Mese: gennaio 2015

trovare lavoro dopo i 40 : 6 passi per non farsi rottamare (2)

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La disoccupazione non è solo un dramma di chi è giovane.Chi cerca lavoro e ha passato la prima boa dei 40 (oltre un milione cioè circa la metà dei disoccupati totali) o la seconda dei 50 (negli ultimi 6 anni gli over 50 che cercano lavoro sono più che raddoppiati e hanno raggiunto la quota di 438mila)
il dramma degli over 50

Nella prima parte ho elencato i 6 aspetti della discriminazione per età chiamata ‘ageism’ e ho scritto dei primi 2
1 dopo i 40 l’energia comincia a venir meno
2 dopo i 40 cambiare è difficile

Ecco gli altri aspetti

3 la questione tecnologia
e’ cruciale assicurarsi di stare al passo con la tecnologia in generale e nel proprio campo professionale.Aggiornarsi è la parola d’ordine.Se è necessario occorre frequentare corsi.Ce ne sono di ottimi online.Molte regioni,comuni organizzano corsi di vario tipo specifici per gli over 50
Importante avere una certificazione  ECDL
saper usare excel e powerpoint

Ecco 2 suggerimenti

Informatica per tutti
Il COMPUTER allena il cervello
libro
Pc a 50 all’ora. L’imparafacile per gli over 50. 

4 la questione mentale
L’idea che dopo gli anta l’agilità mentale scompare è una bufala di cattivo gusto.
Prendere poi questa bufala come una scusa per rottamare gli anta in cerca di lavoro è una discriminazione basata su stereotipi negativi senza fondamento scientifico.
Lo psicologo americano Cattell propone una teoria diversa.

Ci sono 2 tipi di intelligenze che vanno in tandem

•intelligenza fluida:aiuta a pensare indipendentemente dalle conoscenze acquisite,ragionare in modo logico per risolvere un problema.Riguarda i due tipi di ragionamento: deduttivo e induttivo
•intelligenza cristallizzata:acquisita attraverso le conoscenze,le esperienze fatte,quello che abbiamo imparato dagli errori fatti.Fa parte di questo tipo di intelligenza la capacità verbale,la capacità di creare analogie,la capacità di negoziare
Con l’età l’intelligenza fluida perde colpi.Ecco perché i giovani tendono a giudicare le persone mature come mentalmente lente e poco agili.
Come consolazione scientifica ci sono prove che l’intelligenza cristallizzata invece rimane stabile e in alcuni casi aumenta.Banalmente potremmo considerarlo un bagaglio di saggezza e esperienza

fitness mentale: la mindwellness
nel tempo libero per tenere allenata la mente puoi fare il sudoku,i cruciverba,giocare.Qui puoi trovare vari giochi.Anche ballare può aiutare l’intelligenza fluida.Il ballo riduce la probabilità del deterioramento mentale del 76%.Perché? Il cervello per far muovere il corpo è costretto a inviare input rapidamente diversi alle varie parti creando percorsi diversi a livello di neuroni
Il cervello non invecchia se impara cose nuove
Brain Jog, l’app per gli over50

5 la questione costi
Una idea diffusa nelle aziende  che vogliono assumere è che un lavoratore giovane costa di meno all’azienda.La convenienza non è un parametro intelligente,è solo una forma di miopia che alla lunga ha l’efetto di un boomerang.
Un lavoratore over 40/50 ha maturato una preziosa esperienza che gli permette di non cadere negli classici errori del principiante,sa valutare con più equilibrio e ha imparato nella sua carriera ad allenare in varie situazioni la sua capacità di problem solving.
Limitarsi a decidere solo in base al fattorie risparmio economico significa essere analfabeti per quanto riguarda le potenzialità del capitale umano indipendentemente dall’età.

