Mese: agosto 2012

Linguaggio NV:Come guardi?I 4 modi di guardare gli altri e la tecnica-triangolo (2)

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I messaggi che il nostro corpo esprime  non mentono.Qquesto è principalmente vero per lo sguardo Lo sguardo la fa da padrone nel codice di quel linguaggio non verbale che ci aiuta a comunicare.

Quando gli occhi dicono una cosa e la lingua un’altra, la persona accorta crede al messaggio dei primi. Ralph Waldo Emerson

Prova a guardare una persona negli occhi e potrai facilmente capire che cosa sta provando in quel momento.Sono proprio i nostri occhi  che lasciano trasparire  le nostre emozioni senza filtri.
La cinesica, lo studio della mimica che accompagna o sostituisce la comunicazione verbale ci dà alcune dritte
La persona che Ti sta di fronte
♦è nervosa,in tensione o ha paura?i battiti delle sue ciglia aumenteranno

♦sta dicendo una bugia? Idem come sopra.Dire le bugie crea tensione
♦è sulla difensiva? Chiuderà gli occhi come se volesse guardarti da una fessura
♦è interessata a ciò che le stai dicendo?le sue pupille di dilateranno
♦è a disagio o è imbarazzata? eviterà il tuo sguardo

Lo sguardo può fornirti elementi utili per capire le intenzioni di una persona.
Naturalmente il solo contatto oculare non basta.

Per comunicare sono importanti anche la postura,le espressioni del viso,i gesti, la posizione della testa e il tempo-sguardo

Vediamo 2 esempi  per capire
la testa è leggermente inclinata e lo sguardo diretto significa che la persona è interessata,curiosa o non capisce quello che stai dicendo

la testa dritta con il mento leggermente proiettato in avanti e lo sguardo diretto
significa che la persona è coinvolta o è pronta a confrontarsi con te.

per decodificare esattamente il linguaggio non verbale occorre mettere insieme
anche altri elementi

Nella prima parte ho parlato di 2 tipi di sguardo: quello formale e lo sguardo-business.
Sono sguardi neutri e asettici che si focalizzano sulla parte superiore del viso.
Qunado perà siamo in situazioni più rilassate e informali fra amici o vogliamo socializzare adottiamo lo sguardo sociale

3 lo sguardo sociale (figura 4 )
In questa tipologia di sguardo c’è un tacito assenso ad andare oltre.
Lo sguardo scende fino alle labbra.

Quando guardiamo alla bocca di una persona significa che siamo interessati a lei,a ciò che sta dicendo.
Questo sguardo è un po’ sul filo del rasoio perché può far intendere all’altra persona che sei anche coinvolto a livello emotivo se lo sguardo è intenso.
Per ovviare e non essere fraintesi meglio uno sguardo più casual che includa anche il mento e il collo.
Se lo sguardo va su e giù probabilmente la persona che ti sta di fronte non vuole semplicemente parlare o socializzare ma sta giocando le carte della seduzione

4 lo sguardo confidenziale e intimo (figura 5)
questo tipo di sguardo si estende a tutto Il corpro second una linea verticale immaginaria.
Spesso guardiamo una persona in questo modo quando ci piace o non ci piace quello che vediamo(per esempio il suo abbigliamento).
E’ uno sguardo che in pochi secondi scannerizza ogni dettaglio,elabora i dati e emette il verdetto.
E’ uno sguardo double face che insieme alla mimica del viso può farti capire se lo sguardo dell’altra persona ti sta criticando o ti sta apprezzando

Lo sguardo e il gruppo: Dove e chi guardare?
Ti è mai capitato di dover parlare di fronte a un gruppo?( a una presentazione,a un meeting o una riunione).
Una delle tecniche del public speaking suggerisce durante seminari,presentazioni… di suddividere lo spazio in cui sono sedute le persone in quadrati visivi e entrare in contatto con lo sguardo per ogni quadrato.Ognuno nel suo quadrato avrà la sensazione che stai guardando,che ti stai rivolgendo proprio a lui.
E’ importante ogni manciata di secondi cambiare direzione andando in senso orario e entrare in contatto oculare con una persona del gruppo accompagnando lo sgaurdo con un sorriso.In questo modo ognuno si sentirà coinvolto e ti ascolterà.

