cambiamento

Pensieri da sottoscala? Ecco come risalire i gradini e riprendere il comando

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scala

In questo periodo così difficile e inquieto è più che mai vitale imparare a non rimanere a lungo a galla sul pelo dell’acqua
Può risultare difficile vedere il bicchiere mezzo pieno ogni volta ma è vitale rimanere lucidi e guardare avanti,scrutare il campo per cercare soluzioni.Essere proattivi fa la differenza.

pensiero da sottoscala? no,grazie!
Una metafora semplice per capire il nostro atteggiamento mentale,come affrontiamo cambiamenti,
imprevisti,situazioni confuse…è quella sopra e sotto la linea.

Pensa ad una scala  immaginaria.
Nella parte superiore ci sono i modi di pensare responsabili e costruttivi.
In quella inferiore ci sono i modi di pensare e di giudicare negativi e che non portano ad alcun risultato fatti di lamentele,dare la colpa agli altri,delegare a qualcuno, aspettare l’evento magico,cerca scuse per non agire

pensare sopra la linea significa liberarsi da una mentalità vittimistica

preoccuparsi si, ma…
Preoccuparsi eccessivamente e un giorno sì e l’altro sì assorbe la mente a 360° fino a quando
la testa va in tilt e le emozioni negative iniziano ad accumularsi in memoria:rabbia,senso di colpa,tristezza,preoccupazioni,dubbio,paura,odio,gelosia….

Quando un’ondata di emozioni prende il sopravvento l’amigdala, sentinella delle emozioni, prende il controllo, effettua un vero e proprio “sequestro”  del cervello.
 il sequestro emotivo

primo passo : dare un nome
ammettere lo stato emotivo e dare un nome alla emozione
sono arrabbiato

secondo passo :pesare il proprio mood
quanto sono arrabbiato da 1 a 10?

terzo passo: sposta il focus
per fermare l’escalation una tecnica che funziona è quella di distrarsi e fare altro.
Per non pensare puoi contare i respiri per allontanare i pensieri che disturbano; una espirazione e un’inspirazione valgono uno.
Conta fino a quando non si affacciano più alla mente pensieri negativi
un altro metodo:  il metodo Weil

riconoscere quando siamo sotto la linea
Cercare scuse,aspettare i miracoli o qualche salvatore del tipo ‘ghe pensi mi’,puntare il dito contro un capro espiatorio di comodo,defilarsi con a scusa ‘non tocca a me’ oppure giustificarsi con ‘io sono fatto così’  è comodo per evitare le responsabilità di prendere in mano la situazione e decidere il che fare

Ecco un semplice esercizio per chiarirsi le idee
Prendi un foglio e dividilo in 2 colonne
cose che posso controllare ♦ cose fuori dal mio controllo

Quando capitano imprevisti o situazioni non ok,problemi stressanti è normale scendere sotto la linea e farsi catturare da emozioni e pensieri negativi

alcune domande utili per riprendere il comando e la lucidità
1 che aspetti di questa situazione mi spingono sotto la linea?
2 cosa posso e non posso fare per tenere sotto controllo la situazione?
In questo mondo ci sono 4 tipi di persone: quelli che fanno succedere le cose, quelli che guardano le cose accadere e quelli che si chiedono che cosa è successo e quelli che non si sono accorti di niente. Noi tutti abbiamo una scelta. Tu puoi decidere quale tipo di persona vuoi essere. Io ho sempre scelto di stare nel primo gruppo.
Mary Kay Ash

Cosa vedi dalla tua finestra sul mondo? 8 modi per ‘pulire’ la tua finestra

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Sono una fan delle finestre scorrevoli a tutta parete che in un attimo si aprono al 
mondo e alla naturaCerto a Milano è una chimera affacciarsi su distese verdi.
Guardiamo ogni giorno dalle nostre finestre il mondo fuori  e vediamo quel che vogliamo vedere con i nostri filtri mentali ed emotivi.
Interpretiamo con i nostri atteggiamenti situazioni,persone,frasi..e diamo risposte a domande che galleggiano in testa

L’atteggiamento è una piccola cosa che fa una grande differenza.

cosa è l’atteggiamento?
GLI EVENTI SONO FATTI NEUTRI.
E’il nostro atteggiamento,lo stato d’animo,la nostra interpretazione in rapporto all’evento che fa la differenza.E’ la risposta che scegliamo per spiegarci quel che ci accade.
Ogni atteggiamento ha 3 ingredienti e due facce

i 3 ingredienti
quello razionale
quello emotivo
quello pratico(che comportamento decidiamo di avere)

le 2 facce
la faccia positiva
posso ….sono capace di..
se c’è un problema c’è una soluzione da qualche parte
dipende da me cambiare le cose
concentrazione su cosa si è  ottenuto,cosa si ha
vede le opportunità

la faccia negativa
non posso…non sono capace di…
ho un problema
è colpa di….
concentrazione su cosa manca,cosa non si è avuto
vede i limiti