6 il capo più giovane
il lavoratore anta si troverà a disagio a prender ordini da un capo più giovane.
Il rapporto fra persone di generazioni diverse è un aspetto delicato e molte aziende pensano che chi ha passato gli anta abbia problemi  con un manager o un capo più giovane.
Se devi affrontare un colloquio accendi il riflettore su questa questione e rassicura il selezionatore che non hai problemi portando degli esempi positivi di lavoro con colleghi e manager più giovani.

Affila le armi: gli strumenti nella tua borsa

1 prepara il tuo CV
Su come fare il CV ci sono in questo blog numerosi articoli

Ecco 4 punti da tenere bene in mente per il tuo CV
• non più di 2 pagine
il problema maggiore dei candidati-anta è che inseriscono nel loro CV troppe informazioni.Molti non hanno idea di come ristrutturare e aggiornare il loro CV che è stato dormiente per anni.
Se sintetizzare in modo efficace tutta la carriera in poco spazio diventa un problema  meglio chiedere aiuto a un professionista
• elenca solo gli ultimi 10 anni della tua storia ed esperienza  professionale
• metti in evidenza i tuoi risultati migliori
• non mettere date inutili ( diploma,laurea…)

2 preparati al colloquio
Nel blog ci sono diversi articoli  che riguardano la preparazione e la gestione del colloquio

I 2 ostacoli da superare sono
1 non aver fatto un colloquio da tempo immemore
l’unica ricetta è pratica,pratica,pratica.E’ come chi dopo tanto tempo riprende ad andare in bicicletta Occorre esercitarsi nel rispondere alle varie domande.Una delle più insidiose è ‘mi parli di lei’
Occorre imparare a usare bene il linguaggio non verbale.
Esercitati con qualcuno che conosci disposto ad aiutarti o chiedi a un career counselor una consulenza di tutoring per imparare le tecniche più efficaci e/o avere un feedback su una mock interview (simulazione di un colloquio)

2 far diventare il colloquio una specie di orazione funebre
Dopo gli anta vista la quantità di esperienza spesso c’è la tendenza a lasciare il freno e voler dire troppo per mostrare di essere all’altezza,di aver ancora qualcosa da dare.
Facendo così ci si dà la zappa sui piedi con le proprie mani

E’ importante selezionare in anticipo poche esperienze e le skill più rilevanti per il profilo per il quale ci si vuole candidare e imparare le regole base del marketing personale cioè come ‘vendere’ il pacchetto,essere positivi, mostrare entusiasmo e convincere.Il mantra è : io sono la soluzione per il vostro problema.Io ho molto da offrire’
il colloquio in 5 atti

Vuoi un aiuto professionale?
servizio trovare lavoro over 40

 

 

 

 

 

 

 

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lavoro:over40/over50: 6 passi per non farsi rottamare (1)

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 comunicazione lavoro

nell’atmosfera globale si è pensato che anche le persone sono come le macchine: un peso di cui disfarsi.L’età neutralizza l’esperienza,discrimina come se avere più di 40 ani fosse diventato un handicap.Ti è capitato di leggere gli annunci di lavoro? 

LE AZIENDE
I pregiudizi riguardo all’età di gran parte delle nostre aziende hanno un fattore comune: miopia culturale
Se cerchi lavoro ti guardano con quell’atteggiamento odiosamente paternalistico da compatimento e cercano di girarci intorno per non dirti in faccia’sei vecchio..cosa pretendi?
Chi seleziona il personale spesso per pigrizia imprenditoriale va sul sicuro seguendo il trend e la via più facile del giovanilismo tout court.
Spesso si lasciano scappare collaboratori,professionisti,lavoratori validi per la loro professionalità e la loro esperienza solo perché hanno questo virus malefico chiamato ageism

i 5 ceppi del virus dell’ageism
1 dopo i 40 l’energia comincia a venir meno
2 dopo i 40 cambiare è difficile
3 dopo i 40 è sempre più difficile stare al passo con la tecnologia
4 dopo i 40 la mente  comincia a perdere colpi
5 dopo i 40 la tua esperienza ci costa troppo
6 dopo i 40 difficile prendere ordini dai più giovani

cosa fare

1 la questione energia
Orami il virus dell’eterna giovinezza è entrato dappertutto.Nella nostra cultura GIOVANE  è sinonimo di energia.Ma quale energia? quella fisica
Dopo i 40 devi far leva su un altro tipo di energia:quella che viene dal tuo interno.L’energia chiave è l’entusiasmo intelligente.

