Mese: agosto 2014

La tua visione del mondo è quella di Google maps?

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Google maps usa attualmente una proiezione di Mercatore.
La spiegazione è che sia più comoda per un uso interattivo,per fare uno zoom o spostarsi da una zona all’altra.
In realtà le carte geografiche sono lo specchio di una visione del mondo

“La trasformazione del mondo inizia dalla trasformazione della nostra mente ed il rinnovamento della nostra mente inizia con la trasformazione delle immagini che introduciamo dentro: le immagini che attacchiamo nei nostri muri e che portiamo dentro ai nostri cuori.(Teaching a New World Vision, W. Kaiser)

Tutti noi a scuola dalle elementari in poi abbiamo visto sui muri delle nostre classi o nei libri di geografia le carte geografiche fisiche,politiche,tematiche..
Ogni carta geografica è il risultato di una proiezione su un piano una superficie quindi le deformazioni sono inevitabili.
La maggior parte delle carte geografiche che si trovano sui libri libri,nelle riviste,negli atlanti, nei giornali di tutto il mondo e su Google Maps è la Carta di Mercatore.

Questa mappa è l’emblema della cartografia della civiltà occidentale,una proiezione mentale standard per il mondo occidentale.
E’ una carta eurocentrica,caratteristica del periodo della europeizzazione del mondo dove l’Europa e in particolare la Germania fanno la parte del leone.

Infatti è stata disegnata nel 1569 da un cartografo di origine tedesca Gerard De Kremer (in latino Gerardus Mercator) che per amor di patria mise  il suo paese al centro del mondo.
Essa  rispecchia l’inconscio collettivo di una Europa,centro del mondo.

Prendiamo come semplice esempio l’espressione ‘Medio oriente’.Essa riflette una visione eurocentrica, che considera l’Europa come il punto di riferimento per il resto del mondo. Dall’Europa  si è deciso cosa era il nord, il sud, l’est e l’ovest ed anche le distanze.
Le zone abitate dai bianchi venivano rappresentate molto più grandi di quelle del resto del mondo; l’equatore si trovava così in basso che ben 2/3 della mappa erano destinati all’emisfero nord della terra.

Il Sud del mondo appare molto più piccolo e deformato.Questo ha favorito e giustificato lo sfruttamento e la conquista coloniale.Ma il Sud del mondo, rappresentato dall’Africa,Asia ,America Meridionale,e più grande del Nord.
esempio pratico
Nord del mondo 49.030.000 Km²
Sud del Mondo 100.260.000 Km²

La nostra rappresentazione del mondo determina in larga misura l’esperienza del mondo che avremo, il modo in cui lo percepiremo, le scelte che ci sembreranno disponibili vivendoci dentro (Bandler & Grinder La struttura della magia)

Nelle carte tradizionali:
L’Europa appare più estesa del Sud America.
In realtà essa è più piccola, all’incirca la metà.
L’Europa misura 9,7mln di km²,
il Sud America 17,8 mln di km².
Scandinavia (1,1 mln di km²) appare più estesa dell’India (3,3mln di km²).
Groenlandia (2,1 mln di km²) appare più estesa del Sud America(17,8mln di km²).

Un terzo della superficie è dedicato all’emisfero Sud, due terzi all’emisfero Nord.
Il mondo è distorto a vantaggio delle terre dell’emisfero Nord. Queste, che nella realtà coprono metà della superficie di quelle del Sud, nella carta di Mercatore appaiono invece molto più grandi.

Allora perché si utilizza ancora questa proiezione, creata secoli fa sapendo che non rappresenta in modo giusto tutte le aree?La risposta è molto semplice:perché ci va bene che sia cosi, ci siamo abituati…

Ma ci sono altri modi di vedere le cose….

La mappa non è il territorio

peterms

una nuova immagine del mondo
Nel 1973 un altro tedesco,lo storico Arno Peters propose, nel 1973, una nuova proiezione della terra criticando la proiezione eurocentrica di Mercatore e creando una proiezione in cui i paesi del mondo sono raffigurati mantenendo i rapporti di superficie.

