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Giovani e lavoro:per combattere la crisi il segreto è…..

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La precarietà viene spesso’venduta’ come necessità di un mercato sempre più flessibile e mobile dove le certezze e i diritti sono una chimera pubblicizzata con varie ricette da sedicenti esperti nel campo politico e da una miriade di economisti che ‘inventano’ soluzioni.

Subirla come un evento del destino o cercare il’che fare’?

le 2 parole chiave sono:formazione continua e  competenze

la formazione…sempre
formazione non significa pezzo di carta, corso di aggiornamento quando capita
In italia,paese dove tutti sono ‘dottore’ per anni la laurea  è stata una specie di bacchetta magica

Negli anni ’60-’70 la laurea significava un lavoro sicuro.
Negli anni ’80 e ancora di più nei ’90 l’associazione titolo universitario-lavoro sicuro subito’ ha subito una sorta di downgrade.
Oggi non è più uno status symbol o il semaforo verde per l’ accesso a un lavoro meglio retribuito

L’istruzione è fondamentale.L’università è utile ma non è una garanzia per una carriera di successo soprattutto com’è ora..E NON BASTA
Non basta avere 110 e lode se non si tiene in seria considerazione l’idea di un’educazione permanente (lifelong learning) cioè tutte quelle opportunità educative formali (istruzione e formazione certificata) e non formali, l’informatica, le lingue straniere….

quale pezzo di carta?
I pezzi di carta non sono tutti uguali: alcuni garantiscono la disoccupazione, altri no.
Entro il 2020 molti lavori tradizionali spariranno e mancheranno figure professionali in vari settori: risparmio energetico,energie alternative,informatica,benessere

Il mercato delle carriere tradizionali  si sta riducendo,così come tutte quelle tecniche che funzionavano per trovare lavoro.Internet e le nuove tecnologie hanno permesso nuovi business e la nascita di molte start up

gli strumenti
•pubblicità a costi contenuti in rete,adsense, email marketing, social media
•spazio-ufficio  virtuale sfruttando i social media
•il networking
•connessioni sempre più veloci, Wi-Fi hot spots low-cost
•apps,i tablet

facile? no di certo.

Secondo i dati del Bureau of Labor Statistic pubblicati dal New York Times, sui 30 lavori in rapida crescita nei prossimi anni solo 7 richiedono una laurea. 
Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?

Ci sono lavori così nuovi che non sono ancora contemplati nell’ordinamento scolastico.
La chiave è intercettare i nuovi bisogni delle persone,creare un lavoro per offrire loro un servizio
Bisogna passare dal paradigma ‘cercare’ un lavoro (mentalità del dipendente) a creare un lavoro.

Per questo occorre essere preparati,tenere le antenne ben posizionate per cogliere le opportunità che spesso non sono così palesi e restare aggiornati
La società del terzo millennenio è la società della conoscenza quindi è vitale imparare ad apprendere

Oggi queste aspettative sono sfumate quindi occorre far leva sulla propria creatività e inventarsi qualcosa di nuovo.Per fare tutto questo però, occorre spirito di iniziativa, intraprendenza.Tutte cose che non sono contemplate nella società italiana, dove  il lavoro si cerca e non si crea,dove il principale obiettivo è il pezzo di carta, dove alle persone si insegna a cercare lavori da dipendente

Le politiche per l’occupazione
sono dispersive e poco mirate,senza un piano strategico nazionale

Il capitale umano è poco valutato nel nostro Paese dove invece del criterio –merito vige
la rete familistica delle raccomandazioni

le competenze
Nel rapporto ISFOL del 2013 sulle competenze indicate dall’OCSE  gli italiani non brillano
Le competenze di base (lettura,scrittura,matematica… sono valutate su una scala di 5 livelli.

Dove stanno gli italiani?

Le competenze sono espresse in punteggi da 0 a 500: le competenze alfabetiche degli adulti italiani arrivano solo a 250, contro una media Ocse di 273.
Nelle competenze matematiche la media italiana è pari a 247 rispetto a 269 di quella Ocse.