il colloquio di lavoro
I recruiter  che devono selezionare i candidati per giudicare e decidere si basano sulle comptenze che hai, e su cosa dici e come rispondi alle domande e su cosa chiedi loro.
Avere un entusiasmo intelligente significa essere curiosi e fare domande sul nuovo lavoro che mostrino il tuo impegno e coinvolgimento,proporre esempi,metafore e creare con cura il tuo storytelling.
Questa attitude è contagiosa e spesso decisiva poiché il messaggio che il selezionatore riceve dalle tue parole, dal tuo linguaggio non verbale(postura, sorriso, tono di voce…) è : ‘ci tiene..non sarà un piantagrane o un peso morto.
Raccontarsi con passione e mettere sul tavolo tutta la propria esperienza nel decidere,risolvere i problemi,mediare,comunicare.Il tuo mantra deve essere’ Io sono la persona giusta per risolvere il problema X’

Per trovare lavoro è cruciale saperti promuovere,saper offrire quello che hai in modo convincente,imparare a fare il marketing di te stesso proprio come se fossi un prodotto da lanciare sul mercato

Cosa fare
il metodo migliore è stare al passo,aggiornarsi,informarsi e imparare sempre cose nuove,essere curiosi e coltivare i propri hobby.Alivello fisico mantenersi in forma,curare il proprio aspetto e non lasciarsi ammaliare dalle sirene dell’ ‘ormai hai più di 40 anni…’..La prima impressione è quella che conta quindi meglio dare l’impressione di essere una persona attiva e vitale non quella di uno zombie che mendica pietà.
L’abito e in generale un look professionale fa il monaco ma non solo…anche un buono standing è la carta vincente cioè mostrarti sicuro di quello che dici senza farti cogliere dall’imbarazzo e senza essere arrogante o fare il tuttologo.

2 la questione cambiamento
Dopo una certa età si pensa che le persone diventino rigide e che resistano ai cambiamenti.
Può essere che alcuni preferiscano vivere di rendita e facciano fatica a rinnovarsi a stare al passo con la tecnologia,a snobbare i social media come se fossero una questione di giovani,una prerogativa dei cosiddetti ‘nativi digitali’.
Apri un profilo su Linkedin e Facebook,partecipa ai gruppi che coltivano i tuoi stessi interessi professionali in rete,dai il tuo contributo di esperienza..alla tua età ne hai visti tanti di cambiamenti,hai imparato a superare vari ostacoli e difficoltà quindi sai gestirli.
Non farti prendere dal virus del ‘tanto ormai chi vuoi che mi prenda’
6 strategie utili

il tuo network è prezioso
Il vantaggio dopo i 40 e anche i 50 è di avere una rete significativa di conoscenze: ex colleghi,ex compagni di scuola,amici,conoscenti in campi e luoghi.
Riprendi i contatti,parla con loro della tua ricerca di lavoro,dei tuoi progetti.Chiedi se conoscono qualcuno e spargi la voce dovunque vai e tutte le volte che ti è possibile.Più orecchie sentono più le probabilità aumenteranno che ci sia qualcuno che ti possa aiutare.

chi può darmi una mano? 
prova a chiedere aiuto tenendo presente  i cosiddetti 3 cerchi
Prendi un foglio e disegna 3 cerchi
cerchio interno  
metti il nome le persone più vicine che conosci bene e delle quali ti fidi e che possono aiutarti in modo attivo e concreto(famiglia,amici…)
cerchio mediano
metti il nome di persone con le quali hai buoni rapporti di lavoro,che hanno
alcuni interessi e modi di vedere in armonia con il tuo
cerchio esterno
metti il nome di conoscenti,persone che incontri ad eventi e che potrebbero potenzialmente aiutarti

