Mese: giugno 2012

Globalizzazione:in 3 tappe il mondo è diventato piatto e l’Italia è in apnea

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il mondo è diventato piatto

Il termine “globalizzazione è stato coniato nel 1983 dal giornalista americano Theodore Levitt e reso poi di comune uso dall’economista giapponese Kenichi Ohmae.
Nel suo libro ‘Il mondo è piatto: breve storia del ventunesimo secolo’ Thomas Friedman editorialista del NY Times e vincitore per tre volte del premio Pulitzer. illustra i grandi cambiamenti in atto nella nostra epoca. 
Friedman con il concetto di  “piatto” intende  “connesso“:
L’abbattimento delle barriere politiche e commerciali,i progressi tecnici,la tecnologia hanno consentito di annullare le distanze ma costringe ad aumentare i propri ritmi per stare al passo con i tempi.

Secondo Friedman  la Globalizzazione 3.0 è guidata da ogni individuo in qualsiasi parte del mondo che ha la capacità di innovare e mettere in campo soluzioni creative.

Per ora nel campo della ricerca,dello start up di nuovi progetti India e Cina fanno la parte del leone.

 Se volete prosperare in un mondo piatto dovete capire che qualsiasi cosa si possa fare, sarà fatta, e molto più velocemente di quanto voi pensiate. L’unico dubbio è se sarete voi a farla o se dovrete subirla.Oggi la sfida più importante è quella tra voi e la vostra immaginazione.

 La Globalizzazione è “un processo attraverso il quale  mercati e produzione nei diversi Paesi diventano sempre più interdipendenti, in virtù dello scambio di beni e servizi e del movimento di capitale e tecnologia” OCSE

 La globalizzazione ha sviluppato una forte mobilità di merci, persone, ricchezze, conoscenze e denaro.

Le tre ere della globalizzazione
Nel suo libro, Friedman analizza la storia moderna dal punto di vista della globalizzazione

Globalization 1.0 :il geo-appiattimento
La prima globalizzazione è avvenuta a livello geografico
Colombo con la scoperta dell’America,i numerosi viaggi di vari esploratori,i traffici e lo scambio di merci hanno nell’insieme contribuito a connettere vari punti del pianeta.Il trend è continuato fino al 1800

Globalization 2.0: l’appiattimento dalla rivoluzione industriale
quando la rivoluzione industriale ha avuto bisogno per la sua espansione di reti ferroviarie e stradali per ridurre le distanze  e poter distribuire i manufatti.
Questa espansione delle vie di comunicazione è continuata più o meno fino alla fine del secondo millennio.

Globalization 3.0 :l’appiattimento tecnologico
Col terzo millennio le reti di comunicazione sono diventate tecnologiche.Internet ha permesso via via di connettersi sempre più rapidamente.
Ne ha beneficiato il business a livello globale specie i paesi emergenti ma anche le persone a livello privato con la nascita dei social media,delle video conferenze, della fibra ottica.Lo spazio virtuale consente di incontrarsi,di scambiare informazioni.

La sfida che tutti abbiamo, nel “mondo piatto è trovare un equilibrio
La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili William Burroughs

l’Italia e la globalizzazione
La Banca Mondiale nel rapporto 2012  fa una comparazione fra 183 paesi sulla facilità di start up di nuove iniziative economiche,di fare impresa  prendendo in esame 10 parametri  

1facilitazioni all’avvio dell’attività
2 permessi edili
3 allacciamento dell’energia
4 accesso al credito
5 protezione legale degli investitori
6 pagamento delle imposte
7possibilità di commercio internazionale
8 garanzie per l’esecuzione dei contratti
9 tutele in caso di insolvenza dei debitori
10diritti di proprietà intellettuale

l’Italia in fondo alla classifica
Siamo la decima economia del mondo per grandezza di Pil annuo ma siamo finiti all’87esimo posto della classifica  dei 183 paesi del mondo peggio di Zambia, Romania, Bulgaria, Messico, Tunisia e di moltissimi altri Paesi asiatici e africani (l’anno passato eravamo all’ 83simo)

