Mese: agosto 2013

Cambiare lavoro in tempo di crisi:perché cambiare è difficile?

Postato il

Cambiare non è facile perché ognuno tende a mantenere i propri punti di riferimento,a rimanere nella propria rassicurante comfort zone dove ogni cosa è familiare,stabile.
Eppure nella nostra vita privata e professionale ci troviamo spesso ad affrontare un cambiamento più o meno voluto o imposto dagli eventi.come diceva Eraclito ‘Niente è stabile come il cambiamento’

Cambiare lavoro
che sia una scelta dettata dall’insoddisfazione o dalla voglia di miglioramento oppure  un dovere imposto dalla crisi o da un licenziamento il cambiamento è come una medaglia a 2 facce.Alcuni vedono la faccia positiva della sfida e nuove opportunità
altri vedono solo la faccia negativa ( ostacoli,fallimenti,baratri…) e mettono in campo il bagaglio delle loro convinzioni  

Cercare lavoro in tempo di crisi
La crisi ha cambiato il mercato del lavoro e il rapporto domanda-offerta.Il posto fisso è diventato un sogno per i giovani e un incubo per gli over 40 che hanno il terrore di essere
espulsi dal mercato (perché ‘vecchi’ ,poco produttivi e performanti)  senza reti di protezione che li aiutino a riqualificarsi,accompagnarli nella ricerca di un nuovo lavoro.
Occorre cambiare strategia e imparare a promuoversi,a vendere le proprie competenze e la propria esperienza.In breve occorre un adattamento intelligente e creativo.
leggi
6 nuovi paradigmi per navigare nel mercato globale
i 3 salti da fare
over 40
le 3 strategie

 le 4 variabili che influenzano il cambiamento:

1 essere consapevoli di voler cambiare
2 le aspettative che abbiamo dal cambiamento
3 le opportunità che il cambiamento ci offre
4 il livello della nostra autoefficacia e della nostra autostima
l’autoefficacia è la nostra valutazione personale delle capacità di  portare a termine con successo un determinato obiettivo.

 Il cambiamento richiede tempo.E’ un processo che ognuno di noi attraversa col proprio ritmo.
Possiamo non essere pronti o vogliamo cambiare ma abbiamo dubbi,troviamo mille ragioni e scuse per cambiare…

4 killer del cambiamento

1 Perdita di qualcosa di familiare

Anche se  elenchiamo I benefici di un cambiamento,di una nuova situazione ,ci sentiamo in ansia perché in ogni cosa che otteniamo,in ogni cambiamento c’è sia un guadagno che una perdita.Non importa se l’attuale situazione ci rendeinfelici,insoddisfatti .Il cambiamento,il nuovo scenario di solito porta con se alcuni svantaggi

2  Perdita del controllo

Nelle fasi di transizione siamo per un certo lasso di tempo privati dal “SAPERE”.La conoscenza da’ potere e il potere ci permette di influenzare.Quando il nostro potere si indebolisce ci sentiamo in balia degli eventi,allora il controllo diventa un problema di primo piano.Quando abbiamo la sensazione di non avere il controllo della situazione,tendiamo a focalizzarci a tutto campo per controllarla  ci rivolgiamo a ciò che ci è familiare,per mantenere le cose come stanno fino ad arrivare al sabotaggio dei nostri progressi o a quello degli altri,tutto questo per non affrontare il cambiamento= l’ignoto 

3 Paura dell’ignoto 

Sia che il cambiamento sia positivo o di negativo,il risultato è il medesimo.
In entrambi i casi creiamo una situazione nuova che certamente non è familiare e forse ci fa paura.il che produce stress.Ci convinciamo allora che possiamo evitarlo resistendo al cambiamento o facendo in modo che non accada o rallentandone il processo.

4  Ansia del  Futuro

L’ansia che sentiamo non è riferita al presente perchè lo conosciamo.Essa riguarda il futuro e anche il nostro passato.Ci ricordiamo situazioni analoghe negative o momenti difficili di transizione.Non possiamo predire ciò che succederà,se riusciremo……l’ansia cresce perché le domande rimangono senza risposta,ci aspettiamo “di tutto”,abbiamo paura dei risultati ,dell’incertezza temporanea
La maggior parte delle persone non cambia lavoro per paura del futuro,accontentandosi spesso di una situazione non certo ideale.

Nel prossimo post : le fasi del cambiamento

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo
Albert Camus

Se ti trovi in una brutta situazione, non preoccuparti perché cambierà.
Se sei in un bel periodo, non illuderti perché cambierà anche questo
John A. Simone (CEO New USA Truck)

 

Annunci

Perché cambiare è difficile?Le domande chiave e i 5 passi da fare

Postato il Aggiornato il

fasi cambiamento,perché cambiare è difficile, career counseling,vittoria nervi,Perché  cambiare è difficile? Le doman de chiave e i 5 passi da fare 
Nel post precedente ho parlato della resistenza al cambiamento e dei relativi motivi.
Ognuno di noi  ha uno schema per interpretare ciò che gli accade,vive con le sue  convinzioni su se stesso, sugli altri, sulla vita e sul mondo. È proprio in ciò che pensiamo e  crediamo nella nostra mente mentale che il cambiamento inizia e si sviluppa come un percorso. 

