problem solving

Le 4 chiavi per fare centro nel mercato del lavoro

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Quando il mare era calmo tutte le navi mostravano eguale maestria nel navigare Shakespeare ‘ Coriolano’

In questo periodo di recessione  il mare del mercato del lavoro è in tempesta continua. Il posto sicuro  sta lasciando sempre più  spazio al posto flessibile il che significa che nel corso della vita lavorativa  ognuno dovrà,giusto o no,riciclarsi e riqualificarsi più volte.
Quando non sai che pesci pigliare perché la situazione è critica e confusa i modi che fino a quel momento hanno funzionato sono da cambiare.Bisogna trovarne di nuovi.Ma non basta.E’necessario iniziare a cambiare paradigma.

Diamo i numeri…
le piccole e medie imprese rappresentano il 95% del tessuto economico italiano e danno occupazione a circa l’80% della forza lavoro

più del 50% dei lavori non appare negli annunci
meno del 10%  trova lavoro  attraverso i portali di  annunci,agenzie,centri lavoro,segnalazioni delle scuole

Come?
La prima cosa da fare è fare un check up approfondito di cosa hai nella tua ‘borsa professionale’.
Per essere credibile e venderti al meglio il basic è conoscere tutti gli attrezzi che hai a disposizione per mettere in campo tutte le tue competenze e risorse

 

 

 il kit delle tue skill

skill di base
quali conoscenze hai a disposizione? Fai un inventario.
Ogni cosa imparato a scuola, corsi che hai frequentato,lavori che hai fatto e ogni capacità che hai acquisito dalla tua esperienza,attività che hai svolto anche nel tempo libero(hobby,interessi…) o attività di volontariato diventano parte del tuo kit e questo kit puoi trasferirlo in maniera flessibile da un campo professionale all’altro

skill personali
•quale è il atteggiamento di fronte ai cambiamenti e alle opportunità?
• che tipo di motivazione hai?
• che tipo di spirito di iniziativa metti in campo? trova alcuni esempi concreti
•hai l’energia e la perseveranza nel portare a termine un compito?
•sei una persona affidabile?pensa ad alcune situazioni che dimostrino la tua affidabilità
• capacità di imparare dagli errori

skill dinamiche
sono il tuo capitale e possono essere trasferiti e investiti  in vari campi professionali.
Ecco quali sono
•saper lavorare con gli altri (teamwork skill)
•flessibilità:essere aperti alle idee degli altri
• saper dare un feedback efficace e costruttivo
• saper accettare il feedback dagli altri e aggiustare il tiro
•condividere le informazioni e le proprie esperienze
•saper gestire eventuali conflitti usando la tecnica win-win

quale è il tuo stile di conflitto?
quali sono le tecniche per gestire in conflitti ?

per saperne di più  ecco l’ebook Imparare a Gestire i conflitti con tutte le dritte

 

 

 

 2 skill che vanno in tandem:capacità di problem solving e decision making

Saper decidere e risolvere i problemi sono fra le skill le più quotate nel mercato del lavoro.
La capacità di problem solving e decision making (capacità di decidere, di essere proattivi) sono  strettamente legate e ognuna di queste richiede creatività nell’identificare e sviluppare le possibili opzioni.
Ogni giorno ti trovi a risolvere problemi piccoli o grandi che riguardano la tua vita :dal cosa mangiare a come comportarsi con una certa persona,
Il problem solving in campo professionale presuppone una capacità di analizzare il problema da vari punti di vista con varie tecniche,lavorare e discutere con gli altri e assumersi le proprie responsabilità
La capacità di problem solving può aiutarti a portare a termine transazioni commerciali,mantenere un buon rapporto con i clienti,organizzare dati,formulare ipotesi per trovare la soluzione.