Peters,quindi,ci propone  una nuova immagine del mondo,contro l’ideologia dello sfruttamento, Si tratta di cambiare la nostra mentalità ed abbandonare quella eurocentrica per una più realistica per il terzo millennio.
Il planisfero ad aree equivalenti disegnato da Peters restituisce alle superfici della Terra la loro corretta proporzione.
Questa carta è da molti considerata simbolo della cooperazione internazionale:UNICEF,UNESCO…

la tecnica
L’idea di Peters si è basata su calcoli matematici relativi alle superfici effettive dei paesi, spostando il meridiano 0 da Greenwich allo stretto di Bering, per ottenere una carta divisa sia in senso orizzontale che verticale in 100 parti uguali, cioè in 10.000 quadrangoli piani invece che in 360 gradi.

E’ il momento della riscossa per gli introversi (non sono sfigati o cretini)

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la copertina del Time sul potere degli introversi

I geni solitari e visionari, poche parole e molti fatti in un mondo sempre più competitivo e veloce sono loro i leader del futuro -Time

Ho appena terminato un interessante libro sugli introversi.
Il corposo ‘Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare‘ di Susan Cain non è la solita americanata di self-help con le solite dritte da psicologa di portineria,ma un insieme di ricerche (da Jung,lo psicologo che per primo ha reso popolari questi termini, alle neuroscienze) e riflessioni che,da buona introversa, ho apprezzato.
Gli introversi vengono spesso visti come quelli che non hanno grinta,i semi-invisibili un po’ sfigati o vengono sommariamente giudicati come quelli che ‘non si sa mai cosa pensano o sentono’,‘ tengono le distanze’ ‘ bisogna cavar loro le parole con le tenaglie’ o peggio ‘se la tirano e hanno la puzza sotto il naso’

In un mondo dove la comunicazione è un fiume inarrestabile di parole che esce dalle bocche,dalla tv o dai cellulari gli introversi,che amano il suono del silenzio,sono di solito a disagio.

La nostra tendenza a essere estroversi o introversi è una parte cruciale della nostra identità, almeno quanto il sesso
(Susan Cain)

Questo è un mondo fatto a misura per gli estroversi,quelli che parlano,parlano,amano stare al centro dell’attenzione,farebbero carte false pur di essere notati,tutta quella tipologia di venditori di oggetti o idee,di soluzioni ‘ghe pensi mi’ (l’Italia vanta due esemplari doc in politica)        

Gli estroversi sono generalmente giudicati più intelligenti e più interessanti.
Parlano,parlano e questo viene visto come sinonimo di competenza. 
Anche la scuola è a misura di estroversi,di quelli che alzano la mano,sono interventisti a tutti i costi,amano far sapere che ‘loro sanno la risposta’.
Sembrano la maggioranza dell’umanità ma in realtà sono circa il 50%.L’altra metà del genere umano è introversa con buona pace di tutti
test : sei un introverso?
il sito per gli introversi

introversi si nasce o si diventa? 
Lo psicologo americano Jerome Kagan ha mostrato che è una questione di amigdala (area del cervello che regola la paura)
Già a 4 mesi chi è infastidito da cose,persone,odori nuovi ha una amigdala più sensibile e reattiva e da adulto diventerà più riflessivo e quieto.
Gli introversi preferiscono la comunicazione asincrona cioè differita(computer, SMS,email..) tra persone che si trovano in luogo diversi. Meno stimoli esterni ci sono meglio è.Tutto il contrario degli estroversi che si ricaricano da tutto ciò che arriva dal mondo esterno,che pensano a voce alta e spesso rischiano di diventare insopportabilmente logorroici.
La parola chiave degli introversi è ‘alta sensibilità‘ in senso scientifico non morale o emotivo.Sono quelli che
•amano viaggiare nella mente
•hanno bisogno di quiete e solitudine per ricaricare le batterie
•non amano il casino vociante
•parlano con un tono di voce basso che può sembrare monotono
•amano la qualità nei rapporti personali (pochi ..ma buoni)

