Mese: febbraio 2015

Comunicazione:usi lo stile Fantozzi ,lo stile tedesco o quello vincente?

Postato il

Hai un capo impossibile che ti stressa ,un collega insistente che si appiccica come una ventosa in cerca di un favore gratis o il solito cliente che non riesci a digerire neanche con la citrosodina?

Hai 2 modi per rispondere
1 lo stile win-lose
2 lo stlle win win

1 lo stile win-lose
lo stile tedesco, ho sempre ragione io ( tu non vali niente..io valgo)
Vuoi avere la meglio e vincere ad ogni costo. ma rischi di compromettere il rapporto e alla fine di ritrovarti essere insoddisfatto.
Le tattiche per vincere
 •sminuire l’altra persona(è un povero sfigato..sarà l’età..),le sue capacità (parla parla ma non sa niente)
•criticare,giudicare,trarre conclusioni senza avere i necessari elementi
•interrompere l’altro non permettendogli di esprimere il suo punto di vista o il suo dissenso
•generalizzare  sei sempre… tu non fai mai…)
scaricare le responsabilità ( è tutta colpa sua se…)

lo stile Fantozzi
lo stile passivo (io valgo meno di te
)

Anche questo stile fa parte dello stile win-lose,solo che in questo caso sei tu a perdere
Il mantra che ti risuona dentro è (io sono meno importante agli altri,io valgo di meno).In poche parole finisci col fare il tappetino e la tua autostima cala vistosamente ogni giorno.
•metti da parte le tue esigenze,ti sente frustrato, insoddisfatto perché non riesci a farti rispettare,a farti valere
•eviti di prendere posizione per paura di essere criticato o isolato
•dici sì per quieto vivere quando vorresti urlare NO,non mi sta bene
•ingurgiti il rospo e rischi la gastrite
•fai il buonista credendo che questo porti frutti e gratificazioni in futuro
•ti lasci convincere che alla fine non vale la pena rimarcare i tuoi diritti
•quando torni a casa rumini e pensi “avrei dovuto dire così, avrei dovuto fare cosà….

I due stili che ho illustrato sopra a livello di comunicazione sono distruttivi .
Quale è allora lo stile vincente per comunicare in modo costruttivo?
e’ lo STILE WIN -WIN

2 lo stile win win (io so quel che valgo e tu vali altrettanto)
Questo stile è chiamato assertivo.
Questo non significa essere pacato e sorridente e lasciar correre.L’importante è sapere equilibrare, a seconda delle circostanze, aggressività e passività.Un comportamento assertivo impiega atteggiamenti passivi quando l’altro è pericoloso o arrabbiato o strategie aggressive se una persona ci infastidisce  oltre misura.
Essere assertivo significa tener presente i tuoi obiettivi,interessi,diritti bilanciando, a seconda delle circostanze,l’aggressività e la passività,in modo da ottenere il miglior vantaggio o il minor svantaggio sia nel breve che nel lungo termine.
Chi e’ assertivo adotta una strategia win- win cioè
-non  giudica inferiore l’altro
-cerca i punti in comune non le differenze
-si assume le proprie responsabilità.
-esprime i bisogni, il dissenso,e le proprie emozioni
-ragiona sulla base di fatti 
-ammette i propri errori

L’assertività serve sempre perché nelle rapporti con gli altri è necessario,negoziare, mediare fra le nostre e le altrui esigenze,dire di no quando qualcosa non gli quadra o non  fa piacere, gestire le critiche negative ma anche ricevere i complimenti (alcune persone hanno difficoltà ad accettarli…’ ma no…e’ stata solo fortuna…figurati un altro avrebbe fatto di meglio)

Mettersi sullo stesso piano dell’altro non è facile.E’ necessaria una buona autostima di base( aver ricevuto in passato conferme sul proprio valore).Se sai quel che vali nessuno puà demolire la stima che hai di te stesso.
La scarsa autostima  porta invece a reazioni aggressive (imporsi sull’altro senza ascoltarlo).