Come prendi le tue decisioni?
Pensa a situazioni recenti in cui ti sei trovato.Come hai fatto a prendere la tua decisione?Che elementi hai valutato per trovare la soluzione di quel problema?
Non esiste un unico modo per decidere.
Due cose fanno la differenza:
la tua personalità,il tuo stile
ostacoli,difficoltà e convinzioni che bloccano il processo


Quale è il tuo stile?
Ti basi  sulla tua intuizione,sensazione,emozione o fa riferimento agli altri (chiedere pareri,vedere come altri risolvono lo stesso problema…)?
Spesso le persone decidono senza avere una strategia,con poche informazioni ed elementi a disposizione. E’ una questione di risparmio di tempo ed energie mentali.


Le strategie più semplici vanno bene quando le decisioni riguardano problemi quotidiani della serie ‘metto  il vestito blu o quello nero? mangio la pizza o il secondo?

Queste però non sono utili quando hai un problema complesso con molte alternative.Semplificare in questi casi è sbagliato perché restringe e limita il campo nel quale puoi spaziare per arrivare a una soluzione soddisfacente.

Quando dobbiamo decidere abbiamo una serie di punti di domanda in testa:

•cosa succede se sbaglio?
•con chi posso confrontarmi,a chi posso chiedere un parere?
•devo decidere adesso o posso aspettare?
•se aspetto ancora un po’ cosa può succedere?

Alla fine occorre decidere.
Alcuni si affidano ai metodi empirici: il lancio della moneta, la notte che porta consiglio,la classica margherita o la pesca del biscotto della fortuna..Altri cercano il metodo e la strategia migliore in quel caso particolare

Pensa a come sei arrivato a una delle ultime decisioni che hai preso

Per aiutarti a identificare i comportamenti che possono ostacolarti quando hai una decisione da prendere ecco un questionario

1aspetto che le cose accadono piuttosto che farle accadere
2 rimando le decisioni o le scelte da fare
3 non scelgo  perché può esserci una scelta migliore in seguito
4 mi lascio prendere dall’impulso e decido senza sufficienti informazioni o elementi
5 credo che veramente non ho scelta
6 lascio che qualcun altro decida al mio posto
7 ho paura di fare un errore
8 mi do’ la colpa per aver fatto scelte sbagliate in passato perciò adesso evito di decidere
9 do’ la colpa agli altri così evito di prendermi la responsabilità di scegliere

Decidere comporta un serie di operazioni mentali del tipo

IPOTESI se (condizione 1… 2)
AZIONE allora (azione 1… azione 2)
valutazione  aggiustamento  (alternative e loro valutazione)

Vuoi altre informazioni utili?
LEGGI
Decision making:le 4 domande di Cartesio per prendere la decisione giusta
Decision making:Come prendi le tue decisioni?(4 tecniche utili)
Decision making:per fare una scelta intelligente usa tutto il cervello(la formula 80+20)
Decision making:come prendi le tue decisioni?
Decision making:10 modi per decidere.Quale è il tuo?

 

 

Continuare ad imparare

Questo è il sensato consiglio  di Steve Jobs, cofondatore di Apple e Pixar,

C’è sempre una cosa in più da imparare. La società  del terzo millennio  è la learning society, cioè la società della conoscenza o dell’apprendimento-formazione  permanente.
Incrocia le tue idee con quelle degli gli altri,impara da chi ti sta intorno e anche dagli avversari.Impara a criticare gli avversari in modo aperto ma onestamente
La “conoscenza del business a 360° è la condizione necessaria per poter “anticipare i fenomeni”,un’idea o un trend ma anche  avere una network di contatti e una rete estesa di relazioni.

♦rifletti su ciò che impari
♦raccogli dati e informazioni con vari metodi e da varie fonti che possono esserti utili
♦identifica le opportunità per imparare e migliorare i tuoi skills
( corsi,formazione,e-learning…)
♦datti degli obiettivi ( cosa vuoi imparare di nuovo?)

Sai come  impari?
Ognuno ha il suo stile personale per organizzare,memorizza le informazioni,i suoni, le parole e le idee..in una parola..per imparare.

E a proposito di imparare,come te la cavi in inglese?

