Mese: ottobre 2015

Stress e lavoro:cosa fare con colleghi/colleghe rompipalle?(3)

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cosa fare con colleghi rompipalle,colleghi difficli,stress al lavoro

Quando capita di trovarsi nell’ambiente di lavoro uno dei classici o nuovi rompipalle le reazioni sono varie:
•si cerca di sopportare o ignorarlo oppure evitarlo come la peste
•si gestisce il tutto con mugugni,piccole vendette
Sono reazioni e come tali non fanno che far accumulare stress e mangiare nervoso ai malcapitati che ce l’hanno intorno

Invece di re-agire l’atteggiamento ok è capire come gestire il rapporto quotidiano col rompi
leggi la prima e la seconda parte

disinnescare la reazione :mettere i bottoni su off
E’ importante identificare le parole o le frasi che fanno scattare il tasto e innescano la reazione negativa.Trovare le parole,le frasi-chiave (o qualche volta il silenzio) per non cadere nella trappola e proteggere il sistema nervoso.Come trovarle?
Focalizzati sull’ obiettivo più ampio,allarga la visualinvece di rimanere incollato a una specifica situazione,ai dettagli di giornata
L’obiettivo è risolvere il problema non rimanere intrappolato nel ping-pong di accuse,minacce,azioni/reazioni…che non farebbe che perpetuare il problema

La comunicazione deve essere neutra,non giudicante.Quindi niente dito puntato o accuse che non fanno che peggiorare la situazione e incattivire il rompi.Non si tratta di fare i buonisti.Lo scopo è provare a creare un ponte invece che costruire un muro.
esempio
invece di innervosirsi se il rompi ti accusa (‘ non ne fai una giusta’….non ci si può fidare di te…se non ci fossi io….)
cosa puoi dire?
1 sposta il riflettore su’ cosa e come fare’ ” come risolviamo il problema?Cosa potremmo fare?

2 impara a non prenderla meno sul personale e cerca di scoprire che parte reciti in ‘commedia’
 scopri il tuo roleplaying :che ruolo reciti?
Nel libro ‘Working With You is Killing Me’ le due autrici identificano 7 ruoli che spesso assumiamo al lavoro.
Un ruolo è come un vestito che puoi scegliere se indossare o no.
Il problema è che quando diventi prigioniero di un ruolo gli altri si aspettano che tu reciti sempre quella parte e ti trattano di conseguenza.Un altro problema è quando tu reciti spesso al lavoro un determinato ruolo quasi senza esserne consapevole.Quel ruolo diventa il tuo brand.
Ecco una breve carrellata dei 7 ruoli
1 l’eroe
vuole essere gratificato,considerato the best e quindi tende a strafare,a dire sempre sìad essere perfetto,più di tutti..e si rende antipatico e insopportabile
è la sindrome del marchese del Grillo ‘Io sono io e voi non siete un….
2 il badante
si sente investito del compito di risolvere i problemi degli altri.E’ la sindorme del ‘ghe pensi mi’
3 il ribelle/il capro espiatorio
è il bastian contrario a tutti i costi,quello che deve sempre distinguersi,sollevare problemi,spaccare il capello in quattro,mettere i puntini sulle i anche quando non ci sono ‘i’.Non sa controllarsi e spesso mette in pericolo la propria carriera
4 il martire
si lamenta perché non viene notato,valorizzato,promosso in una posizione migliore.Si sacrifica..per niente.Il suo eccessivo senso del dovere lo porta allo stress e all’esaurimento
5 l’animatore
è il comico che per alleggerire l’atmosfera liquida tutto con battute  spesso fuori luogo che irritano gli altri
6 il pacificatore
odia i conflitti, i litigi e spesso si mette in mezzo,senza che gli sia stato chiesto, per fare da mediatore,per convincere le due parti a far pace
7 il fantasma
nessuno lo nota se è assente o presente.Se vuole prendere la parola o propone qualcosa viene regolarmente ignorato

Quando ti accorgi del tuo roleplaying l’importante è ‘cosa fare per cambiare’
Ci sono varie tecniche e qui sarebbe troppo lungo illustrarle

Ti interessa migliorare la tua posizione al lavoro o sei stanco di non essere considerato oppure il collega meno esperto ha ottenuto una promozione e tu no? 