Naturalmente ognuno adotta  uno dei tre stili a seconda delle situazioni e di chi ha davanti.E’ una questione di scelta,di quale atteggiamento scegliere in quella data situazione e con quella specifica persona.
Il proprio carattere,però,può portare ad adottare più spesso un certo stile

in quali situazioni hai difficoltà a farti valere?
sei spesso troppo compiacenti e passi sopra a troppe cose storte?
in questo caso è necessario lavorare sulla tua autostima
Può interessarti
Confini personali:come mettere i paletti quando qualcuno’rompe’ ?
Quanto ti costa non sapere dire NO?
perdi subito le staffe?
il primo passo è monitorare e capire quali situazioni o persone fanno scattare gli interruttori

Lo schema vincente per litigare
Quando litighiamo spesso scatta il meccanismo vincitore-perdente dove ognuno vuole uscire vincitore come dopo una battaglia.
E’ una battaglia contro l’altro,muro contro muro una questione di controllo che va ben oltre lo schema giusto/sbagliato oppure ragione/torto.
Come dice un vecchio adagio’la verità sta sempre nel mezzo’quindi ognuno ha la sua quota azionaria di ragione e torto
Può interessarti
quale è il tuo stile quando litighi?
L’emozione rossa : qualche tecnica utile per gestire la tua rabbia

Annunci

donne al lavoro:10 dritte da mettere subito in pratica per farsi valere

Postato il

 


Molte donne nei posti di lavoro si lamentano,giustamente,che spesso vengono messe all’angolo,le loro proposte sono scippate dal furbo o dalla furba di turno che hanno più faccia di bronzo o  hanno imparato l’arte di fare molto fumo e poco arrosto, ‘leccare’ e ungere le ruote giuste.
Sul posto di lavoro 3 ostacoli principali nei quali inciampano molte donne sono:
♦la scarsa autostima
♦un senso di autoefficacia in rosso,cioè una bassa fiducia riguardo alle proprie capacità di organizzare e agire per raggiungere un obiettivo.Chi ha un senso di autoefficacia basso tende a ‘volare basso’,non osare e non rischiare,a scegliere obiettivi limitati e impegnarsi poco.Meglio stare nella zona comfort
una assertività ondivaga,cioè infiniti dubbi su come farsi valere senza passare per ‘le solite stronze’ o isteriche (come chiedere,farsi sentire,proporre un progetto? come fare critiche? )

Per costruirsi il proprio spazio e una solida credibilità è necessario cambiare ottica.
Per prima cosa fai attenzione al tuo linguaggio non verbale. Ognuno di noi parla in prima istanza con il proprio corpo attraverso i gesti,lo sguardo, la postura,la voce…. 
Solamente il 7% di tutte le informazioni di un discorso passa attraverso le parole; il restante è comunicazione non verbale.
Per cominciare dall’ABC ecco 10 regole pratiche da applicare subito per migliorare il tuo ‘body language’

1 usa lo sguardo business
Al lavoro per avere credibilità,non essere fraintesa ed essere presa sul serio devi imparare a usare lo sguardo giusto che ti dà autorevolezza e non è fonte di ambigue interpretazioni.
Il modo di guardare non è sempre lo stesso.
Quando sei con persone amiche certo non fai il check up dello sguardo ma al lavoro meglio dare il messaggio giusto. Come guardare? Creando un immaginario triangolo sul viso del tuo interlocutore
La base sono i suoi occhi e il vertice su un punto della sua fronte.Questo tipo di sgardo è definito ‘sguardo business’.
Se inverti il triangolo e punti la tua attenzione sull’area fra gli occhi e la bocca potrebbero nascere equivoci e fraintendimenti che è meglio evitare perché questo tipo di sguardo è più adatto a incontri e contesti sociali extra lavoro.E’ quello che usi in genere quando sei con persone amiche
Leggi :I 4 modi di guardare gli altri e la tecnica -triangolo
prima parte  seconda parte

2 controlla la testa
Inclinare troppo la testa o annuire più del necessario è una abitudine tipicamente femminile.
Certo quando ascolti per far capire che stai seguendo e che l’argomento ti interessa è ok segnalarlo ma farlo troppo spesso manda un messaggio di sottomissione fra le righe.
Usa questi movimenti per dimostrare la tua attenzione,per incoraggiare qualcuno a continuare ma quando vuoi dare l’immagine di una donna sicura di sé o vuoi che la tua opinione,la tua idea sia presa sul serio tieni la testa dritta e ferma in posizione neutra

