Mese: dicembre 2014

3 modi di cambiare passo.Qual è il tuo ?

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Il mantra dei nostri giorni è imparare a cambiare.
Rinnovarsi e reinventarsi non è facile specie se 
continuiamo a percorrere la strada sbagliata del cambiamento.Se hai tentato varie volte di cambiare e non ha funzionato è probabile che tu abbia ritentato con perseveranza magari cambiando qualche virgola e pensando ok questa volta ce la faccio,questa è la volta buona E’ il tentativo più semplice che tutti in prima battuta facciamo e dopo vari tentativi se non succede nulla gettiamo la spugna

Fai il primo passo con fede,non occorre che tu veda tutta la scala:basta che cominci a salire sul primo gradino  Martin Luther King

un fantasma si aggira: la resistenza
la resistenza al cambiamento che porta le persone a crearsi delle routine abitudinarie di difesa che portano a bloccare o, almeno, a rallentare il cambiamento.
Col passare del tempo, queste cattive abitudini diventeranno parte integrante della cultura aziendale e la mineranno nel profondo fino ad influenzare addirittura le persone nuove che inizieranno a lavorare all’interno dell’organizzazione.

Ogni cambiamento ti mette in moto a 360°: coinvolge il corpo con le tue sensazioni,la mente con i tuoi pensieri, il cuore e le tue emozioni.E’ normale all’inizio sentirti un po’ smarrito e non sapere
che pesci pigliare.
Puoi fare resistenza passiva e lasciarti trascinare con scarso interesse o puoi resistere attivamente
combattendo ,opponendoti al cambiamento,bloccandoti a pensare e ripensare,rimandando al domani,facendo finta di cambiare mentre ti autosaboti con pensieri negativi,licenziando il cambiamento come qualcosa di assurdo
Ecco alcuni pensieri
tanto non cambia niente
non c’è niente da fare
meglio rimandare a….
non sono convinto…e se poi……
devo pensarci,riflettere ancora un po’..
vorrei ma non posso
tanto lo so come va a finire
alla fine a me va bene così

Da dove nasce questa resistenza?
Ecco un breve check up
sto andando contro uno dei valori della mia scala-valori?
ho paura di rompere qualche regola che mi hanno insegnato?
ho paura di cosa dirà la mia famiglia,i miei amici..la gente?
ho paura di essere criticato,isolato?
che cosa ho paura di perdere? la mia identità? il mio ruolo ?
ho paura di fare la figura dell’incompetente?di sentirmi inadeguato come un pesce fuor d’acqua?
ho paura del futuro?(cosa mi capiterà se…)
ho paura di perdere il controllo? Che la situazione mi sfugga di mano?( ce la farò?)
ho paura di strafare e avere troppe responsabilità?
ho paura che ancora una volta mi vada male? sbagli? fallisca?

 l’iceberg del cambiamento
sotto la superficie oltre le probabili resistenze e paure ci sono
le tue credenze : quali possono supportarti e quali sono ormai datate e quindi da eliminare?
i tuoi pregiudizi
le tue motivazioni
i tuoi interessi
le tue percezioni

1 circuito semplice :sbagliando si impara
il  primo comportamento di fronte al cambiamento è quello di buon senso cioè provi e se c’è qualcosa che non va correggi l’errore o trovi un’altra tecnica per ottenere risultati.
Naturalmente se proprio non cavi un ragno dal buco inutile incaponirti e sfidare i venti contrari.E’ il metodo empirico per tentativi, “by trial and error”
La domanda è: cosa devi cambiare? La correzione dell’errore è limitata mentre la strategia,il tuo approccio per raggiungere l’obiettivo o l’obiettivo stesso rimangono invariati.
Se funziona ti puoi fermare a questo livello altrimenti occorre passare a un livello più complesso

“Penso che se fai qualcosa e ti viene abbastanza bene, allora dovresti fare qualcos’altro di meraviglioso; non fermarti troppo a lungo su quello che hai fatto, ma concentrarti su ciò che farai dopo.” poster Apple anni 80