 

 

l’inglese : un attrezzo must nel tuo bagaglio

 

La lingua inglese è sempre più necessaria per la tua carriera in un mondo globale.
Nel tuo CV che tipo di competenza hai messo per quanto riguarda questa lingua?
Forse sei uno dei tanti che lo ha imparato a scuola ma con scarsi risultati quindi inglese scolastico
come dire..poco efficace a livello professionale.
Sul mercato abbondano molti metodi didattici ma manca un elemento importante: ogni studente presenta un suo stile di apprendimento.
Per anni ho organizzato workshop di formazione (British Council,Cidi,congressi nazionali..) sulle strategie e le tecniche per apprenderlo in maniera efficace

Conoscere il tuo stile di apprendimento è utile per
•apprendere in modo più efficace e piu’ rapido
•migliorare del 70% il tuo apprendimento
•ottimizzare il tempo e risparmiare soldi

Vuoi conoscere il tuo stile di apprendimento per imparare o migliorare il tuo inglese a scuola,per il  lavoro….?
leggi qui

Sai quale è il tuo learning style? Scoprilo

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PER CONTATTI
professional@counselingsolutions.it

 

 

Decision making:le 4 domande di Cartesio per prendere la decisione giusta

Postato il Aggiornato il

four-colors-question-marks_74087

 

Ogni giorno ci troviamo di fronte a decisioni più o meno importanti da prendere,scelte da fare al lavoro,nel campo dello studio,a casa,nei riguardi degli altri
Chi non ha mai pensato :cambio lavoro o resto e mando giù i rospi? compro casa o resto in affitto? come posso investire al meglio i miei risparmi? tento emi metto in proprio o resto dipendente?
Di fronte a decisioni cruciali che possono cambiare la tua vita personale e professionale di solito tutti ci arrovelliamo,chiediamo pareri,soppesiamo i pro e contro,i vantaggi e gli svantaggi e generalmente ci facciamo le classiche 2 domande degli opposti e prendiamo la nostra decisione.
1 Cosa succede se faccio X  
2 Cosa succede se non faccio X

4 domande Cartesio,decision making,reframing,PNL

matematicamente sarebbe
1+ +
2
+ –

Fino a qui tutto regolare,è il solito percorso che tutti siamo abituati a fare.Giusto?
sì GIUSTO ma è solo il 50% perché le 2 fatidiche domande ti mostrano solo una parte del quadro.
E’ come se tu guardassi a un quadro solo con un occhio o rimanessi in equilibrio su una sola gamba

come allargare la prospettiva?

Per vedere anche la parte restante del quadro,e avere la panoramica completa occorre avere tutti e 4 i punti di vista.
Cartesio,il famoso filosofo del ‘cogito ergo sum’ ti da una mano per prendere in considerazione gli altri  due punti di vista che di solito,per abitudine, tendiamo a non considerare.
Il perno delle altre due domande è il concetto
cosa NON succede se…..

 

matematicamente sarebbe
3 – +
4  
 – –

Immagine2

Queste ultime due domande ti aprono una visuale nuova perché aggiungono altri elementi per aiutarti a fare la scelta finale o a prendere una decisione con due gambe.

Il nostro cervello è abituato a seguire un certo percorso e le due domande
cosa non succede se….lo stimolano, lo fan lavorare su percorsi nuovi che riguardano il pensiero critico e creativo.

ECCO ALCUNI ESEMPI
dilemma ‘lasciare il lavoro?
Cosa succederebbe se lasciassi il mio lavoro? (+ +)
Cosa succederebbe se NON lasciassi il mio lavoro? (+ -)
Cosa NON succederebbe se lasciassi il mio lavoro ? (- +)
Cosa NON succederebbe se NON lasciassi il mio lavoro? ( – -)

obiettivo professionale /affrontare un cambiamento
Cosa succederebbe se raggiungessi l’obiettivo X? facessi quel cambiamento?
Cosa succederebbe se NON raggiungessi l’obiettivo X? NON facessi quel cambiamento?
Cosa NON succederebbe se raggiungessi l’obiettivo X? facessi quel cambiamento?
Cosa NON succederebbe se NON raggiungessi l’obiettivo X? NON facessi quel cambiamento?

fare un acquisto importante
perché potrebbe essere una buona idea comprare x?
perché potrebbe essere una buona idea NON comprare x?
perché potrebbe NON essere una buona idea comprare x?
perché potrebbe NON essere una buona idea NON comprare x?

