Mese: ottobre 2014

Colloquio di lavoro:gli 8 errori dei selezionatori

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Il mondo dei selezionatori,quelli che stanno dall’altra parte della scrivania e fanno le solite domande da copione giudicando in poco tempo il tuo CV o la persona che, in poco tempo seduta di fronte a te,decide se chiuderti la porta in faccia o prenderti in considerazione, è variegato

Al di là degli scongiuri e dell’incrociare tutte le dita (arti inferiori compresi) occorre dire che quello dei selezionatori è un mondo a parte con le sue tipologie.Già..non esiste un unicum.Ecco una galleria delle varie tipologie

Anche per il selezionatore/la selezionatrice vale il detto ‘errare è umano’ e spesso i pregiudizi
influenzano l’esito finale.La risposta alla  fatidica domanda che ti fai appena guadagni l’uscita ‘come sarò andato?’deve tener conto non solo della tua capacità di promuoverti nel migliore dei modi in poco tempo ma anche degli eventuali errori della persona che ti ha visto,ascoltato e giudicato.
Ecco gli errori più comuni della categoria

gli 8 errori dei selezionatori
1 basarsi sulleffetto alone

2 essere troppo severo o troppo di manica larga nel giudicare


3 valutare le competenze in toto
  come se fosse un pacchetto confezionato invece di distinguere e assegnare il giusto rating a ogni tipo di competenza ( tecnica,trasversale…)

Per esempio un candidato può avere una eccellente competenza di problem solving ma avere competenze informatiche di base.
La valutazione deve tener presente il profilo professionale ricercato e ciò che esso richiede secondo una scala di priorità.

4 paragonare le risposte
del candidato Mario Rossi con quelle date da Luisa Bianchi invece di rapportarle al tipo di lavoro richiesto dalla azienda.Qualcuno può sembrare the best dopo una persona mediocre,impreparata.


5 basarsi sulla prima impressione
,sulla foto o informazioni frivole trovate sui social media,sul look, o su simpatie/antipatie inconsce. Secondo una ricerca circa il 60% di chi seleziona è influenzato dalla foto del/della candidato/a.Senza andare a scomodare il transfert freudiano ognuno tende a giudicare simpatico e in positivo chi più ci somiglia per alcuni tratti caratteriali,per come parla,si muove…


6 basarsi sui 2 effetti

 effetto primacy
Questo effetto è una distorsione difficile da controllare.Che piaccia o no è difficile non crearsi una impressione dell’altra persona la prima volta che la incontriamo.In pochi secondi sia il selezionatore che il candidato si formano incosciamente una impressione dell’alta persona.
Il selezionatore sintetizza le sue impressioni,sensazioni e informazioni in uno dei 2 schemi mentali  ok/non ok e filtro con una di queste categorie tutto il resto
per esempio competente/incompetente; affidabile/non affidabile;
Tenderà a dare un peso maggiore e a ricordare le prime informazioni che riceve per esprimere un giudizio finale complessivo.

effetto recency
Durante un colloquio questo effetto è meno frequente.
Il selezionatore per esprimere il suo giudizio si basa sulla fase finale del colloquio.Può darsi che verso la fine del colloquio il candidato, che fino a quel momento sembrava al selzionatore poco degno di nota, giochi il suo asso nella manica,dica qualcosa che colpisca il selezionatore in positivo,racconti come ha risolto brillantemente un problema o gestito con successo un affare
Bingo! Nella mente del selezionatore si accende un neon ‘eureka’

7 effetto CV
il selezionatore leggendo il tuo CV si è già creato una impressione,una aspettativa del tipo di persona che si troverà a esaminare
Questo tipo di aspettative sono dette interferenze e possono condizionare in positivo o in negativo il colloquio.
Ecco perché è importante creare un CV che fa la differenza

8 stereotipi e pregiudizi
Il selezionatore può avere dei pregiudizi derivanti da sue esperienze soggettive o dal ‘sentito dire’.Per esempio può pensare per generalizzazioni:
culturali :chi proviene da una certa regione o zona d’Italia è meno preparato e ha poca voglia di lavorare
•di genere:le donne sono troppo sensibili e umorali..meglio gli uomini
•di classe:quelli della mia classe sociale sono migliori degli altri
•di età:chi supera gli anta ha esperienza ma è poco produttivo (ageism)

Una valutazione priva di errori di giudizio è pressoché impossibile.Per ridurre al minimo la probabilità di errori di giudizio sarebbe utile che a condurre il colloquio ci fossero due o più intervistatori che possano confrontarsi anche se non è raro che selezionatori diversi arrivino a valutazioni assai diverse.