DATI SIGNIFICATIVI
♦il 70% degli italiani dai 16 ai 65 anni non arriva al livello 3, considerato il minimo indispensabile per «vivere e lavorare nel XXI secolo».
♦l’Italia è all’ultimo posto rispetto ad altri Paesi nelle competenze alfabetiche
♦penultima nelle competenze matematiche (numeracy)

Da segnalare anche il divario fra nord e sud del Paese
Nel prossimo post :quali competenze per vivere e lavorare nel futuro prossimo?

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Lavoro: Come prepararti al cambiamento per non trovarti fuori dal mercato del lavoro

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Il nostro cervello per andare al risparmio di energia mentale crea percorsi automatici,schemi di pensieri,abitudini che da un lato ci rendono le piccole decisioni e  il tran tran della vita quotidiana più facili evitano

•l’ansia dell’ignoto
•situazioni che potrebbero farci mettere in discussione
•di perdere il controllo sugli eventi
•di sbagliare e sentirci a disagio

Il vantaggio è di non iniziare ogni volta daccapo per eseguire semplici compiti.
Ripetere gesti e azioni ci rassicura.
Le abitudini sono comode ma è solo sperimentando percorsi nuovi,avventurandosi in territori inesplorati che impariamo

Una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite.

La tentazione del comfort ..quel clandestino che entra in casa come un invitato,poi diventa un ospite e infine il padrone di casa. Kahlil Gibran

Il rovescio della medaglia
Le abitudini nel pensare e nell’agire
•portano a percorrere sempre gli stessi circuiti fuori dal cambiamento,
•bloccano la possibilità di mettersi in gioco per capire i propri  limiti e magari superarli a poco a poco
•impediscono di affrontare il rischio come opportunità.

Perché cambiare è difficile?Le domande chiave e i 5 passi da fare

Nel terzo millennio,dove tutto cambia rapidamente spazzando via certezze,punti di riferimento consolidati è cruciale imparare a esplorare,sperimentare,conoscere situazioni nuove.Per far questo occorre lasciare la propria zona comoda dove regna il prevedibile,la ripetizione degli stessi comportamenti e atteggiamenti dal mangiare gli stessi cibi al percorrere le stesse strade,dal leggere lo stesso giornale al non mettere mai in discussione le nostre convinzioni con il mantra ‘perchè cambiare? meglio l’usato sicuro..a me va bene così’

Anche al lavoro spesso si crea quella zona comfort per la miopia e la paura da parte dei manager di provare a cambiare.
Se obietti qualcosa circa l’esecuzione routinaria di un task la risposta mantra con la quale ti chiudono la bocca è ‘abbiam sempre fatto così e funziona’.
Sollevare obiezioni crea irritazione.Meglio stare nella zona comfort delle certezze,delle regole assodate e non rompere..gli schemi.
Domandarsi se c’è una alternativa crea dubbi.Perché affannarsi tanto se c’è già un percorso rodato da seguire?

Per navigare nell’atmosfera della globalizzazione occorre mettersi nell’ottica del lifelong learning cioè non accettare a scatola chiusa ogni soluzione come se fosse oro colato.

Stazionare nella zona comfort per non fare la voce fuori dal coro a lungo andare cristallizza la mente,le impedisce di esplorare nuovi percorsi e atrofizza la creatività

L’abitudine è l’abitudine, e nessun uomo può buttarla dalla finestra; se mai la si può sospingere giù per le scale, un gradino alla volta. Mark Twain

il posto fisso? sempre più una chimera
Avere un posto fisso è rassicurante ma oggi il panorama è cambiato.
Fare cose che sappiamo fare neutralizza l’ansia.Se ti proponessero di cambiare lavoro,di fare qualcosa che non hai mai fatto la prima risposta probabilmente sarebbe No,grazie o al massimo prenderesti tempo per riflettere sui pro e contro,sulle cose da imparare,sugli effetti nella tua vita(ne vale la pena?) e sull’impatto che avrebbe sulle persone che hai intorno.(la mia famiglia mi incoraggerebbe? mi supporterebbe?)
Germoglierebbero dubbi sulle tue capacità,paure di fare uno sbaglio o peggio di fallire l’obiettivo.
Questo è il classico dilemma di chi vorrebbe passare da lavorare come dipendente a mettersi in proprio.
Non sono portato
Non sono un esperto
non ho la più pallida idea di cosa fare
ci sono già altri che fanno questo lavoro

Se improvvisamente perdessi il lavoro ecco che subiresti il cambiamento invece di gestirlo con un atteggiamento proattivo
Oggi la tecnologia trasforma velocemente il mercato del lavoro. Molti lavori entro il 2020 saranno spariti.Il fattore sicurezza è in discussione quindi meglio cercare per tempo il proprio adattamento creativo invece di aspettare che l’onda ci investa

leggi come sarà l’Italia nel 2020?