La catena
Importante per ogni domanda continuare a esplorare il suo campo per tutto lo spazio  fino a illuminare tutta la porzione del quadro
esempio
cosa succederebbe se cambiassi lavoro?
sarei meno stressato perché non avrei più il mio capo che… e potrei avere più tempo per..
e cos’altro?
sarei più soddisfatto perché non mi sentirei un numero
e cos’altro?

Vuoi diventare come un samurai al lavoro?Applica le 8 regole

Postato il Aggiornato il

 

SAMURAI QUOTE PIC

In che modo possiamo ispirarci alla filosofia degli antichi guerrieri per affrontare le sfide quotidiane ?

le 8 regole

1 imparare dai tuoi errori
Errare è umano quindi non frustarti e auto sabotarti con ” avrei dovuto fare ,dire….”

2  essere proattivi
Essere proattivi significa sviluppare un atteggiamento che mira a risolvere
un problema rapidamente,fare meglio..

Possiamo affrontare una situazione in vari modi:
solo quando si presenta (affrontare l’emergenza) oppure
lavorando sulla prevenzione dei problemi o delle criticità

La Proattività è la capacità di scegliere cosa fare  in una data situazione e mettere in atto le strategie ad hoc.

Possiamo ‘scegliere’  quando abbiamo almeno tre opzioni da valutare altrimenti
ci troveremmo di fronte al dilemma shakespiriano delle sole 2 possibilità
prendere l’iniziativa” significa essere responsabili delle proprie scelte

Il contrario dell’atteggiamento proattivo è quello reattivo di chi aspetta che qualcosa si risolva per magia,si lascia influenzare dall’esterno o dall’altalena dei propri stati d’animo o da quello che sente o suppone

sei rana o pipistrello?
Robert Dilts usa la metafora della rana e del pipistrello per spiegare l’atteggiamento proattivo e reattivo
la rana rappresenta l’atteggiamento reattivo
rimane ferma e aspetta che la preda le passi vicino per catturarla; inoltre è in grado di catturare solo prede che vede e che siano in movimento

il pipistrello rappresenta l’atteggiamento proattivo
esce in cerca della preda, manda continuamente segnali verso il mondo esterno e raccogli numerosi feedback di ritorno che gli permettono di localizzare le opportunità.  

3 cambiare prospettiva
è importante riuscire a vedere le cose che sono ancora distanti come se fossero vicine ed avere una visione distaccata delle cose che, invece, sono più prossime”
Miyamoto Musashi (famoso spadaccino giapponese)

LA VISIONE PIU’ AMPIA
L’abilità di vedere la FORESTA. Focalizzarsi solo sul temporaneo, sul qui ed ora può far perdere di vista il processo,l’obiettivo o,nelle arti marziali,la strategia dell’avversario.Uno scanning più ampio è utile in termini di TIMING.

La domanda è:che cosa mi manca?
Quale punto di vista sto adottando e quali altri ci possono essere?

CAMBIARE FOCUS
L’abilità  di cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti e essere in grado di mettere da parte ciò che non riguarda l’obiettivo o il compito o il problema da risolvere. I compiti o i ruoli che copri possono cambiare da un mese all’altro,occorre essere flessibili.

Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentre si sta ancora facendo qualcosa.
Questo permette di utilizzare tutta l’energia nei riguardi di ciò che ci sta davanti.
La domanda qui è:IN QUESTO MOMENTO SONO COMPLETAMENTE ASSORBITO  IN QUESTO LAVORO, COMPITO, OBIETTIVO,
PERSONA,PROCESSO?LA MIA ATTENZIONE,LA MIA MENTE E’ FOCALIZZATA SU……?