le caratteristiche degli introversi
il vademecum per gli introversi  della lega italiana degli introversi

introversi estroversi e leadership
Secondo Adam Grant i leader estroversi migliorano la performance di gruppo quando i sottoposti sono passivi
Questi leader estroversi si circondano di collaboratori ubbidienti (i cosiddetti yes-men) il che può rivelarsi fatale per un’azienda che vuole innovare e che mette come valore la meritocrazia.
I leader introversi meno permalosi alle critiche costruttive.danno spesso risultati migliori perché quando gestiscono impiegati proattivi, sono molto più propensi a lasciarli seguire le loro idee.
Gli estroversi tendono spesso a centrare tutto nelle loro mani impedendo alle idee degli altri di emergere

LA QUESTIONE RISCHIO
i leader che si buttano a capofitto nell’avventura e vanno incontro ai rischi con l’adrenalina che scorre in corpo non sono tutto sommato l’unico modello di leadership.
La leadership è un mix di 2 energie
 yang/ azione,audacia  e
 yin/ riflessione,prudenza

chi è Adam Grant
professore ordinario di comportamento organizzativo e esperto di psicologia del lavoro  alla Wharton School in Pennsylvania, una delle scuole di busi­ness più prestigiose del mondo.Nominato dalla rivista Business Week tra i 40 migliori docenti di business sotto i quarant’anni. 
IL SUO LIBRO  Più dai più hai

 

MANIFESTO DEGLI INTROVERSI di Susan Cain

1.Esiste una definizione per “quelli che stanno troppo rintanati nella loro testa”: pensatori.
2.La nostra cultura ammira giustamente chi sa rischiare. Ma ora, più che mai, abbiamo bisogno di chi sa riflettere.
3.La solitudine può essere un catalizzatore dell’innovazione.
4.Gli sms hanno preso piede perché, in una società altamente estroversa, tutti fremono per una comunicazione asincrona, che non sia faccia a faccia.
5.Se vostro figlio preferisce lavorare in autonomia e socializzare con una persona alla volta, non c’è niente di male: semplicemente non corrisponde al modello standard.
6.La prossima generazione di introversi può e deve crescere nella consapevolezza della propria forza.
7.A volte fare il finto estroverso può servire. C’è sempre tempo per essere introversi.
8.Nel lungo periodo, però, essere onesti con il proprio temperamento è la chiave per trovare un lavoro da amare e che abbia significato.
9.Ognuno può brillare, sotto la giusta luce. Per alcuni è un riflettore di Broadway, per altri una lampada da tavolo.
10.Un nuovo rapporto autentico vale di più di una manciata di biglietti da visita.
11.Non c’è niente di male ad attraversare la strada per evitare una chiacchierata del più e del meno.
12.“Leadership introversa” non è un ossimoro.
13.Il desiderio universale di paradiso non ha tanto a che fare con l’immortalità, quanto con l’augurio di un mondo in cui tutti siano sempre gentili.
14.Se lo scopo della prima metà della vita è mettersi in gioco, quello della seconda metà è dare un senso al proprio percorso.
15.L’amore è essenziale, essere socievoli è un optional.
16.Con la gentilezza, si può scuotere il mondo.Gandhi

personaggi famosi introversi
Obama, Bill Gates,Warren Buffet, il ceo di Google Larry Page,Abramo Lincoln,Eleanor Roosevelt,Jfk, Gandhi,Einstein…

opere di introversi
la teoria della relatività,
i notturni di Chopin,
1984 di Orwell,
i Peanuts
Apple:Steve Wozniak ha inventato il primo computer Apple da solo,seduto in un angolo alla Hewlett-Packard dove lavorava all’epoca.