7 errori da evitare
1. Non avere un piano B
2. non fare un check up delle proprie competenze (hard e soft skill)
3. non conoscere i propri punti di forza
4. Basarsi sulle pressioni esterne
5. Non fare networking e non rinfrescare la propria rete di rapporti 
6. Non fare una valutazione dei propri mezzi e desideri
7. Non aggiornare le proprie competenze.

 

Puo’ interessarti per approfondire
5 consigli per arrivare al 2020: come allenarti alla visione strategica

Le 5 forze del cambiamento 
Mondo VICA :come gestire la confusione e l’incertezza in questi tempi di crisi?
6 nuovi paradigmi per navigare nel mercato globale

 

5 consigli per arrivare al 2020: come allenarti alla visione strategica

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Sapere è prevedere, e prevedere è potere.Auguste Comte

guardare oltre la siepe
se non vuoi perderti nel labirinto di questo mondo caotico è meglio che inizi a sollevare il tuo sguardo e scrutare il panorama che si stende al di là del perimetro della tua comfort zone
La parola chiave è visione strategica.
Non si tratta di fare i maghi con la sfera di cristallo ma di raccogliere informazioni e saperle usare,
continuare ad aggiornarsi e informarsi su cosa bolle in pentola nel mondo e intorno a te 
capire il contesto

Per imparare a guardare ad ampio raggio devi mettere in moto 2 modi diversi di guardare.Immagina di guardare una foresta.

Con l’emisfero destro del tuo cervello puoi vedere l’intera foresta,intuire e immaginare.Questo è lo sguardo analogico
Con l’emisfero sinistro puoi soffermarti su varie parti e analizzare ogni tipo di alberi
Questo è lo sguardo logico,razionale,analitico.
Se assembli e unisci il tuo sguardo ecco che puoi avere la visione strategica.E’ proprio questo modo di guardare che ti permette di anticipare e prevedere i cambiamenti probabili,cercare nuove soluzioni, cogliere le opportunità che stanno emergendo,valutare i rischi che potrebbero presentarsi e attrezzarti per ridurli al minimo.

Come posso allenarmi alla visione strategica?

1 scegli il tuo percorso di studi guardando avanti
La scelta del tuo percorso di studi e di aggiornamento  sarà sempre più cruciale quindi meglio rifletterci sopra e ponderare bene cosa scegliere.
A parte lo stare al passo con la tecnologia e il suo uso nei vari campi,sono le soft skill quelle che faranno la differenza nell’immediato futuro.
I trend,per quanto riguarda gli studi universitari,sono
♦ingegneria(petrolio,aerospaziale,chimica,elettrica,navale,meccanica…)
♦informatica
♦farmacia
♦business e amministrazione aziendale

2 crea il tuo personal brand
Avere il proprio marchio e saperlo comunicare farà la differenza di fronte ai cmpetitor che cercano come te il lavoro.Perché il tuo marchio è importante  per emergere?
Il tuo marchio ( personal brand) è il giusto mix fra la tua passione,le tue abilità e capacità e i bisogni del mercato.
Il tuo brand non è solo un marchio come per un prodotto ma è una RELAZIONE,una comunicazione con delle persone,uno scambio.
Il tuo brand è un insieme di percezioni o  emozioni che tu susciti negli altri che descrive quella esperienza che gli altri hanno con te.  
Il tuo brand  se è efficace e coerente ti permette di emergere fra i tanti che hanno le tue stesse competenze o expertise
Un personal brand comunica e vende valori attraverso l’immagine
Personal branding
Marketing personale:Fai sapere chi sei e cosa sai fare
i 7 ingredienti del tuo brand

3 quale è il tuo commercial?
Sai presentarti in meno di un minuto?
Per riuscirci devi conoscerti bene.Come costruire il tuo messaggio ‘pubblicitario’?
sai dire in 60 secondi chi sei e cosa hai da offrire?