Non dimenticare di parlarne anche sulla tua pagina Facebook.
I tuoi amici hanno amici e una volta che si mette in moto il passaparola non puoi sapere che soprese potrebbero esserci

la TEORIA dei 6 gradi di separazione
L’idea dei sei gradi di separazione è nata nel 1967da un esperimento del sociologo Stanley Milgram.Il risultato è che su Internet una persona sconosciuta può essere rintracciata attraverso solo sei passaggi tramite il «passaparola»Di recente una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Milano sul social media Facebook ha ridotto a 4.74. e a 3 passaggi se la persona vive nella stessa nazione
Il modo migliore è aprire un profilo su LinkedIn e connettersi a persone che operano nel tuo campo,iscriverti ai gruppi di interessi affini ai tuoi e partecipare alle discussioni

 

Dove vai se il tuo brand non ce l’hai? l’ABC per creare il tuo brand personale

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ABC PERSONAL BRANDING

Ognuno di noi,che lo sappia o no, ha il suo specifico brand
Non occorre essere famosi per avere un proprio marchio riconoscibile.
Chiedi in giro ad amici, colleghi,conoscenti insomma alle persone che ti conoscono chi più chi meno e avrai la fotografia di cosa pensano di te,cosa si aspettano pregi e difetti e che reputazione hai: quello è il tuo brand.

Certo ogni persona ti giudica e ti percepisce secondo il suo set di criteri,la sua griglia di valori,impressioni…e  memorizza i tuoi comportamenti,i tuoi atteggiamenti su determinate questioni
esempio: sei sempre disponibile,ti arrabbi facilmente,non ti piace xxx,sai semrpe come cavartela,sei un indeciso…

il tuo brand è una medaglia a 2 facce quindi per conoscerla
 devi partire da te stesso,conoscere la tua immagine interna e allo stesso tempo devi chiedere agli altri un feedback per scoprire quale immagine proietti all’esterno,come ti vedono gli altri.
Sei convinto di essere una persona creativa?cosa ne pensano gli altri?
Confermano questo giudizio?

il trio del feedback

1 il punto cieco
Nella finestra di Johari,per analizzare la comunicazione,il terzo dei 4 quadranti è chiamato “Punto Cieco”.In questo quadrante vi sono le informazioni che gli altri sanno di te ma che tu ignori.
Come fare per saperle?chiedi a ognuno cosa pensano o sanno di te

 2 il troppo stroppia
spesso un punto di forza,un aspetto positivo che hai può diventare un ostacolo o una criticità 
che ti blocca e allontana gli altri.Un conto è essere generosi,un altro è dire sempre di sì, farsi in quattro, essere troppo buoni.

Alla fine il bilancio della tua energia sarà sempre in rosso,la concentrazione comincerà a risentirne così come il tuo umore,il tuo lavoro e le tue reazioni quando sei con gli altri.
Sei attento ai dettagli? ti dicono che sei un precisino? cerchi sempre il pelo nell’uovo?Devi avere tutto sotto controllo ? non deleghi o chiedi aiuto?I perfezionisti danno sui nervi

Per chiedere a qualcuno di dirti sinceramente i tuoi punti deboli ci vuole coraggio e nervi saldi.A nessuno piace essere criticato

Come usare il feedback ?
In genere il feedback si focalizza su ciò che non va e va cambiato.
Ogni feedback  ha un difetto: è  statico, si concentra sul passato, su ciò che si è già verificato.
Prova,invece a  spostare il focus sulle opportunità,sul futuro.ù

Per fare questo chiedi il feedforward. Come?
quando qualcuno ti fa critica un aspetto del tuo carattere o un atteggiamento chiedi all’altra persona ‘secondo te cosa posso fare per migliorare? per cambiare questo?

