Mese: gennaio 2016

lavoro e autostima:come aumentarla in 10 mosse

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soft skill

Ti è capitato di avere momenti di down nei quali i livelli della tua autostima vanno in riserva?Spesso al lavoro dobbiamo affrontare attacchi insidiosi alla nostra immagine:le critiche del supervisore,i commenti acidi del rompi di turno o quelli ambigui del collega che vuole smontarci a tutti i costi e dimostrare che lui è meglio di noi.
Piccoli colpetti,certo.Se li ignori giorno dopo giorno rischiano di accumularsi,fare massa e mettere in pericolo la tua autostima.Per salvaguardarla è necessario ogni tanto fare un bel check up per vedere se ci sono punti da rafforzare    
Ecco i primi 5 punti

1 fai il check up del tuo capitale e delle criticità
Per iniziare comincia dai tuoi punti di forza cioè le qualità personali che sfoderi nella routine quotidiana nei rapporti con gli altri al lavoro e nella tua vita privata
sei generoso? non ti lasci scoraggiare dagli ostacoli e dagli imprevisti?gli altri sanno che possono contare su di te perché sei una persona affidabile?
che cosa apprezzano gli altri di te?
Prendi un foglio e scrivi la top list delle tue 10 qualità
Ora per il secondo step concentrati sui tuoi punti critici
sei un perfezionista che spacca il capello in quattro?
perdi le staffe facilmente? sei un criticatutto? sei un impulsivo e ti butti a pesce in una situazione senza rete?
Prendi un altro foglio e scrivi la top list delle tue criticità

Ora hai messo nero su bianco il quadro.Fatti dei complimenti per le qualità.Questo darà una botta alla tua autostima e alla fiducia in te stesso.
Per quanto riguarda i punti critici prova a vedere se riesci a trovare l’aspetto positivo.Il tuo obiettivo e trasferirle con un po’ di riflessioni e lavoro su te stesso dalla parte delle qualità.Per esempio se sei un tipo impaziente ora sai su cosa devi lavorare per gestire la tua impazienza.
Essere consapevoli è il primo passo per cambiare..in meglio.
Non bloccarti sui tuoi punti critici come se fossero qualcosa di statico che non puoi modificare.Niente è stabile come il cambiamento.Spetta a te fare il primo passo
Sapere quali sono i tuoi punti di forza ti permette di usarli così come come sapere i tuoi punti vulnerabili ti permette di gestirli.

2 metti in chiaro cosa ti piace e cosa non ti piace
quando sei di fronte a una scelta o sei in una situazione che non ti quadra trovi difficile decidere cosa fare? Hai difficoltà a dire NO?

cosa preferisci mangiare? che film o programmi sono i tuoi preferiti?Passa in rassegna le varie aree
1 al lavoro:che tipo di colleghi vai più d’accordo?Chi e che cosa non sopporti al lavoro?
sopporto il mio boss e le sue critiche spesso inopportune
sopporto quel parente che mi da’ sui nervi
sopporto di fare il lavoro anche del mio collega per quieto vivere
2 quali sono le frasi che ti fanno scattare una reazione positiva/negativa?

3 che cosa non tolleri in famiglia,nei rapporti con amici,parenti…?
Spesso famiglia,parenti e amici sono la fonte di molte TOLERATION (specialmente sensi di colpa,rancori…).Il quanto e il come si tollera indica agli altri il tipo di ‘confini’ che ognuno pone fra sé e l’esterno,i propri valori e le proprie priorità.

Compiacere gli altri per avere la loro approvazione è una strategia perdente perché lascia insoddisfatti.La sincerità con se stessi ,in prospettiva,è sempre la cosa migliore per un buon equilibrio psicofisico. Molte persone tollerano perché hanno paura di rischiare.Certo occorre energia,assertività per difendere i propri diritti ma se non li difendiamo noi in prima persona chi lo può fare?
Gli altri ci tratteranno con rispetto se ci poniamo nei loro riguardi in modo assertivo.
Magari alcuni non saranno contenti..ma e’ impossibile accontentare tutti.Farlo vuol dire spesso scontentare se stessi.