4  costruisci la tua presenza sui social media
I social media diventeranno sempre più,secondo gli esperti,uno dei canali di selezione da parte delle aziende per assumere
Nel 2014 molte aziende per assumere hanno cercato su social media come Linkedin bypassando il curricolo.I criteri per scegliere il potenziale candidato sono stati vari:
capacità di presentarsi con le parole giuste( magari con un tweet)
un  video ben costruito di presentazione di pochi minuti.
Sarà sempre più importante chi sei in rete e che reputazione hai
LinkedIn è il social network più diffuso e utilizzato a livello di recruiting

5  allenati ad essere flessibile : adattamento creativo
La rivoluzione tecnologica e la globalizzazione del lavoro rendono necessarie nuove visioni
Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?
il lifelong learning
4 intelligenze per il terzo millennio

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Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

Lavoro over50:4 passi per iniziare a re-inventarsi

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Il problema di trovare lavoro sta diventando sempre più(o ce lo fanno credere) una lotta generazionale dove la precarietà (chiamata col termine politically correct ‘flessibilità’)sembra il tratto distintivo e la condizione ‘prendere o lasciare’.L’incertezza investe non solo i giovani ma anche la fascia degli over 40 e over 50.

Secondo il Censis gli occupati over 50 sono solo il 25% del totale della forza lavoro mentre quelli senza lavoro sono aumentati dall’inizio della crisi di circa il 150%(guarda in fondo le tabelle -dati) 

La spada di Damocle che pende sopra la testa di ogni over 50 è l’ageism,una specie di razzismo e discriminazione riferito all’età che spinge ai margini e discrimina qualcuno solo perché è ritenuto ormai ‘vecchio’,lento,non al passo con la rapidità con la quale il mercato del lavoro sta cambiando.
L’esperienza sembra una moneta poco spendibile alla soglia dei cinquanta anni.E’ una gara al ribasso deprimente quando ti senti scartato,messo in un angolo in un lungo standby.

Contro questa discriminazione è facile gettare la spugna e smettere di cercare di reinserirsi in questo periodo di crisi.

cosa fa lo stato e le regioni
Per favorire il reinserimento e ridurre il rischio di disoccupazione la legge n. 92/2012 ha la riduzione del 50% della quota contributiva a carico del datore di lavoro in caso di assunzione di lavoratori ultra cinquantenni e disoccupati da almeno dodici mesi
A livello regionale il quadro delle misure è frammentato.

Cosa fare?

4 passi per ri-cominciare

1 è fondamentale partire da se stessi, aver ben chiaro in mente il proprio valore e il capitale di competenze,esperienza e le potenzialità spendibili.
Guarda alla tua impiegabilità da vari punti di vista:
♦investi nella propria formazione professionale
(corsi,aggiornamento,specializzazione…):

♦definisci le competenze tecniche del settore nel quale vuoi lavorare
♦competenze informatiche base 
♦competenze linguistiche
In Italia solo il 25% parla inglese correttamente, il 23% il tedesco, il 18% il francese.

Punta sul triangolo CHI SONO,QUANTO VALGO,COME MI VENDO
Inizia col fare un dettagliato check up del tuo bagaglio
Sono una persona che
ha queste capacità………
ha queste conoscenze…
ha questa esperienza……
Prova a costruire 2 identikit alternativi per auto descriverti e per descriverti agli altri.
Quando hai almeno due descrizioni soddisfacenti le probabilità di aumentare il tuo orizzonte di ricerca  si ampliano

2 rinnova e amplia la rete di contatti
Chi ha 50 anni ha senz’altro costruito nel tempo una rete di contatti professionali e non che deve essere valorizzata.Per ampliarla e fare nuove conoscenze i social media come Linkedin, i gruppi di discussione in rete possono essere un prezioso aiuto per essere presenti su più fronti.
Occorre dedicare un po’ del tempo a fare networking online e offline
Networking : chi può darmi una mano? 
prova a chiedere aiuto tenendo presente  i cosiddetti 3 cerchi
Prendi un foglio e disegna 3 cerchi concentrici
cerchio interno  
metti i nomi di persone che conosci benee che possono aiutarti in modo attivo e concreto(famiglia,amici…)
cerchio mediano
i nomi di persone con le quali hai buoni rapporti di lavoro,che hanno
alcuni interessi e modi di vedere in armonia con il tuo
cerchio esterno
 i nomi di conoscenti che incontri ad eventi e che potrebbero forsse aiutarti