Il feedforward  è proattivo per entrambe le persone coinvolte: chi suggerisce cosa e come fare invece di criticare il già fatto e la persona che riceve il feedforward perché ha materiale sul quale riflettere e poi agire
Il feedforward è 
•orientato alla soluzione 
• attiva e rafforza le capacità di ognuno (empowerment)
• un antidoto contro tensioni,conflitti e atteggiamenti difensivi che nascono dal concentrarsi solo sulla critica e sugli aspetti negativi

3. reality check
A) fai l’inventario
chiedi a varie persone intorno a te, nel tuo network sui social media

•quando pensi a me che aggettivi ti vengono in mente?
•dimmi 3 aggettivi positivi( pregi) e 3 negativi(difetti)
•come mi definiresti?
•chiedi di fare un paragone usando il titolo di un film,di una canzone,un proverbio,una metafora,
un personaggio….

Raccogli i risultati in liste e cerca fra gli aggettivi e i concetti quelli simili che si ripetono.Avrai un quadro abbastanza realistico della impressione che dai agli altri a vari livelli

B) ascolta
L’ascolto è importante ma vi sono delle difficoltà oggettive.La nostra capacità di ascoltare va da 400 a 600 parole al minuto mentre in media la velocità con cui parliamo è di 125 parole al minuto.Ciò vuol dire che abbiamo molto tempo a disposizione per pensare ad altro mentre l’altra persona parla.
L’ascolto richiede delle capacità che possono essere apprese.

Quando una persona parla di te a qualcun altro che parole usa?Come ti definisce?

Chi sa ascoltare non soltanto è simpatico a tutti ma prima o poi finisce con l’imparare qualcosa. William Mizner

C) cerca un supporto professionale
Vuoi un feedback professionale?
Posso aiutarti a valorizzare le tue doti personali  e il tuo capitale professionale e creare il tuo brand.Questo ti servirà a
• distinguerti dai tuoi competitor
• far conoscere  il tuo valore
• promuoverti usando il tuo pitch personale

Ecco cosa posso fare per te

 

Crisilavoro:4 punti VICA per non perdere la tua bussola(2)

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In questa seconda parte (qui la prima) gli altri 2 aspetti del mondo caotico che ci troviamo davanti: la complessità e l’ambiguità

come gestire la complessità
Il trend del futuro è la capacità creativa del singolo.La nuova economia è stata etichettata ‘right brain’.E’ importante che impari a usare l’emisfero destro del tuo cervello,quello che percepisce in modo globale e analogico a differenza di quello sinistro dominante nel vecchio tipo di economia caratterizzata dalla logica e dalla tecnologia.
L’antidoto alla complessità è la chiarezza.
Devi creare un mix di conoscenze,intuizione,intelligenza emotiva(Goleman ha chiamato intelligenza emotiva,la somma di 2 competenze: la  competenza personale e la competenza sociale)

leggi usa tutto il tuo cervello
le 4 intelligenze
tipi di intelligenza
intelligenza culturale

guardare alla complessità: la visione in diagonale
Questo tipo di sguardo richiede creatività,intuizione e altro ancora.Se guardi in diagonale ti rendi conto di una determinata situazione,realtà,evento,cambiamento… prima ancora che questi entri nel tuo campo visivo.

E’ un po’ come guardare senza vedere,guardare con occhi interni qualcosa che non è intangibile e sta prendendo forma.

come gestire l’ambiguità
La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili William Burroughs
ma: Il movimento da solo non garantisce il successo Liz Guthridge

L’ambiguità, quando accade qualcosa, è la difficoltà a capire o decifrare le cause:
chi,cosa,dove,perché ,come.

Quali sono le opportunità e quali minacce e pericoli invece si celano?

l’antidoto alla ambiguità è l’agilità,un mix creativo di flessibilità mentale e adattabilità.
Adattarsi non vuol dire subire passivamente ma fare un passo indietro e cercare i punti di leva della situazione o di un sistema.E’ proprio agendo,provando e facendo un minimo cambiamento di un dettaglio che si può cambiare a proprio favore il vento contrario
Pensare in modo sistemico,dinamico
il Pensiero Sistemico aiuta non solo a vedere la big picture ma anche a cogliere i dettagli e le loro connessioni in modo da capire come muoversi,cosa fare e cosa non fare,i punti di leva sui quali agire….
leggi
Il pensiero sistemico-L’arte di comprendere la connessione tra gli eventi per poterli influenzare

Da Newton al caos
Nella terza legge della dinamica Newton affermava che ‘a ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria‘.Oggi dobbiamo ampliare la visuale e adottare le leggi della fisica quantistica e la teoria del caos  per capire i sistemi del mondo VICA.