4 stabilisci e mappa i tuoi obiettivi a breve,medio,lungo termine
Solo il 5% delle persone si prende la briga e il tempo di scrivere i propri obiettivi e forse è per questa ragione che solo pochi riescono poi a raggiungerli.
mappare gli obiettivi significa valutare prima su quali vale la pena investire tempo,risorse e la tua energia
Mettere nero su bianco i tuoi obiettivi,quello che vuoi raggiungere,fare,conquistare ..è il primo passo
La differenza fra un sogno e un obiettivo sono proprio le parole che scriverai

Fai il primo passo con fede.non occorre che tu veda tutta la scala: basta che cominci a salire sul primo gradino Martin Luther King

Scrivere i tuoi obiettivi ti aiuta
-a visualizzarli nella tua mente,a dare un input e le necessarie istruzioni al tuo timoniere interno (il tuo inconscio)
-ad impegnare e a mettere in moto  la tua energia per raggiungerli,a focalizzarti su cosa vuoi nel nuovo anno.

Il miglior modo di prevedere il futuro è crearlo
Michael Kami

5 cercare la soluzione del problema
Hai un problema? I tre atteggiamenti da adottare sono:
accettare il problema
cambiare il problema
lasciare il problema
se non  riesci  ad accettarlo,cambialo
se non riesci a cambiarlo, abbandonalo

scegliere quale atteggiamento adottare ti impedirà di rimanere nelle sabbie mobili delle lamentazioni

6 gestire la paura
La prima cosa che senti quando ti balena in testa ‘è ora di cambiare’ è la paura.
E’ la paura di non fare la cosa giusta e di sbagliare o peggio di fallire su tutta la linea
Più le piccole paure vengono ignorate o represse più si ingigantiscono
cosa fare?
 più le piccole paure vengono ignorate o represse più si ingigantiscono

7 curare le tue quotazioni fiducia
Molti pensano che la fiducia in se stessi sia una dote stabile parte del proprio codice genetico: c’è o non c’è.E’ vero il contrario.La fiducia va costruita step by step e alimentata ogni giorno.
Dalla fiducia in se stessi dipende il proprio modo di vedere una situazione, di stabilire i rapporti con gli altri.  
La fiducia è un po’ come un’azione quotata in borsa. Va su e giù. Basta una minima cosa ed ecco che oscilla al ribasso.
In questo periodo d’incertezza e di crisi, di lavoro non assicurato, di mobilità e disoccupazione è facile vedere la propria quotazione- fiducia scendere vertiginosamente.

8 resilienza
Quando ci si trova in una situazione apparentemente senza uscita spesso sentiamo che ce la faremo se siamo capaci di resistere,di nutrire quella forza d’animo che si chiama resilienza 

Accendi la tua creatività con un frullato nuovo

Postato il Aggiornato il

creatività,innovazione,immaginazione, inventarsi un lavoro

Non ci sono idee nuove.Ci sono solo nuovi modi di farle sentire tali
Audre Lorde


creatività vuol dire…..adattare l’originale

La maggior parte delle idee cosiddette originali sono adattamenti creativi di qualcosa che già esisteva.Adattare non vuol dire copiare o plagiare
La PNL si è ispirata a Milton Erickson (ipnoterapia), Virginia Satir (terapia della famiglia) e Fritz Perls (terapia ddella gestalt)
Friz Perls, fondatore della terapia della Gestalt, ha sintetizzato in maniera originale vari concetti di diverse scuole di pscicologia umanistica e si è ispirato al pensiero orientale.
Il Blues è nato dal Gospel.
I neologismi nascono dal mix di parole esistenti che vengono poi usate in un nuovo contesto
La lingua inglese è prolifica specie nel campo del technospeak ,il lessico tecnologico .Ogni giorno vengono coniate parole nuove nella lingua inglese.
Qualsiasi azienda o persona che afferma di avere una idea completamente nuova che non sia ispirata o influenzata da qualcosa che già esiste  è un messia o è un genio con al G maiuscola (e in ogni secolo ne nascono infinitamente pochi) o dice bugie.Hai incontrato uno di questi tipi?


La creatività è un frullato

Il segreto della creatività è un mix, una combinazione di concetti,idee e brillanti connessioni.