3  evita l’effetto gomitolo
le donne spesso si auto-rimpiccioliscono come se avessero timore di rubare spazio.
Si tengono le braccia incollate al corpo,accavallano le gambe,si incurvano come ricci,tengono il loro materiale in poco spazio e alle riunioni cercano di mimetizzarsi come i camaleonti
Hai mai notato quanto spazio occupano le persone che contano? Si espandono,allargano le braccia in ampi gesti.
Nel libro ‘La dimensione nascosta‘ Edward T. Hall parla della‘Prossemica’,una disciplina che studia lo spazio personale e sociale e come la persona li percepisce,le relazioni di vicinanza nella comunicazione interpersonale.
Lo spazio personale non è uguale per tutti.Ci sono delle differenze tra il genere maschile e femminile nell’uso dello spazio personale
La gestione del proprio spazio ‘bolla’ presenta problematiche diverse per le donne per vari fattori soggettivi e oggettivi ( modelli culturali,familiari…)
Molte donne al lavoro,alle  riunioni,nelle situazioni di business hanno soggezione dello spazio di potere e quindi  tendono  a occupare poco spazio quasi volessero scusarsi per la loro presenza.Si  restringono nelle spalle,si raggomitolano.
L’autorevolezza di una persona a livello non verbale si nota dallo spazio che occupa e dalla sua postura eretta.Tieni le spalle all’indietro e la testa eretta e alla prossima riunione invece di tenere il tuo armamentario ammucchiato in uno spazio minuscolo allargati e reclama la tua area d influenza..Prendi come esempio il pavone che mostra con orgoglio le sue piume. Questo  comunicherà  assertività e fiducia in se stesse e nelle idee che si propongono.

4 evita l’effetto femminuccia
Ogni persona quando è sotto stress usa dei gesti per scaricare la tensione: si sfrega le mani,si prende il braccio o si tocca il collo.Le donne spesso hanno de gesti caratteristici:si toccano i capelli,si arrotolano una ciocca,giocano con braccialetti e collane..
Tieni le mani in grembo o sul tavolo se sei a una riunione o durante un colloquio

5 la tua voce è un’arma
Imitare la voce di Marilyn Monroe o di Kim Kardashian va bene al cinema.
Al lavoro la vocetta da ragazzina indebolisce la tua credibilità e il tuo potere.Certo otterrai l’effetto di non intimidire chi ti sta intorno ma darai l’impressione di una persona inaffidabile,poco sicura di sé  che chiede il permesso di fare e dire invece di affermare la sua presenza e la sua personalità..
Molte volte sembrare più vulnerabili è un modo per evitare il confronto con l’aggressivo di turno o con qualcuno più assertivo che non ha la minima voglia di farsi mettere i piedi in testa.
Si indietreggia,ci si difende…anche con la voce.
Molte donne quando parlano alzano il tono di voce alla fine di una frase come se fosse una domanda,una richiesta di approvazione e non una affermazione netta di quel che stan dicendo.Sembra che aspettino un ipotetico semaforo verde da qualcuno ( sto dicendo qualcosa di sbagliato,una cretinata, per caso?).
Quando vuoi fare una proposta o esporre una tua idea segui questo schema vocale:
inizia con un tono fermo poi alza via via il tono di voce mentre esponi e chiudi il discorso diminuendo il tono.
Per imparare ad usare la tua ‘voce assertiva’ occorre far pratica.
Parla per uno o due minuti e concentrati sulla tua voce.
Il tono basso è associato con l’assertività e l’autorevolezza
Ora rifai l’esercizio e concentrati sul volume della tua voce.

check up
1 tono
Hai paura di parlare a voce alta?
Ti dicono spesso di alzare la voce,di ripetere perché parli a voce bassa?
Una donna non perde la propria femminilità se parla ad alta voce e scandendo chiaramente le parole.
E’ una donna assertiva.

2 dinamicità
quando parli vari spesso il ritmo e il tono della tua voce?

3 qualità della voce
quando non sai che pesci pigliare,vuoi ottenere qualcosa la tua voce diventa manipolativa (lamentosa,infantile,mielosa…)?

Prova a registrare la tua voce in varie situazioni(al lavoro,in famiglia,con amici,con qualcuno che non sopporti…) e riascoltala per capire come gli altri la sentono.Che impressione ti fa riascoltare la tua voce?

Nel prossimo post le altre 5 dritte

 

 

 

 
vuoi un aiuto? leggi QUI 


Se hai trovato interessante l’articolo condividilo cliccando sui logo sotto il titolo

Colloquio di lavoro: sai come rispondere alle 3 domande trabocchetto?