Susan Cain
il sito di Susan Cain
TED video: Il potere degli introversi (sottotitoli in italiano)

bibliografia
N. Ancowitz Autopromozione per introversi

Guida informale per fare carriera in modo tranquillo

Come prendere ogni giornata di lavoro con filosofia col ‘metodo sticazzi’

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metodo sticazzi,prendere la vita con filosofia,career counseling,rapporti al lavoro

Alle superiori una delle mie materie preferite era filosofia.Ho sempre amato analizzare, e farmi domande fonte di complicazioni nel tran tran della vita quotidiana.Per questo al’università mi sono buttata su filosofia e psicologia.
-Con la filosofia non si mangia- mi sentivo ripetere e questo era maledettamente vero.

Ricordo un seminario cult con Cacciari su Heidegger e Co. che mi aveva stressato per ore le sinapsi.Da allora presi una solenne decisione:semplificare.

Mi venne in aiuto la strategia del rasoio
Il creativo che inventò questo rasoio speciale (che non vedrai in nessun commercial alla TV) era un frate-filosofo francescano del 1300: Guglielmo di Occam.

 Cosa diceva Occam?
Il frate filosofo sosteneva che non devono essere fatte più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno.Egli affermava:

1 Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem (non aggiungere elementi quando non serve)
2 Pluralitas non est ponenda sine necessitate (non supporre pluralità quando non serve)
 In altri termini: non complicare ciò che è semplice.

All’interno di un ragionamento vanno ricercate la semplicità e la sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero cioe’ : è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice.

Se due teorie espongono ugualmente bene i fatti, la teoria più semplice dotata di un minor numero di ipotesi e’ quella da preferirsi. quindi il rasoio serve a tagliare via quella più lunga e complicata.
evitare il superfluo
essere chiari
essere concreti

Anche Einstein è dello stesso parere quando dice :”Ogni teoria dovrebbe essere la più semplice possibile, senza divenire semplicistica.”Quindi……perché complicarsi la vita?

la strategia sticazzi
Nel libro ‘il metodo sticazzi‘ uscito di recente Carla Ferguson Barberini presenta quello che si può definire  un aggiornamento o updating del terzo millennio del saggio concetto ‘prendi la vita con filosofia..e semplifica’ o,in alternativa, ‘chissenfrega’
La filosofia del metodo sticazzi e’ : tieni quello che conta e il resto è sticazzi’
•Inutile rodersi il fegato se il capo ti fa il cazziatone
•inutile affannarsi per avere tutto sotto controllo tanto l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo
•inutile sputare l’anima per rincorrere la chimera del ‘tutto perfetto’.La perfezione non è di questo mondo
•inutile diventare verdi d’invidia
•inutile essere permalosi
•inutile innervosirsi se qualcosa va storto ,il collega ti fa le scarpe al lavoro,il solito rompi che non ha altro da fare spalma gli ultimi gossip spifferando confidenze fatte in un momento nero

il sistema reframing  per alleggerirti la vita
pensa al rompiscatole di turno o a qualcosa che ti è capitato che ti ha fatto imbestialire
Invece di rigirarti nel loop negativo del ruminamento,continuare a fare la vittima  e rovinarti i giorni a venire comincia a prendere le distanze e mettiti  in terza persona per cambiare il modo di percepire quella situazione dandole una diversa immagine
Il reframing può essere quindi applicato

cambiando il contesto
cambiando il contenuto o il significato

cambiare il contesto
domanda “in quale altro contesto questo comportamento può essere utile?”. Si usa un tratto del proprio carattere che si percepisce come negativo in una situazione diversa, in modo che il tratto negativo possa essere utile

cambiare il contenuto o il significato
domanda “che altro significato potrebbe avere questo comportamento
viene reinterpretato solo l’impatto emotivo e cambiato da negativo a positivo
 come fare il reframing
i 6 step del reframing
 l’incorniciamento verbale