Da cosa dipende un atteggiamento positivo o negativo?
Per continuare con la similitudine atteggiamento- finestra ognuno inizia il suo viaggio
nel mondo con finestre dai vetri brillanti.
Ma i vetri devono essere tenuti puliti altrimenti diventano opachi e sporchi

Che cosa ha sporcato nel tempo oppure ogni giorno i vetri della tua finestra?
critiche ingiuste
prese in giro gratuite da parte di…
rifiuti,giudizi,delusioni
L’elenco potrebbe essere kilometrico

La soluzione è tener puliti i vetri delle tue finestre.Sono tue quindi spetta a te.Per pulire le finestre,quelle vere, esistono una miriade di prodotti all’aceto,al limone,al profumo di lavanda….
Per pulire le tue finestre scegli tu il modo che ti piace o ti conviene

•la meditazione,la visualizzazione
una passeggiata a contatto con la natura e con te stesso.In città non è facile ma c’è sempre

uno spazio verde nelle ore meno affollate
il journaling: scrivi su un quaderno ogni volta che ti senti fuori fase.La scrittura manuale con la penna aiuta a riordinare i pensieri,a focalizzarsi sul problema.
• fare attività fisica aiuta a scaricare tutte le tossine accumulate
attività creative :Disegna,dipingi un mandala,crea con la creta: tutte attività che aiutano a rilassarsi oppure lavora con il labirinto
cantare la qualsiasi cosa cambiando o inventando le parole quando e dove ti pare e magari registrarla a futura memoria
• usare la tecnica della padella di Teflon:lasciare scivolare i commenti e i vari modi di scoraggiarci come  se fossimo impermeabili.
 • risoterapia ridere di più
Un bambino ride circa 100 volte al giorno,un adulto appena 15.Le endorfine, prodotte dalla risata scaricano le tensioni e alleggeriscono.Qualcuno ha detto che una persona non smette di ridere e di divertirsi perché diventa vecchia ma diventa tale quando smette di farlo.

Attiva il tuo SAR mentale per raggiungere l’obiettivo

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Quando stai cercando nuove idee per il tuo lavoro,per fare qualcosa in modo diverso o vincere una sfida ti lambicchi il cervello sperando che la famosa lampadina Eureka si accenda per miracolo.Spesso invece,senza accorgertene,esplori terre già conosciute,segui sempre lo stesso percorso mentale e il risultato è che giri in tondo.
Ti viene il dubbio di non essere creativo,che questo talento è solo di artisti e& company
In genere la gente pensa che questo talento sia appannaggio di pochi eletti ma non occorre essere Leonardo o Picasso o Mozart per far fruttare questo talento.

Chi ha parlato per primo della creatività?
Il primo guru degno di nota è stato il grande maestro Eraclito più di 2500 anni fa
Eraclito sosteneva che per trovare la creatività occorre cercare dentro se stessi.
Ottimo suggerimento! ma cercare dove?

Mister ordinatore: far ordine nel caos
Giorno e notte (nei sogni) la tua mente,come uno schermo cinematografico, proietta migliaia di input visivi..una sequenza di immagini.
Le immagini durante la giornata  scorrono e spesso non abbiamo il tempo di seguirle per vedere dove ci portano quindi finirebbero ammucchiate alla rinfusa se non ci fosse qualcosa che le ordina in una specie di cloud virtuale.
Il proprietario che ha la chiave d’accesso è il tuo SAR(Sistema di Attivazione Reticolare)
IL SAR è il tuo GPS che ti guida sul percorso giusto,al traguardo del  tuo obiettivo.

Ti è mai capitato quando vuoi qualcosa di vederla dappertutto, di sentirne parlare spesso o di leggere per puro caso sull’argomento?

un esercizio per attivare il radar del tuo SAR
Prendi un minuto di tempo.
Conta tutti gli oggetti blu che vedi intorno a te in questo momento.
Fatto? Quanti oggetti blu hai visto?
Ora chiudi gli occhi e prova a ricordare tutti gli oggetti che hai visto.
Prova,tenendo gli occhi chiusi ,a visualizzare altri oggetti che c’erano intorno.
Non è così facile,vero? Cosa è successo?Il tuo cervello ha escluso di memorizzare il resto .Perché?Il cervello ad un tuo ordine ha attivato il radar .Il tuo SAR ha esaminato le informazioni in entrata e a permesso solo ad un input (oggetti blu) di entrare,di essere nel mirino del tuo focus.