Di fronte a un cambiamento le domande chiave che ci facciamo sono:
♦Voglio questo cambiamento?Lo voglio io o è imposto da una situazione/da qualcuno?
♦E’ possibile questo cambiamento?
♦Cosa voglio cambiare? E’importante? Quanto?
♦Quali risultati voglio ottenere?
♦Quali risultati produrrà nella mia vita questo cambiamento?
♦Quanto tempo mi serve per ottenere questi risultati?
♦Quali ostacoli potrei incontrare?Come affronterò ostacoli?     

LE FASI DEL CAMBIAMENTO

I cambiamenti che avvengono nella nostra vita attraversano 5  fasi.Queste riflettono
♦le motivazioni che ci spingono a cambiare o a resistere al cambiamento
♦ l’aspetto temporale(a che punto siamo) del cambiamento
Il tempo di permanenza in ogni stadio e’ individuale e molto variabile.

L’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare
Walt Disney

LE FASI DEL CAMBIAMENTO

 

 

5 fasi del cambiamento,career counseling,vittoria nervi,
LE FASI DEL CAMBIAMENTO

 


LA BILANCIA DECISIONALE

situazione attuale:
quanto costa?

che benefici? 
Cambiamento della situazione
Quanto costa questo cambiamento ?
Che benefici se cambi la situazione?

Sulla bilancia ‘pesano’
1 le tue convinzioni
2 I tuoi valori personali
3 le tue emozioni
4 la tua valutazione personale delle capacità di  portare a termine con successo il cambiamento.
5 il giudizio delle persone intorno a te
(ti approveranno?ti criticheranno? cercheranno di scoraggiarti?
cambierà qualcosa nel rapporto con qualcuno?)

 

RISOLUZIONE
•vecchio comportamento sparito da lungo tempo
•nessuna intenzione o tentazione di riprenderlo
RICADUTA
Il vecchio comportamento ritorna

anche una sola volta.Si ritorna a fasi
precedenti(precontemplazione
,contemplazione, azione)

 

leggi
le 7 cose per iniziare qualcosa di nuovo 
come iniziare qualcosa di nuovo

Personal branding:lo spot promozionale per promuovere il tuo CV

Postato il Aggiornato il

cv, self marketing cv, personl branding cv, promuovere competenze,career counseling,vittoria nerviAlla Tv la durata media di uno spot pubblicitario è di 30 secondi proprio lo stesso tempo che un selezionatore impiega per decidere se un CV è interessante.
Certo il CV non può essere paragonabile a uno spot ma entrambi hanno un obiettivo simile in comune:convincere a comprare

Ecco gli elementi di uno spot e come adattarli al tuo CV

1 il brand

ogni prodotto ha il suo brand,quel qualcosa che lo rende riconoscibile e che  determina il successo.
Anche tu per distinguerti dagli altri competitor devi costruire il tuo marchio
e usarlo in tutte le situazioni e  per tutti strumenti di promozione

2 la tagline
una frase breve e diretta per far ricordare una marca,un prodotto 
esempi
Barilla, Dove c’è Barilla c’è casa
Sky, Liberi di…
o lo slogan una frase ad effetto  con cui viene presentato un film. una frase ad effetto 

Cabaret (1972)  Life is a Cabaret
Alien (1979) Nello spazio nessuno può sentirti urlare 
Apollo 13 (1995) Houston,abbiamo un problema

Puoi usarla nel CV o sul tuo profilo su Linkedin o altri social media

un esempio di tagline per un CV di un cliente
 esperto formatore settore moda; 10 anni di esperienza, dalla creazione alla parte commerciale.
questa tagline è stata posizionata sotto il nome


3 il messaggio deve colpire


l’aspetto grafico-estetico il font

Il font  ha 2 funzioni:
dà la prima impressione.L’aspetto estetico non è un dettaglio
facilita la leggibilità CV cartaceo e/o online

Ci sono 2 tipi di font:Serif e Sans Serif
per il CV cartaceo
I  tipi Serif (caratteri con grazie) danno un’aria di importanza e serietà
Times New Roman          Bookman Old Style                   Garamond
Questi tipi di font vanno bene per il CV cartaceo stampato ma sono da evitare nella lettura a monitor perché affaticano la vista e se il tuo CV viene scannerizzato da un software perché è fonte di problemi

CV  online:la lettura a monitor
I font sans serif hanno uno stile moderno,innovativo 
Arial               Verdana                  Century Gothic 
Qualunque font sceglierai evita di usare l’italico (il carattere inclinato verso destra) per mettere in evidenza una frase perché  è poco leggibile e faticoso quindi otterresti l’effetto esattamenre opposto.

Usa 3 grandezze:
♦ per il nome 16 (in alto al centro o a sinistra per dare un´impressione assertiva)
♦ per la tagline, i titoli dei paragrafi 14
♦per il testo base 12


4 l’impaginazione:  il layout

Anche per il CV vale il detto’anche l’occhio vuole la sua parte’.Il layout del CV è la confezione del tuo prodotti di marketing.
Metteresti un prodotto di valore in una scatola anonima o avvolto in un foglio di giornale?
La scelta del format dipende da che tipo di informazioni vuoi mettere in evidenza.
Come un vetrinista devi scegliere come disporre ‘la merce’ nella tua vetrina. Le informazioni possono essere distribuite su una unica colonna,su 2 o anche 3.