3 lascia perdere la perfezione(non è di questo mondo)
il perfezionismo è come viaggiare col freno a mano tirato.Tutto viene rallentato dalla mania dell’eccellenza a tutti i costi.Le decisioni si rimandano di continuo perché magari può arrivare il momento buono,l’occasione che calza a pennello.I perfezionisti amano l’deale impossibile

4 verifica il tuo sistema d’allarme contro il killer dei paragoni
uno dei killer più pestifero perché si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono. Questi modelli vengono dalla TV,dai giornali ma non solo…
Il Mister prende anche spunto intorno a te persone che hanno quello che tu non hai, giusto per darti una bella botta..se glielo permetti
Se stai passando un periodo-NO ti piazza davanti gente alla quale tutto va sempre liscio.

I paragoni con gli altri sono  il modo per illuminare le tue insicurezze
Quando la trappola dei paragoni scatta hai già perso la partita.Perchè?
Perché ti concentri solo su un aspetto.E’ la cosiddetta la sindrome di Polifemo:guardi a un solo polo:il polo negativo
♦pensi a ciò che ci manca
♦ti senti..meno di…..
Poi… cerchi la famigerata conferma,oppure scegli solo un elemento o un campo e poi trai le conclusioni basandoti solo su quella cosa che non hai o non sai fare.

In un mondo di 6 miliardi di persone potrai trovare sempre  qualcuno migliore di te.
E’ come paragonare limoni e arance paragonare i punti di forza degli altri con i tuoi punti critici.Quale è il risultato? Pensi  che questo ti farà sentire meglio?

 COSA FARE?
♦Mantieni la filosofia del ‘Tutto è relativo’
♦Paragonati a 360° (nome della persona) può essere più …bella, magra,intelligente,ricca   di te ma IO sono più…..

Se vuoi che gli altri ti trovino ok tu, per prima, devi sentirti OK

5 neutralizza il vlrus sempre/mai
Ti è mai capitato di entrare nel circolo vizioso delle parole-virus sempre/mai?

sbaglio sempre /a me va sempre male /a me non capita mai che….
Non riesco mai a dire di no e tutti ne approfittano.    non avrò mai….

Sempre e mai sono parole estreme perché
1 tendono a dare una visione chiaramente distorta e provocatoria
2 ti negano la possibilità di poter cambiare
3 ingigantiscono il negativo e zavorrano la tua immagine mettendola in ombra
4 richiamano a catena altri mai e sempre
5 mettono in moto l’effetto-domino  ‘come volevasi dimostrare’ (la profezia che si autoavvera)

Come neutralizzare il killer Sempre/Mai
I 2 estremi sempre/mai sono irrazionali,illogici,esagerati.

Infatti è improbabile che certe cose o certi comportamenti,risultati si verifichino proprio sempre o mai.Non c’è niente in mezzo?

primo passo 
annota e verifica quando,in che situazioni,tutti i casi in cui dici usi queste parole

secondo passo
domande per attaccare i propri pensieri irrazionali e controproducenti sono:
•Cosa c’è di vero in quello che penso?
•Questo modo di pensare mi aiuta a stare meglio?

Rimuovi  questi assoluti
Prova a sostituire sempre/mai con
spesso qualche volta… ma posso cambiare in meglio

esempio
sbaglio sempre → 
qualche volta sbaglio …..ma posso cambiare in meglio

Nel prossimo post gli altri 5 punti.A presto
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A cosa serve il Career counseling?Scopri un modo diverso di guardare alla tua professionalità

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Nel mercato del lavoro la flessibilità,la crisi e le innovazioni tecnologiche hanno reso il lavoro più precario.Il posto fisso non è più una sicurezza di stabilità.
Ognuno può trovarsi a dover cambiare più volte nel corso della sua carriera o ad affrontare un cambiamento,suo malgrado, a 40 o 50 anni.
I cambiamenti sono una costante nella vita qualsiasi forma assumano. A volte possono essere una sfida eccitante,altre fanno paura .Parlarne spesso aiuta

visita il mio sito ,scarica il report e richiedi una sessione gratuita 

E’ vitale
♦saper gestire i cambiamenti di carriera anziché subirli
♦conoscere e saper promuovere il proprio valore professionale
♦sapere le tecniche più efficaci per vendere le proprie competenze,l’esperienza