Attivare il tuo SAR ti permette di:
•concentrarti mentalmente su ciò che vuoi ottenere
•attirare le informazioni che ti servono per raggiungere qualsiasi obiettivo realistico

Attenzione a quello che pensi
Se dentro di te continui ad avere pensieri negativi ‘non riuscirò mai a….’ il tuo SAR ti accontenterà

Come usare il SAR per il tuo lavoro
per usare il SAR a tuo favore e accendere facilmente la lampadina delle idee devi stimolare la mente. Le idee arrivano come un flash.Se hai attivato il tuo SAR quando meno te lo aspetti, ecco l’idea,la soluzione… che cercavi magari quando stai facendo tutt’altro!

il SAR ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi
Se visualizzi l’obiettivo o qualcosa che vuoi ottenere il tuo SAR invierà al subconscio il messaggio come istruzione: attivati per raggiungerlo.Ecco,allora, che il radar attivo del SAR
cattura ogni informazione, la elaborarla e ti aiuta a fare i passi necessari,a trovare le maniere più efficaci  per arrivare al traguardo.

Per raggiungere un obiettivo devi imparare a descriverlo in modo completo
come raggiungere il tuo obiettivo
sai misurare il tuo obiettivo ?

caccia la tesoro
Uno dei tesori nascosti che hai dentro di te è la tua immaginazione.Spesso questa capacità è un po’ la cenerentola delle capacità.
L’immaginazione ti aiuta ad andare oltre gli ostacoli,le insicurezza,la paura di non essere all’altezza,le insicurezze…

Per sfruttare l’immaginazione e gestire la sua immensa potenzialità occorre dare spazio alle immagini,lasciar loro il tempo di lievitare,di svilupparsi.
Einstein cominciò a dar forma alla teoria della relatività da una immagine che gli era apparsa in mente: cavalcare un raggio di luce davanti a uno specchio. Come si sarebbe comportata la luce correndo alla sua stessa velocità? 
leggi dentro il cervello di Einstein

PER COMINCIARE
Trova un momento tranquillo per prenderti cura delle immagini che la tua mente ti invia
se è difficile guardare con gli occhi della mente

1guarda una foto o una immagine per 2/3 minuti poi anche meno e fissa i dettagli,icolori,le forme…poi chiudi gli occhi e riproducila su un immaginario telo bianco

2 quando guardi una serie di immagini concentrati su una e esercitati con il fermo immagine come se avessi in mano un telecomando che ti consente di fissare quel fotogramma

3 esercita la memoria fotografica
impara a descrivere una immagine: mettila con pazienza a fuoco e arricchiscila di dettagli .
Ecco un breve vademecum per aiutarti:
•nota i colori delle varie parti 8 colori a dx,sx,al centro,in altoe in basso…)
•aumenta laluminosità,nitidezza
•punti cardinali:cosa c’è sullo sfondo? In primo piano? a destra e asinistra? in alto e in basso?
c’è una cornice?
•l’immagine è fissa o ci sono delle cose/persone in movimento?

4 gioca con le tue immagini
modifica uno o più dettagli fra quelli indicati sopra per creare nuove immagini che ti daranno la giusta ispirazione e ti aiuteranno a esercitare la tua intuizione creativa
guarda alla tua immagine da diversi punti di vista

5 dedica del tempo
Non aspettare che.magicamente,la soluzione una idea nuova ti piova dal cielo.
Dedica qualche minuto ogni giorno a ‘immaginare il film’ del tuo obiettivo:rappresenta mentalmente il momento in cui avrai raggiunto il traguardo.
Usa la fantasia dei dettagli.
La tua mente riceverà ogni giorno gli input necessari,la benzina per lavorare e il tuo SAR,come un radar,cercherà e elaborerà le informazioni, che potranno esserti utili per quello scopo ,come un sofisticato software 24 ore su 24

PianoB:5 dritte per essere antifragili e vincere lo stress

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piano B ,career counseling vittoria nervi

Ogni giorno leggo e ascolto le news e mi sono convinta che la globalizzazione ha prodotto una certezza:’può sempre capitare qualcosa di peggio’
Chi poteva prevedere le conseguenze della crisi del 2008 sulla nostra vita di ogni giorno,sul nostro lavoro,sul nostro livello di vita?
Il futuro è ignoto e non si può gestire matematicamente; il mondo cambia.Eventi imprevedibili e anomali hanno avuto enormi conseguenze e seminato danni.
Non sono una catastrofista.Sono Murphiana
Nella Murphologia si afferma
1 Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo..
2  lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.