recensioni del libro
Vivere e lavorare meglio?Fregarsene, ecco il modo 

il libro e l’ebook

breve sintesi
primo capitolo
come gestire le difficili primissime ore della giornata,
uno dei pilastri dello ‘sticazzismo’ al lavoro che è: il lunedì non esiste.
secondo capitolo
problemi: Il traffico, la maleducazione altrui sui mezzi pubblici e privati, scarsità di posti a sedere sui mezzi frequentati dai pendolari.
 terzo capitolo
come trovare vie d’uscita alle insipide chiacchiere tra colleghi: efficaci metodi per dare l’impressione di essere lavoratori indefessi, quando invece state facendo con il ritmo che vi è più congeniale
quarto capitolo
come affrontare la pausa pranzo e tutti i segreti per avere un saldo attivo nei caffè offerti e che vi offrono.
quinto capitolo
descrizioni delle categorie di colleghi più perniciose e le tecniche di neuropsicologia più avanzate per renderli innocui.
sesto capitolo
impariamo ad affrontare tutto il mondo là fuori che ci pressa con telefonate, mail o allo sportello. 

 

Anche tu segui l’onda?Effetto bandwagon:il killer che ti condiziona

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Abbiamo la testa rotonda per poter pensare in tutte le direzioni.
Francis Pacabia

La maggior parte di noi siamo tentati ogni giorno da quello che in psicologia viene definito’ l’effetto bandwagon‘ cioè seguire l’onda,credere in qualcosa solo perché l’esperto di turno,un gruppo di cui facciamo parte  o la maggioranza la pensa a quel modo ma anche seguire una moda,una idea politica,comperare un prodotto perché la maggior parte della gente fa così (argumentum ad populum).
E’ così che si propagano modi di pensare,di comportarsi,di reagire.
L’effetto bandwagon è uno dei bias  della nostra mappa mentale che può condiziona le nostre opinioni o i nostri comportamenti, soddisfa uno dei bisogni umani:quello di appartenenza.
Ognuno di noi ha paura di sentirsi solo,di essere isolato.Ecco perché molti hanno la tendenza a farsi trasportare dal gruppo.E’ la cosiddetta mentalità dell’alveare cioè quel mix di comportamenti,atteggiamaneti e credenze che condivide un gruppo di persone nel campo del lavoro,della politica e più in genrale nella società. 

Alcuni esempi
[superemotions file=”icon_arrow.gif” title=”Arrow Icon”]gli adolescenti per sentirsi accettati adottano gli stessi simboli,stili di abbigliamento,gadget…dei loro coetanei.
[superemotions file=”icon_arrow.gif” title=”Arrow Icon”]i bambini rompono le scatole ai genitori perché vogliono l’astuccio del supereroe di turno con la motivazione del ‘ce l’hanno tutti gli altri perchè io devo stare senza?
[superemotions file=”icon_arrow.gif” title=”Arrow Icon”]gli adulti acquistano il tal capo firmato perché così immaginano di entrare a far parte del gruppo di quelli che contano,di adottare il loro stile di vita.
Non sei nessuno,non sei in,un VIP se non ha l’orologio x al polso,il cellulare da 800 euro,la borsa Liu Jo

Spunta anche in campo professionale e al lavoro quando,per esempio,in una riunione, o quando viene presentata una proposta ti adegui alla maggioranza anche se non sei convinto per non avere grane,non essere visto come ‘il solito’rompiballe’ che crea problemi o venir isolato dai colleghi.
L’effetto Bandwagon porta alla omologazione,a conformarsi e ha un costo a livello personale:impedisce di difendere il proprio punto di vista,indebolisce la fiducia in se stessi.
A livello professionale frena la creatività e la capacità di innovare,di trovare altre soluzioni o alternative.


Quando tutti pensano nella stessa maniera, allora nessuno pensa veramente
.

Walter Lippmann

L’Effetto Bandwagon è abilmente sfruttato dai politici e dal marketing.Ora va il brand Renzi e molti che lo contrastavano sono diventati in un batter d’occhio renziani convinti.Opportunismo?