2  circuito doppio: pensare in modo diverso 
In questo secondo circuito quello che devi fare è un sano repulisti,lasciare andare alcune delle tue credenze e opinioni che riguardano la situazione e che ti bloccano sempre allo stesso punto,guardare lo scenario da un altra prospettiva, esplorare nuove soluzioni
Devi rendere flessibile come una canna di bambù il tuo modo di pensare,dare una forma nuova ai tuoi schemi mentali.In questo circuito devi rimuovere le cause di ciò che non va,rimettere in discussione il tuo obiettivo
domande: che altre opzioni ho per fare il prossimo passo avanti?
devo cambiare o riformulare il mio obiettivo? Come?
Quando inizi ad esplorare nuovi modi di pensare ecco che nuovi modi di comportamento iniziano ad emergere.Se funziona e ottieni risultati puoi fermarti a questo giro altrimenti è necesario passare al terzo livello

Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori. Quelli sempre al posto sbagliato. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non rispettano lo status quo. Puoi citarli, disapprovarli, glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli. Perché sono quelli che cambiano le cose. Fanno progredire l’umanità. E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo…sono quelle che lo cambieranno davvero                               (Steve Jobs-Walter Isaacson-Mondadori)

3 terzo  circuito: un cambiamento radicale
In questo circuito è essenziale fare l’esame di coscienza,mettere in discussione te stesso e i tuoi fondamentali,la tua vision,come ti vedi e come vedi il mondo
domanda:come posso rinnovarmi,re-inventarmi per trovare nuove strade,nuove opportunità?
A questo livello spesso è difficile mettersi in discussione spontaneamente  e scoprire  come puoi cambiare e quali passi fare.

Come  counselor
 posso  accompagnarti nel cambiamento
ecco il mio sito e come posso aiutarti

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Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

Lavoro over50:4 passi per iniziare a re-inventarsi

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Il problema di trovare lavoro sta diventando sempre più(o ce lo fanno credere) una lotta generazionale dove la precarietà (chiamata col termine politically correct ‘flessibilità’)sembra il tratto distintivo e la condizione ‘prendere o lasciare’.L’incertezza investe non solo i giovani ma anche la fascia degli over 40 e over 50.

Secondo il Censis gli occupati over 50 sono solo il 25% del totale della forza lavoro mentre quelli senza lavoro sono aumentati dall’inizio della crisi di circa il 150%(guarda in fondo le tabelle -dati) 

La spada di Damocle che pende sopra la testa di ogni over 50 è l’ageism,una specie di razzismo e discriminazione riferito all’età che spinge ai margini e discrimina qualcuno solo perché è ritenuto ormai ‘vecchio’,lento,non al passo con la rapidità con la quale il mercato del lavoro sta cambiando.
L’esperienza sembra una moneta poco spendibile alla soglia dei cinquanta anni.E’ una gara al ribasso deprimente quando ti senti scartato,messo in un angolo in un lungo standby.

Contro questa discriminazione è facile gettare la spugna e smettere di cercare di reinserirsi in questo periodo di crisi.

cosa fa lo stato e le regioni
Per favorire il reinserimento e ridurre il rischio di disoccupazione la legge n. 92/2012 ha la riduzione del 50% della quota contributiva a carico del datore di lavoro in caso di assunzione di lavoratori ultra cinquantenni e disoccupati da almeno dodici mesi
A livello regionale il quadro delle misure è frammentato.

Cosa fare?

4 passi per ri-cominciare

1 è fondamentale partire da se stessi, aver ben chiaro in mente il proprio valore e il capitale di competenze,esperienza e le potenzialità spendibili.
Guarda alla tua impiegabilità da vari punti di vista:
♦investi nella propria formazione professionale
(corsi,aggiornamento,specializzazione…):

♦definisci le competenze tecniche del settore nel quale vuoi lavorare
♦competenze informatiche base 
♦competenze linguistiche
In Italia solo il 25% parla inglese correttamente, il 23% il tedesco, il 18% il francese.

