quanto vali realmente,quanto peso hanno le tue competenze e il tuo mix di abilità e qualità personali.

Mettere in evidenza i risultati che hai ottenuto è il modo migliore per iniziare la tua campagna pubblicitaria per promuovere il tuo prodotto:TU

Una azienda vuole sapere se sei in grado di  risolvere problemi, in che misura puoi contribuire  alla performance della organizzazione.
Il pass per il colloquio non si basa esclusivamente sulle mansioni che hai avuto  nei precedenti lavori.Quello che fa la differenza è la tua capacità di RACCONTARE’ nei dettagli la storia dei tuoi successi.Promuovi il TUO prodotto con lo storytelling

Due atteggiamenti non ok
Quando chiedo ai/alle mie clienti ‘quali risultati  hai ottenuto fino ad ora?
di quali sei più orgoglioso/a?  le classiche 2 risposte sono:

1 mah…ci devo pensare….ma in che senso?
Sono sicura che sanno cosa hanno fatto ma non riescono a ‘pescare i risultati’, a farli emergere  dalle profondità dell’oceano.

2  una lista standard di mansioni o in alternativa abbozzano qualcosa cercando in tutti i modi di minimizzare come se fosse roba di scarso valore,bigiotteria (e poi scopro che è proprio il contrario)

Quasi sempre,per modestia,tendiamo a sottostimare quello che facciamo fino a quando qualcuno riesce a farci vedere i risultati sotto la giusta luce.
E’ come illuminare una stanza dove sono appesi quadri preziosi con una lampadina da 30 watt..(tutto rimane in penombra,sottotono) e illuminare ogni quadro con dei faretti ad hoc.

La PEP Formula per fare story telling
La TUA career history deve raccontare la TUA storia,non deve essere semplicemente un elenco di posizioni in ordine cronologico inverso.
Impara ad analizzare i TUOI risultati delle esperienze lavorative

Un modo per raccontare  i risultati che hai ottenuto con successo e guardare la situazione lavoro dal punto di vista di chi sta dall’altra parte,l’azienda è imparare ad  usare la PEP formula
Profitability     Redditività
Efficiency        Efficienza
P  
Productivity     Produttività


le domande -traccia

1 come hai contribuito alla redditività della azienda/e in cui hai lavorato in termini di risparmio guadagno,aumento (stima una percentuale,un dato numerico)
2 come hai contribuito alla  efficienza
(ad esempio:riduzione di costi)?
3 come hai contribuito alla produttività ?

dare i numeri
I numeri sono d’impatto e ti aiutano a valorizzare il tuo prodotto.
Inserisci parametri e poi elenca fino a 6 risultati per ogni posizione. Non essere modesto.Usa la modestia in altri campi.
Sintetizza i principali traguardi raggiunti durante l’università o durante la tua carriera. Quantifica il risultato.

Le aziende ragionano con mente matematica.I numeri sono dati non opinioni
ad esempio
•ho gestito 60 clienti su tutto il territorio nazionale
•ho approvato ogni mese 120 pratiche di finanziamento nel range 2000/10000 euro
•ho  gestito 70 customer call ogni giorno con un tasso di customer satisfaction dell’87%
•Revisione del Client Service (web application)
Il risultato: un aumento misurato del 54%   nell’utilizzo del servizio con un
incremento di productivity stimato intorno 120 giorni
•se hai lavorato come impiegato di primo livello non limitarti a fare la lista delle mansioni ho gestito i pagamenti” / “ho inserito i dati di… ”
dai i numeri.

MEMO
il tuo obiettivo è catturare l’attenzione,suscitare l’interesse e farti chiamare per il colloquio.
Non devi vendere le tue competenze al selezionatore. Concentrati sulle necessità dell’azienda. Quale contributo concreto TU puoi dare?

 

Vuoi chiariti le idee su come
scegliere le informazioni più rilevanti ed efficaci da inserire nel TUO CV
costruire la tua career history
concretizzare  il tuoi obiettivo se stai pensando di cambiare lavoro

 qui alcuni dettagli  dei miei servizi  e come richiedere una sessione gratuita