Mese: febbraio 2013

colloquio di lavoro?Preparati con la PNL

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Hai mai pensato dopo un colloquio cosa avresti potuto dire,spiegare meglio o come avresti potuto giocare in modo diverso le tue carte?
Il perno di ogni colloquio è la comunicazione.
Per comunicare con efficacia il tuo messaggio devi tenere bene in mente la formula
55/38/7

il 55% dipende  dal linguaggio del corpo
38%  dipende dal linguaggio paraverbale (tono, volume, timbro)
7%  dipende  dal contenuto del messaggio.

La Programmazione Neuro Linguistica (P.N.L) sviluppata nei primi anni ’70 da Richard Bandler e John Grinder offre varie tecniche che possono esserti utili per preparare il tuo colloquio

i 3 punti di vista
La PNL definisce “posizione percettiva” il punto di vista dal quale  percepire un evento o un rapporto con un’altra persona.
Saper guardare da prospettive diverse,mettersi nei panni di qualcun altro non è facile ma si può imparare.

Essere in grado di osservare una situazione secondo il modello del mondo di un’altra persona, offre spesso molte intuizioni e elementi nuovi.
Robert Dilts, Il potere delle parole e della PNL

Nella PNL uno dei presupposti  è ‘la mappa non è il territorio’.
Quello che di solito noi riteniamo essere la realtà esterna altro non è che una rappresentazione della realtà stessa.La mappa di una persona, nel suo insieme, racchiude rappresentazioni (immagini, suoni, sensazioni fisiche) e sistemi di credenze, valori, capacità…
Ogni evento della nostra vita, tutto ciò che vediamo e sentiamo, le nostre emozioni, sono pezzetti delle nostre mappe e vanno a formare un “mondo interno” che fa da filtro e da riferimento per vivere nel “mondo esterno”.

Fin dall’infanzia seguiamo una mappa di comportamenti che danno forma alla nostra personalità e alle nostre idee sulla vita e sugli altri.Ciascun funziona a partire da una certa mappa del mondo,
da come vede la realtà e dalle esperienze passate. Ognuno legge la realtà col suo filtro.
La distinzione fra modello e realtà è stata sottolienata da Alfred Korzybski nel suo libro ‘Scienza e sanità’ (1933)
Il concetto sembra lapalissiano.Chi confonderebbe,per esempio una cartina delll’italia con il suo territorio reale?Nessuno.
Korzybski ha osservato, invece,che le persone spesso confondono cioè che pensano in maniera soggettiva con la realtà.
La loro lettura della realtà diventa LA REALTA’ tout court

immagina…puoi

Immaginare di cambiare punto di vista può aiutarti a capire come una stessa situazione può essere percepita e vista con gli occhi di un’altra persona.

 Le tre posizioni percettive

il tuo punto di vistail colloquio dalla tua prospettiva personale
immagina di far scorrere i fotogrammi di un tuo recente colloquio di lavoro
come ti sentivi?
quale era il tuo stato d’animo?
che tipo era la persona che ti stava selezionando?
che espressioni del viso aveva?
che postura?
che cosa ti ha chiesto? che cosa ti ha detto?
usa il dialogo interno
Immagina di dirle a voce alta quello che effettivamento le avevi detto.
Ora fai idealmente il rewind della situazione,torna al punto di partenza e metti in standby.
staccati da questo punto di vista scuotendo gambe e braccia

il punto di vista del selezionatore il colloquio dalla sua prospettiva
immagina di essere nei suoi panni.Cerca di vivere la situazione calandoti in lui.
come respira?
che voce ha?come parla:lentamente o velocemente?

che atteggiamento ha?Come è seduto?
Cerca di imitare i suoi gesti, il suo modo di parlare….
fai le stesse domande e nota come il tu-candidato risponde

che cosa hai capito e imparato stando nei suoi panni?   

Ritorna al tuo punto di vista facendo 3 o 4 respiri profondi

il punto di vista dell’osservatore esterno il colloquio da una prospettiva indipendente
immagina di guardare,come in un film, la scena del colloquio fra te e il selezionatore come se fossi una specie di supervisore dietro uno specchio.
Ora puoi osservare come si pongono entrambi,il loro linguaggi non verbale,i loro toni di voce,come interagiscono e che tipo di comunicazione hanno.

che cosa hai visto,sentito,capito e imparato stando nei suoi panni?