Punta sul triangolo CHI SONO,QUANTO VALGO,COME MI VENDO
Inizia col fare un dettagliato check up del tuo bagaglio
Sono una persona che
ha queste capacità………
ha queste conoscenze…
ha questa esperienza……
Prova a costruire 2 identikit alternativi per auto descriverti e per descriverti agli altri.
Quando hai almeno due descrizioni soddisfacenti le probabilità di aumentare il tuo orizzonte di ricerca  si ampliano

2 rinnova e amplia la rete di contatti
Chi ha 50 anni ha senz’altro costruito nel tempo una rete di contatti professionali e non che deve essere valorizzata.Per ampliarla e fare nuove conoscenze i social media come Linkedin, i gruppi di discussione in rete possono essere un prezioso aiuto per essere presenti su più fronti.
Occorre dedicare un po’ del tempo a fare networking online e offline
Networking : chi può darmi una mano? 
prova a chiedere aiuto tenendo presente  i cosiddetti 3 cerchi
Prendi un foglio e disegna 3 cerchi concentrici
cerchio interno  
metti i nomi di persone che conosci benee che possono aiutarti in modo attivo e concreto(famiglia,amici…)
cerchio mediano
i nomi di persone con le quali hai buoni rapporti di lavoro,che hanno
alcuni interessi e modi di vedere in armonia con il tuo
cerchio esterno
 i nomi di conoscenti che incontri ad eventi e che potrebbero forsse aiutarti

3 evita i paragoni giovane/senior
Se sei senior ovviamente hai più esperienza quindi imbarcarti nella trappola ‘cosa ho di meno e cosa ho di più di…rischia di farti guardare al problema da una prospettiva totalmente sbagliata.
Meglio concentrarti su cosa hai di unico da offrire a una azienda,quale è il valore aggiunto,il bagaglio prezioso che puoi offrire.
quali sono i tuoi punti di forza?
Dalla tua esperienza hai probabilmente imparato la
• capacità di analizzare tenendo presente il quadro d’insieme
• capacità trovare le soluzioni più utili e funzionali  rispetto a problemi complessi
• capacità di definire chiaramente gli obiettivi
su che soft skill puoi contare?
Sulle soft skill leggi
  I 22 soft skill che fanno la differenza per trovare lavoro oggi
 Trovare lavoro:il segreto è puntare sulle tue soft skill
Soft o hard ecco le abilità che il mercato del lavoro sta cercando

vuoi un aiuto per fare il bilancio delle tue competenze,doti personali,punti di forza?
Leggi QUI

Puoi mettere a frutto il tuo capitale di esperienza e proporti come tutor intergenerazionale cioè affiancare e formare i giovani neoassunti inesperti e trasferire a loro le tue competenze e la tua esperienza,coordinare un gruppo di lavoro all’interno della azienda.
Se sei disposto a metterti in gioco in questo ruolo mettilo ben in evidenza nel tuo CV.

4 attivati e diventa imprenditore
Nel 2013,oltre 13 mila over 50 anni alla ricerca di un lavoro hanno avviato una attività per mettere a frutto la loro esperienza ma soprattutto una passione che è rimasta,per vari motivi, in secondo piano
Un’impresa su quattro nasce nel commercio o nell’autoriparazione (28,6%), a seguire il settore dell’agricoltura, della pesca (26,6%), delle costruzioni (8,9%), ed infine, quello della manifattura (7,7%) dell’alloggio e della ristorazione (6,9%).

La legge che agevola l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, non solo per gli over 50,è il Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185 “Incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego,

Per le donne la legge n. 215 del 1992 “prevede facilitazioni per le imprese “rosa”                                                                                      

Lavoro over 50: come cambiare rotta?

 

 

 

 

 

gli strumenti

I 3 strumenti basic per promuoverti sono
♦un CV efficace
♦una buona lettera di presentazione
♦le strategie giuste per affrontare il colloquio
metti il turbo al tuo CV
In questo blog numerosi post sono dedicati a come fare un CV efficace.Eccone alcuni
Trovarelavoro:scopri come e su cosa puntare nella roulette del mercato del lavoro
CV check up:8 must per un CV vincente (part 2)
CV:cosa fare per evitare l’effetto necrologio? 6 suggerimenti pratici

Qual è il focus del tuo CV? Costruisci la tua VP
Il CV europeo:per chi va bene?I vantaggi e gli svantaggi del CV Europass
I 10 skill che fanno la differenza e come usarli

la lettera
i 7 importanti da ricordare

come affrontare il colloquioAlcuni post su come prepararsi al colloquio.Eccone alcuni

il colloquio in 5 atti
 4 regole chiave per un colloquio vincente

le due domande trappola
le 3 domande chiave per essere vincente

 

vuoi una consulenza per ripartire?
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scrivi a professional@counselingsolutions.it

 

trovarelavoro-Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?