Cosa fare per non subire come polli o come il famoso tacchino di Russell?
Un tacchino osservò che, nell’allevamento dove era stato portato, gli veniva dato ogni giorno il cibo alle 9 del mattino e concluse per induzione la sua regola “Mi danno il cibo alle 9 del mattino”. L’eccezione che conferma la regola arrivò alla vigilia di Natale,quando, invece del cibo arrivò qualcuno a tirargli il collo

monopoli

 

E’ come gioco ‘Monopoli’
A Monopoli sollevate la carta’imprevisti’ Fate tre passi indietro (con tanti auguri) e potete essere fortunati oppure no.
Sul tabellone della realtà potete trovarvi a spasso dall’oggi al domani,vedere i vostri progetti traballare senza capire che pesci pigliare

il kit di pronto soccorso
In inglese c’è il detto’ don’t put all your eggs in one basket’
non mettere tutte le uova nello stesso paniere cioè non concentrare la tua energia solo in una direzione
E’ vitale,per non farsi fregare,imparare a diversificare il portafoglio rischio come si dovrebbe saggiamente fare quando si investe i propri risparmi.
Meglio avere un piano B. 

Il piano B deve avere delle fondamenta antisismiche per difenderti dagli scossoni e non subire.Fare come la canna del bambù che in una giornata di vento si piega,diventa flessibile ma non si spezza non basta più.

la strategia del bambù
Questo atteggiamento è chiamato resilienza
Resilienza = flessibilita’ +resistenza
Alla  resistenza, passiva, la resilienza aggiunge una dimensione dinamica oltre che positiva: la capacità di fronteggiare e di ricostruire.
Diventare flessibili non significa  ritornare come si era prima ma adattarsi creativamente 
mettendo in campo la propria creatività e sensibilità  per gestire un cambiamento.

Ma ora la resilienza non basta più
E’ necessario qualcosa di più potente.Occorre essere antifragili.

Nassim Taleb nel suo libro ‘Antifragile afferma che di fronte ai nuovi scenari della crisi,ai cambiamenti e cigni neri è inutile Fare previsioni
I cigni neri sono eventi rari,casuali,imprevedibili che portano con sé enormi rischi e conseguenze.Ad ognuno fa paura il caos,l’incertezza.Dopottutto è impossibile vivere la nostra vita sperando che tutto ci vada sempre bene.

lascia perdere gli esperti di turno
Nessuno sa niente tantomeno gli esperti che con le loro teorie si  guadagnano da vivere a spese di quelli che credono alle loro fandonie.
La cosa migliore e di buon senso  è fidarsi del proprio istinto.E’ il miglior radar per captare la bufera che vi sta arrivando addosso o quando qualcosa ‘non quadra’
Meglio costruire una rete per attutire l’urto,usare le crisi invece di subirle.
E’ vitale diventare antifragili In ogni campo cioè non solo robusti,capaci di resistere ai colpi,ma assorbirli e diventare più forti 

 “tutte le cose guadagnano o perdono” a causa del disordine; “è fragile ciò che subisce perdite in caso” di disordine e incertezza” (p. 441).

La gente pensa che essere concentrati significhi dire sì alla cosa sulla quale ci si deve focalizzare. Ma non è affatto così. Significa dire no ad altre cento idee. Dovete scegliere con cura. Innovazione significa dire no a mille cose (Steve Jobs).

5  piccoli consigli

1 adotta un atteggiamento mentale positivo
Non si tratta di far la vispa Teresa ingenua.Evita di inquinarti ogni giorno la testa con
frasi negative
ecco cosa è il self talk negativo

2 metti a frutto una porzione del TUO tempo per imparare qualcosa di nuovo,allargare la rete di contatti e conoscenze,uscire dalla tua comfort zone e  fare qualcosa di diverso rispetto alla routine quotidiana.

3 tecnica dei 5 minuti
se una situazione diventa pesante da sopportare invece di mollare subito resistere ancora per 5 minuti poi lasciar andare.Questo nell’arco di 3/4 settimane aumenterà la resistenza,la forza di volontà e il livello di autoefficacia

4 allenati con lo stress positivo

Evita lo stress non è un atteggiamento che paga perché si diventa via via più vulnerabili.
Se ti copri troppo al primo colpo di freddo ti beccherai un accidente.
Meglio esporti con gradualità e di proposito ad alcune forme di stress per farvi l’abitudine e prepararvi ai periodi no.

