Mese: novembre 2012

Goal setting:che tipo sei?il modello del cercatore

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goal setting,definisci i tuoi obiettivi,career counseling,

 

A proposito di obiettivi e comportamenti ho scritto nel precedente articolo che ci sono 4 modelli comportamentali   
Nel primo modello (del quale ho scritto),chi si comporta come combattente rimane
focalizzato sull’obiettivo che vuole raggiungere.Niente lo distrae o gli fa cambiare idea.
Non è così per il cercatore il tipo di persona alla quale piace esplorare.
E’ una curiosità che nasce dalla passione e questa porta qua e là a divagare,a correre
dietro a qualcosa di interessante,di diverso.
Il cercatore  ha nel suo dna l’avventura,fare esperienza,provare nuove strade.
A questa tipologia di persone interessa più il viaggio che arrivare e avere risultati.
Quando qualcosa diventa prevedibile o inizia a diventare routine ecco che l’esploratore
prende un’altra strada,si lascia attrarre da nuovi scenari e accetta la sfida ed eventuali rischi.

similarietà fra combattente e cercatore
♦entrambi sono impulsivi
♦si annoiano facilmente specie se devono curare i dettagli
♦accettano i rischi ma in maniera diversa:
il combattente accetta i rischi solo per ottenere ciò che vuole per l’esploratore il rischio è il sale e il pepe della avventura

L’identikit del cercatore
maggior flessibilità mentale del tipo combattente.
Questo porta a notare e approfittare delle opportunità che si presentano,cosa che spesso difetta ai tipi combattenti.

gli altri:una risorsa
non si fa problem a chiedere un parere o aiuto,se necessario.
Il cercatore si definisce’people oriented’ quindi ha le carte in regola con il suo entusiasmo e la sua passione per diventare un leader

La parte in ombra
il cercatore sogna in grande.Io sogni non costano niente,no?
Altra cosa è cercare di realizzarli,di passare dalla idea all’azione.
In questo il cercatore si trova in difficoltà per la sua scarsa capacità di focus e poca chiarezza del ‘dove andare’.
In poche parole…si perde spesso per strada,spreca un sacco di energia con il suo comportamento ondivago e rischia di rimanere al palo.

Seguire passo per passo un piano strutturato,un iter rigido non è nelle sue corde.
Preferisce improvvisare,buttarsi senza aver prima pianificato gli step da fare.
La sua visione è in grande.Vede la foresta ma fa fatica a focalizzarsi sugli alberi che la compongono

Qualche spunto di riflessione per il cercatore

1impara a fare goal setting
Sei un sognatore e vedi chiaramente la méta ma il problema è avr chiaro in mente le tappe per raggiungerla.
Una visione un sogno ha bisogno di essere tradotto in obiettivo,ha bisogno di gambe per camminare.
Impara a definire i tuoi obiettivi,a gestire le varie tappe intermedie e verificarle per
fare i necessari aggiustamenti

2 scrivi i tuoi obiettivi
Metti nero su bianco i tuoi obiettivi,quello che vuoi raggiungere,fare,conquistare ..è il primo passo
La differenza fra un sogno e un obiettivo sono proprio le parole che scriverai
 Scrivere i tuoi obiettivi ti aiuta a visualizzarli nella tua mente,a dare un input e le necessarie istruzioni al tuo timoniere interno (il tuo inconscio)
Scriverli ti aiuta ad impegnare e a mettere in moto  la tua energia per raggiungerli,a focalizzarti su cosa vuoi nel nuovo anno.
Solo il 5% delle persone si prende la briga e il tempo di scrivere i propri obiettivi e forse è per questa ragione che solo pochi riescono poi a raggiungerli

3 fai la lista delle priorità
E’ importante imparare a gestire il tuo tempo
leggi  Time management: i magnifici 4 per organizzare il tuo tempo

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Colloquio di lavoro:il linguaggio non verbale…dalla testa ai piedi

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errori del selezionatore -colloquio

Il linguaggio non verbale è importante dare una impressione positiva non solo con quello che dici ma anche col tuo corpo.

IL CODICE  DELLA POSTURA
Come sedersi?

Rannicchiarsi,mettere le braccia conserte (segno che sei sulla difensiva),sedersi sul bordo della sedia,muoversi a scatti come se fossi seduto sui carboni ardenti o rimanere rigido come un baccala surgelato indica che sei teso e hai poca fiducia in te stesso
Siediti dritto e porta leggermente avanti il busto avvicinandoti al selezionatore .Questo indica che ti senti a tuo agio e,hai in mano la gestione della situazione e sei interessato a quello che ti verrà detto o domandato.
Una posizione troppo rilassata o da nati stanchi indica può dare il segnale di un certo menefreghismo o di poca energia

dalla testa…ai piedi

La testa
Anche la testa manda messaggi nel linguaggio non verbale.La testa leggermente inclinata di lato dà l’impressione di apertura comunicativa.Tienila dritta se vuoi apparire sicuro di te e autorevole

Le mani e le braccia… parlano
Non sai dove mettere le mani?
Intrecciale leggermente e appoggiale sul grembo o,se c’è, sul tavolo o scrivania.