Postato il

Trovare lavoro è come il gioco del tiro dell’arco.Il tuo obiettivo è centrare il bersaglio
La prima freccia nel tuo arco è avere un CV che colpisca l’attenzione e una lettera di presentazione cucita su misura per la posizione che stai cercando e,soprattutto,per quella specifica azienda

A proposito del CV puoi leggere
gli 8 punti chiave prima parte  seconda parte
Personal branding:lo spot promozionale per promuovere il tuo CV
CVmarketing:come rifare il look al tuo CV

Sulla lettera di presentazione
i 7 importanti da ricordare
la lettera di presentazione vincente in 4 passi

Se hai colpito l’obiettivo e ti chiamano per il colloquio il gioco si fa duro
Avere un colloquio oggi è una prima vittoria ma la battaglia non è ancora vinta.
Ci sono altri ostacoli da superare quindi devi mettere in conto un allenamento extra
colloquio di lavoro?Preparati con la PNL

Il colloquio è un rituale
Il colloquio è un rito e come tutti i riti ha le sue regole
come ci si presenta
 dress code
puntualità,linguaggio non verbale

Le  3 domande
Certo non hai la sfera magica per prevedere quali domande ti potrebbero fare anche se alcune sono tipiche.Alcune non sono come appaiono e spesso hanno un significato nascosto.I selezionatori sono persone e ognuno ha le sue manie e fissazioni
gli 8 errori dei selezionatori
cosa sta cercando di sapere o scoprire il selezionatore?
E soprattutto quali sono le risposte intelligenti?

1 perché vuole questo lavoro?
La tentazione è di essere sincero: ‘ho letto il vostro annuncio'( o più terra terra ‘per vivere,pagare le bollette..).Verissimo,ma questa risposta ti farà perdere 1000 punti di colpo.
Cosa vuol sapere il selezionatore? Se sei motivato e entusiasta di lavorare in quella azienda.
Per convincere il personaggio dall’altra parte del tavolo la cosa migliore è esserti già allenato
a cercare informazioni  su cosa fa l’azienda, la sua mission e qualcosa di specifico (sul managment,sul suo mercato… )che gli dimostri che non sei arrivato lì per caso ma ‘hai fatto i compiti’.
Ma non basta.Devi aver già pronto l’altro ingrediente del mix:la tua esperienza e le tue ambizioni.
La formula vincente di vendita dunque è : informazioni + chi sono e cosa so fare per voi

Hai già un lavoro e dopo aver spedito il tuo CV perché vuoi cambiare aria ecco che ti chiamano per un colloquio.Una delle domande più gettonate potrebbe essere

2 perché vuole lasciare il suo attuale lavoro?
La domanda  sembra innocente e ovvia.Se ti trovassi nel migliore dei lavori possibili non lasceresti il posto.Inutile guardare il recruiter con la faccia da’ ma questo ci è o ci fa?’ e l’invisibile nuvoletta da fumetto con un punto di domanda che sorge.
Sa (ipocritamente) benissimo che vuoi fare le valigie per qualche motivo.
Quel che vuole è una rassicurazione che,se decide di dare semaforo verde, il problema non si ripresenti nel futuro prossimo.
Una delle risposte potrebbe essere
Sono pronto per una nuova sfida e nuove opportunità perché voglio dare una svolta alla mia carriera
oppure
A dire il vero non avevo preso in considerazione di cambiare ma quando ho visto il vostro annuncio
ho pensato che poteva essere una opportunità interessante per quanto riguarda la mia carriera,le mie competenze e la mia esperienza

3 Se è da tempo che stai cercando lavoro o sei disoccupato lo scenario è diverso e la domanda che puoi aspettarti è della serie investigativa per capire perché non sei riuscito a trovarne uno
Il selezionatore non vive su Marte e sa benissimo che c’è la crisi e i livelli di disoccupazione sono a doppia cifra.I recruiter in generale non sono molto inclini ad assumere chi da troppo tempo è fuori dal mercato del lavoro o ha dei gap nel suo iter lavorativo ma in tempo di crisi la faccenda ha un peso minore.Rispondere che c’è la crisi e non si riesce a trovare lavoro è il modo migliore per accorciare i tempi del colloquio e farlo virare in negativo.
Quale è allora la risposta giusta da dare? Non esiste,come nei quiz, la risposta giusta.Quello che funziona è la tecnica dello spostamento del focus.
Sposta l’attenzione dal tempo in cui sei a spasso a cosa hai da offrire e che valore aggiunto a livello professionale e personale puoi portare nella azienda.Tira l’acqua al tuo mulino e fai autopromozione
Un ‘altra modalità è dimostrare che nell’arco di tempo non sei stato con le mani in mano ma hai preso l’iniziativa e hai reagito imparando qualcosa di nuovo,facendo volontariato o facendo fruttare  la tua esperienza in vari modi (magari con lavori brevi e spesso..in nero).
Il messaggio è : sono una persona con spirito d’iniziativa
le due domande trappola

Se hai trovato interessante l’articolo condividilo cliccando sui logo sotto il titolo

Vuoi prepararti al colloquio con le tecniche più efficaci?

info   professional@counselingsolutions.it