Rispetto allo scorso anno siano scesi di 4 posizioni per colpa dell’alto livello di pressione fiscale (per questo criterio siamo al 134imo posto) e della giustizia civile che ha tempi biblici rispetto agli altri paesi Ocse (158esimo posto)

criteri 2012 2011
1facilitazioni all’avvio dell’attività 77 67 -10
2 permessi edili 96 93 -3
3 allacciamento dell’energia 109 108 -1
4 accesso al credito 98 96 -2
5 protezione legale degli investitori 65 60 -5
6 pagamento delle imposte 134 131 -3
7possibilità di commercio internazionale 63 63
8 garanzie per l’esecuzione dei contratti 158 158
9 tutele in caso di insolvenza dei debitori  30  30
10diritti di proprietà intellettuale 84 82 -2

La classifica generale del fare business in modo facile e trasparente la Danimarca,primo fra gli Stati europei è al quarto posto 

guarda il ranking generale

Leggi

il mondo è piatto e schiaccia i poveri


Women&business:scopri che donna manager sei

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BUSINESS ATTITUDE : IL TUO STILE PERSONALE
Il termine manager nei paesi anglosassoni ha un significato diverso da quello che in Italia si dà.

Manager è chi gestisce,dirige,amministra qualcosa
Se pensi a tutti i compiti che quotidianamente svolgi in famiglia e nella amministrazione della casa tu possiedi già i basic delle capacità di management.
Queste skill possono opportunamente essere perfezionate e applicate in ambito professionale.

Per una donna che vuole avere il ruolo di manager è importante conoscere la sua personalità, capire che tipo di atteggiamento ha verso il suo lavoro ma anche conoscere i suoi collaboratori e allo stesso tempo la ‘cultura della azienda’ cioè la sua vision,la sua mission e l’insieme di regole,aspettative della ‘persona-azienda’ 
In questo articolo voglio darti alcuni input per riflettere sul tuo stile personale.
Naturalmente  le suddivisioni per tipologie non hanno mai la pretesa di inquadrare una persona in una casella ma di aiutare a focalizzarsi sia sui propri punti di forza che sulle proprie carenze per migliorare la performance e soprattutto la comunicazione con gli altri.

TIPO A :SEI UNA LEADER NATA SE…
sei ambiziosa e hai voglia di fare senza aspettare o perdere tempo.
Vai diritta alla meta,al tuo obiettivo senza guardare in faccia a nessuno 
Il tuo obiettivo è ‘fare sempre meglio’ anche rischiando
Sei in genere permalosa,non sopporti le critiche anche le più piccole e ti piace dire pane al pane senza peli sulla lingua.
Non sopporti chi si perde in un bicchier d’acqua o temporeggia aspettando che le cose si risolvano da sole.
La routine ti fa paura e la frase ‘ si è sempre fatto così ‘ ti irrita.
I cambiamenti non ti fanno paura.
Non hai problemi a delegare specie i compiti ripetitivi e noiosi.
Quando dici qualcosa a qualcuno lo fai una volta sola e ti aspetti di essere 
ascoltata e capita al volo.

TIPO B:SEI UNA MANAGER SOFT SE….
cerchi di stabilire un rapporto quasi amichevole con i tuoi collaboratori e con i subalterni.Sei comprensiva quando è il caso ma sai essere anche franca e chiara. 

Il tempo che scorre non ti mette in ansia.
preferisci terminare un lavoro prima di iniziarne un altro.

Riesci e a lavorare in modo metodico e proficuo in modo da raggiungere livelli anche di notevole eccellenza; sai valorizzare i rapporti affettivi e gli aspetti creativi della tua vita.
Vivi il rapporto con gli altri in termini positivi
Non ti piace fare la stronza con nessuno .

Ti piace lavorare in un ambiente dove ti apprezzano

Parli con calma e ti piace ascoltare.
La tua filosofia di vita è ‘ci sono al mondo buoni e cattivi ma i buoni sono in discreta maggioranza.
Vivi nel presente e sai valutare il momento giusto per agire senza impazienza.
Ti metti in gioco ogni volta perché vuoi fare sempre meglio.
Più che dimostrarlo agli altri vuoi farlo verso te stessa.