Il nuovo principio è che a ogni azione vi è una reazione con molteplici reazioni tutte imprevedibili sia a livello di tempo che di luogo in cui accadranno.Conosci l’effetto farfalla?
il battito delle ali di una farfalla cambia una situazione specifica,un aspetto del sistema e questo, influenza altre parti o l’intero sistema

Nel mondo VICA vale quel che affermava Einstein:Non si può risolvere un problema con lo stesso livello mentale con cui l’hai generato’.Occorre essere creativi e non applicare la solita logica lineare ma il pensiero laterale

ecco un esempio
I coperchi dei tombini
In Italia i coperchi dei tombini sono quasi tutti quadrati o rettangolari, eppure sarebbero molto migliori se fossero rotondi.

Perché?
soluzione
Un coperchio rotondo non potrà mai cadere dentro il tombino. avete mai visto un coperchio di pentola cadere dentro la pentola?

Un coperchio quadrato, invece, può cadere dentro il tombino perché la diagonale è più lunga del lato. E ciò è molto fastidioso, oltre che pericoloso.

vuoi altri esempi per fare pratica ?
ecco altri esercizi

nel prossimo post:ampliare lo sguardo:come attrezzarti con la prospettiva strategica

Mondo VICA :come gestire la confusione e l’incertezza in questi tempi di crisi?

Postato il

l’immaginazione è più importante della conoscenza
Einstein

Nel post precedente ho indicato i 4 elementi VICA del mondo globale del terzo millennio
Sono 4 sfide diverse che ognuno di noi,che lo voglia o no,si trova davanti.Aggiungici la corruzione e la incompetenza in Italia di chi deve tenere il timone del sistema Paese e lo scenario diventa veramente pesante.Non tira aria migliore in Europa dove sono ‘in altre faccende affaccendati’ e avrai davanti uno scenario da far tremare i polsi a chiunque.

Inutile mettersi a fare piani a lungo e medio termine.Le situazioni in vari campi sono dinamiche e volatili.Meglio iniziare e fare qualche passo e essere pronti a modifiche in corso

Ogni sfida che ti trovi davanti richiede un diverso tipo di risposta in progress.

come gestire la volatilità
Rincorrere il presente e l’emergenza alla lunga non funziona.
i 2  modi di ‘guardare’ che non funzionano
1guardarsi intorno con lo sguardo del presbite che non riesce a mettere a fuoco cosa sta per accadergli sotto il naso.

2 lo sguardo del miope alla lunga può diventare penalizzante.
Se non riesci a mettere a fuoco l’opportunità che ti si apra davanti perdi un’occasione e se è un cambiamento che sta arrivando rischi di essere impreparato a gestirlo e di giocare in difesa.

La risposta efficace è avere una visione a livello personale e professionale
Una visione chiara, ti serve per capire dove vuoi arrivare, in quale direzione, cioè, devono essere indirizzati i tuoi  sforzi.
Per raggiungere i tuoi obiettivi devi capire le tappe del percorso.Ti serve una mission
La mission è il cammino, la strada, le tappe per andare verso quell’orizzonte definito dalla vision (le risorse da impegnare e i compagni di viaggio)
La tua mission è indispensabile per stabilire  la tua identità e avere una rotta da seguire