3 evita i paragoni giovane/senior
Se sei senior ovviamente hai più esperienza quindi imbarcarti nella trappola ‘cosa ho di meno e cosa ho di più di…rischia di farti guardare al problema da una prospettiva totalmente sbagliata.
Meglio concentrarti su cosa hai di unico da offrire a una azienda,quale è il valore aggiunto,il bagaglio prezioso che puoi offrire.
quali sono i tuoi punti di forza?
Dalla tua esperienza hai probabilmente imparato la
• capacità di analizzare tenendo presente il quadro d’insieme
• capacità trovare le soluzioni più utili e funzionali  rispetto a problemi complessi
• capacità di definire chiaramente gli obiettivi
su che soft skill puoi contare?
Sulle soft skill leggi
  I 22 soft skill che fanno la differenza per trovare lavoro oggi
 Trovare lavoro:il segreto è puntare sulle tue soft skill
Soft o hard ecco le abilità che il mercato del lavoro sta cercando

vuoi un aiuto per fare il bilancio delle tue competenze,doti personali,punti di forza?
Leggi QUI

Puoi mettere a frutto il tuo capitale di esperienza e proporti come tutor intergenerazionale cioè affiancare e formare i giovani neoassunti inesperti e trasferire a loro le tue competenze e la tua esperienza,coordinare un gruppo di lavoro all’interno della azienda.
Se sei disposto a metterti in gioco in questo ruolo mettilo ben in evidenza nel tuo CV.

4 attivati e diventa imprenditore
Nel 2013,oltre 13 mila over 50 anni alla ricerca di un lavoro hanno avviato una attività per mettere a frutto la loro esperienza ma soprattutto una passione che è rimasta,per vari motivi, in secondo piano
Un’impresa su quattro nasce nel commercio o nell’autoriparazione (28,6%), a seguire il settore dell’agricoltura, della pesca (26,6%), delle costruzioni (8,9%), ed infine, quello della manifattura (7,7%) dell’alloggio e della ristorazione (6,9%).

La legge che agevola l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, non solo per gli over 50,è il Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185 “Incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego,

Per le donne la legge n. 215 del 1992 “prevede facilitazioni per le imprese “rosa”                                                                                      

Lavoro over 50: come cambiare rotta?

 

 

 

 

 

gli strumenti

I 3 strumenti basic per promuoverti sono
♦un CV efficace
♦una buona lettera di presentazione
♦le strategie giuste per affrontare il colloquio
metti il turbo al tuo CV
In questo blog numerosi post sono dedicati a come fare un CV efficace.Eccone alcuni
Trovarelavoro:scopri come e su cosa puntare nella roulette del mercato del lavoro
CV check up:8 must per un CV vincente (part 2)
CV:cosa fare per evitare l’effetto necrologio? 6 suggerimenti pratici

Qual è il focus del tuo CV? Costruisci la tua VP
Il CV europeo:per chi va bene?I vantaggi e gli svantaggi del CV Europass
I 10 skill che fanno la differenza e come usarli

la lettera
i 7 importanti da ricordare

come affrontare il colloquioAlcuni post su come prepararsi al colloquio.Eccone alcuni

il colloquio in 5 atti
 4 regole chiave per un colloquio vincente

le due domande trappola
le 3 domande chiave per essere vincente

 

vuoi una consulenza per ripartire?
prenota una sessione telefonica gratuita,senza impegno,di 45 minuti

scrivi a professional@counselingsolutions.it

 

trovarelavoro-Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?

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Il monCERCARE LAVORO DOPO I 40 ANNIdo del lavoro sta cambiando così rapidamente che rischiamo di essere travolti dai cambiamenti se rimaniamo immobili a subire passivamente .Possiamo e dobbiamo scegliere il nostro futuro.

il Jobs Act
secondo l’analisi di Moody’s la società di  rating internazionale, incentiverà il ricorso alle Agenzie di lavoro temporaneo. Il lavoro diventerà precario e porterà a un maggior ricorso alle agenzie di lavoro temporaneo. I benefici non saranno certo per i lavoratori ma per la miriade di agenzie interinali. Al momento, il lavoro interinale in Italia ha un’incidenza dello 0,9% contro l’1,6% di media europea.
(dal testo)alle imprese maggiori possibilità di fare ricorso al lavoro temporaneo a tutto vantaggio delle  agenzie interinali, i cui maggiori volumi si traducono in «maggiori margini di guadagno a loro favore, perché la base dei costi non crescerà proporzionalmente ai ricavi».