Gli errori di giudizio sono il più delle volte sono difficili da evitare.Per ridurli sarebbe meglio che al colloquio sia presente almeno un altro selezionatore per un confronto più costruttivo.
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CV check up:8 must per un CV vincente (part 2)

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Nel post precedente ho illustrato i primi 5 elementi per fare il check up al tuo CV
•target chiaro
•definizione del tuo profilo
•identificazione del tuo selling point
•creazione del tuo trailer per catturare l’attenzione ( chi sei e cosa sai fare in sintesi)
•definizione della tua tagline

Proseguiamo ora con l’analisi degli altri  elementi che possono fare la differenza fra il tuo CV e quello di decine di altri concorrenti

6 deve avere dinamicità
Se vuoi che il tuo CV catturi la giusta attenzione,la curiosità di chi legge dagli il movimento,dinamicità e mettici il tuo entusiasmo.
Certo non puoi dipingerlo a colori vivaci.
In che altro modo puoi dinamizzare il suo contenuto? In che altro modo puoi dinamizzare il suo contenuto?

usa i verbi dinamici
cioè tutti quei verbi che danno l’idea di azione,che valorizzano tue qualità personali e i risultati.I verbi dinamici danno una marcia in più e tracciano la direzione quando illustri i risultati.
leggi le parole chiave nel tuo CV fanno la differenza

Un CV senza parole chiave è come una pietanza senza sapore,un oggetto incolore che ti rende invisibile.Più sono centrate e specifiche del settore in cui intendi lavorare più credibilità e punti acquisterai in vista di un colloquio

7 fornisci le prove
Circa 1/3 del tuo CV deve puntare su cosa vuoi ‘vendere’ e sui benefici che puoi offrire all’aziendaSenza mostrare le prove concrete dei risultati che hai ottenuto il tuo CV risulterà come una immagine sfocata.
Identifica e punta sui migliori risultati ottenuti citando numeri e percentuali piuttosto che su vaghi e noiosi elenchi necrologio (gestito portafoglio di 50 clienti,migliorato del 20% la gestione di….).I numeri sono universali e chiari.

Chi fa marketing punta sui risultati del prodotto
xy lava più bianco    xx fa sparire le rughe

Anche nel tuo CV non basta che tu affermidi avere competenze.
Devi dimostrarlo.Concentrati sui risultati che hai ottenuto e dei quali sei orgoglioso.

Quali esempi delle esperienze che ho fatto possono essere utili se trasferiti a questo nuovo lavoro?Leggi questo esempio
Ho gestito per 24 mesi il servizio di customer care della azienda xxx,esaminato una media giornaliera di 50 chiamate inbound,condotto con rapidità le necessarie verifiche e risolto con successo e soddisfazione della clientela più dell’80 % dei problemi e delle richieste di informazione.

Devi essere in grado di anticipare e immaginare per quel profilo quali potrebbero essere le necessità che quella azienda ha il tuo valore professionale attraverso i contributi che hai dato,i risultati che hai ottenuto:ho aumentato..ho fatto guadagnare..ho fatto risparmiare…ho ampliato….

traduci in numeri,percentuali i tuoi risultati
Questo susciterà interesse e farà aumentare le probabilità di venir chiamato per un colloquio. 

8 il packaging : anche l’occhio vuole la sua parte
Oltre ai contenuti  c’è un altro elemento chiave che fa la differenza: ’aspetto grafico-estetico.
Ogni prodotto ha una sua confezione caratteristica che lo distingue da prodotti simili della concorrenza. Anche per il CV vale il detto’anche l’occhio vuole la sua parte’.
Per il tuo CV devi prendere in considerazione il layout
 Il layout del CV è la confezione del tuo prodotti di marketing.
Metteresti un prodotto di valore in una scatola anonima o avvolto in un foglio di giornale?
La scelta del format dipende da che tipo di informazioni vuoi mettere in evidenza.
ll CV europeo presenta due colonne fisse uguali sia per chi è al primo lavoro sia chi ha anni di esperienza.
Come un vetrinista devi scegliere come disporre ‘la merce’ nella tua vetrina.
Ecco alcuni esempi di layout grafico  che puoi utilizzare per mettere in evidenza le informazioni importanti in modo che vengano notate.
(nome, titoli dei paragrafi, titolo di studio,competenze..).Le informazioni possono essere distribuite su una unica colonna,su 2 o anche 3.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


foto sì o no?