Il test
Sai leggere uno sguardo? Scoprilo con questo semplice test dei movimenti oculari


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Donne e lavoro: l’umiltà non è sempre una virtù

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Tirar fuori le unghie
perché  ci sono poche donne?

le donne sono troppo umili, minimizzano i loro successi mentre gli uomini tendono ad esagerare,a vantarsi,a gonfiare il loro ego o perlomeno ad essere più assertivi.
Per cultura hanno insegnato alle donne a volare basso,a non parlare di se stesse e quando devono parlare dei loro successi professionali molte si sentono in imbarazzo come se dicessero una bugia.
In risposta ad un complimento  per aver fatto un ottimo lavoro ecco che la tendenza è togliersi subito una parte del merito per consegnarlo al destino o a qualcun altro.
Ma se non si parla è difficile far conoscere le proprie capacità agli altri e promuovere il proprio lavoro.Inutile aspettare che qualcuno noti come sei in gamba.

La favola di Cenerentola ha fatto troppi danni.Non ci sono principi azzurri che vengono a cercarti.Se sei brava a fare qualcosa,se hai una nuova idea o hai fatto una esperienza interessante fatti notare.

La ruffiana stronza
Ogni donna che vuol fare carriera si è trovata prima o poi davanti alla ruffiana di turno.
E’ una donna insicura,invidiosa che non ama persone intelligenti che potrebbero minacciarla,che fa di tutto per mettere in cattiva luce chi sente come una potenziale rivale.
La tattica è abbassare gli altri per sembrare più grandi.Vuole fare carriera ad ogni costo.Il fine giustifica i mezzi: dallo spettegolare dietro le spalle al metodico stressare giorno per giorno fino alla goccia che fa traboccare il vaso.
Cosa fare?
Stai alla larga kilometri o al massimo,se non puoi evitarla, parla con lei solo del tempo che fa.Quando devi discutere fallo sempre davanti a testimoni altrimenti stravolgerà le tue parole e allora la sua parola varrà quanto la tua.
Di fronte al primo accenno di gossip a tuo danno affrontala subito con poche frasi chiare e lapidarie.Meglio mettere i paletti subito che trovarsi alle spalle una perenne seccatrice.

Le donne per raggiungere i loro scopi sono spietate e manipolatrici. No, non come gli uomini che dimostrano un´aggressività plateale e violenta. Quella femminileè subdola.
La donna vuole vincere sempre e non si fa scrupoli a demolire l’avversaria…
più l’avversaria è forte più i tentativi di massacrarla saranno cattivi, volgari e isterici
se invece l’avversaria è debole…si limiteranno a qualche presa per il **** coalizzandosi come le vespe.

LA COMPETIZIONE FEMMINILE
La competizione femminile è soprattutto nascosta, taciuta e si rivela attraverso attacchi laterali , come ad esempio il pettegolezzo, piuttosto che in uno scontro duro fra due soggetti in cui uno vince ed uno perde, come avviene nel mondo maschile.
leggi la competizione femminile

 

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Inventarsi un lavoro:Sei pronto a fare i 3 salti per costruire il tuo futuro?

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Che mondo immagini di vedere se potessi salire su una macchina e schizzare nel futuro come faceva  Michael J. Fox nel film ‘Ritorno dal futuro’?