CARTELLINO ROSSO sulla tua strada professionale
• convinzioni pericolose che bloccano la strada
• non sapere il proprio valore professionale
• autostima in rosso
• poca fiducia nella propria autoefficacia  (ce la posso fare)
• non sapere quali strumenti usare per promuovere la tua professionalità

Se stai cercando una soluzione,sei in una fase di transizione e vuoi ottenere risultati concreti in modo rapido una consulenza  di career counseling con un professionista  ti aiuterà a

•mettere a fuoco gli elementi alla base della identità professionale
•sviluppare le strategie di ricerca del lavoro
• creare un CV che valorizzi la tua professionalità,ottimizzi competenze e doti personali
• presentarti meglio al colloquio usando le tecniche più adatte a te
• capire cosa fare a una svolta della tua carriera,quali e professioni sono più adatti a te e quante chance di riuscita hai in un determinata tipologia di professioni
  al lavoro
• capire come andare d’accordo con gli altri
• come farti valere e proporti per una promozione o un’altra posizione in azienda
• problematiche dell’ambiente di lavoro(demotivazione,burn out….)
• far emergere le tue potenzialità personali e professionali per migliorare la qualità della tua vita professionale

FOCUS SULLE SOLUZIONI
Il counselor non lavora sui problemi ma sulle soluzioni.

Non fornisce risposte uniche ma ti aiuta a trovare le TUE risposte,le linee guida per arrivare a soluzioni efficacI su misura per te..E’ come decidere di farsi un abito su misura.

Non lasciare la tua carriera al caso. Investi nella tua carriera.
Un aiuto professionale non è un costo,ma un utile investimento del tuo tempo e del tuo denaro che darà concreti frutti

benefici
1 risultati rapidi e concreti senza sprecare i tuoi soldi e il tuo tempo

2 maggior chiarezza e fiducia nelle tue capacità
3 obiettivi mirati e un piano chiaro per passare all’azione
4 maggiore capacità di scegliere nuove opportunità di lavoro in relazione alle tue competenze,alla tua formazione e alla tua esperienza
5 più soddisfazione e meno frustrazione e stress

Come prendi le tue decisioni? la scala e la tecnica dei sei gradini

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decisoni,scala 6 gradini,vittoria nervi

Ogni giorno al lavoro si creano frizioni e tensioni sul modo di procedere,di iniziare e portare a termine un progetto.Ognuno ha la sua versione,il suo modo di vedere le cose e crede che sia quella giusta.Questo porta facilmente a tensioni e  conflitti.

Ecco 2 esempi
1 il collega x mi evita (fatto)
2 non prendo in considerazione il motivo( ha dei problemi,non ha dormito…)
3 gli sono antipatico ; ce l’ha con me;forse gli ho fatto  detto qualcosa di negativo (mia supposizione)
4 decido di evitarlo o di trattarlo come si deve

1 arrivi al lavoro e c’è una riunione per il progetto X .Tu non sei stato invitato
2 ti chiedi il perché e supponi che vogliono tagliarti fuori dal progetto perché hai criticato alcuni elementi
3 sei arrabbiato e deluso perché non hanno tenuto conto del tempo che tu hai speso per analizzare dati,opzioni…
4 avevo ragione…come diceva mio padre :non ci si può fidare di nessuno (il vero motivo hai poi scoperto che è dovuto a una mail non arrivata)

Ti è mai captato di arrivare a una conclusione sbagliata perché era basata su una valutazione scorretta?
Sei mai stato accusato di saltare troppo velocemente alle conclusioni e di fare errori?

Pensare …cum grano salis
La regola principe è attenersi ai fatti perché più li interpretiamo e li coloriamo delle nostre interpretazioni più sarà rischioso .
Ecco  una tecnica per fare il check up al tuo modo di ragionare

la scala dell’inferenza e i 6 gradini
la Scala dell’Inferenza (creata da Chris Argyris e Donald Schon nel 1974)  spiega  perché molto spesso la realtà  assume contenuti così differenti agli occhi di ognuno di noi.I 6 gradini della scala descrivono come passiamo mentalmente da una situazione alla decisione finale

1 primo gradino: i fatti
I i fatti e la realtà sono neutri,uguali per tutti come se vedessi la scena di un film

2.secondo gradino: l’interpretazione dei fatti
in un racconto,situazione selezioni alcuni particolari che ti colpiscono.
Da cosa dipende? Dai tuoi interessi,dalle tue convinzioni e dalle esperienze fatte Ognuno attribuisce a un fatto un significato e un’importanza differente.