Sulla questione ‘foto sul CV’  ci sono opinioni differenti.
La foto spesso vale più di mille parole,influenza in qualche misura l’impressione di chi sta selezionando il CV.
La foto deve essere in sinergia con la tua presentazione altrimenti è facile disorientare chi deve esaminarlo
Spesso sui vari profili Linkedin vedo foto inadatte rispetto a quanto è scritto.
L’impressione è di una persona poco attenta ai dettagli che non cura a 360° il suo marketing personale.La coerenza della propria immagine non è un elemento secondario quando si tratta di decidere se un candidato è affidabile.
Forse anni fa la foto era necessaria solo per certi tipi di lavoro a contatto con il pubblico.Oggi la foto contribuisce a creare la tua immagine quindi se decidi di metterla non scegliere una foto qualsiasi.Investi una parte del tuo budget e affidati a una consulente d’immagine che possa mettere in risalto la tua persona e a un fotografo professionista che scelga lo scatto migliore.
Un’immagine vale molto di più di mille parole. 

LA LEGGIBILITA’ : come scegliere il carattere giusto
La scelta del carattere o font non è secondaria. Dipende dalla sua funzione.Il tipo di font contribuisce a dare la prima impressione,quella estetica.E’ un po’ come metterci la faccia.Se dai l’idea di una persona pressapochista,disordinata,male organizzata perdi punti.
Ma non è tutto.Il tipo di carattere è fondamentale per rendere il tuo CV più leggibile.
Ci sono caratteri che sono più adatti al CV cartaceo e altri a quello da pubblicare online
nei social media o inviare per mail.
Tutti i caratteri si possono raggruppare in due categorie:Serif e Sans Serif 

CV cartaceo 
I  tipi Serif (caratteri con grazie) danno un’aria di importanza e serietà
Times New Roman      Bookman Old Style       Garamond
Questi tipi di font vanno bene per il CV cartaceo stampato ma sono da evitare nella lettura a monitor perché affaticano la vista e se il tuo CV viene scannerizzato da un software perché è fonte di problemi

CV  online:la lettura a monitor 
I font sans serif hanno uno stile moderno,innovativo  
Arial               Verdana           Century Gothic 
Qualunque font sceglierai evita di usare l’italico (il carattere inclinato verso destra) per mettere in evidenza una frase perché  è poco leggibile e faticoso quindi otterresti l’effetto esattamente opposto.

Oltre al tipo di carattere è importante scegliere le giuste dimensioni.Spesso leggo CV con caratteri troppo piccoli che non facilitano la lettura e fan venir voggia di scartarli.Troppa fatica.
Per non sbagliare usa 3 grandezze:
♦ per il nome dimensione 16 (in alto al centro o a sinistra per dare un´impressione assertiva)
♦ per la tagline, i titoli dei paragrafi 14
♦per il testo base 12

La lettura del CV                                
Quale movimento fanno gli occhi per del selezionatore per ‘scannerizzare’ rapidamente il tuo CV?
La prima lettura viene fatta in diagonale un po’ come quando scorri in un giornale un articolo.Non guardi i dettagli ma ciò che ‘salta all’occhio’
Il lettore medio  legge circa 240 parole al minuto.Chi legge in diagonale scannerizza circa 15 parole al secondo o circa 900 al minuto Quindi ci sono almeno da 3 a 5 parti importanti che chi legge in diagonale vede in 10 secondi
Rendi più facile la lettura con titoli, sottotitoli, parole-chiave in grassetto…
Guarda al tuo CV. Hai messo lì le informazioni più importanti e rilevanti o sono seminate in fondo alla pagina?

