Mese: dicembre 2011

Outlook 2012:il PIL non funziona per misurare l’economia reale e il benessere

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Questo 2011 è stato definito da molti l’anno horribilis. Dalla top ten del vocabolario della crisi al primo posto lo spread,sei lettere che ci hanno perseguitato per mesi come una ossessione quotidiana insieme al Pil,prodotto interno lordo.
Tutto ruota intorno al denaro,l’atomo economico-finanziario  attorno al quale ruotano gli elettroni della speculazione.
L’essere umano è diventato una variabile piegata ai capricci della grande finanza.

Il sistema che oggi ci pervade è un capitalismo-casinò, in cui il confine tra il guadagnare e il perdere tutto è labile:il denaro viene scambiato a ritmi altissimi e in modi sconosciuti, non possiamo sapere con certezza che fine faranno i nostri soldi, che cosa succederà in futuro (Loretta Napoleoni-economista)

I critici del Pil
Nel 1968  Robert Kennedy  fu uno dei primi a criticare il concetto di PIL.“Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del PIL.

Nel 1972 Jigme Singye Wangchuck,il quarto Re del Bhutan propose un cambio di prospettiva.
Invece di puntare sul Pil (ricchezza prodotta in beni e servizi) perché non considerare la qualità della vita? Ecco allora il Fil,felicità interna lorda.
Il Fil appoggia su quattro pilastri
♦sviluppo socio-economico
♦conservazione dei valori culturali
♦salvaguardia dell’ambiente naturale
♦istituzione di un buon governo.
Fra gli altri indicatori per misurare il Fil:il benessere psicologico,la salute,l’ istruzione, qualità della vita…

Nel 2006 David Cameron dopo essere divenuto leader dei tory (conservatori), lanciò l’idea misurare il benessere dei cittadini  come sfida politica del nuovo millennio.
Ora come premier ha deciso di interrogare tutti i cittadini del Regno unito nella convinzione che il Pil sia un concetto riduttivo e insufficiente per misurare la crescita e il benessere di un Paese. Il benessere non può essere calcolato unicamente in termini di soldi.Servono nuovi indicatori per misurare il benessere sociale, personale, culturale, il ‘general wellbeing’.

Il manifesto del movimento no global
La premessa di tale filosofia trova radici nel rivoluzionario libro di Schumacher del 1973 “Piccolo è bello. L’economia come se la gente contasse qualcosa’ una critica alle economie occidentali
Secondo The Times questo libro è uno dei 100 libri più influenti pubblicati dopo la Seconda guerra mondiale.

Ai tempi l’analisi dell’economista e filosofo Schumacher era troppo alternativa, oggi è realtà. L’unica via d’uscita, dunque, è frenare la corsa della finanza,rallentare.

 

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