Mese: novembre 2015

Vuoi cambiare? 2 test per scoprire la tua scorta di autoefficacia

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autoefficacia ,

Il Senso di Autoefficacia è il motore che spinge all’azione.
Il termine e il concetto di autoefficacia è stato formulato da Albert Bandura che lo ha definito come
l‘insieme delle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.

leggi Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

Le persone con un scarsa efficacia
• ‘volano basso’ cioè non hanno grandi aspirazioni e si impegnano lo stretto necessario o nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono per se stesse.
•al primo ostacolo o alle prime serie difficoltà mollano ‘tanto so che non ce faccio’ ‘non sono capace’

Quanto ti senti  in grado di determinare le tue decisioni, di influenzare i risultati di fronte a ciò che accade?
Sei di quelli che credono sia il destino,il caso,la fortuna,il karma?

oppure sei convinto  fermamente che vale la pena cercare di tenere la vita nelle tue mani?..e fino a che punto è possibile?
test  
  E’una questione di locus 

prendi il timone della tua nave
Una persona che sente di non avere in mano le redini della propria vita tende ad avere un atteggiamento passivo che può portare verso l’insuccesso
Per alcune persone la causa del fallimento è vista come incontrollabile quindi si convincono di non poter far nulla per modificare,cambiare o affrontare  una situazione e accettano con rassegnazione ciò che accade loro. Una bassa autoefficacia produce atteggiamenti incerti ed esitanti.Maggior fiducia nei confronti delle proprie capacità decisionali influenza positivamente il nostro impegno in termini di quantità di iniziative e di energie attivate.

il passato non si ripete
 Siamo influenzati quasi esclusivamente dalle esperienze del passato e non dai dati e dai fatti reali della situazione che stiamo affrontando. La valutazione della probabilità di riuscita non dipende dalla difficoltà del compito, ma dalle esperienze del passato che condizionano le aspettative per il futuro e dalla motivazione a intraprendere un compito. Anche se il compito è arduo, il soggetto motivato nono si lascia intimorire, ma ha fiducia di riuscire.Le esperienze precedenti che abbiamo in memoria se sono positive ( successi) consolidano le aspettative future,se sono negative (insuccessi e fallimenti) producono l’effetto opposto.

di chi è la responsabilità se qualcosa va bene o male?
Alcune persone hanno la tendenza ad attribuire le cause a se stessi (alle proprie capacità, impegno, intelligenza) altre persone a circostanze esterne (fortuna, caso, persone ).Questa e’ una semplificazione perché il ventaglio e’ molto più complesso. Vediamo le varie combinazioni:

Attribuire a se stessi sia i successi che gli insuccessi:
VANTAGGI: consente di riconoscere i propri meriti senza esagerare e affrontare gli insuccessi senza abbattersi, perché essendo questi ultimi dipesi dal soggetto, egli può individuare gli errori e correggerli.

Attribuire a se stessi gli insuccessi, alle circostanze i successi:
SVANTAGGI :produce vittimismo (sincero o strategico) oppure ostentazione di umiltà

Attribuire a se stessi i successi, alle circostanze gli insuccessi:
SVANTAGGI produce vanagloria,delirio di onnipotenza e attribuzione di meriti infondati

Attribuire alle circostanze sia i successi che gli insuccessi:la persona si sente in balia degli eventi, si rassegna passivamente a tutto quello che accade

La combinazione migliore?dipende dagli eventi.
Ci sono eventi che con tutta la buona volontà non possiamo controllare. Attribuirsi la responsabilità in questo caso produce inutili sensi di colpa e di impotenza.( i famosi avrei potuto,dovuto…se non dicevo,facevo…).
Sono circostanze imprevedibili e dolorose e sentirsi responsabili anche per altri fino a cercare ‘la punizione’ vorrebbe dire farsi del male inutilmente.
Allo stesso modo, è infantile tirarsela troppo per successi dovuti a circostanze favorevoli (es: avere alle spalle una famiglia che conta,aver avuto un colpo di fortuna,una raccomandazione…),oppure ingigantire la difficoltà di un compito per dimostrare agli altri che siamo eroi .

IL RUOLO DEGLI ESEMPI
Vedere persone come noi che raggiungono gli obiettivi perseverando ci da’ la giusta carica per impegnarci e farcela. Al contrario focalizzare la propria attenzione su persone che falliscono indebolisce l’autoefficacia ed abbassa il livello di motivazione. ( se non ci e’ riuscito lui/lei figurati se io…).Quindi meglio ispirarsi a modelli che con il loro comportamento,le loro conoscenze e le strategie hanno ottenuto o ottengono il successo.