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LE BUONE PRATICHE
Ci sono varie tecniche e strumenti utili nelle varie situazioni per aiutarti a uscire dalla trappola nell’ambiente di lavoro.
Per sapere quale adottare in una specifica situazione devi ragionare in modo strategico.
Considerare i ‘giocatori’ coinvolti e scegliere la tattica più efficace.
Per questo occorre determinazione tanta pratica..ma funziona

ecco 3 strumenti
1 la mail
verba volant scripta manent.Se devi comunicare la mail ti permette di riflettere e scegliere le parole adatte invece di reagire impulsivamente al momento

2 il report delle tue performance
tieni nota di quello che hai fatto,dei risultati ottenuti,dei miglioramenti.Ti servirà quando vuoi chiedere una promozione o un aumento

3 Chiedi con una certa regolarità un feedback meglio..un feedforward.
In genere il feedback si focalizza su ciò che non va e va cambiato.Ogni feedback  ha un difetto: è statico, si concentra sul passato, su ciò che si è già verificato.
Prova,invece a  spostare il focus sulle opportunità,sul futuro
Per fare questo usa il feedforward. Come?
Scegli un risultato,un comportamento che vuoi migliorare o cambiare e chiedi all’altra persona 2 proposte di cambiamento o miglioramento.Cosa e come posso fare xxxx meglio?

Il feedforward  è proattivo per entrambe le persone coinvolte: chi suggerisce cosa e come fare, invece di criticare il già fatto e la persona propone qualcosa in positivo.Il feedforward è 
•orientato alla soluzione 
•attiva e rafforza le tue capacità  (empowerment)
•un antidoto contro le tensioni,conflitti e gli atteggiamenti difensivi che nascono dal concentrarsi solo sulla critica e sugli aspetti negativi

problemi con colleghi rompi o con il tuo capo?
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Stress e lavoro:cosa fare con colleghi/colleghe rompipalle?(2)

Postato il

Nel post precedente ho accennato ai 3 step per sganciarsi dalla sfera di influenza di colleghi/e insopportabili,rompipalle che mettono a dura prova il tuo sistema nervoso e scaricano la tua riserva di energia con lamenti,consigli non richiesti,sgambetti micidiali a base di cattiverie lanciate con nonchalance,gossip dietro le spalle….
Il piano anti-rompi,per essere efficace, deve essere messo in pratica a 4  livelli:
fisico (di cui ho parlato nel post precedente),mentale,verbale e quello più pratico che riguarda il tran tran quotidiano nell’ambiente di lavoro
Vediamo cosa fare a livello mentale

livello mentale
Per uscire dal loop negativo a livello mentale devi guardare alla situazione da un’altra prospettiva e cercare in pratica ‘cosa fare’.Quali opzioni puoi scegliere?
La tua mente razionale deve aiutarti a calmare le emozioni negative e cercare una strategia di azione.Come?
Prova a fare un inventario rapido della situazione:fai un passo indietro e osserva a distanza:separa i fatti che riguardano la situazioni dalle tue reazioni In genere quando si è coinvolti in una situazione stressante è facile vedere le cose più grandi di quel che sono

l’inventario mentale della situazione
•cosa sta accadendo?
•quali sono realmente e oggettivamente i fatti ?
• che parte sta facendo l’altra persona nella situazione?
E’ necessario e importante attenerti ai fatti

Ora fai il check up che riguarda te
• quale è la mia parte?che parte sto facendo in questa situazione?
Quando si è arrabbiati o alterati è naturale dare tutta la colpa all’altra persona
Se riesci a scoprire la tua parte potrai trovare il punti su quale far leva per uscire dall’empasse.In ogni rapporto fra persone entrambe sono coinvolte nel costruirlo

“il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma le parole, sono vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, ne dirmele; e io, nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.”
Pirandello ‘Uno,nessuno,centomila’

dinamiche comunicative:a che gioco giochiamo?
Faccio una digressione per accennare alle dinamiche che scattano quando comunichiamo.Uno strumento utile per decodificare queste dinamiche è lo schema GAB dell’analisi transazionale elaborato da Eric Berne.Egli afferma che la comunicazione interpersonale avviene tramite transazioni, ossia continui scambi e negoziazioni organizzati attorno a tre diversi stati dell’io, denominati Genitore, Adulto e Bambino, formatisi nel corso delle nostre esperienze. Questi scambi sono chiamati giochi
Ogni volta che comunichiamo con altri adottiamo uno di queste parti  e gli altri rispondono  a sua volta con una di queste tre. Per una comunicazione efficace dovremmo provare a tenere presenti da quale prospettiva noi e l’altro stiamo comunicando  e rispondere con lo stato dell’io adeguato a quello dell’altro

domanda :quale IO dentro me sta parlando ora? e nell’altra persona?
comunicazione efficace adulto-adulto