come gestire l’incertezza
per navigare nell’oceano incerto degli imprevisti è cruciale cogliere il senso di ciò che accade,
le condizioni e l’ambiente in cui ti trovi a operare e vivere,capire i vari punti di vista di chi ti circonda.In una parola guardare il quadro d’insieme,la big picture, ma anche i vari dettagli del quadro per essere,per quanto ti è possibile,preparato agli imprevisti,ai cambiamenti di rotta.
Come un marinaio devi imparare a conoscere il contesto, capire come affrontarlo e avere l’attrezzatura più adatta per raggiungere con successo la tua  meta. L’incertezza invita a rallentare per capire,per vedere meglio.Non consente di dare nulla per scontato e mette alla prova.
Non stare rintanato nella tua zona comfort, non tergiversare e rimanere immobile per paura di fare degli errori.Fai il pieno di coraggio e rischia,rompi gli schemi…
Puoi sbagliare? Certo
Ognuno commette errori, ma la differenza fra le persone che vogliono raggiungere un obiettivo e coloro che vogliono raggiungere realmente un obiettivo è cosa intendi per fallimento e  come rispondi.
Il fallimento non esiste.

5 miti errati del fallimento
1. IL FALLIMENTO SI PUO’ EVITARE

2. IL FALLIMENTO ACCADE
3. IL FALLIMENTO E’ OGGETTIVO
4. IL FALLIMENTO E’ IL NEMICO
5. IL FALLIMENTO E’ IRREVERSIBILE

1. IL FALLIMENTO SI PUO’ EVITARE
 Mettiti il cuore in pace :Il fallimento è inevitabile ,perché non è completamente prevedibile! “Errare è umano” dicevano i Latini 2000 anni orsono e a tutt’ oggi questa verità è ineludibile.Gli errori sono all’ordine del giorno.

2. IL FALLIMENTO ACCADE
A scuola, quando prendevi un brutto voto in un test,la tendenza era di pensare che avevi fallito e questo è errato. Il brutto voto cosa significava? che la preparazione era insufficiente.Il fallimento è come il successo, un processo che avviene passo per passo e non un traguardo che si raggiunge in un giorno.E’ possibile quindi commettere errori lungo la strada che porta al successo, ma fino a quando il processo è in atto,fino a che rimane tempo per cambiare,modificare,correggere non c’è fallimento.

3. IL FALLIMENTO E’ OGGETTIVO
 Quando non raggiungi un obiettivo o fai una scelta sbagliata che cosa ti fa dire ‘ho fallito’? E’ forse il problema che si crea?la perdita di denaro investita? le critiche che riceverai? No.La verità è che tu sei la sola persona che può mettere  l’etichetta di fallimento.La percezione del fallimento è perciò soggettiva.Quel che fa la differenza è la tua risposta,come re-agisci che determina se è fallimento o no .
Per imparare dagli errori è necessario capire  cosa non ha funzionato e prendere le giuste misure.. E’ la tattica dei ‘3 passi avanti e uno indietro ‘ che produce uno scatto in avanti .

4. IL FALLIMENTO E’ IL NEMICO
 Molti vedono il fallimento come una piaga da evitare ma il fallimento è una opportunità, è come il fertilizzante decomposto, nutre il terreno per futuri successi.

Quando ognuno si da’ il permesso di fallire, si dà allo stesso tempo il permesso di eccellere (Eloise Ristad)

5. IL FALLIMENTO E’ IRREVERSIBILE
C’è un proverbio americano spiritoso ‘non importa quanto latte mungi ad una mucca a patto che non perda l’animale’. In altre parole…agli errori si può porre rimedio. Il problema è quando il punto di attenzione, il focus è sul latte, sul dettaglio e non sulla mucca, il totale. Ogni errore è una opportunità di apprendimento.
Prova a sostituire la percezione del fallimento con la percezione di criticità !
Sposterai così il tuo sguardo dal piano della sconfitta che abbatte a quello della riflessione che costruisce

leggi
Elogio dell’insuccesso:vince chi fa più errori
Per quelli che…io non devo mai sbagliare altrimenti…
Vuoi iniziare qualcosa di nuovo?: Le 7 cose da fare

Nel prossimo post :come gestire la complessità,l’ambiguità e l’importanza della visione strategica