CONVINCERE SE STESSI
Le persone convinte di avere abilità e capacità per realizzare il loro obiettivo non si arrendono facilmente e non dubitano alle prime difficoltà.
Certo è più difficile rinsaldare l’autostima e il senso di efficacia se si è pessimisti .Le persone già convinte di non essere capaci finiranno per evitare prove impegnative o rischi

COME CI SI SENTE
Lo stress, la tensione, la stanchezza vengono spesso interpretati come segnali di possibile insuccesso. L’umore influenza molto il proprio stato d’animo.Se ci sentiamo bene e siamo positivi il senso di efficacia aumenterà e avremo più possibilità di farcela.Dal livello di autoefficacia che abbiamo dipende:
•il modo di reagire alle difficoltà della vita
•la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli e alle esperienze di fallimento,
•la quantità di stress e depressione vissuta.

Quanto più forte è il proprio senso di efficacia, tanto più avremo a disposizione un capitale di energia positiva per affrontare situazioni stressanti per cambiarle,modificarle o gestirle.Un basso livello di autoefficacia può dare ansia e portare alla depressione.
L’umore e l’autoefficacia vanno in tandem.

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Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

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Ogni giorno ci troviamo di fronte al dilemma di SCEGLIERE fra due o più soluzioni da cosa mangiare a quale auto comprare, a come portare a termine un compito o trovare la soluzione ad un problema. Quali sono i criteri che ciascuno di noi adotta?

Le scelte quotidiane si basano sulla nostra personale percezione e valutazione della capacità che possediamo di farcela (a organizzare,agire,trovare i mezzi…) e questo DIPENDE dalla nostra collezione di successi e insuccessi incontrati e dalle nostre convinzioni di essere ok,vincenti piuttosto che insicuri e perdenti

Queste convinzioni contribuiscono a darci il senso della nostra AUTOEFFICACIA

esempio
 le persone che hanno raggiunto posizioni di prestigio sanno benissimo quanto valgono,Questo li porta a sviluppare un giudizio positivo su se stessi.Si sentono bene nella loro pelle

IL SENSO DI AUTOEFFICACIA, COS’È?

L’autoefficacia deriva dalla propria convinzione di avere :

1 la capacità di CONTROLLARE agire e gestire adeguatamente le situazioni in modo da raggiungere risultati prefissati e desiderabili.La percezione di avere il controllo produce dei vantaggi:
poter prevedere ciò che può succedere
poter affrontare un evento il più preparati possibile
allontanare l’ansia di non poter fare nulla e quindi di essere in balía degli eventi
essere motivati ad ottenere il proprio successo in un determinato campo.

2 la capacità di RISOLLEVARSI dopo un insuccesso

3 le COMPETENZE che si hanno o si pensa di avere in campo professionale e più in generale nell’affrontare gli alti e bassi della vita.
L’insieme delle convinzioni positive influenzano in modo considerevole i propri pensieri, le azioni ,come ci si sente e influenzano la propria motivazione ( perche’ farlo?)

LE TAPPE DELL’AUTOEFFICACIA

1 tra i due ed i tre anni e mezzo
si crea la prima coscienza del successo o del fallimento personale (notare che compare prima l’orgoglio per il successo e in seguito il senso di vergogna per il fallimento)

2 primi anni della scuola elementare
si crea il concetto di impegno necessario per portare a termine un compito
I bambini non sono ancora influenzati dagli insuccessi quindi se trovano delle difficolta’ ritengono che sia sufficiente impegnarsi di più per ottenereil risultato.
In seguito i bambini cominciano a capire che ci sono limiti personali e che questi non dipendono dell’impegno ma non si lasciano abbattere e ritengono di poter migliorare le proprie abilità. In questo periodo spetta agli adulti sostenerli e far loro capire il concetto di difficoltà del compito in modo chela loro autostima non ne risenta.

3 dalla scuola media a quella superiore
il concetto di abilità e di inabilità si fa strada soprattutto a causa dei giudizi, della valutazione e di come vengono pesate le proprie capacità da parte della scuola,della famiglia….

4 nell’età adulta
la propria autostima dipende in buona parte dal controllo che si pensa di avere su particolari eventi e generalmente ci si rende conto che si dovrebbe avere più controllo rispetto a quello che si ha già.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’AUTOEFFICACIA?
Dal senso di efficacia più o meno alto che hai dipende:
•se sceglierai o no di provare ad affrontare un compito o una situazione
•quanto impegno ed energie investirai
•se e per quanto continuerai a provare di fronte a ostacoli, difficoltà, lentezza di progressi o momenti di stallo, o se invece getterai la spugna
•che risultati otterrai
•che stati d’animo proverai prima, durante e dopo

Normalmente tutti noi possediamo un alto senso di efficacia per alcune attività ma non per altre Ecco un test per misurare l’AUTOEFFICACIA.Usalo per riflettere.