3. terzo gradino :le ipotesi
dal significato che tu dai ai vari particolari  formuli le tue ipotesi
i fatti sono oggettivi,l’interpetazione è soggettiva.
esempio: sui giornali vengono riportate ogni giorno ogni genere di notizie,ma l’interpretazione di ogni giornale è diversa. Riuscire a separare i fatti dalle opinioni è spesso difficile ma è  un ottimo esercizio mentale per esercitare il pensiero critico

Viviamo immersi nelle ipotesi e nelle interpretazioni per dare un senso al mondo e a ciò che ci accade.Alcune sono azzeccate,altre si rivelano sbagliate e producono comportamenti negativi.
 
4.quarto gradino: le conclusioni
sulla base di ipotesi fatte arriviamo a una conclusione ‘E’ così ‘Questa è la propria verità  

5.quinto gradino : le convinzioni
Quando le conclusioni  si ripetono ‘E’ cosi’ ..sì è proprio così’ si trasformano in convinzioni positive o negative

6. sesto gradino: L’AZIONE
Le convinzioni e i relativi stati d’animo ci portano a decidere  ‘ Ecco ..questa è la decisione giusta’ quindi  passi all’azione

La rete di convinzioni  è come una struttura statica,un insieme di verità solide nelle quali spesso rimaniamo incastrati
Tutti fanno così

si è sempre fatto così
io ho ragione non ci sono altri modi di vedere la faccenda

La tecnica della scala è utile
per analizzare il processo mentale che ognuno fa per

arrivare a una conclusione e decidere
Esserne consapevoli può evitare di passare all’azione troppo in fretta con risultati disastrosi

Usando i diversi gradini della scala 

1 puoi capire quale gradino tendi a saltare
2se tendi a fare ipotesi troppo rapidamente con pochi dati e informazioni alla mano
3 se prendi solo alcune informazioni e dati ignorandone altri

Inoltre questa tecnica ti aiuta
•a fare un check up per aggiornare e usare le convinzioni in modo più elastico e flessibile
•evitarti di rimanere ostinatamente fermo nella tua idea o opinione.L’obiettivo è arrivare a conclusioni più adeguate ed efficaci
• analizzare e testare i vari aspetti,le informazioni, i dati
• valutare o mettere in discussione le conclusioni di un’altra persona

Ecco alcune domande chiave
conclusioni
Perché sono arrivato a questa conclusione? è corretta e valida in questa situazione?
ipotesi, supposizioni
Perché sto facendo queste supposizioni?Le mie supposizioni sono valide?
su che fatti,informazioni,dati è basata?
convinzioni
Che convinzioni mi portano all’azione?sono fondate?
dati,informazioni,fatti

Che info e dati ho scelto di usare e perché?Ho selezionato dati e info con cura?
Ci sono altre info e fatti che dovrei prendere in considerazione?
azione

Perché ho scelto questo modo di agire?
Ci sono altre azioni che potevo prendere in considerazione ?
Perché penso che è la cosa giusta da fare? Qual’è il ragionamento fatto? In che modo sono arrivato a questa conclusione?

Un altro uso della scala
Puoi usare la scala anche

1 per confrontarti con le idee e le conclusioni degli altri
Siamo tutti d’accordo su questi fatti? Oppure no?
Come siamo arrivati a questa ipotesi?con quali informazioni/dati ?
2 per fare una verifica e avere un feedback
Spiega a un /una collega il tuo ragionamento e come sei arrivato alla conclusione X

3 per mettere in discussione le conclusioni di altri
spiegando il tuo punto di vista passo per passo.

Questo eviterà di creare tensioni,conflitti inutili e faciliterà tutti ad arrivare a una decisione condivisa

il video di TED