 

 


Tieni lontano le mani dal tuo viso.

Se per caso hai visto qualche puntata della serie ‘Lie to me’ (dove Il Dr. Cal Lightman,esperto analista del comportamento non verbale in grado di capire in pochi secondi se la persona che gli si trova di fronte sta dicendo la verità) saprai che chi si tocca o si sfrega  il naso o la bocca sta mentendo,chi si sfrega il viso è irritato per qualcosa detto o fatto

Se sei abituato a gesticolare tieni le mani sopra il tavolo e al di sotto delle spalle per non sembrare agitato.

 Le gambe
anche le gambe mandano i loro messaggi.
Se le incroci il messaggio è’sono sulla difensiva’.Se le muovi in continuazione’sono nervoso’ e oltretutto rischi di distrarre chi sta parlando o ti sta ascoltando

Se vuoi incrociarle fallo al punto caviglie.Apparirai professionale e sicuro di te stesso

L’IMPORTANZA DEL MIRRORING
per instaurare un buon rapporto con il selezionatore usa la tecnica del mirroring sviluppato  dalla programmazione neuro-linguistica e chiamato anche ‘effetto camaleonte’
Cosa è il mirroring?
significa rispecchiamento.quando siamo in sintonia o una persona ci è simpatica spontaneamente e inconsciamente imitiamo i suoi gesti,la sua postura come davanti a uno specchio.

Adottare le stessa postura,gli stessi gesti,la stessa tonalità di voce dell’altra persona facilità la comunicazione,genera fiducia e empatia e da la sensazione di essere simili all’interlocutore.
Il Mirroring è anche conosciuto come “effetto camaleonte”.Sfrutta deliberatamente il mirroring a tuo favore senza scimmiottare o ripetere a pappagallo i gesti ritardando di qualche secondo (2/4) l’imitazione speculare del movimento.Risulterai più piacevole.

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Donne e self marketing:qualche riflessione e 2 proposte per te

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assertiveness-styles

Non è molto popolare fra le donne l’idea di farsi pubblicità come se fossero un prodotto da lanciare,di promuovere le loro competenze.
C’è una certa resistenza perché sembra una forzatura,un darsi troppe arie e spesso le donne non hanno abbastanza autostima per insistere e far realmente valere le loro competenze,le loro qualità personali e la loro esperienza.
Per una questione culturale e per come siamo state cresciute l’input che ci è stato spesso ripetuto come un mantra è ‘non essere egoista,sii modesta,pensa prima ai bisogni degli altri’

Fare self marketing,quindi,è una sfida prima di tutto con se stesse lasciando da parte
quella modestia che blocca la strada,che impedisce di essere riconosciute nel proprio posto di lavoro e in ambito professionale.

UNA VIA DI MEZZO
La sensazione è che se ci si vanta si viene ‘punite’ o si viene viste come arroganti.
Fra vantarsi, vendere fumo e stare defilate,essere troppo modeste aspettando che qualcuno si accorga della nostra bravura esiste il giusto mezzo.
Ho sperimentato da giovane, sulla mia pelle lo schema dell’essere modesta,del non valorizzare qualità e capacità poi ho capito sul campo dopo frustrazioni e delusioni quanto sia importante avere una strategia e conoscere le tecniche giuste per promuoversi.

Metto ora a tua disposizione questa esperienza personale e la mia professionalità come career counselor per aiutarti a promuovere quello che tu hai da offrire di unico

la prima cosa da fare

per disinnescare il meccanismo e imparare a venderti in un ambiente maschile è necessario cambiare mentalità e cominciare a considerare il self marketing come una abilità che puoi imparare per migliorare la tua posizione o,se stai cercando un lavoro, la tua ricerca

Incomincia a convincerti che capire chi sei,il tuo valore unico è vitale specie in questo mercato del lavoro cos’ volatile e che cambia rapidamente.

Forse stai pensando che sai già cosa puoi offrire a una azienda,ai tuoi clienti..
Certamente hai già il tuo CV pronto per essere spedito per la prima o l’ennesima volta.
Quello che ti chiedo è :quanto tempo ti sei presa per conoscere veramente il tuo profilo professionale?
Hai mai fatto una valutazione efficace tramite test mirati?
Sei sicura che il tuo  CV metta in risalto i tuoi punti di forza?

sapresti catturare in pochi secondi l’attenzione verso di te come tuo prodotto?
Ogni giorno sicuramente ti devi sorbire gli spot pubblicitari di biscotti che ti sollevano il morale appena alzati, yogurth che promettono di tappezzarti l’intestino di magici bifidus….

Gli infomercial fanno parte del marketing di vendita del prodotto.
Il self marketing fa parte della promozione e ‘vendita’ del tuo prodotto sul mercato del lavoro.
Sai come farti pubblicità,essere convincente in  60 secondi secondi?

quando conosci il tuo prodotto e il suo valore tutto cambia.
Puoi parlare di te stessa con quella fiducia e sicurezza che convincerà chi ti ascolta.