Sei creativa e ti fidi della tua intuizione che per il 90% delle volte non sbaglia mai.
Accetti le critiche perché c’è sempre da imparare per migliorare.
Condividere per te fa rima con imparare
Se qualcuno ti fa andare fuori dalle grazie usi la tua ironia e il tuo caratteristico umorismo anglosassone.
In genere ti arrabbi per l’argomento del contendere e non con la persona  
I ruoli dove devi convincere gli altri ,aiutare chi ha problemi, creare idee nuove e prodotti sono per te.
Le donne nel management spesso vengono viste nell’ambiente di lavoro come soft 

TIPO C : SEI UNA MANAGER ANALITICA SE….
sei attenta ai dettagli e spesso troppo,metodica e pignola

Il suggerimento è : per guardare agli alberi non perdere la visione della foresta.
Sei orientata al futuro ma on hai problemi ad aspettare valutando con un ottimo senso del timing i pro e contro prima di prendere una decisione.

Ti piace studiarti e analizzare le persone che hai intorno.
Quando qualcuno ti fa arrabbiare la maggior parte delle volte te la leghi al dito e tratti l’altra persona con un silenzio tombale.
I cambiamenti improvvisi ti causano tensione.Preferisci calcolarli,anticiparli e pianificarli perché non ami rischiare.
Se vuoi diventare una leader devi diventare più flessibile e aperta nei rapporti con gli altri e col tuo team.
Per te ogni cosa ha un suo ordine o una procedura da seguire. 
Questo tipologia si trova nelle professioni che riguardano la psicologia,l’analisi nell’ambito del marketing,informatica e tutto ciò che riguarda i numeri e l’analisi.

 

Donne lavoro,carriera:hai la sindrome dell’angelo della scrivania?

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Un rapido sondaggio fra le donne che lavorano e emergono le domande,dubbi e lamenti del tipo
come mai il mio collega che non è così competente è stato promosso?
mi do da fare, faccio più del dovuto..perché non mi notano?
sono da 8 anni in questa azienda e non riesco a fare carriera

Ogni donna quando inizia la sua carriera compie inevitabilmente degli errori e ne fanno tesoro con l’esperienza ,ma non tutte imparano le regole del gioco.
Alcune  rimangono idealmente legate alla sindrome dell’angelo della scrivania,nel solito ufficio a fare le stesse cose anche se hanno talento e capacità da vendere.

La sindrome dell’angelo della scrivania
Questa sindrome ha radici lontane e in sintesi può definirsi ‘doverite di far contenti tutti’
Con questa sindrome tutte noi donne abbiamo più o meno fatto i conti perché
fin da piccole alle donne è stato insegnato a essere obbedienti,a dire sempre sì.
Ce lo siamo sentite ripetere a casa, a scuola di non essere egoiste, di mettere prima i bisogni dell’altro. Il principio è giusto ma non a spese dei propri bisogni.
Anche Gesù ha detto ‘ama il prossimo tuo COME te stesso’( non più di…)

Far piacere,aiutare qualcuno è positivo solo quando è una scelta e siamo convinte ,non per senso di colpa.
E’ positivo quando non mettiamo in secondo piano i nostri obiettivi,il tempo per rilassarci,le attività che per noi sono importanti e quando non chiediamo troppo a noi stesse.

Regola 1 conoscere le proprie priorità
regola 2  dosare bene le energie 

Se facciamo un favore solo per dovere,se siamo sempre disponibili c’è il caso che qualcuno se ne approfitti e spesso ce ne accorgiamo troppo tardi
Se siamo troppo tolleranti verso la pigrizia o l’irresponsabilità di colleghi e colleghe
coprendo le loro magagne,correggendo o terminando il loro lavoro alla fine saremo noi a pagare in termini di stress o di predicozzi da parte del boss.

Se svendiamo idee e consigli preziosi agli altri che si prendono il merito e gli onori ci troveremo a bocca asciutta e deluse se non tremendamente imbestialite  per non aver sentito neanche un grazie.