Se il porco è uno solo si grida allo scandalo, se sono dieci non si dice più nulla, se sono venti si dubita di se stessi, se sono ancora di più si grugnisce beatamente in coro
Julien De Valckenaere

L’altra faccia della medaglia
Agli antipodi del conformarsi,seguire l’onda sta il pensiero critico,il pensare con la propria testa,del fare scelte consapevoli.In certi casi è più comodo non assumersi responsabilità,accettare di essere manipolati e dare in mano agli altri le leve delle decisioni

Cosa fare?
Lo scopo del pensiero critico e’ imparare a pensare  con la propria testa.
Nel villaggio sempre piu’ globale sta diventando sempre piu’ raro ‘pensare con la propria testa’.

 

Il pensiero critico è una competenza importante e sempre più ricercata in un contesto nel quale siamo sommersi da mille informazioni.Capire quali sono importanti,utili e quali sono superflue o inefficaci è una delle skill del terzo millennio.
Riusciamo a valutare con senso critico la massa di informazioni che ci vengono date dai mass media ogni giorno?

Difendere la propria autonomia di pensiero e tenersi staccati dai trend di pensiero prevalenti contribuisce a costruire una buona reputazione e autorevolezza.

Cosa significa pensiero critico?
Il pensiero critico è un processo mentale che consiste nell’analizzare o nel valutare delle informazioni ottenute tramite l’osservazione, l’esperienza, il ragionamento o la comunicazione
•abilità ad analizzare e valutare situazioni, informazioni ed esperienze in maniera obiettiva valutandone vantaggi e svantaggi, al fine di arrivare a una decisione più consapevole” (Senso critico).

•abilità a riconoscere e valutare i fattori che influenzano gli atteggiamenti e i comportamenti ad esempio le pressioni di altre persone e l’influenza dei mass media

Gli elementi  del pensiero critico sono:
la chiarezza
l’accuratezza
la precisione
l’evidenza

Capacita’ di analizzare e valutare le situazioni (Senso critico)
analizzare e valutare ogni giorno in maniera oggettiva una situazione,una esperienza  prendendo in considerazione
-vantaggi e svantaggi
-influenze esterne,nostro stato d’animo,comportamenti…
-le conseguenze possibili di una decisione piuttosto che di un’altra

QUANDO ADOPERARE IL PENSIERO CRITICO?
1.per analizzare e valutare quello che si legge e si sente alla televisione e ogni tipo di informazione
2.per risolvere i problemi della vita quotidiana
3.per analizzare  i rapporti con le altre persone
4.per valutare la propria efficacia nello studio e nel lavoro.

il pensiero critico è superiore all’ intuizione
Ogni volta che pensiamo abbiamo certamente uno scopo e ci facciamo domande ( ma sono quelle utili? centrate?).
Spesso non siamo disposti ad essere flessibili. Partiamo da spesso da preconcetti dati per scontati, dal nostro proprio punto di di vista e da informazioni  sono verificate? prese per buone? l’ha detto la TV,l’esperto?Dai vari elementi traiamo le conseguenze e le conclusioni

Già dalla scuola si dovrebbe imparare a:
1)confrontare le proprie opinioni ed esperienze
2)riconoscere punti di vista differenti dai propri
3) spiegare le proprie opinioni
5)vedere le cose non solo dal proprio punto di vista ma anche partendo dalle prospettive degli altri

il metodo socratico per valutare una situazione,un problema 
Ecco le domande del metodo
Cosa intendi per _______________?
Come sei arrivato  a questa conclusione?
Cosa ti fa credere di essere nel giusto?
Qual è la fonte di queste informazioni (quanto sono attendibili)?
Cosa accadrebbe se tu ti sbagliassi?
Indica  due fonti in disaccordo con te, e specifica  i motivi del disaccordo
Perché questo è così importante?
Come potrei accertarmi che mi stai dicendo la verità?
Esiste una spiegazione alternativa?

A proposito di problemi:
Qual è l’obiettivo principale di questo problema ?
Da quale punto di vista io affronto questo problema ?
Ha senso accettare questa soluzione ?
Che cosa rende complesso questo problema ?

 

Lavoro over 50: come cambiare rotta?