5 neutralizza lo stress che logora
E’  come la goccia che scava la pietra.Il logorio dei rompi in ufficio,le cose che sopportate ogni giorno con un misto di rabbia e rassegnazione.

Ogni giorno sopportiamo e tolleriamo tante piccole cose che sommate pesano perché tolgono energia,succhiano il tempo e stressano la vita.

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I 4 PUNTI VICA per non perdere la bussola

lavoro e autostima:come aumentarla in 10 mosse

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soft skill

Ti è capitato di avere momenti di down nei quali i livelli della tua autostima vanno in riserva?Spesso al lavoro dobbiamo affrontare attacchi insidiosi alla nostra immagine:le critiche del supervisore,i commenti acidi del rompi di turno o quelli ambigui del collega che vuole smontarci a tutti i costi e dimostrare che lui è meglio di noi.
Piccoli colpetti,certo.Se li ignori giorno dopo giorno rischiano di accumularsi,fare massa e mettere in pericolo la tua autostima.Per salvaguardarla è necessario ogni tanto fare un bel check up per vedere se ci sono punti da rafforzare    
Ecco i primi 5 punti

1 fai il check up del tuo capitale e delle criticità
Per iniziare comincia dai tuoi punti di forza cioè le qualità personali che sfoderi nella routine quotidiana nei rapporti con gli altri al lavoro e nella tua vita privata
sei generoso? non ti lasci scoraggiare dagli ostacoli e dagli imprevisti?gli altri sanno che possono contare su di te perché sei una persona affidabile?
che cosa apprezzano gli altri di te?
Prendi un foglio e scrivi la top list delle tue 10 qualità
Ora per il secondo step concentrati sui tuoi punti critici
sei un perfezionista che spacca il capello in quattro?
perdi le staffe facilmente? sei un criticatutto? sei un impulsivo e ti butti a pesce in una situazione senza rete?
Prendi un altro foglio e scrivi la top list delle tue criticità

Ora hai messo nero su bianco il quadro.Fatti dei complimenti per le qualità.Questo darà una botta alla tua autostima e alla fiducia in te stesso.
Per quanto riguarda i punti critici prova a vedere se riesci a trovare l’aspetto positivo.Il tuo obiettivo e trasferirle con un po’ di riflessioni e lavoro su te stesso dalla parte delle qualità.Per esempio se sei un tipo impaziente ora sai su cosa devi lavorare per gestire la tua impazienza.
Essere consapevoli è il primo passo per cambiare..in meglio.
Non bloccarti sui tuoi punti critici come se fossero qualcosa di statico che non puoi modificare.Niente è stabile come il cambiamento.Spetta a te fare il primo passo
Sapere quali sono i tuoi punti di forza ti permette di usarli così come come sapere i tuoi punti vulnerabili ti permette di gestirli.

2 metti in chiaro cosa ti piace e cosa non ti piace
quando sei di fronte a una scelta o sei in una situazione che non ti quadra trovi difficile decidere cosa fare? Hai difficoltà a dire NO?

cosa preferisci mangiare? che film o programmi sono i tuoi preferiti?Passa in rassegna le varie aree
1 al lavoro:che tipo di colleghi vai più d’accordo?Chi e che cosa non sopporti al lavoro?
sopporto il mio boss e le sue critiche spesso inopportune
sopporto quel parente che mi da’ sui nervi
sopporto di fare il lavoro anche del mio collega per quieto vivere
2 quali sono le frasi che ti fanno scattare una reazione positiva/negativa?

3 che cosa non tolleri in famiglia,nei rapporti con amici,parenti…?
Spesso famiglia,parenti e amici sono la fonte di molte TOLERATION (specialmente sensi di colpa,rancori…).Il quanto e il come si tollera indica agli altri il tipo di ‘confini’ che ognuno pone fra sé e l’esterno,i propri valori e le proprie priorità.

Compiacere gli altri per avere la loro approvazione è una strategia perdente perché lascia insoddisfatti.La sincerità con se stessi ,in prospettiva,è sempre la cosa migliore per un buon equilibrio psicofisico. Molte persone tollerano perché hanno paura di rischiare.Certo occorre energia,assertività per difendere i propri diritti ma se non li difendiamo noi in prima persona chi lo può fare?
Gli altri ci tratteranno con rispetto se ci poniamo nei loro riguardi in modo assertivo.
Magari alcuni non saranno contenti..ma e’ impossibile accontentare tutti.Farlo vuol dire spesso scontentare se stessi.

