Elogio dell’insuccesso:vince chi fa più errori.

Postato il Aggiornato il

 

atteggiamento mentale,mindset,career counseling,problem solving, come fare il CV,2014
Ci hanno insegnato che sbagliando s’impara, che senza insuccessi non c’è apprendimento.
E’ stata la filosofia di Thomas Watson, il fondatore di IBM che affermava che il modo migliore di aver successo, di farcela è raddoppiare il tasso dei fallimenti.

A ognuno di noi è certamente capitato di commettere qualche errore e di consolarci pensando che “errare humanum est” a patto di imparare il più possibile da questi errori, gestirli in modo costruttivo.
Sbagliare, fallire non piace a nessuno. Ne va della nostra autostima, del giudizio degli altri, della nostra reputazione specie nel campo professionale, dove sbagliare può avere
un costo economico e professionale alto, può bloccare una promozione, far vacillare il posto…

Farson e Keyes nel loro splendido libro ‘Vince chi fa più errori’ affermano che il concetto di fallimento deve essere ripensato.
La nostra cultura, dicono, è orientata verso il successo e penalizza l’insuccesso che è invece un elemento prezioso per crescere, per migliorare e, magari, per avvicinarci più velocemente alle nostre mete.

Oggi il mondo cambia rapidamente sotto i nostri occhi ed è necessario, vitale per fare passi avanti confrontarci con le due facce della stessa medaglia il successo e l’insuccesso e rischiare, accettare le sfide.

 

Siate come una gomma per cancellare: riconoscete i vostri errori, fatene tesoro e poi cancellateli dalla memoria.
Zig Zaglar

Il valore del fallimento
I fallimenti così come il procedere by trial and error, per tentativi possono offrire anche dei vantaggi e nuove opportunità. Come?

Nel tran tran di ogni giorno siamo portati a galleggiare, a dare per scontato. Quando tutto va liscio, non ‘perdiamo’ tempo per verificare se le nostre strategie sono efficienti ed efficaci, se c’è all’orizzonte qualche cambiamento.

Gli errori e i fallimenti permettono di fermarci al pit stop e di identificare, mettere a fuoco cosa non ha funzionato e aprire nuove strade. Un errore, improvviso e inatteso, può rappresentare un’interessante occasione di scoperta se s’impara a osservare senza preconcetti e con uno sguardo attento e farsi domande.
Che cosa è mancato? Che cosa togliere/aggiungere, modificare…
L’errore ci scuote, mette in discussione i nostri atteggiamenti e le nostre convinzioni.

Ogni insuccesso ha due facce: un evento negativo ma anche un’opportunità per valutare e pianificare nuove strategie.

Tante scoperte sono state fatte per errore.
Un esempio.
Com’è nato il post-it
Nel 1968 alla 3M Spencer Silver stava cercando testando un adesivo ultraforte ma il risultato era che creò invece una colla particolarmente debole.
Non si perse d’animo. Anziché buttarla, la affidò ai propri colleghi sperando nella speranza che trovassero una possibile applicazione.
Qualche anno dopo, uno di questi, Art Fry, si ricordò della particolarità di quella colla in grado di aderire alla carta anche dopo essere stata più volte staccata. Da quell’apparente fallimento ed errore nacquero i famosi post-it gialli con i quali la 3M ha fatto milioni di dollari.  

Il problema non è come far entrare idee nuove in testa ma come far uscire quelle vecchie Dee Hock.

Come imparare dai fallimenti
Assumersi le proprie responsabilità invece di incolpare gli altri.
Riconoscere l’errore, imparare da ogni fallimento invece di nascondere o ignorare l’accaduto ripetere gli stessi
Imparare che il fallimento è parte del successo invece di aver paura di tentare
Tenere un atteggiamento costruttivo e ricercare prospettive differenti  invece di rimanere ingessati nel’ si fa così,tutti fanno così e accettare le regole tradizionali come assiomi
Accettare nuove sfide e rischiare invece di farsi bloccare dagli errori del passato
Credere che è la cosa non ha funzionato invece di prenderla sul personale e di colpevolizzarsi (Io sono un fallito)
Analizzare i diversi elementi in gioco, perseverare invece di mollare.

leggi anche
la migliore qualità del leader manager


BIBLIOGRAFIA

R. Farson ,R Keyes -Vince chi fa più errori.
Il paradosso dell’innovazione. F. Angeli
Z. Zaglar -Passi verso la cima. Gribaudo
John C. Maxwell Failing forward. Turning Mistakes into Stepping-Stones for Success Thomas Nelson Publishers

Annunci