A  cosa ti ha detto  Maria (parla l’adulto)
B   da le informazioni  ( risponde l’adulto)

 I problemi nascono quando le parti si incrociano.
A  cosa ti ha detto  Maria (parla l’adulto)
B    non sono affari tuoi (parla il bambino o il genitore)

altri esempi
A  il mio collega ha sempre da ridire… (parla il bambino)
B 1 parlo io con lui ( genitore amorevole) OK
  2 insomma tu non vai mai d’accordo con nessuno…( genitore critico) NON OK
——————————————————-
A sono triste (parla il bambino)
B  1 lo abbraccia (il genitore affettivo) OK
    2  io invece sono arrabbiato (parla l’altro bambino) NON OK
———————————————————-

Ecco i tre stati: 

L’IO BAMBINO
si forma a partire dall’infanzia,esprime le nostre emozioni,la spontaneità, la nostra parte creativa,ludica,ribelle,intuitiva.Nel bambino ci sono vari aspetti
Bambino Libero
esprime liberamente sentimenti ed emozioni, creativo, egocentrico, non sopporta i condizionamenti, ama divertirsi.
Bambino Adattato
vuol piacere agli altri a tutti i costi, conformista, evita ogni responsabilità e decisione, insicuro, cerca approvazione dagli altri e ne teme il giudizio.
Bambino ribelle
trasgressivo, contrario a norme, regole e gerarchie, polemico.
Piccolo Professore
è la nostra parte intuitiva che trova facilmente soluzioni ma che è anche capace di manipolare gli altri. 

L’IO GENITORE 
si forma a partire dall’infanzia, rappresenta la dimensione in cui riproponiamo stili di pensiero, emozioni e modelli di comportamento delle figure che quando eravamo bambini rappresentavano l’autorità: genitori, insegnanti,… E’ lo stato dell’io che fa riferimento a tutto quanto attiene alla sfera dell’amore, della morale, della norma, del dovere, della protezione, del giudizio…
I due aspetti del Genitore sono
Genitore Normativo
è autoritario,svaluta,limita l’espressività e la creatività individuale.Le frasi tipo: Quante volte ti ho detto…! Non ti permettere di…! Che cosa dirà la gente….?! E’ necessario….devi…non devi..

Genitore Affettivo
protegge, aiuta, consiglia, insegna e non impone, discute e trova soluzioni. Le sue frasi tipiche sono: Non preoccuparti, ci sono io. Ti aiuto. Non aver paura. non è difficile. 

L’IO ADULTO
è razionale,logico,valuta ciò che dice il bambino e il genitore dentro di noi  e decide cosa fare .E’ come un  computer che analizza tutte le informazioni provenienti dall’esterno, dall’io-bambino e dall’io- genitore, verifica e decide consapevolmente.. L’io adulto è in grado,nel prendere decisioni,di tenere conto anche delle emozioni del bambino e delle regole da rispettare dell’adulto. 
Molte persone “escludono” una di queste parti nella loro quotidiana comunicazione 
♦Chi esclude il genitore tende a rifiutare le regole. 
♦Chi esclude l’adulto non analizza la realtà con obiettività. Vive forti conflitti dove genitore e bambino dentro di lui  dialogano continuamente. Sono persone spesso depresse che passano dall’ euforia del bambino alla tristezza del genitore. Sono gli eterni indecisi. 
♦Chi esclude il bambino ha cancellato i ricordi della propria infanzia,l’atteggiamento classico è freddo e razionale spesso critico che cerca il pelo nell’uovo

che copione reciti nel reality quotidiano?
Ognuno di noi ha poi un proprio copione che “interpreta” quotidianamente. E’una strategia che adottiamo da bambini per sopravvivere e per farci accettare dal mondo degli adulti.E’ come  un copione teatrale con trama, personaggi, ruoli, con un inizio e una fine. Il nostro copione inizia con la nascita e intorno ai sette anni è quasi ultimato. Solo noi potremo modificarlo, se lo vorremo, dall’adolescenza in poi cercando di conscerci e vivere quello che siamo veramente
scopri che copione reciti nel tuo reality quotidiano

COSA FARE
valuta onestamente le opzioni che hai in campo
fatti  due semplici domande
1 quello che sto pensando di xxx / della situazione mi aiuta a risolvere il problema?
2 c’è una alternativa per uscire da questo casino?
 
Nel prossimo articolo : come disinnescare le parole e usare i business tool

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Stress al lavoro:cosa fare con colleghi/colleghe rompipalle?