Una carriera non basta: ora i lavoratori hanno 4 vite
la carriera e il lavoro nel terzo millennio

i 2 pilastri
 La rivoluzione tecnologica e la globalizzazione del lavoro rendono necessarie nuove visioni.
In primis la politica che invece di cercare nuovi soluzioni veleggia a vista in tutt’altre faccende affaccendata a rimorchio dei mercati e della finanza.

La scuola è l’altro pilastro e dovrebbe iniziare a rivoluzionare tutto l’impianto culturale e educativo tenendo presente nuove skill,l’importanza del pensiero critico,la capacità di cercare,analizzare e valutare dati e informazioni,la capacità di contestualizzare e collegare…

Erik Brynjolfsson nel suo libro, The Second Machine Age  propone di sostituire all’indice PIL un diverso parametro che calcoli i benefici dell’utilizzo delle tecnologie digitali in termini di qualità della vita.

vecchi e nuovi lavori
La tecnologia metterà a rischio molti lavori tradizionali. Circa la metà dei vari tipi di lavoro oggi presenti  sarà sostituita da applicazioni,servizi on demand…
Come difendersi? Non certo facendo come i luddisti all’inizio dell’Ottocento che si opposero alle nuove macchine tessili della rivoluzione industriale. che stavano distruggendo saperi, forme di solidarietà.I luddisti tentarono in questo modo di farsi giustizia da soli.Era la risposta violenta dei lavoratori ai tentativi di degrado del lavoro che fino a quel momento era svolto nei laboratori dagli artigiani.
i 10 trend tecnologici
il lavoro nel futuro
Bisogna puntare su lavori  nei quali il fattore umano è insostituibile.
Nessun computer potrà essere creativo,sensibile o essere in grado di motivare,negoziare,o avere competenze di leaderhip.I lavori artigianali,quelli nel campo della salute,del fitness e del benessere sono in espansione così come stanno emergendo nuovi lavori creati dai bisogni del terzo millennio.
Le 3 parole chiave saranno sostenibilità ,ambiente,prodotti e tecnologie smart che migliorano la qualità della vita,ci facilitano il vivere quotidiano e ci aiutano a creare,connettere e gestire comunità
salute e benessere
l’approccio al tema salute punterà verso soluzioni olistiche,come fare prevenzione,come monitorare chi ha bisogno di cure per garantirgli il supporto medico e psicologico necessario

la vita è smart
la tecnologia ci aiuterà a vivere meglio con una miriade di dispositivi per alleggerire faccende domestiche,preparare pasti,farci compagnia,programmare ogni sorta di compiti,risparmiare tempo e energia.

l’obiettivo è zero
dalla spesa a kilometro zero online o offline a innovazioni che ridurranno a  zero le emissioni di inquinanti  dei mezzi di trasporto,gli  infortuni sul lavoro e tutto ciò  che non vogliamo

come ci muoveremo? la mobilità sostenibile
 Secondo le previsioni nei prossimi anni la mobilità sarà elettrica: nuove auto,bus e biciclette
specie per spostarsi in città.A Milano,per esempio,il Comune ha già stabilito che entro il 2015 entreranno in funzione 1.000 biciclette elettriche distribuite su 80 nuove stazioni. Per Expo saranno attive 296 stazioni di BikeMi per un totale di 5.000 bici.
Il mercato dei veicoli elettrici permetterà la nascita di nuovi lavori che riguardano la progettazione, la vendita,la manutenzione,il bike sharing…

l tempo lavoro:le otto ore
Entro il 2020  il lavoro a tempo pieno sarà l’eccezione più che la regola.Molte compagnie stanno già adottando orari di lavoro flessibili, forme di telelavoro.
Con la tecnologia è possibile fare certi tipi di lavoro un po’ ovunque.
Con un portatile e una connessione si può lavorare agevolmente da casa, da una biblioteca,in uno spazio autogestito (co-working) o perfino da un bar
La tecnologia sta cambiando il concetto di produttività.Non conteranno più le ore passate al lavoro,il timbrare il cartellino,la routine  ma cosa il lavoratore riesce a produrre in termini di risultati,in poche parole le sue performance,la sua capacità di essere porattivo,propositivo, di contribuire a innovare