La sindrome di Atlante
Ti ricordi del mito di Atlante condannato da Giove a sorreggere per l’eternità sulle sue spalle la volta del cielo?Come Atlante noi donne ascoltiamo la voce dei ‘devo’ dentro di noi:

di caricarci dei problemi in famiglia,al lavoro tranne poi lamentarci per la stanchezza,perché non abbiamo un momento libero per fare qualcosa che ci interessa.

Mettersi prima degli altri non è essere egoiste o cattive.
E’ fare rispettare le proprie priorità ed esigenze(e rispettare se stesse).Per farlo è importante ascoltarsi.
Difficile imparare ad essere egoiste e ‘cattive’sia dentro le quattro mura che al lavoro,quindi a denti stretti diciami ‘si’…con un sorriso stampato e delle ondine di crampi allo stomaco.
Anche le donne più indipendenti spesso devono resistere alla tentazione di ricadere nella trappola del buonismo fine a se stesso.

il segreto è dire NO
Perdere la capacità di dire ‘no’ vuol dire perdere il contatto con se stesse.
Ognuno ha il diritto di dire “NO” se e’ quello che sente di dire in quel momento

Per le donne poi c’è un ostacolo in più.
Noi donne spesso e volentieri regaliamo a piene mani tempo,energia,ascolto e anche amore spargendo a pioggia per un senso distorto del dovere rpetutto come un ritornello ipnotico da più di 2000 anni.
Viene quasi spontaneo mettere i propri bisogni al secondo,terzo..ultimo posto.aspettando un grazie o riconoscenza , caricarsi sulle spalle casa,figli,lavoro e se c’è ancora posto..il resto.E’ altruismo? No. E’ la sindrome di Atlante

Per imparare a dire di No occorre fare esercizio.
E’ come quando vai in palestra o in piscina per la prima volta o dopo tanto tempo.
Devi iniziare ad allenarti,a scaldare i muscoli.

Come si fa a dire NO
Nel miei 4 ebook ‘basta piedi in testa’ uno è dedicato proprio a come imparare a dire No in 6 passi e molti consigli pratici per situazioni comuni( al lavoro,in famiglia, con figli,parenti…)
Ci sono almeno 20 modi di dire NO
SERVIZI PERSONAL COUNSELING 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempio: 
la tecnica sandwich

Con questo ‘no’ riconosci il valore del rapporto che hai con quella persona ma rifiuti la richiesta e la ringrazi per averti chiesto.
Lo so che per te è importante ma non so proprio come venirti incontro adesso.
Comunque apprezzo il fatto che me lo abbia chiesto’

Quando una persona ti chiede un favore non dire automaticamente di sì.
Fermati un attimo e ascoltati cosa senti veramente?

Se dici sì per paura, se senti rabbia,risentimento, irritazione è il momento di iniziare a tirare una nuova linea di confine.
Immagina questa linea,dalle un colore,una coreografia e innesca un ideale sistema d’allarme che risuoni e si accenda dentro di te per avvertirti
Fissa la immagine con la frase “Voglio andare fino a qui, ma non oltre”.

Prima dei iniziare: fase di riscaldamento
IL MANTRA
Ricordati sempre il mantra

Io (nome) ho il diritto adesso di scegliere sì o no.

Questo mantra è come la chiave della tua casa
Scegli consapevolmente ogni volta cosa faree dire,che atteggiamento adottare
per far rispettare i tuoi confini senza sentirti obbligata ad accettare qualcosa che non vuoi.
Occorre un po’ di pratica… ma non demordere.

L’onestà verso se stesse è il primo passo per imparare a volersi bene. 
No è la risposta che occorre imparare a pronunciare un po’ più spesso.
Perché No è diventata una parola difficile?
No è una parola breve che ha un suo peso specifico diverso secondo le persone e le situazioni.

la bilancia del No
Non tuti i No hanno lo stesso peso.

In alcune situazioni e con alcune persone il peso e il costo di dire dire NO richiede si investire più energia.
Fai un check up delle persone e delle situazioni.

LE PERSONE
♦Con chi ti è facile dire di no…senza pensarci due volte?