Lynda Gratton docente di gestione d’impresa alla London Business School ,secondo il Times una dei 20 venti migliori esperti di economia del mondo,ha preso seriamente la cosa e ha scritto  Il salto’,un corposo libro di oltre 300 pagine che ho divorato in 3 giorni.
La sua ,filosofia, mi ha entusiasmato.
In questi tempi di recessione e di crisi è come una finestra sugli scenari possibili.
Quel che sta arrivando non è facile da conoscere e capire. Ma bisogna provare a intravvedere strade nuove.
Occorre arrivarci non come una specie di naufraghi su una zattera ma attrezzati,quindi meglio iniziare nel qui e ora

Già oggi stanno sparendo  molti degli aspetti del lavoro tradizionale
♦lavorare dalle nove alle cinque
♦il famoso posto fisso
♦la carriera verticale

Le 5 forze del cambiamento
Nel libro l’autrice,analizza le 5 forze che stanno cambiando la scena globale
a livello economico,ambientale e sociale
Ogni forza del cambiamento ha aspetti positivi o negativi

1 innovazione tecnologica
semplifica la vita ma consuma tutto il nostro tempo

2 globalizzazione
ci permette di lavorare ovunque ma di dover competere con persone di tutto il mondo

3 la trasformazione demografica
Nel 2025 la generazione dei baby boomers con l’enorme esperienza accumulata sarà in pensione.L’aspettativa di vita si è ormai innalzata e questo pone già la questione di come affrontare il problema di fino a quando lavorare e del pensionamento

4 trend sociali
il progresso nel campo industriale e dei servizi,l’istruzione,la scienza stanno rapidamente cambiando gli stili di vita e il modo di lavorare

5 la riduzione delle risorse naturali
occorre ridisegnare strategie di produzione che tengano conto dell’impatto ambientale.Nel futuro le imprese dovranno trovare nuove forme di cooperazione e perseguire scopi sociali e ambientali.


Ognuna di queste 5 forze opera secondo due trend contrapposti:uno negativo  ha che può portare verso un futuro problematico o,come lo chiama, di default dove l’isolamento, la frammentazione,l’esclusione e il narcisismo sono gli elementi distintivi
Quando ho letto le pagine dedicate a questo futuro e al racconto catastrofico di una giornata di alcune persone-tipo confesso che mi è venuta un’ansia esistenziale e un senso di claustrofobia.
Per fortuna un antidoto,un altro scenario possibile c’è: il “Futuro Creattivo”,ma non è gratis e bisogna guadagnarselo.

Quello che farà la differenza sono le scelte.
Se non fanno ora le scelte giuste e si trova un adattamento creativo il rischio è di subire il futuro passivamente
Come guadagnarsi un futuro creattivo?

I 3 SALTI DA FARE
Per combattere le forze della frammentazione, dell’isolamento e dell’esclusione
e vivere con entusiasmo,essere soddisfatti occorre fare 3 salti così da creare valore per noi e per la nostra comunità.

Primo Salto da generalista a maestro
Abbandonare l’idea di competenze generaliste e sviluppare in maniera specialistica il proprio capitale intellettuale,le propria capacità: ‘prevedo che per creare davvero valore nel futuro ti servirà quella che chiamo “vera maestria’

Secondo Salto da atteggiamento individuale competitivo a coooperativo
Mettere in discussione le nostre convinzioni sul ruolo dell’individualismo e della competizione nel costruire vite lavorative appaganti e carriere di successo: molto più importante è coltivare un network umano e professionale fatto di condivisione della creatività, di impegno sociale e collaborazione

Terzo Salto da alti standard di vita dove il consumismo è la parola d’ordine a qualità della vita
Puntare sul capitale emotivo rispettando se stessi per vivere felici e lavorare in armonia con i propri valori.Questo è uno dei modi per combattere le forze della frammentazione, dell’isolamento e dell’esclusione.

 

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Cosa significano e che ruolo hanno le metafore di questa crisi economica?

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Da 3 anni la crisi morde le famiglie e pochi riescono a sfuggire al quotidiano rito dello spread che sale e scende secondo modalità oscure alla maggior parte della gente.