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Il monCERCARE LAVORO DOPO I 40 ANNIdo del lavoro sta cambiando così rapidamente che rischiamo di essere travolti dai cambiamenti se rimaniamo immobili a subire passivamente .Possiamo e dobbiamo scegliere il nostro futuro.

il Jobs Act
secondo l’analisi di Moody’s la società di  rating internazionale, incentiverà il ricorso alle Agenzie di lavoro temporaneo. Il lavoro diventerà precario e porterà a un maggior ricorso alle agenzie di lavoro temporaneo. I benefici non saranno certo per i lavoratori ma per la miriade di agenzie interinali. Al momento, il lavoro interinale in Italia ha un’incidenza dello 0,9% contro l’1,6% di media europea.
(dal testo)alle imprese maggiori possibilità di fare ricorso al lavoro temporaneo a tutto vantaggio delle  agenzie interinali, i cui maggiori volumi si traducono in «maggiori margini di guadagno a loro favore, perché la base dei costi non crescerà proporzionalmente ai ricavi».

Una carriera non basta: ora i lavoratori hanno 4 vite
la carriera e il lavoro nel terzo millennio

i 2 pilastri
 La rivoluzione tecnologica e la globalizzazione del lavoro rendono necessarie nuove visioni.
In primis la politica che invece di cercare nuovi soluzioni veleggia a vista in tutt’altre faccende affaccendata a rimorchio dei mercati e della finanza.

La scuola è l’altro pilastro e dovrebbe iniziare a rivoluzionare tutto l’impianto culturale e educativo tenendo presente nuove skill,l’importanza del pensiero critico,la capacità di cercare,analizzare e valutare dati e informazioni,la capacità di contestualizzare e collegare…

Erik Brynjolfsson nel suo libro, The Second Machine Age  propone di sostituire all’indice PIL un diverso parametro che calcoli i benefici dell’utilizzo delle tecnologie digitali in termini di qualità della vita.

vecchi e nuovi lavori
La tecnologia metterà a rischio molti lavori tradizionali. Circa la metà dei vari tipi di lavoro oggi presenti  sarà sostituita da applicazioni,servizi on demand…
Come difendersi? Non certo facendo come i luddisti all’inizio dell’Ottocento che si opposero alle nuove macchine tessili della rivoluzione industriale. che stavano distruggendo saperi, forme di solidarietà.I luddisti tentarono in questo modo di farsi giustizia da soli.Era la risposta violenta dei lavoratori ai tentativi di degrado del lavoro che fino a quel momento era svolto nei laboratori dagli artigiani.
i 10 trend tecnologici
il lavoro nel futuro
Bisogna puntare su lavori  nei quali il fattore umano è insostituibile.
Nessun computer potrà essere creativo,sensibile o essere in grado di motivare,negoziare,o avere competenze di leaderhip.I lavori artigianali,quelli nel campo della salute,del fitness e del benessere sono in espansione così come stanno emergendo nuovi lavori creati dai bisogni del terzo millennio.
Le 3 parole chiave saranno sostenibilità ,ambiente,prodotti e tecnologie smart che migliorano la qualità della vita,ci facilitano il vivere quotidiano e ci aiutano a creare,connettere e gestire comunità
salute e benessere
l’approccio al tema salute punterà verso soluzioni olistiche,come fare prevenzione,come monitorare chi ha bisogno di cure per garantirgli il supporto medico e psicologico necessario

la vita è smart
la tecnologia ci aiuterà a vivere meglio con una miriade di dispositivi per alleggerire faccende domestiche,preparare pasti,farci compagnia,programmare ogni sorta di compiti,risparmiare tempo e energia.