♦Con chi riesci ma poi ti rimane sullo stomaco,ti senti a disagio come se avessi fatto una cosa da non fare?Con chi è proprio difficile?
♦Prova a ricordarti a chi dai il maggior potere di chiuderti la bocca,di trasformare un NO in un sì

LE SITUAZIONI
♦In quali occasioni al lavoro?

♦E’ la situazione o la persona che ti rende difficile dire di NO?

un libro da leggere
Mrs Moneypenny ‘Donne e carriera’-Hopeli

Non conosco una via infallibile per il successo,ma soltanto una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti (Platone)

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PROPOSTE WORKSHOP SELF MARKETING WOMEN

Cosa c’è nella testa di un recruiter che legge il tuo CV?

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Immagina…(dice Clooney nel commercial di fastweb)..immagina

Questa volta immagina…una azienda che vuole assumere e si vede arrivare decine e decine di curricola formato europeo.

Leggere un CV,specie il formato europeo, è una attività che non piace ai recruiter.Perché?
Ha un layout penalizzante e anonimo e spesso e volentieri per come viene compilato assomiglia più a un necrologio o una lista della spesa che a uno strumento di promozione della propria professionalità e esperienza.
Le frasi sono generiche del tipo:
Capacità di lavorare in gruppo, capacità di adattamento,buone capacità di problem solving (quali in specifico hai risolto?)
Un CV ha come obiettivo di convincere,incuriosire e far capire a chi legge
il proprio valore in pochi minuti.
leggi il trailer del tuo CV 

Secondo un sondaggio compilato da 124 direttori delle risorse umane, emerge che 85% dei giovani in cerca di lavoro commette spesso errori ortografici o lessicali.

I recruiter esaminano in primis il tuo CV come se fosse una foto e il formato europeo assomiglia a una foto sbiadita in bianco e nero dove tutto si confonde.
Se poi guardano meglio i dettagli,cioè i contenuti,l’originalità del prodotto ecco che questo assomiglia spesso più a uno di quelli che si trovano negli hard discount con una confezione anonima e una etichetta sconosciuta.

leggi i 4 punti di vista

Cosa manca?
1Manca spesso la personalizzazione
cioè gli obiettivi specifici che si sono raggiunti,i risultati ottenuti espressi in concreto( numeri,percentuali….)

2 cosa potrai fare per quella azienda
Un recruiter non è interessato tanto a ciò che hai fatto ma cosa puoi fare per l’azienda.
Se non si capisce allora perché perdere tempo a chiamarti?
Come mostrare quello che sai fare?
Per prima cosa il CV va personalizzato per ogni azienda specifica al quale decidi di inviarlo mettendo in primo piano,in ordine di importanza,gli elementi che possono interessare all’azienda xxx.
Il CV misura unica non funziona.
Spendi un po’ di tempo per analizzare l’inserzione e se è scarna o generica cerca su internet informazioni,vai al sito aziendale per scoprire che tipo di azienda è,che mission ha,a che tipo di competenze è interessata….
Leggi il trailer del tuo CV

3  le parole chiave e il tuo brand
I recruiter cercano nel tuo CV le parole che fanno la differenza.

Come ti definisci?
Dopo il tuo nome e cognome ( non viceversa) quale è il tuo profilo professionale?
Il titolo è il tuo brand
Mario Rossi   – tecnico informatico
Sara Verdi    –  impiegata amministrativa
Luigi Bianchi – social media manager
Luisa Vallini  – marketing manager

Un CV senza parole chiave è come una pietanza senza sapore,un oggetto incolore che ti rende invisibile.
Più sono centrate e specifiche del settore in cui intendi lavorare più credibilità e punti acquisterai in vista di un colloquio

la differenza fra la parola giusta e la parola quasi giusta è la differenza tra il fulmine e la lucciola. Mark Twain

dove trovarle
Negli annunci pubblicati dalle aziende puoi trovare tutte quelle parole che riguardano

la specificità del ruolo
termini tecnici
tipologia di servizi
termini che riguardano il settore informatico
parole  specifiche del settore professionale che riguardano le qualifiche

leggi le parole chiave

Cosa fa la differenza fra te e gli altri? Proprio la qualità del tuo CV

Counseling Solutions  può aiutarti
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Stai cercando lavoro?La musica rock ti da’ lo spirito giusto per non gettare la spugna