1 = Per nulla vero 2 = Poco vero 3 = Abbastanza vero 4 = Totalmente vero

1 Riesco sempre a risolvere problemi difficili se ci provo abbastanza seriamente
2 Se qualcuno mi contrasta, posso trovare il modo o il sistema di ottenere ciò che voglio
3 Per me è facile attenermi alle mie intenzioni e raggiungere i miei obiettivi
4 Ho fiducia di poter affrontare efficacemente eventi inattesi
5 Grazie alle mie risorse, so come gestire situazioni impreviste
6 Posso risolvere la maggior parte dei problemi se ci metto il necessario impegno
7 Rimango calmo nell’affrontare le difficoltà perché posso confidare nelle mie capacità di fronteggiarle
8 Quando mi trovo di fronte ad un problema,di solito trovo parecchie soluzioni
9 Se sono in “panne”,posso sempre pensare a qualcosa da mettere in atto
10 Non importa quello che mi può capitare, di solito sono in grado di gestirlo

 

12 attrezzi per creare il tuo personal brand (2)

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Nella prima parte ho elencato i primi 6 attrezzi,quelli che possono aiutarti a costruire il frame e le fondamenta del tuo marchio personale.Ecco ora quelli più specifici che completano la tua big picture

6 i tuoi punti di forza
sono il tuo capitale da investire.In inglese si chiamano asset le risorse che un’azienda o una persona possiedono.Ma cosa s’intende per risorse?

7 le tue doti personali
fanno parte della personalità.E’ la ‘faccia’ che ognuno mostra al mondo.Chiedi ad alcune persone che conosci,amici,colleghi di descriverti con 3 aggettivi
sei un altruista?ti adatti facilmente a un cambiamento? sei una persona curiosa che ama imparare,approfondire?sei perseverante e non molli fin a quando non raggiungi l’obiettivo?
tendi a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno?

8 le tue competenze
Nel mercato del lavoro attuale si presume che le competenze tecniche basic siano già presenti quindi ciò che fa la differenza sono le soft skill (competenze non tecniche ma essenziali). Queste soft skill diventano una marcia in più perché in un momento di crisi, la scelta delle persone da assumere è ancora più critica.

La società del 3° millennio?una learning society( società della conoscenza)dove la formazione sarà permanente.Nell’area Europa il 75% dell’occupazione  si concentrerà nel settore terziario e saranno richiesti profili professionali con  una alta intensità di conoscenza e competenze tecniche,lavoro che richiederanno  nuove competenze e continua formazione anche nei ruoli più elementari.

Le conoscenze divengono vecchie rapidamente, le competenze devono essere anch’esse costantemente aggiornate, molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.Non investire  nella propria istruzione e formazione anche dopo l’istruzione che fornisce il percorso scolastico  ha un costo  molto alto a livello individuale

10 le tue esperienze professionali
FaI un check up approfondito di cosa hai nella tua ‘borsa professionale’.Per essere credibile e venderti al meglio il basic è conoscere tutti gli attrezzi che hai a disposizione per mettere in campo tutte le tue competenze e risorse
L’azienda alla quale ti proponi deve essere il tuo cliente quindi è necessario conoscere il tuo target,capire di cosa ha bisogno,cosa sta cercando e come tu potresti essere la riposta vincente
Mettiti nei panni dell’azienda.Come potresti aiutarla?

♦a guadagnare di più? risparmiare tempo e denaro?
♦a gestire con più efficienza un servizio? 
♦ampliare il portafoglio clienti?
♦risolvere un problema?
♦creare o innovare un servizio o un prodotto?

11 il tuo X factor
è quel quid che ti distingue,che ti rende unico
quale valore aggiunto hai che  ti differenzia dagli altri?
Per scoprirlo devi conoscerti a fondo,conoscere i tuoi talenti,le tue potenzialità e, non ultimo, credere al 100% in quello che affermi.

per aiutarti ecco alcune domande per iniziare l’esplorazione
1 che cosa ti piace fare con passione?
2 le persone che conosci cosa apprezzano di te?
3 quali esperienze sono importante nella tua storia professionale?
5 di quali aspetti del tuo carattere sei orgoglioso?
6 quali sono i tuoi punti di forza?