Il CV europeo
ha il layout più penalizzante per il candidato perché obbliga a mettere le competenze( che sono gli elementi più importanti) in fondo alla pagina ma non è il solo difetto
leggi
Il CV europeo:per chi va bene?I vantaggi e gli svantaggi del CV Europass

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per info 
professional@counselingsolutions.it


il servizio per il tuo CV  

 

Fai il check up al tuo CV: 8 must per un CV vincente

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Nel CV non bisogna mai dimenticarsi che ogni parola conta.Possiamo paragonare ognuna a un pixel ( il punto che compone una immagine digitale) che traccia una immagine virtuale con le parole
Devi convincere chi legge il tuo CV a farsi una ‘idea’ interessante e convincete di chi sei e del tuo valore aggiunto solo con le parole.

lo strumento chiave è il tuo CV per promuoverti nel mercato del lavoro.
cosa ti distingue da tutti gli altri?
perché tu saresti la persona giusta per quel tipo di profilo, che problemi sei in grado di risolvere per quella azienda?
perché dovrebbero investire su di te?
Se sai le risposte,hai le idee chiare,sai spiegare cosa stai vendendo e avrai un CV vincente  sarai in grado di surclassare i tuoi competitor e ottenere il colloquio e qui le regole del gioco diventano altre

come deve essere un CV per essere vincente?

1 deve avere un target chiaro
Un CV non è buono per tutte le stagioni e va aggiornato e personalizzato per quella specifica posizione che una azienda sta cercandoIl CV taglia unica che va bene per tutti non funziona.Deve essere fatto su misura per quel profilo specifico.Non è necessario ogni volta rifare il CV ex novo.
Gli ingredienti del tuo CV non cambiano: la tua istruzione, la formazione,le tue esperienze. Pensa a quanti tipi di piatti puoi fare con gli stessi ingredienti.
Il principio è applicabile anche al tuo CV.Per ogni profilo che un’azienda ricerca è importante capire che torta cucinarle per convincerla .

2 Come ti definisci?
Dopo il tuo nome e cognome ( non viceversa) quale è il tuo profilo professionale?
Il titolo è il tuo brand
Mario Rossi   – tecnico informatico
Sara Verdi    –  impiegata amministrativa
Luigi Bianchi – social media manager
Luisa Vallini  – marketing manager

3 deve avere una vetrina
Immagina di avere un negozio.Se tu dovessi fare una vetrina che articoli metteresti in esposizione?Non metteresti certo la merce qua e là come capita senza dei punti di attenzione.L’obiettivo di una vetrina ben progettata è attirare il cliente.
Ora immagina il tuo CV come la tua vetrina virtuale
quale è il tuo selling point?

4 deve avere un trailer come i film
Per fare pubblicità ad un film le case cinematografiche usano i trailer.In pratica il trailer è uno spot pubblicitario di 2 minuti circa.Lo scopo del trailer è di  presentare in modo rapido ed efficace la storia, i personaggi e l’ l’atmosfera e convincere il potenziale spettatore,proprio quello che devi fare con il tuo CV perché il tuo CV è il tuo strumento di marketing

5 deve avere una tagline convincente
La tagline è una frase breve e diretta per far ricordare una marca,un prodotto  
esempi
Barilla, Dove c’è Barilla c’è casa        Sky, Liberi di…
o lo slogan una frase ad effetto  con cui viene presentato un film. una frase ad effetto 
Cabaret (1972)  Life is a Cabaret
Alien (1979) Nello spazio nessuno può sentirti urlare 
Apollo 13 (1995) Houston,abbiamo un problema

Puoi usarla nel CV o sul tuo profilo su Linkedin o altri social media

ecco un esempio di tagline di un CV di un mio cliente
esperto formatore settore moda; 10 anni di esperienza, dalla creazione alla parte commerciale.

nel prossimo post gli altri punti chiave

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Decision making:il fantasma del senno di poi

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Del Senno di poi son piene le tombe’

Hai mai detto
…e dire che me lo sentivo che sarebbe andata così
 lo sapevo …non poteva che andare così!
avrei dovuto capirlo,rendermi conto che…..
te l’avevo detto….
come ho potuto prendere quella decisione senza considerare l’evidenza dei fatti che avevo proprio sotto il naso?

Ognuno prima o poi ha fatto come ‘Capitano senno di poi’ il personaggio di South Park col potere di spiegare come si sarebbero potuti evitare i disastri.

Quando qualcosa che non ci aspettavamo succede,abbiamo valutato male,sbagliamo o sono gli altri a sbagliare ecco che appare il ‘senno di poi’,il fatalismo applicato al passato.Questo fenomeno è noto come, “distorsione a poteriori del giudizio(hindsight bias).Gli eventi passati diventano  più prevedibili e più facili di quanto non lo fossero realmente.