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Cercare lavoro..è un lavoro e quasi sempre è fonte di frustrazione di questi tempi e spesso c’è bisogno di qualcosa che dia la carica permetta di non mollare.
Dopotutto la musica ci accompagna in varie occasioni per alleggerire la giornata,per rilassarci,per fare esercizio fisico.
Allora perché non usarla per dare una mano a stare motivati,per non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento?
La musica può riuscire a farti cambiare umore,a cancellare i pensieri negativi
Ecco una playlist di canzoni

 

It’s My Life Bon Jovi
Il messaggio della canzone è forte:
questa è la mia vita ,è ora o mai più 
meglio stare in piedi alti quando ti chiamano 
non mollare,non romperti,baby non andare giù 
è la mia vita ,è ad ora o mai più

Right Now Van Halen
Adesso è il tuo domani
afferra il momento magico
fai la cosa giusta
subito…raddrizza la situazione

Don’t Give UpPeter Gabriel and Kate Bush. 
non arrenderti perché hai amici
non arrenderti non ti hanno ancora battuto
non arrenderti so che sai farlo bene
non arrenderti adesso, siamo fieri di chi sei
non arrenderti, sai che non è mai stato facile
non arrenderti perché credo che c’è quel posto
c’è quel posto al quale apparteniamo

Chariots of Fire Vangelis
colonna sonora del film Momenti di gloria del regista Hugh Hudson.Puoi usarla per visualizzare il traguardo come già raggiunto.

Puoi usarla per fare un ancoraggio
Ti è mai capitato quando ascolti una canzone di  rivivere sensazioni che hai provato in quella situazione del passato?

In PNL fare un ancoraggio significa  ancorare” uno stato mentale positivo,associarlo a un segnale in questo caso la musica e l’immagine mentale del traguardo,di avere il lavoro che cerchi.
Puoi richiamare lo stato d’animo,la motivazione quando hai bisogno per darti coraggio.

Take a Chance on MeABBA
Quando spedisci il tuo CV o ti hanno chiamato per un colloquio hai bisogno di rispondere a una domanda. ‘perché dovrebbero prendere proprio me?’
Cerca di rispondere a questa domanda  con prove concrete mentre ascolti questa canzone per trarre la giusta ispirazione 


When you believeWithney Houston /Mariah Carey
Ci possono essere miracoliquando credi
sebbene la speranza sia fragile è dura da uccidere
Chi lo sa quali miracoli puoi raggiungere
quando credi …

Son of a Man Phil Collins
“Oh, il potere di essere forte
la saggezza di essere saggio
tutte queste cose arriveranno a te in tempo
in questo viaggio che stai facendo
ci saranno le rsisposte che cercherai
e sarai tu che ti arrampicherai sulla montagna
sarai tu che raggiungerai la cima

 We Are the Champions- Queen
non è stato tutto rose e fiori né un viaggio di piacere
La considero una sfida davanti all’intera razza umana
E non la perderò
E ho bisogno di andare avanti e avanti e avanti e avanti
Noi siamo i campioni – amico mio
E continueremo a lottare fino alla fine

Ecco altre canzoni
1 Eye Of The Tiger –Survivor
2 St.Elmo’s fire –John Parr
3 Rock You Like a Hurricane – The Scorpions
4 Simply the best-Tina Turner
5 Thunder road -Bruce Springsteen
6 City of blinding lights –U2
7 Ziggy Stardust-David Bowie
8 Start me up-Rolling stones
9 Thunderstruck-AC/DC
10 rock and roll-Led Zeppelin


 

Donne e self marketing:l’arte di domandare (6 domande chiave)

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domandare è un’arte che si impara
Le donne amano 2 cose : ascoltare e domandare .
Fare domande non è una capacità che nasce spontanea. Si può benissimo migliorare e questo per le donne è cruciale se vogliono farsi valere in campo professionale,prendere in mano il timone della propria carriera e non essere considerate solo come buone esecutrici senza pretese o,peggio,come pseudo mamme che tolgono le castagne dal fuoco,affrontano i rompiscatole,fanno il caffè,raccolgono fotocopie,propongono soluzioni e idee che puntualmente rubano i vari mister.