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La flessibilità,l’incertezza,la perdita del posto di lavoro porta ognuno volente o nolente alla necessità di ripensare il lavoro, ripensare se stessi e aiutarsi a superare questo momento buio di transizione.

Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

La generazione dei Baby Boomers nati fra il 1946 e il 1964  è una generazione ottimista,con la spinta a farcela,ad avere successo,a competere
Il mantra di questa generazione è ‘l’esperienza è quella che conta’.Il foglio di carta molto meno.
L’identità personale è definita dal ‘cosa fai’ a livello lavorativo.Le relazioni che contano sono quelleconcrete non quelle virtuali sviluppate facendo networking grazie alle nuove tecnologie.

Il mito del ‘self made’,del farsi da soli è stata una leva potente che ha permesso a molti di avere degli ottimi risultati in campo professionale pagando spesso un prezzo
nelle relazioni personali
Questa generazione ha saldamente in mano le leve nei posti che contano a livello economico

I 2 cambiamenti che questa generazione si trova ad affrontare sono
♦le nuove tecnologie
♦il prolungamento della vita lavorativa con l’aumento dell’età pensionabile che produce il paradosso ‘troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione

Cambiare ottica
Le 4 componenti coinvolte devono affrontare la sfida

Le imprese
La risposta dell’imprenditoria verso la categoria over 50 sembra più una politica dello scaricare.
E’ necessario che la rete di imprese a livello nazionale,provinciale e locale  ricerchino insieme,nei vari settori una strategia mirata a ricollocare,ridefinire i ruoli e offrire altre chance per valorizzare il capitale umano over 50,

I sindacati
devono trovare nuovi approcci verso le numerose tipologie di lavoro e nuove strategie per affrontare la flessibilità e tutelare e difendere i lavoratori

il lavoratore
La sfida di ognuno è non smettere di imparare cioè essere disponibile alla formazione continua

Le istituzioni
devono saper programmare gestire e guidare le 3 componenti con una visione e programmi a medio e lungo termine non,come ora avviene, inventando soluzioni tampone,interventi d’emergenza a respiro corto

La parola chiave è  reinventarsi
Per essere pronti ad affrontare i cambiamenti è vitale rinnovarsi,vedersi con occhi nuovi.Non è facile.Occorre aver molto coraggio,impegno e investire tempo e il denaro necessario per imparare cose nuove.

1 capire quanto si è resilienti.
Cosa significa Resilienza? 
Uno scudo contro la crisi:la resilienza

Nell’articolo ‘The Jammed Career Escalator: Old Premises, New Realities’ vengono messi a confronto 6 paradigmi: il vecchio e il nuovo paradigma

1vecchio: pronto,mira,spara…vai in pensione
nuovo: quasi pronto,mira spara,mira,spara, mira,spara

2 vecchio:sii leale al tuo datore di lavoro e lui sarà leale con te
nuovo:il patto di lealtà è over.Estendi la tua lealtà al tuo network di persone

3 vecchio:crea contatti per salire i gradini della carriera
nuovo:costruisci una rete di contatti basata su alleati,conoscenti,amici …

4 vecchio:non è importante cosa sai,ma chi conosci
nuovo:il cosa sai proviene da chi conosci

5 vecchio:cercare lavoro solo quando l’hai perso
nuovo:cercare senza sosta per creare opportunità che potrebbero avere successo

6 vecchio:il rischio non vale la pena,minimizzare i fattori di rischio 
nuovo:rischiare è inevitabile.Rischia in modo proattivo e intelligente

2  fiducia
occorre tempo per girare il timone,fare una inversione di rotta ed entrare in acque sconosciute,uscire dalla propria comfort zone
Se intorno hai persone che criticano,scoraggiano ecco che diventa problematico.
i vampiri mangia energia
Pensieri negativi e pesi da sopportare

E’ importante avere una rete di persone sulle quali contare per chiedere un supporto morale o chiedere un aiuto professionale.
Reinventarsi spesso significa trovare un equilibrio dinamico fra  la fiducia in se stessi(le proprie capacità,doti personali e esperienze) e la fiducia negli altri

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