l’obiettivo è zero
dalla spesa a kilometro zero online o offline a innovazioni che ridurranno a  zero le emissioni di inquinanti  dei mezzi di trasporto,gli  infortuni sul lavoro e tutto ciò  che non vogliamo

come ci muoveremo? la mobilità sostenibile
 Secondo le previsioni nei prossimi anni la mobilità sarà elettrica: nuove auto,bus e biciclette
specie per spostarsi in città.A Milano,per esempio,il Comune ha già stabilito che entro il 2015 entreranno in funzione 1.000 biciclette elettriche distribuite su 80 nuove stazioni. Per Expo saranno attive 296 stazioni di BikeMi per un totale di 5.000 bici.
Il mercato dei veicoli elettrici permetterà la nascita di nuovi lavori che riguardano la progettazione, la vendita,la manutenzione,il bike sharing…

l tempo lavoro:le otto ore
Entro il 2020  il lavoro a tempo pieno sarà l’eccezione più che la regola.Molte compagnie stanno già adottando orari di lavoro flessibili, forme di telelavoro.
Con la tecnologia è possibile fare certi tipi di lavoro un po’ ovunque.
Con un portatile e una connessione si può lavorare agevolmente da casa, da una biblioteca,in uno spazio autogestito (co-working) o perfino da un bar
La tecnologia sta cambiando il concetto di produttività.Non conteranno più le ore passate al lavoro,il timbrare il cartellino,la routine  ma cosa il lavoratore riesce a produrre in termini di risultati,in poche parole le sue performance,la sua capacità di essere porattivo,propositivo, di contribuire a innovare

leggi
contano i risultati, non le ore che passi in ufficio

Lo spazio lavoro
Una ricerca di Deloitte ha sottolineato che  più del 30% dello spazio lavoro è vuoto per la maggior parte del tempo della giornata lavorativa.Questo significa che le aziende pagano riscaldamento,luce pulizia .. per spazi vuoti.
L’ufficio tradizionale non è più adatto.Meglio razionalizzare gli spazi con un una visione nuova:spazi meglio attrezzati per le pause,spazi e per socializzare .(i colleghi si scambiano le idee davanti a una macchina del caffè,si abbozzano progetti di successo  proprio intorno a un distributore. , spazi per incontri e meeting sia faccia a faccia che attrezzati per riunioni virtuali ( teleconferenze..)
Addio alla scrivania
Ufficio: come è cambiato il luogo in cui lavoriamo

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Inventarsi un lavoro:le 3 STRATEGIE in pratica
Quali competenze saranno necessarie nel futuro prossimo?
Quali sono le nuove competenze per il mercato globale?Un nuovo paradigma per pensare (2)

 

 

Trovare lavoro:la lettera di accompagnamento al CV: i 7 importanti da ricordare

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Sul problema della lettera di presentazione ci sono due scuole di pensiero:
•è inutile.Solo pochi selezionatori o aziende si prendono la briga di leggerla
•è importante per presentarsi in sintesi.Un po’ come il retro di copertina di un libro dove ci sono le informazioni (brevi) sull’opera e sull’autore

Questo dilemma shakespeariano assomiglia vagamente al gioco della probabilità della roulette.Meglio rischiare.
Mandare una mail(specie se mandi una autocandidatura) con poche righe laconiche per segnalare che il tuo CV è allegato può suonare come pigrizia. Chi riceverà la tua mail potrebbe pensare: “Se tu non hai avuto il tempo perché io dovrei dedicarti i miei preziosi minuti per leggere il tuo CV?”
Meglio lasciare la scelta a chi riceverà la lettera se leggerla o no. 

La lettera di accompagnamento non è un documento da fare in fretta.Non esiste una lettera che va bene per tutte le stagioni.Occorre studiarla,personalizzarla per dare l’impressione che hai dedicato del tempo a scrivere proprio per quella specifica azienda.

Il mantra che devi ripeterti per scrivere una lettera vincente è K.I.S.S. (keep it simple & specific)

1 specifica il ricevente
Non è facile sapere il nome del responsabile dell’ufficio personale o della persona che seleziona le domande d’impiegoSe questa informazione non si trova nell’annuncio stesso, cerca su internet,nei profili linkedin o telefona direttamente alla azienda o all’agenzia preposta.Evita di scrive ‘a chi di competenza’.