Nessuno,per quanti sforzi faccia, è immune da questo pre-giudizio in nessun campo.
Facciamo 3 esempi

1Il tuo medico analizza l’esito di alcuni esami  e in base a questi pensa,senza prendere in considerazione altre alternative o approfondire,che l’unica causa è xxx.
Ti prescrive dei farmaci ma le cose non migliorano perché la causa non è quella.
Molti si irrigidiscono nei loro compartimenti miopi, e si dimenticano spesso che ognuno è un holos un essere complesso fatto non solo di corpo,di fisica e chimica),di ascoltare il paziente,di sondare altri metodi,di mettere in discussione i propri giudizi

2 ‘se l’è cercata’
La miopia del senno di poi porta spesso al giudizio ‘se l’è cercata’
Molti pensano, ma non lo dicono,che se una donna subisce violenza è perché era vestita in un certo modo,o aveva un carattere isterico,era troppo ‘esuberante’ o tornava tardi la notte.

3 troppo sicuri di sé..( mi sento un dio)
molti che giocano in borsa,trader,lupi tipo Wall Street,imprenditori con un ego smisurato spesso fanno investimenti rischiosi e vanno incontro a clamorosi fallimenti

I 2 ostacoli maggiori sono il nostro giudizio che qualcosa sia
prevedibile: non mi meraviglio se succede la cosa x
inevitabile:  se faccio x è inevitabile che succeda y

Cosa fare?
E’ importante capire questo errore mentale che ci porta a prendere decisioni discutibili se non errate.

1 imparare dagli errori.Sbagliando si impara
l’atteggiamento del ‘so benissimo cosa fare’ ‘sono tutto non è necessario verificare o aggiornarsi’porta a prendere decisioni affrettate,a non ponderare bene alcuni aspetti della questione meno evidenti.

2 considerare altre alternative
per abitudine o per pigrizia spesso seguiamo gli stessi percorsi mentali quando dobbiamo prendere una decisione, o per mancanza di tempo prendiamo scorciatoie per arrivare velocemente a una soluzione soddisfacente,eliminiamo tutte quelle informazioni che sembrano contraddittorie o che ci aprono strade sconosciute.Imparare dal passato può sembrare semplice e intuitivo; in realtà è un percorso pieno di insidie E’ il ben noto atteggiamento’se la canta e se la suona’. Quando devi decidere e haivarie opzioni scegli quella che in quel momento ti sembra migliore o più corretta per le informazioni che possiedi
Il quando e il cosa sono i due fattori

Inutile,se la decisione che hai preso si rivela un errore,annegare nelle sabbie mobili del  ‘se avessi fatto,se avessi detto’…pura speculazione perché non è possibile fare il rewind e tornare indietro.
Colpevolizzarsi o darsi dello stupido è più facile che accettare la cosa negativa e ammettere che non possiamo tenere sotto controllo,prevedere quello che ci accade
Questo tirarsi la zappa sui piedi non è un toccasana per la propria autostima

E’ ovvio che le informazioni non sono mai né complete né chiare e spesso non si ha il tempo sufficiente per poter analizzare e valutare e tutte le alternative.
Come diceva Perls: In un dato momento nessuno può essere diverso da ciò che è in quel momento, incluso il suo desiderio di essere diverso

le domande da farsi
•che cosa sapevi in quel momento?
•che cosa avresti dovuto sapere?
•che informazioni avevi che avrebbero potuto aiutarti a prevenire l’errore?
•Hai fatto altri errori di valutazione in quel campo?Se sì, per quali motivi?

 

L’ABC della prima impressione:3 tecniche che funzionano

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prima impressione,mirroring,reputazione,reputation,credibilità,linguaggio non verbale,vittoria nervi,career counseling

Sul tema del fare una buona impressione si sono scritti fiumi di articoli.Ci sono varie scuole di pensiero:chi ritiene che il look faccia la parte del leone,chi sottolinea come ellemento decisivo il linguaggio non verbale.

Noi umani siamo esseri complessi e il nostro primo giudizio è un giudizio ‘di pancia’ dove la logica e il ragionamento non c’entrano.