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contano i risultati, non le ore che passi in ufficio

Lo spazio lavoro
Una ricerca di Deloitte ha sottolineato che  più del 30% dello spazio lavoro è vuoto per la maggior parte del tempo della giornata lavorativa.Questo significa che le aziende pagano riscaldamento,luce pulizia .. per spazi vuoti.
L’ufficio tradizionale non è più adatto.Meglio razionalizzare gli spazi con un una visione nuova:spazi meglio attrezzati per le pause,spazi e per socializzare .(i colleghi si scambiano le idee davanti a una macchina del caffè,si abbozzano progetti di successo  proprio intorno a un distributore. , spazi per incontri e meeting sia faccia a faccia che attrezzati per riunioni virtuali ( teleconferenze..)
Addio alla scrivania
Ufficio: come è cambiato il luogo in cui lavoriamo

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Come dai valore alla tua professionalità? 7 errori da evitare

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Il mantra che ogni giorno si diffonde in maNiera trasversale è ‘il posto fisso non esiste più’.
Il denominatore comune fra chi ha un diploma o una laurea, chi  si trova a spasso per la chiusura della sua azienda o viene messo in mobilità è come trovare lavoro.
Quello che differenzia le varie categorie è il come.
Molti cercano qua e là,spediscono CV a pioggia,aspettano una risposta che non arriva mai e si perdono d’animo
Gli over 40 o 50 dopo anni nei quali hanno lavorato con determinate mansioni si vedono buttati ai margini e sono costretti a darsi da fare affrontando l’incognita di un mercato in rapida evoluzione con un CV datato ( per chi lo possiede),scarso aggiornamento,scarsa consapevolezza delle competenze che possono essere trasferite ad altri tipi di lavoro.In una parola,non sanno come reinventarsi e cosa fare di diverso. .Una volta fare il proprio lavoro bene era sufficiente per assicurarsi il posto per anni,avanzamenti e promozioni…
Stiamo passando da una società del lavoro, a una società dei lavori, sempre più brevi e mutevoli, in cui l’aspettativa rassicurante di vedersi sempre allo stesso posto non sarà più sostenibile

Uno,due tre…immagini professionali
Nel prossimo futuro con tutta probabilità ognuno dovrà cambiare il proprio percorso di carriera non le tipologie di lavoro) più volte prima della pensione. In altre parole,la sicurezza del lavoro sarà una responsabilità individuale che deriva da un processo in progress di costruzione e adattamento creativo più che dalle garanzie del posto fisso che può dare una azienda.
Le carriere assomiglieranno più ad una rete da gestire che ad una scala sulla quale salire.

Il percorso per reinventarsi non è mai lineare ma attraversa varie fasi di stop and go,dove la sensazione è di trovarsi a tratti in standby in mezzo al nulla.
Per scoprire le nuove identità potenziali che hai nel tuo bagaglio ci vuole tempo.Le fasi di transizioni sono come un work in progress dove l’ambiguità,le contraddizioni,dubbi e incertezze,luci e ombre si alternano.

Occorre procedere col metodo ‘trial and error ‘un procedimento basato su tentativi ripetuti, per tentativi o,in breve, prova e riprova

7 errori
1. Non avere un piano B

2. non fare un check up delle proprie competenze (hard e soft skill)
3. non conoscere i propri punti di forza
4. Basarsi sulle pressioni esterne
5. Non fare networking e non rinfrescare la propria rete di rapporti
6. Non fare una valutazione dei propri mezzi e desideri
7. Non aggiornare le proprie competenze.

 

 

 

 

 

 

 

 


Nel suo libro“Identità al lavoro” -Etas libri) Herminia Ibarra capovolge il tradizionale approccio che riguarda il cambiamento di carriera.Invece di

Rifletti e dopo Agisci
Pianifica e dopo Implementa

Ibarra propone l’ approccio più dinamico del trial and error perché ognuno di noi impara provando,sbagliando e successivamente riflettendo sugli errori e imparando da essi  insomma in modo interattivo.