Postato il

Spesso sento racconti dettagliati di clienti sui loro rapporti problematici al lavoro o l’ennesima puntata del ‘cahier de doleance'(quaderni delle lamentele) di amiche,familiari,parenti su ‘il solito stronzo’ ‘la nevrotica’
Mi capita anche di orecchiare involontariamente su bus e metrò sfoghi fraestranei che cercano orecchie comprensive per sbollire la rabbia contro il leccac.. di turno.

L’ambiente di lavoro non è il paese delle meraviglie.E’ un piccolo microcosmo con i suoi ritmi,più o meno stressanti,il capo lunatico o la supervisor stile ‘il diavolo veste Prada’ e il gruppo di colleghi o colleghe con i quali devi convivere per ore ogni santo giorno.

Nell’ecosistema lavoro puoi trovare una fauna varia di colleghi/e insopportabili con i quali è difficile convivere.Da quella che passa il tempo a lamentarsi al furbetto e con nonchalance ti ruba l’idea facendola passare per propria
Questo campionario di varia umanità ha solo un obiettivo: far sprecare tempo e succhiare energia cercando rovinarti le giornate o farti scoppiare dalla rabbia. 
Come alzare la paletta STOP?

Sto leggendo il libro interessante ‘Working With You is Killing Me’di Katherine Crowley e Kathi Elster sui rapporti interpersonali al lavoro.
Le autrici propongono un check up di una situazione a livello fisico,emotivo,mentale e verbale e cosa fare in ogni area per gestire una situazione che crea problemi

primo passo: la situazione
descrivi in dettaglio la situazione
chi è coinvolto e quali situazioni si ripetono?(specifica chiaramente)

secondo passo :il check up dei sintomi
elenca i sintomi che hai in queste 3 aree
fisica
come reagisce il tuo corpo? che sintomi avverti e in quali punti?(stomaco,tenSioni muscolari…)
emotiva
che stati d’animo negativi o sensazioni di disagio provi? rabbia,ansia….
mentale
che pensieri negativi invadono la tua mente?
scarsa concentrazione
continuo a pensare a….
i bottoni verbali
 che parole/atteggiamenti..ti fanno scattare,arrabbiare,reagire….?

terzo passo:  stendi un piano per sganciarti
Una volta che hai chiaro il quadro bisogna preparare un piano alternativo per imparare ad agire (invece  di re-agire automaticamente)
Bisogna trovare vari modi per disinnescare la situazione -problema

Partiamo dal livello fisico
Per non rimanere prigionieri del loop negativo è necessario partire dal tuo respiro
Quando sei alterato,teso,nervoso la respirazione arranca,il respiro non è fluido quindi la mente non ha l’ossigeno necessario per valutare con lucidità la situazione.
Concentrati sulla tua inspirazione mentre  ‘scannerizzi’ mentalmente  i  vari segmenti del tuo corpo.Dove ci sono tensioni?
zona cervicale? braccia? arti inferiori’?torace?……
Ricordati che è proprio quel disagio a livello emotivo che stai provando che produce una respirazione irregolare.
Per scaricare le tensioni il metodo migliore è agire
esempio
muoviti,cammina,fai esercizio fisico,dai i pugni a un cuscino
Più sei teso più energia bloccata devi scaricare per rimettere in equilibrio il tuo sistema nervoso e riprendere il controllo della situazione
Quando avrai scaricato tutta l’energia negativa devi ricaricarti  

Per ricaricarsi di energia
1In piedi, gambe divaricate quanto le anche, ginocchia leggermente piegate. Ruota verso sinistra il busto, spostando il peso sulla gamba destra; le braccia, rilassate lungo il busto, seguono il movimento del corpo e si aprono. Ripeti la rotazione a sinistra. Muoviti seguendo il ritmo per 2 minuti, o almeno finché ti sentirai il meglio.

2 Stringere una pallina antistress. Questa è una tecnica di rilassamento di emergenza: veloce, economica, trasportabile e attuabile ovunque, soprattutto in quelle situazioni che richiedono immediata distensione dei nervi.
per la muscolatura delle spalle: ruota il capo il più possibile da un lato e tieni la posizione per cinque secondi. Ripeti questo esercio cinque volte per lato. Per la cervicale: muovi il capo in avanti e indietro, a destra e sinistra gira la testa con un movimento lento e circolare.

ecco altri suggerimenti

nel prossimo articolo come disinnescare la situazione a livello mentale

 

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