Chi domanda timidamente poco riceve

Quando eravamo bambine fare domande a raffica era facile come respirare. La curiosità era più forte degli stereotipi,di quello che avrebbero pensato gli altri,del fare una magra figura.
Quella curiosità non è sparita. Occorre ripristinare il software delle domande:
♣come funziona?
♣come posso farlo meglio,in un altro modo?
♣perché hanno deciso di farlo così?
♣chi decide?

Non occorre seguire le orme di Meryl Streep ne’ il diavolo veste Prada’ ma neanche comportarsi da Nice-Girl :
•minimizzare il nostro contributo(oh..non è niente…)
•chiedere scusa quando sarebbe il caso di controbattere
•essere troppo remissive, obbedire a denti stretti anche se non siamo d’accordo
•sedersi ad aspettare che qualcuno si accorga e dia la parola 
•mangiarsi il fegato in silenzio perché qualcun altro pronto a fare lo sgambetto ha messo la sua firma su una nostra proposta e ottiene gratificazioni e magari ci sorpassa con un sorrisetto sarcastico.
•non creare problemi

L’unico problema che possiamo creare è a noi stesse auto sabotando la nostra carriera e svalutando le nostre capacità  

Una domanda assennata rappresenta metà della saggezza Bacone

Il potere delle domande
Le domande sono uno strumento potente perché ti permettono di sapere,capire di più e quindi di scegliere e decidere con più consapevolezza.

Parlare a ruota libera non serve.
E’ importante incominciare a chiedere senza aver paura di sembrare stupide usando domande dirette senza chiedere spesso conferma se quello che pensi o proponi è giusto o sbagliato.La voce fa la differenza

Le parole fanno la differenza
Saper fare domande è una abilità assertiva.Non annacquare le tue richieste con parole come potresti…;scusa ma…;mi chiedo se….

La cosa più importante è non smettere mai di domandare.Albert Einstein 

CHECK UP DELLE DOMANDE
Prima di fare una domanda prova a fare questo check up
1 scopo della domanda
che cosa sto chiedendo?Cosa voglio ottenere?
2 efficacia
come posso fare in modo che la mia domanda sia più efficace?
le parole,gli aggettivi,i verbi che decidi di usare fanno la differenza e influenzeranno
la risposta che avrai.

Ci sono 2 tipi di domande

♦chiuse ( risposta sì/no)
♦domande aperte
sono utili per capire quali siano le idee, le opinioni e le reazioni delle persone..
Iniziano con Cosa, Come, Quando, Dove, Chi..

3. Persona
a chi vuoi chiedere?
assicurati di chiedere alla persona giusta.
Le persone che chiacchierano troppo o sono prolisse,le pettegole,le invidiose….

4. sinergia linguaggio non verbale-domanda
Per Watzlawick,che si è occupato delle dinamiche della comunicare, ogni comunicazione viaggia su due binari
contenuto verbale –cosa diciamo
rapporto con l’altra persona –come diciamo questo messaggio-contenuto
( gesti,postura,movimenti del corpo,espressioni del viso,tono e volume
della voce,sguardo…) cioè l’aspetto non verbale
E’ proprio l’aspetto non verbale quello che fa la differenza
Non si può non comunicare, è la prima regola della pragmatica della comunicazione.Anche  il silenzio comunica.

5. voce
la tua voce è in sincronia con lo scopo della tua domanda?
La voce dà agli altri una immagine di chi siamo e di come ci sentiamo a livello emotivo in quel momento.E’come un biglietto da visita parlante

Una domanda assertiva,una richiesta con una voce titubante,a basso volume non dà l’immagine di una persona autorevole,che ha fiducia nelle sue capacità e sa farsi valere

Fai un respiro profondo se vuoi ottenere una voce credibile.
Ciro Imparato nel suo libro ‘La tua Voce può Cambiarti la Vita’ la chiama voce blu.
metodo four voice colors

Non esistono domande stupide e nessuno diventa stupida, fino a che non smette di fare domande. Charles P. Steinmetz

PROMO BORSA COUNSELING