3 lascia perdere la perfezione(non è di questo mondo)
il perfezionismo è come viaggiare col freno a mano tirato.Tutto viene rallentato dalla mania dell’eccellenza a tutti i costi.Le decisioni si rimandano di continuo perché magari può arrivare il momento buono,l’occasione che calza a pennello.I perfezionisti amano l’deale impossibile

4 verifica il tuo sistema d’allarme contro il killer dei paragoni
uno dei killer più pestifero perché si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono. Questi modelli vengono dalla TV,dai giornali ma non solo…
Il Mister prende anche spunto intorno a te persone che hanno quello che tu non hai, giusto per darti una bella botta..se glielo permetti
Se stai passando un periodo-NO ti piazza davanti gente alla quale tutto va sempre liscio.

I paragoni con gli altri sono  il modo per illuminare le tue insicurezze
Quando la trappola dei paragoni scatta hai già perso la partita.Perchè?
Perché ti concentri solo su un aspetto.E’ la cosiddetta la sindrome di Polifemo:guardi a un solo polo:il polo negativo
♦pensi a ciò che ci manca
♦ti senti..meno di…..
Poi… cerchi la famigerata conferma,oppure scegli solo un elemento o un campo e poi trai le conclusioni basandoti solo su quella cosa che non hai o non sai fare.

In un mondo di 6 miliardi di persone potrai trovare sempre  qualcuno migliore di te.
E’ come paragonare limoni e arance paragonare i punti di forza degli altri con i tuoi punti critici.Quale è il risultato? Pensi  che questo ti farà sentire meglio?

 COSA FARE?
♦Mantieni la filosofia del ‘Tutto è relativo’
♦Paragonati a 360° (nome della persona) può essere più …bella, magra,intelligente,ricca   di te ma IO sono più…..

Se vuoi che gli altri ti trovino ok tu, per prima, devi sentirti OK

5 neutralizza il vlrus sempre/mai
Ti è mai capitato di entrare nel circolo vizioso delle parole-virus sempre/mai?

sbaglio sempre /a me va sempre male /a me non capita mai che….
Non riesco mai a dire di no e tutti ne approfittano.    non avrò mai….

Sempre e mai sono parole estreme perché
1 tendono a dare una visione chiaramente distorta e provocatoria
2 ti negano la possibilità di poter cambiare
3 ingigantiscono il negativo e zavorrano la tua immagine mettendola in ombra
4 richiamano a catena altri mai e sempre
5 mettono in moto l’effetto-domino  ‘come volevasi dimostrare’ (la profezia che si autoavvera)

Come neutralizzare il killer Sempre/Mai
I 2 estremi sempre/mai sono irrazionali,illogici,esagerati.

Infatti è improbabile che certe cose o certi comportamenti,risultati si verifichino proprio sempre o mai.Non c’è niente in mezzo?

primo passo 
annota e verifica quando,in che situazioni,tutti i casi in cui dici usi queste parole

secondo passo
domande per attaccare i propri pensieri irrazionali e controproducenti sono:
•Cosa c’è di vero in quello che penso?
•Questo modo di pensare mi aiuta a stare meglio?

Rimuovi  questi assoluti
Prova a sostituire sempre/mai con
spesso qualche volta… ma posso cambiare in meglio

esempio
sbaglio sempre → 
qualche volta sbaglio …..ma posso cambiare in meglio

Nel prossimo post gli altri 5 punti.A presto
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Vuoi cambiare? 2 test per scoprire la tua scorta di autoefficacia

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autoefficacia ,

Il Senso di Autoefficacia è il motore che spinge all’azione.
Il termine e il concetto di autoefficacia è stato formulato da Albert Bandura che lo ha definito come
l‘insieme delle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.

leggi Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

Le persone con un scarsa efficacia
• ‘volano basso’ cioè non hanno grandi aspirazioni e si impegnano lo stretto necessario o nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono per se stesse.
•al primo ostacolo o alle prime serie difficoltà mollano ‘tanto so che non ce faccio’ ‘non sono capace’

Quanto ti senti  in grado di determinare le tue decisioni, di influenzare i risultati di fronte a ciò che accade?
Sei di quelli che credono sia il destino,il caso,la fortuna,il karma?

oppure sei convinto  fermamente che vale la pena cercare di tenere la vita nelle tue mani?..e fino a che punto è possibile?
test  
  E’una questione di locus 

prendi il timone della tua nave
Una persona che sente di non avere in mano le redini della propria vita tende ad avere un atteggiamento passivo che può portare verso l’insuccesso
Per alcune persone la causa del fallimento è vista come incontrollabile quindi si convincono di non poter far nulla per modificare,cambiare o affrontare  una situazione e accettano con rassegnazione ciò che accade loro. Una bassa autoefficacia produce atteggiamenti incerti ed esitanti.Maggior fiducia nei confronti delle proprie capacità decisionali influenza positivamente il nostro impegno in termini di quantità di iniziative e di energie attivate.