Il nostro cervello rapidamente scannerizza l’altro,nota i dettagli come il tono di voce,i gesti che fa,che vestiti o come tiene i capelli,come guarda,l’espressione del viso…e decide  se l’altra persona c’ispira fiducia o è simpatica.

Secondo recenti studi è proprio il viso,più che il corpo l’elemento che fa pendere l’ago della bilancia.
Cosa ci fa decidere che una persona anche se ha il look appropriato,è educata,sorride e non ha una virgola fuori posto ci è antipatica? ll meccanismo è un arcano perché è del tutto soggettivo

1quella persona ci ricorda qualcuno che ci è antipatico.
Basta  un elemento insignificante,una somiglianza,una sequenza di gesti,una frase che usa,il tono di voce

2 quella persona ci fa da specchio
rimandando qualche cosa che non approviamo in noi stessi.

3 quella persona può diventare una minaccia o una rivale.
Ognuno di noi ha paura di essere sottovalutato,scavalcato,tradito o privato di qualcosa alla quale teniamo.Spesso il/la rivale è immaginario,si basa su sensazioni al di là della logica ma questo basta a far scattare l’antipatia.
A volte l’antipatia iniziale può trasformarsi con la maggior conoscenza in simpatia se la paura viene superata e veniamo rassicurati a sufficienza.

1 la logica non c’entra
Il nostro cervello impiega pochi secondi per etichettare una persona nuova e decidere se è competente,affidabile,simpatica.. oppure il contrario.Accade in campo professionale e privato in tutte le relazioni.
Il nostro cervello raccoglie rapidamente l’immagine come una Polaroid che si sviluppa all’istante,una fotografia da capo a piedi dell’altra persona,una istantanea che rimane impressa nella memoria:come si veste,come si presenta,come si muove e comunica.Questo primo giudizio non è affatto influenzato dalla logica. Se qualcuno all’inizio ‘sente’ a pelle che tu sei una persona con cui non vuole avere a che fare è difficile che si instauri un dialogo,un business o una relazione.

2 è una questione di percentuali
Il giudizio che gli altri danno di te non dipende inizialmente da quello che dici,dalle parole che usi. Prima che tu dica una parola l’altra persona ha già la sua impressione su di te e viceversa.
Più dell’80% della prima impressione dipende dalla immagine che proietti (il tuo stile,gli abiti che indossi,i colori che preferisci,la tua pettinatura…)e dal linguaggio non verbale che usi ( la postura,il tono di voce,i tuoi gesti,le espressioni del tuo viso…)

Quando dai una cattiva impressione quella rimarrà a lungo e non importa quello che farai per riaggiustare il tiro.Non è giusto..d’accordo..ma è un fatto.Certo la prima impressione può essere sbagliata e si può cambiare col tempo.Puoi,come tutti, prendere autentiche cantonate, supervalutare una persona che non se lo merita o evitare qualcuno che è davvero in gamba perché la prima opinione che ci facciamo dipende da aspetti emozionali.

3 i quattro  filtri

Come si forma la prima impressione?In maniera subliminale.L’altra persona ti vede con i suoi occhi e ti giudica non solo se sei simpatica,
competente,affidabile,sicura di te o no ma anche quanto lo sei.Per farlo usa in maniera tutta personale 4 filtri:

1 la tua credibilità
La credibilità è un insieme di elementi diversi:onestà,
intelligenza,sincera affidabilità, sicurezza di sé,competenza…

2 la tua simpatia
La simpatia è una questione di pelle,di capacità di mettere a suo agio l’altra persona e cosa potresti avere in comune con lei.Questa simpatia viene comunicata attraverso il tuo comportamento,i tuoi vestiti,la tua voce,l’età,l’esperienza,l’appartenenza o meno allo stesso genere o nazionalità…

3 il tuo fascino personale
Il fascino che eserciti sugli altri è una alchimia di come presenti te stessa a 360° (il tuo corpo,le tue emozioni,i tuoi pensieri,la tua anima) e come traduci tutto questo nella tua immagine.Il tuo total look comunica direttamente quanto stimi te stessa,quanto ti rispetti e quanto sei sicura di chi sei e cosa sai fare.Vorrei fare due citazioni di una icona della bellezza

 4 la fiducia in te stesso
Tutto parte da te,da quanto conosci le tue doti,le tue qualità,le risorse che puoi mettere in campo nel mondo,da quanto dai spazio al tuo valore e quanto credi in te stessa.Se la fiducia è scarsa ti sottovaluti,hai paura a prendere l’iniziativa,a farti notare,a far rispettare il tuo spazio,le tue idee…Magari costruisci una immagine poco autentica per sentirti a tuo agio e gli altri lo captanoL’immagine è presentare e comunicare al meglio chi sei.Ci vogliono 30 secondi ..e hai già dato agli altri la prima impressione.
Per promuoverti e venderti devi saper comunicare,convincere chi sta dall’altra parte che tu sei credibile e competente.