Il metodo che Herminia Ibarra indica nel suo libro può essere riassunto in alcuni principi chiave.Eccoli in sintesi

Come si sceglie un lavoro?
Il lavoro serve per avere i soldi per mangiare,avere una casa..in una parola per soddisfare i bisogni primari.In mancanza di meglio questo potrebbe bastare per sopravvivere.
Ma il lavoro dà a ognuno una identità,deve soddisfare le proprie aspirazioni,essere in armonia con i valori in cui ognuno crede.
Sei soddisfatto del tuo lavoro se questo è in armonia con la tua personalità

Facciamo un esempio
♦Sei una persona creativa?  la routine non fa per te.Preferirai lavorare in un ambiente stimolante con persone dalla mente aperta e in un contesto flessibile dove il lavoro non è rigidamente strutturato
♦Come prendi le tue decisioni? preferisci affidarti alla tua parte razionale,alla logica o ti fidi della tua intuizione per passare all’azione?
♦Sei un tipo estroverso o introverso? Gli introversi amano lavorare da soli o in piccoli gruppi e alcuni tipi di lavoro sono più consoni al loro ritmo
Se sei un tipo estroverso preferisci agire, sei socievole e  e hai bisogno continuo di stimoli e novità.

Più conosci le caratteristiche della tua  personalità,le tue capacità,che cosa ti interessa,che tipo di competenze hai e più ti sarà facile capire come orientarti di fronte a ogni cambiamento.

cos’è la personalità?
Una definizione semplice :come ciascuno si vede e come vediamo gli altri.
Il ‘come’ significa come ti descrivi o che aggettivi usi per definire una persona.Esempio: riflessiva,estroversa,decisa…..

Quando sei nato hai ricevuto dal patrimonio genetico dei genitori :
– la costituzione morfologica ( forma e proporzioni corporee)
-la costituzione fisiologica (il sistema nervoso ed endocrino)
– le funzioni vitali ( gli apparati che permettono al corpo di vivere)

Tutto questo patrimonio genetico è la struttura base
( il temperamento:istinti,impulsi,inclinazioni,stati affettivi).
Su questa struttura di base si innesta tutto ciò che riguarda l’ambiente
Il carattere di ogni persona dipenderà dal’come’ quella persona reagirà all’ambiente in cui cresce e vive.
Durante i primi anni di vita la differenza fra temperamento e carattere non è ancora netta perché non sono ancora presenti  gli schemi mentali,la capacità di decidere.
La personalità si forma più tardi ed è frutto dei condizionamenti che ognuno riceve e dalle risposte che ciascuno ha dato a questi. Ma non solo.
Infatti la personalità unisce gli aspetti del temperamento e quelli del carattere influenzati dall’ambiente ma, al tempo stesso, influisce sull’ambiente e lo modifica creando dei modelli di comportamento individuale e sociale nuovi.

Come scoprire il tuo profilo?
Molte aziende usano vari test per selezionare il profilo più adatto per determinate posizioni o ruoli ( la persona giusta al posto giusto) ma conoscere il tuo profilo serve anche a te
•per scegliere la professione più congeniale a te
•per capire quante chance di riuscita hai in un determinata tipologia di professioni
•se vuoi/devi cambiare lavoro
•per scegliere un percorso mirato di studi

Secondo vari studi la scelta della propria professione si basa sulla sinergia fra
interessi,attitudini e valori.
Queste 3 variabili si presentano in successione nel periodo della propria adolescenza.
Ognuno ha un suo processo di maturazione ma in generale si può dire che
gli interessi maturino verso i 14 anni
le attitudini a 16 anni
i valori a 18 anni

10 domande chiave per scoprire il tuo lavoro ideale

quale è il tuo profilo?
Il profilo è come un puzzle,l’identikit di
1 chi sei
2 della tua scala valori in campo professionale
2 che cosa ti interessa
3 cosa sai ( livello di istruzione e altre conoscenze)
4 cosa sei capace di fare ( competenze,capacità)
5 che ambiente di lavoro preferisci

 

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