Ritorna al tuo punto di vista personale facendo 3 o 4 respiri profondi

novità per prepararti al colloquio
per info       vittoria.nervi@gmail.com

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CV branding:Come costruire un CV che fa la differenza?

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Hai spedito decine di volte il tuo CV ma hai sempre sentito la musica del silenzio?
Forse c’è qualcosa che manca nonostante ti sia impegnato a descrivere in dettaglio cosa hai fatto,cosa sai e che tipo di competenze hai.Ma non basta.
Come fai a distinguerti da quelli che hanno le tue stesse competenze?
La differenza fra un CV  sui generis e uno personalizzato  è come  fra un piatto standard e uno cucinato e presentato da un master chef.
Ti sei concentrato su cosa offrire ma hai dimenticato di dare la tua impronta personale,di comunicare il tuo brand.
Immagina due shampoo di qualità identica.Che cosa ti spinge a comperare l’uno o l’altro?
La marca.Compri quella marca di shampoo perché hai fiducia.
La fiducia viene creata dalla pubblicità con strategie di marketing e psicologiche

il personal brand fa la differenza
Senza il tuo marchio il tuo CV è come un prodotto anonimo fra tanti competitor.Non si differenzia,non è interessante,non crea quella chemistry che attira l’attenzione e non importa se hai la stoffa,l’esperienza e sei più esperto di altri.

La parola chiave è distinguersi e per raggiungere questo obiettivo è necessario imparare a comunicare le qualità,i punti di forza,le caratteristiche,le passioni che ti contraddistinguono.E’ questo che fa scattare la chemistry e crea la percezione di quella unicità che ti differenzia dagli altri competitor che aspirano allo stesso lavoro.

Oggi nel mercato del lavoro è essenziale avere la propria marca .Senza un CV personalizzato,senza un brand saresti percepito come uguale a tutti gli altri.
Non è facile creare il proprio brand e poi comunicarlo con efficacia.

cosa è il personal branding?
Il termine “personal branding” vuol dire “fare marketing di se stessi”, farti conoscere, saper vendere con arte il proprio ‘prodotto’,influenzare gli altri a nostro favore,promuovere a nostro beneficio il packaging di know how ,esperienza,qualità personali che offriamo come valore aggiunto.
Tutti abbiamo una reputazione.E’ quello che gli altri pensano di noi,l’impressione che diamo.
Questa impressione è fatta da un mix tutto personale di atteggiamenti, carattere,valori,idee,doti personali…

Il brand che tu comunichi influenza la tua reputazione professionale,può fare la differenza fra essere chiamato per un colloquio o far finire il tuo CV nel cestino.
Attraverso la nostra reputazione noi promettiamo qualcosa,generiamo fiducia,affidabilità

Quando una azienda deve assumere non vuole certo perdere tempo a fare colloqui con zero risultati o rischiare di prendere la decisione sbagliata e assumere qualcuno non adatto alla posizione.

come creare un CV personalizzato
Il tuo CV deve mandare un messaggio chiaro : chi sei a livello professionale quindi va ‘assemblato’ con cura e  tagliato su misura in base al target ( a chi vuoi vendere il tuo prodotto?chi è la tua potenziale azienda-cliente?)  
Occorre quindi:
♦analizzare gli asset,il capitale che puoi offrire a una azienda come valore aggiunto
♦valorizzare la tua esperienza e il tuo know how
♦creare il focus del tuo CV.
Dare un focus al CV è fondamentale per convincere chi legge il tuo CV che tu corrispondi alle richieste del profilo che l’azienda.
♦ottimizzare i contenuti in modo che non sia una lista della spesa delle mansioni che hai svolto,i corsi che hai fatto…
♦ scegliere il layout grafico più adatto per mettere in vetrina il tuo prodotto

Il tuo CV personalizzato  può aiutare  chi legge e seleziona  a valutarti per quello che meriti con maggiori chance di essere chiamato per il colloquio.

Vuoi un check up rapido del tuo CV e capire dove migliorarlo?
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