Come?

le 3 tecniche che funzionano

1 metti l’altro al centro
In un colloquio di lavoro mettiti nei panni del selezionatore: a cosa interessa,che io ho,a quella azienda? individua ciò di cui hanno bisogno
Per questo è importante mettere l’altro al centro
 Il più grande modo per fare una prima impressione positiva è quello di dimostrare subito che l’altra persona – e non tu- è al centro dell’attenzione e della conversazione
Occorre imparare ad ascoltare,sviluppare una buona capacità di ascolto.

Chi sa ascoltare non soltanto è simpatico a tutti ma prima o poi finisce con l’imparare qualcosa. William Mizner

2 usa la tecnica del mirroring
Ci piacciono le persone che hanno interessi simili ai nostri,hanno opinioni simili o si vestono come noi, usano le stesse frasi.
In una parola..appartengono allo stesso mondo di valori e di modi di vedere il mondo e la vita.
Questo meccanismo è ampiamente usato da chi,per varie ragioni,vuole ottenere la nostra simpatia. In questo caso cercherà di capire chi siamo e cosa ci piace,come la pensiamo..per apparire quanto più simile a noi.

La tecnica del mirroring è stata sviluppata dalla PNL, programmazione neuro-linguistica .Il mirroring è spesso naturale.Infatti quando ci troviamo in sintonia con un’altra persona tendiamo inconsciamente a usare gli stessi gesti,modulare la nostra voce in accordo con quella dell’altro,usare le stesse espressioni facciali come davanti a uno specchio.
La tecnica del mirroring,consiste nel muoversi,sedersi,adottare gli stessi gesti dell’altra persona,adottare le stessa postura, ,la stessa tonalità di voce.Questo facilità la comunicazione,genera fiducia e empatia e da la sensazione di essere simili all’interlocutore.
Il Mirroring è anche conosciuto come “effetto camaleonte”.
Sfrutta deliberatamente il mirroring a tuo favore senza scimmiottare o ripetere a pappagallo i gesti ritardando di qualche secondo (da 2 a 4) l’imitazione speculare del movimento.Risulterai più piacevole.

essere simpatico
 per essere simpatico devi far provare all’altra persona delle emozioni. Una persona può essere simpatica o meno.E’ una questione di pelle.
Rimane il fatto che le persone simpatiche e il loro linguaggio non verbale (come sorridono,come si muovono,la postura che assumono) trasmettono un sentimento positivo  perché ci danno l’impressione di qualcosa di familiare.
Quando scatta il meccanismo della simpatia?
Quando l’altra persona ci riconosce,ci apprezza,ci accetta per quello che siamo.
Allora cominciamo a trovare delle affinità,qualcosa in comune.
I datori di lavoro apprezzano e cercano una persona sicura,decisa,simpatica.
Se sei simpatico guadagni punti già dall’inizio e la tua simpatia ti servirà a bypassare qualche difetto
o qualche carenza di esperienza.A nessuno piacciono i lavativi,i piantagrane e quelli che si lamentano e non hanno un atteggiamento proattivo.

3 sfrutta l’effetto recency
Non ha la necessaria esperienza o hai dei punti critici?
Mettili subito sul tavolo con abilità e ironia.Prima le notizie ‘cattive’..e in ultimo quelle buone.E’ la tecnica chiamata’effetto recency’
L’ordine di presentazione degli argomenti fa la differenza quando si tratta di convincere qualcuno. L’informazione più di recente ha un impatto  più forte dell’informazione iniziale quando dobbiamo decidere,giudicare,ricordare  .A ognuno rimangono più impresse le ultime cose dette dall’altra persona.
Parla,quindi, delle tue doti personali, dei tuoi punti di forza,dei i tuoi assi nella manica per ultimo

 i servizi di career counseling