il passato non si ripete
 Siamo influenzati quasi esclusivamente dalle esperienze del passato e non dai dati e dai fatti reali della situazione che stiamo affrontando. La valutazione della probabilità di riuscita non dipende dalla difficoltà del compito, ma dalle esperienze del passato che condizionano le aspettative per il futuro e dalla motivazione a intraprendere un compito. Anche se il compito è arduo, il soggetto motivato nono si lascia intimorire, ma ha fiducia di riuscire.Le esperienze precedenti che abbiamo in memoria se sono positive ( successi) consolidano le aspettative future,se sono negative (insuccessi e fallimenti) producono l’effetto opposto.

di chi è la responsabilità se qualcosa va bene o male?
Alcune persone hanno la tendenza ad attribuire le cause a se stessi (alle proprie capacità, impegno, intelligenza) altre persone a circostanze esterne (fortuna, caso, persone ).Questa e’ una semplificazione perché il ventaglio e’ molto più complesso. Vediamo le varie combinazioni:

Attribuire a se stessi sia i successi che gli insuccessi:
VANTAGGI: consente di riconoscere i propri meriti senza esagerare e affrontare gli insuccessi senza abbattersi, perché essendo questi ultimi dipesi dal soggetto, egli può individuare gli errori e correggerli.

Attribuire a se stessi gli insuccessi, alle circostanze i successi:
SVANTAGGI :produce vittimismo (sincero o strategico) oppure ostentazione di umiltà

Attribuire a se stessi i successi, alle circostanze gli insuccessi:
SVANTAGGI produce vanagloria,delirio di onnipotenza e attribuzione di meriti infondati

Attribuire alle circostanze sia i successi che gli insuccessi:la persona si sente in balia degli eventi, si rassegna passivamente a tutto quello che accade

La combinazione migliore?dipende dagli eventi.
Ci sono eventi che con tutta la buona volontà non possiamo controllare. Attribuirsi la responsabilità in questo caso produce inutili sensi di colpa e di impotenza.( i famosi avrei potuto,dovuto…se non dicevo,facevo…).
Sono circostanze imprevedibili e dolorose e sentirsi responsabili anche per altri fino a cercare ‘la punizione’ vorrebbe dire farsi del male inutilmente.
Allo stesso modo, è infantile tirarsela troppo per successi dovuti a circostanze favorevoli (es: avere alle spalle una famiglia che conta,aver avuto un colpo di fortuna,una raccomandazione…),oppure ingigantire la difficoltà di un compito per dimostrare agli altri che siamo eroi .

IL RUOLO DEGLI ESEMPI
Vedere persone come noi che raggiungono gli obiettivi perseverando ci da’ la giusta carica per impegnarci e farcela. Al contrario focalizzare la propria attenzione su persone che falliscono indebolisce l’autoefficacia ed abbassa il livello di motivazione. ( se non ci e’ riuscito lui/lei figurati se io…).Quindi meglio ispirarsi a modelli che con il loro comportamento,le loro conoscenze e le strategie hanno ottenuto o ottengono il successo.

CONVINCERE SE STESSI
Le persone convinte di avere abilità e capacità per realizzare il loro obiettivo non si arrendono facilmente e non dubitano alle prime difficoltà.
Certo è più difficile rinsaldare l’autostima e il senso di efficacia se si è pessimisti .Le persone già convinte di non essere capaci finiranno per evitare prove impegnative o rischi

COME CI SI SENTE
Lo stress, la tensione, la stanchezza vengono spesso interpretati come segnali di possibile insuccesso. L’umore influenza molto il proprio stato d’animo.Se ci sentiamo bene e siamo positivi il senso di efficacia aumenterà e avremo più possibilità di farcela.Dal livello di autoefficacia che abbiamo dipende:
•il modo di reagire alle difficoltà della vita
•la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli e alle esperienze di fallimento,
•la quantità di stress e depressione vissuta.

Quanto più forte è il proprio senso di efficacia, tanto più avremo a disposizione un capitale di energia positiva per affrontare situazioni stressanti per cambiarle,modificarle o gestirle.Un basso livello di autoefficacia può dare ansia e portare alla depressione.
L’umore e l’autoefficacia vanno in tandem.

Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

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Ogni giorno ci troviamo di fronte al dilemma di SCEGLIERE fra due o più soluzioni da cosa mangiare a quale auto comprare, a come portare a termine un compito o trovare la soluzione ad un problema. Quali sono i criteri che ciascuno di noi adotta?

Le scelte quotidiane si basano sulla nostra personale percezione e valutazione della capacità che possediamo di farcela (a organizzare,agire,trovare i mezzi…) e questo DIPENDE dalla nostra collezione di successi e insuccessi incontrati e dalle nostre convinzioni di essere ok,vincenti piuttosto che insicuri e perdenti

Queste convinzioni contribuiscono a darci il senso della nostra AUTOEFFICACIA

esempio
 le persone che hanno raggiunto posizioni di prestigio sanno benissimo quanto valgono,Questo li porta a sviluppare un giudizio positivo su se stessi.Si sentono bene nella loro pelle

IL SENSO DI AUTOEFFICACIA, COS’È?

L’autoefficacia deriva dalla propria convinzione di avere :

1 la capacità di CONTROLLARE agire e gestire adeguatamente le situazioni in modo da raggiungere risultati prefissati e desiderabili.La percezione di avere il controllo produce dei vantaggi:
poter prevedere ciò che può succedere
poter affrontare un evento il più preparati possibile
allontanare l’ansia di non poter fare nulla e quindi di essere in balía degli eventi
essere motivati ad ottenere il proprio successo in un determinato campo.

2 la capacità di RISOLLEVARSI dopo un insuccesso

3 le COMPETENZE che si hanno o si pensa di avere in campo professionale e più in generale nell’affrontare gli alti e bassi della vita.
L’insieme delle convinzioni positive influenzano in modo considerevole i propri pensieri, le azioni ,come ci si sente e influenzano la propria motivazione ( perche’ farlo?)

LE TAPPE DELL’AUTOEFFICACIA

1 tra i due ed i tre anni e mezzo
si crea la prima coscienza del successo o del fallimento personale (notare che compare prima l’orgoglio per il successo e in seguito il senso di vergogna per il fallimento)

2 primi anni della scuola elementare
si crea il concetto di impegno necessario per portare a termine un compito
I bambini non sono ancora influenzati dagli insuccessi quindi se trovano delle difficolta’ ritengono che sia sufficiente impegnarsi di più per ottenereil risultato.
In seguito i bambini cominciano a capire che ci sono limiti personali e che questi non dipendono dell’impegno ma non si lasciano abbattere e ritengono di poter migliorare le proprie abilità. In questo periodo spetta agli adulti sostenerli e far loro capire il concetto di difficoltà del compito in modo chela loro autostima non ne risenta.

3 dalla scuola media a quella superiore
il concetto di abilità e di inabilità si fa strada soprattutto a causa dei giudizi, della valutazione e di come vengono pesate le proprie capacità da parte della scuola,della famiglia….

4 nell’età adulta
la propria autostima dipende in buona parte dal controllo che si pensa di avere su particolari eventi e generalmente ci si rende conto che si dovrebbe avere più controllo rispetto a quello che si ha già.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’AUTOEFFICACIA?
Dal senso di efficacia più o meno alto che hai dipende:
•se sceglierai o no di provare ad affrontare un compito o una situazione
•quanto impegno ed energie investirai
•se e per quanto continuerai a provare di fronte a ostacoli, difficoltà, lentezza di progressi o momenti di stallo, o se invece getterai la spugna
•che risultati otterrai
•che stati d’animo proverai prima, durante e dopo

Normalmente tutti noi possediamo un alto senso di efficacia per alcune attività ma non per altre Ecco un test per misurare l’AUTOEFFICACIA.Usalo per riflettere.

1 = Per nulla vero 2 = Poco vero 3 = Abbastanza vero 4 = Totalmente vero

1 Riesco sempre a risolvere problemi difficili se ci provo abbastanza seriamente
2 Se qualcuno mi contrasta, posso trovare il modo o il sistema di ottenere ciò che voglio
3 Per me è facile attenermi alle mie intenzioni e raggiungere i miei obiettivi
4 Ho fiducia di poter affrontare efficacemente eventi inattesi
5 Grazie alle mie risorse, so come gestire situazioni impreviste
6 Posso risolvere la maggior parte dei problemi se ci metto il necessario impegno
7 Rimango calmo nell’affrontare le difficoltà perché posso confidare nelle mie capacità di fronteggiarle
8 Quando mi trovo di fronte ad un problema,di solito trovo parecchie soluzioni
9 Se sono in “panne”,posso sempre pensare a qualcosa da mettere in atto
10 Non importa quello che mi può capitare, di solito sono in grado di gestirlo