2 specifica la posizione per cui ti candidi
Se rispondi a un annuncio mettila all’inizio

oggetto: candidatura per la posizione di…..
Se è una autocandidatura scrivila nel primo paragrafo

Nel caso sia in risposta a un annuncio applica la tecnica dello specchio.La tua lettera deve rispecchiare le stesse parole chiave che trovi nell’annuncio.Una specie di eco che risuoni familiare a chi leggerà la tua lettera (questa persona sembra quella giusta..provo a chiamarla per un colloquio).
Certo non è facile! Scrivere una lettera vincente è come creare una “Lettera di Vendita”per convincere qualcuno a comperare il tal prodotto. La tua lettera deve avere un obiettivo:convincere che tu sei la persona che l’azienda sta cercando

3 Specifica le tue competenze e le qualifiche
Questa parte della lettera non subirà grosse modifiche quando la invierai a una azienda piuttosto che a un ‘altra.Quello che cambierà sarà

•la priorità che darai a queste competenze
•come descriverai in specifico ognuno di queste

♦quali  skill rilevanti mettere in evidenza?
♦su che esperienza /risultato occorre puntare per far capire che hai quello che stanno cercando

4 specifica gli esempio support your claim
Uno dei punti deboli che potrebbe avere la lettera di presentazione è la mancanza di ‘prove’
Spesso vedo CV dove sono elencate ottime competenze ,descritte doti personali di un Ceo navigato,aggettivi superlativi…ma senza esempi concreti che supportino quelle affermazioni oppure frasi generiche e ritrite’ che vogliono dire tutto e niente
Ho buone doti relazionali
Spiccata propensione al lavoro in team
Versatilità e spirito d’iniziativa
Innata precisione, inventiva, grande creatività
Se vuoi essere credibile fornisci le prove concrete  di quello che affermi: numeri,percentuali,fatti

Se hai ottime capacità organizzative dimostralo altrimenti è solo la tua parola e nessuno si fida a scatola chiusa.
Esempio:

gestione e progettazione di circa 30 meeting ed eventi (da 30 a 2000 persone)

5 specifica la tua conoscenza di quella azienda
Quando inviti qualcuno a pranzo se vuoi far centro cerchi di informarti cosa piace a quella persona,il suo piatto e il suo dolce preferito, se ha problemi con qualche alimento.
E’ un segno di caring e di attenzione verso quella persona e questo vale anche per l’essere umano che vive nell’ecosistema aziendale.
Una delle tecniche più efficaci (specie in risposta a un annuncio) è la griglia
•a sinistra ciò che richiede l’azienda ( puoi ricavarlo dall’annuncio)

•a destra le  qualifiche che si accordano alle richieste specifiche
Ecco un breve esempio


Presentazione standard2

La griglia grafica facilita notevolmente la lettura ed è efficace anche se non possiedi tutte le qualifiche richieste perché dimostra plasticamente che sei qualificato in molte aree quindi il selezionatore è meglio disposto a chiamarti a colloquio per valutarti.

6 specifica i vantaggi che avrà  l’azienda nell’assumerti
Immagina che l’azienda sia un cliente che devi convincere.Per farlo devi cercare di metterti nei panni del cliente.Cosa vuole?
Leggendo la tua lettera e il tuo CV  chi seleziona deve trovare una risposta convincente alla domanda: “che cosa mi offre? Cosa ci guadagno? ( Wiifm-what is in for me?).
Lo scopo di questo tipo di lettera è di spiegare come tu-candidato darai valore aggiunto con le tue competenze e la tua esperienza.Se sei un neolaureato o neodiplomato al primo impiego punta
♦sul piano di studi,tesi,corsi fatti,attività di volontariato,stage… che sono attinenti alla posizione
♦la conoscenza delle lingue (cerca di avere un diploma riconosciuto)
♦le competenze informatiche (certificazione ECDL)
♦competenze trasferibili o soft skill
♦doti e attitudini personali compatibili con il ruolo ricercato;aspirazioni e motivazioni.

7 specifica  la tua call to action
La tua lettera deve alla fine venire al punto di questa fatica:chiamami per un colloquio!

 Rimango a disposizione per ogni informazione e comunicazione
“Resto in attesa di un Vs. Cortese riscontro
Spero che il mio curriculum vitae possa essere di Vostro interesse e che vogliate interpellarmi per un eventuale colloquio.