I mercati sembrano entità fantasmatiche, un gruppo invisibile che fa puntate e scommesse come dentro un casinò sulle sorti di tutti.
La popolazione viene costantemente allertata con notizie allarmanti ripetute
stangata sulle famiglie….venerdì nero in borsa… la borsa sprofonda….lacrime e sangue….

Di fronte a questa pioggia di notizie ansiogene,a quel senso di preoccupazione e impotenza vogliamo qualcuno che ci rassicuri.
La domanda di sicurezza che si fonda sullo smarrimento è alimentata ad arte così come vengono alimentate le condizioni in cui  quel senso di impotenza può diffondersi entrare nel nostro quotidiano,vivere come un ospite permanente nelle nostre case, nelle nostre menti, nei nostri discorsi.

Le metafore,le frasi formula ripetute sono mezzi utili di comunicazione e persuasione per instaurare un circuito e fissare alcune immagini  nell’inconscio collettivo.In questo caso immagini angoscianti.

le 3 metafore più quotate
♦il baratro-il vuoto
♦il tunnel-il buio
♦il malato morente da curare-paura della morte

La gente deve percepire di essere in balia di un pericolo(cadere nel vuoto) che va e viene.
Pià le minacce sono ripetute dai media maggiore è il senso di impotenza e il livello di stress e  a cui si è sottoposti

Sessantaquattromila ripetizioni fanno la verità
Aldous Huxley

Quando una persona perde la possibilità di capire la causa,una categoria che tutti noi adoperiamo per governare gli eventi della vita, sia interni che esterni,ci sentiamo in balia degli eventi.
Quando non sai che pesci pigliare cosa fai?
Provi a chiedere consiglio o aiuto a chi ritieni possa saperne di più

Occorre affidarsi a qualcuno che sa cosa fare,quelli che ci capiscono qualcosa.
Ecco allora gli esperti,la tecnicalità dei professori che per farsi capire e semplificare usano,non a caso,alcune metafore.

il ruolo delle metafore
Le metafore sono potenti strumenti persuasivi.Convincono a livello viscerale perché si affidano alla reazione emotiva,a quella parte antica del nostro cervello chiamato cervello rettile scavalcando  il pensiero razionale.
Il cervello rettile è visivo e emotivo.Un simbolo, una metafora sono immediatamente comprensibili.

L’economia della paura ingrassa mentre intorno c’è disagio.

la metafora del baratro
Immagina,per esempio, che i tuoi piedi siano incollati al bordo di un burrone
e che un movimento impercettibile  o una piccola frana del terreno  possa farti precipitare.
Cosa vedi intorno? E’ giorno o notte?
Se arrivasse una persona certamente chiederesti aiuto.Se poi è in grado di salvarti le saresti grato..le devi la vita.
Poco male se la persona in questione è onesta e non ha secondi fini altrimenti il pericolo è che tramite la gratitudine e il senso di colpa assuma il controllo su di te.

Dal punto di vista collettivo l’emergenza si traduce nella cessione di democrazia.
i leader debbono prendere decisioni senza il consenso della popolazione perché la popolazione non può sapere quello che i leader sanno.

L’emergenza prevale su tutto.
Quando sei in emergenza non c’è tempo per chiedere il consenso.
Per ‘convincere’ e piegare i più riottosi i vari sistemi e l’informazione viene oscurata o manipolata.Se qualcuno protesta o vuole controllare ecco che trova muri di omertà e labirinti.

La strategia è distruggere la percezione di appartenenza ad una sfera collettiva,creare  un nemico là fuori e far sentire ogni persona isolata,impotente e bisognosa di sicurezza.

Bibliografia
Anna Oliviero Ferraris ‘Chi Manipola la tua Mente? Vecchi e nuovi persuasori: riconoscerli per difendersi’

intervista  a Anna Oliviero Ferraris

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Le metafore della crisi economica
Tragedia o libertà: una lettura della crisi europea
metafore e pensiero
il potere occulto delle metafore