2 proposte per te

1 pitch speed
creiamo insieme il tuo pitch  per presentarti in ogni occasione e fare networking
cosa è il pitch

2 la tua borsa di marketing
gli strumenti per promuoverti e farti valere al lavoro
un percorso personalizzato  sulle tecniche assertive

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colloquio di lavoro:il colloquio vincente in 5 atti

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Hai mai pensato al colloquio di lavoro come a una sorta di sceneggiatura in progress?
In ogni rappresentazione c’è un copione.Il copione nel colloquio sono le diverse domande alle quali dovrai rispondere.
Anche se è difficile prevedere le ‘battute’ del copione,conoscere a grandi linee la struttura comunicativa può aiutarti ad acquisire più sicurezza ,potere personale e capacità di contrattazione.
L’obiettivo è saper gestire e condurre il colloquio a tuo favore.

Proviamo a dare un ordine crono-logico al colloquio dividendolo,come per una rappresentazione teatrale, in atti

Atto primo:presentazione
per i primi minuti del colloqui è costituita da tutto ciò che “non è parola”, il non-verbale. Questa fase è La  parte più importante perché si forma rapidamente la prima impressione quindi devi giocartela con la massima cura per Se fai una buona impressione allora hai buone chance per il resto

La prima impressione si basa esclusivamente su sensazioni che trasmetti in pochi secondi.
Sono i messaggi non verbali quelli che contano :il tuo modo di vestire,la postura che assumi,l’espressione del tuo viso,come stringi la mano al selezionatore…
Il corpo parla..e non mente
L’abito non significa solo il look ma anche quel ‘quid’ che crea nell’insieme la  credibilità..

L’aritmetica della prima impressione

La prima impressione’ si basa sulla Regola del 4×10
Secondo questa regola ognuno si forma la prima impressione di un’altra persona da:

1. primi 10 secondi
2. primi 10 passi
3. prime 10 parole
4. primi 10 cm del viso

occorrono circa 4 minuti.
Nei primi  secondi si colgono e si giudicano gli aspetti più immediati e visibili poi la tendenza è quella di confermare quello che hai captato in prima battuta.
Impara a usare il linguaggio non verbale a tuo favore
leggi alcuni articoli sull’argomento

Atto secondo: rompi il ghiaccio e scalda l’atmosfera
E’ il momento di stabilire il rapporto con l’altro
Usa il tempo per scaldare l’atmosfera,metterti a tuo agio e permettere a chi sta per esaminarti di esserlo altrettanto
Cosa fare?
inizia una breve conversazione per rompere il ghiaccio come faresti con qualcuno che incontri per la prima volta e col quale ti interessa comunicare.
Prova con qualche domanda aperta su temi generali
Per esempio
come va oggi?
Oppure prendi spunto da qualcosa nella stanza( un poster,un quadro..) o che hai visto da quando sei entrato.
Rispondi a tua volta con interesse e in modo personale.

 Atto terzo:incomincia la selezione
quando il selezionatore inizia la lista di domande per scannerizzarti e capire se sei la persona giusta non devi giocare in difesa o lasciare a lui il ritmo del ‘gioco’ .
Un colloquio di lavoro è una conversazione a due non un interrogatorio sul banco degli imputati o un esame scolastico

Per prima cosa è necessario che tu capisca quale è il problema che stanno cercando di risolvere per proporti poi come problem solver e vendere la tua soluzione.

E’ difficile vendere qualcosa se non sai cosa qualcuno ha bisogno.
Assumi subito un atteggiamento proattivo prima che parta la scannerizzazione.
Chiedi,per esempio
prima di rispondere alle sue domande le dispiace se parliamo per qualche minuto su quali sono le sue aspettative e gli obiettivi per questo ruolo?
Prendi nota con attenzione della sua risposta,delle parole che usa.
Queste saranno proprio la traccia che ti serve per costruire su misura la tua storia(esperienze,competenze,qualità personali…)sui bisogni dell’azienda per dimostrare che sei proprio tu la persona che stanno cercando.

Atto quarto:il momento chiave
in questa fase del colloquio devi capire come funziona l’organizzazione di quella azienda
Questa fase è cruciale per 3 ragioni:
1 ti aiuterà a capire in che tipo di ambiente lavorerai
2 ti offre l’opportunità,’vendere’ la tua esperienza attraverso un paio di esempi mirati
3  puoi ‘mettere in vetrina’ le tue competenze e fare una panoramica dei soft skill che per l’azienda sono più importanti
Sul tema dei soft skill leggi qui e qui

Atto quinto: la chiusura
cerca di chiudere il colloquio mostrando un certo entusiasmo e interesse di lavorare in quella azienda e ottenere quel posto.
stringi la mano del selezionatore con un sorriso,ringrazia e non dimenticarti del follow up.Il follow up può contribuire a aumentare le tue chance.

come fare il follow up
invia il giorno dopo una breve e cordiale lettera di ringraziamento..
A tutti fa piacere ricevere un riconoscimento per il tempo speso e per aver dato qualcosa di positivo( cosa hai imparato da lui/lei in quel colloquio?).
Concludi mostrando il tuo interesse per quel posto

leggi la lettera di ringraziamento

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