12  la tua VP
Le aziende e i grandi marchi per convincere a comperare i loro prodotti fanno leva sui benefici che tu avrai se compri quel prodotto.esempio il dentifricio xxx
avrai denti più bianchi e tutti si accorgeranno di te
Un brand comunica e vende valori attraverso l’immagine

Ogni marchio di qualsiasi prodotto ha delle caratteristiche per distinguersi ed emergere dal mercato ma tutti i brand si basano su 3 regole fondamentali del marketing:
chiarezza
costanza /fedeltà
coerenza 
il tuo brand deve rispettare le 3 C.

Per posizionarti nel mercato devi capire e poi saper comunicare quale valore aggiunto hai che  ti differenzia dagli altri.
Per scoprire il valore aggiunto da offrire ( il tuo selling point) devi conoscerti a fondo come ‘prodotto’,conoscere i tuoi talenti,le tue potenzialità e, non ultimo, credere al 100% in quello che affermi.Il secondo passo è poi comunicarlo in modo chiaro e persuasivo
Che bisogni del mercato puoi soddisfare TU?
Fai un elenco di quelle specifiche abilità e competenze che possono interessare il mercato

Come può la tua immagine comunicare il tuo marchio personale?
Fai una lista di tutte le risorse che puoi trovare per concretizzare il tuo personal brand.Assicurati che tutto quello che fai sia di sostegno a questa strategia.

marketing personale:12 attrezzi per creare il tuo personal brand

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KEEP CALM …E CREA IL TUO BRAND
Creare il tuo marchio personale non è qualcosa da fare in fretta e non è facile.

Il primo passo è capire chi sei e questo è più facile a dirsi che a farsi.Definire il proprio identikit professionale

il tuo marchio : il tuo personal brand
Il tuo personal brand è come tu agirai e darai il tuo contributo  come nessun altro può fare.
Tutto contribuisce a costruire il tuo personal brand:

le tue modalità di comunicazione verbale e non verbale
la tua immagine
la tua reputazione
le tue competenze
la tua esperienza e il tuo know how
le tue doti personali
e molto,molto altro ancora…..
Per costruire il tuo personal brand è necessaria la tua consapevolezza.

Ecco i 12 tool per aiutarti

1 i tuoi bisogni
la piramide dei bisogni di Maslow può aiutarti

2 i  tuoi valori
Spesso la scelta di una carriera professionale è basata sulla propria scala valori.
Cosa sono i valori? sono ciò in cui credi,ciò che è importante per te,i giudizi che sono alla base di come vedi la vita e come ti relazioni
Essere consapevoli di questi valori può aiutarti a scegliere il percorso professionale in armonia con essi. Ognuno ha dei:
valori personali ( ad esempio l’onesta’l’,affidabilità’…)
-valori culturali ( tradizioni,fede,legami con la comunità in cui vivi…)
-valori sociali ( come ti poni di fronte agli altri)
-valori che riguardano il lavoro e la carriera

3 i tuoi interessi e le tue passioni
sono tutte quelle attività,hobby che ti appassionano. Dedichi loro del tempo
Ti piace pensare,inventare,produrre idee che siano artistiche o scientifiche non importa. Ogni progetto parte sempre da una idea.
In questo campo ci sono gli artisti,i creativi e,perché no, anche i filosofi.

4 la tua mission
La mission è la tua Costituzione personale.E’ lo scopo,il cosa vuoi fare per te stesso e che contributo vuoi dare al mondo.Ti aiuta nei momenti di cambiamento,nelle tue decisioni.Ti aiuta a mantenere il focus e la direzione

5 la tua vision
Se non sai dove andare, nessuna strada ti ci porterà.
Avere una visione è vedere  tua ‘big picture’.Non solo una azienda,una start up,un governo,un partito,una organizzazione…hanno bisogno di avere una visione chiara.Anche per ognuno di noi diventa sempre più necessario capire in che direzione andare e come camminare

6 obiettivi
Non avere un obiettivo è come prendere una macchina.mettere in moto e non sapere dove andare.E’ importante stabilire con chiarezza i tuoi obiettivi a breve,medio termine.Mettere nero su bianco i tuoi obiettivi,quello che vuoi raggiungere,fare,conquistare ..è il primo passo
Scrivere i tuoi obiettivi ti aiuta a visualizzarli nella tua mente,a dare un input e le necessarie istruzioni al tuo timoniere interno (il tuo inconscio)
Scriverli ti aiuta ad impegnare e a mettere in moto  la tua energia per raggiungerli,a focalizzarti su cosa vuoi nel nuovo anno.
Solo il 5% delle persone si prende il tempo di scrivere i propri obiettivi e forse è per questa ragione che solo pochi riescono poi a raggiungerli.

nel prossimo post gli altri 6 attrezzi