Ad esempio : la musicoterapia,l’arte terapia (la terapia con…)
l’aereo (il volo degli uccelli applicato alla meccanica).
Il Rinascimento è l’esempio più lampante di cosa può produrre il network delle idee nelle varie discipline

tips
superare i luoghi comuni e gli stereotipi
associare due o più cose o concetti in modo diverso
imparare dagli errori
rompere le regole

Uno dei sistemi per pescare nel grande oceano è usare la metafora.

Le metafore sono potenti,fanno parte del linguaggio con cui parla una parte del nostro cervello,l’emisfero destro .il creativo,l’emotivo.
Le immagini sono più potenti delle parole e tutti i media,la pubblicità e il marketing fanno leva su questo potere delle immagini.
La metafora cambia il modo di vedere le cose.

Domanda: Le tue convinzioni sono una verità o uno strumento?
La risposta da due modi completamente diversi di vedere le cose,una è statica,l’altra dinamica.
Se una convinzione è uno strumento,un arnese puoi cambiare arnese a secondo di quello che vuoi fare.

Una storiella come esempio
Un visitatore entrò nel cantiere dove nel Medioevo si stava costruendo una cattedrale. Incontrò un tagliapietre e gli chiese: “Che cosa stai facendo?”.

L’altro rispose di malumore: “Non vedi? sto tagliando le pietre”.
Il  visitatore passò oltre e incontrò un secondo tagliapietre; anche a questo chiese che cosa facesse. “Sto guadagnando da vivere per me e la mia famiglia”, rispose l’operaio con tono calmo, mostrando una certa soddisfazione.
L’altro proseguì e, trovando un terzo tagliapietre, gli rivolse la stessa domanda. Questi rispose gioiosamente: “Sto costruendo una cattedrale”.

METAFOROLOGIA

La metafora è paragonare immagini,trasferirle da un significato ad un altro

ESEMPIO
La luna è come una grande pizza
Il piatto piange ( personificazione)
sei di coccio
furbo come una volpe ( similitudine)

riflessione
pensa ai due anni che sono passati come ad un viaggio su una strada.Dove ti ha portato la strada? Dove è iniziato il viaggio? Era una stazione? Un casello di autostrada?una via secondaria?Con che mezzo hai viaggiato? Cosa avevi in valigia?

Dove sei adesso? In una città? In un parcheggio? In un deserto?
Dopo aver  pensato al tutto cambia metafora.I genio della lampada può accendere una nuova intuizione.

L’immaginazione consiste nel chiedersi : perché no?

La mente è come un paracadute …funziona solo se si apre
A.Einstein

Non è necessario essere uno specialista in un campo qualsiasi, anzi, essere uno specialista può essere controproducente.Meglio essere eclettici con una mentalità aperta, pieni di curiosità e disposti a spendere il tempo con persone di culture e discipline diverse.
Che lavoro fai?
Qualsiasi lavoro faccia e qualsiasi interesse abbia puoi creare il tuo mix.
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse.
Una persona può essere al tempo stesso scrittore e ..consulente, ciclista, cuoca,manager,idraulico…

Per una persona creativa la sintesi è la chiave per affermare la propria creatività unica e originale.
Ti piace cucinare?
Puoi sperimentare,esplorare e rompere le tradizioni ,creare il tuo piatto e sorprendere.Lascia cuocere le tue idee.

Le idee sono la linfa dell’innovazione ma l’immaginazione è il cuore di tutto

La scoperta di una soluzione consiste nel guardare la stessa cosa come fanno tutti e pensare a qualcosa di diverso

Un libro consigliato
F. Johansson Effetto Medici
Innovare all’intersezione tra idee, concetti e culture

Vuoi farti venire una idea?accendi il tuo genio della lampada

Postato il

 

Hai presente la famosa trasmissione ‘Chi vuol essere milionario?’e la celebre frase di Gerry Scotti  ‘La accendiamo?’
Tu hai già la risposta giusta. E’ in qualche file archiviato nella tua memoria non esattamente con l’etichetta esatta .
Questo è il problema.
Come accendere il click giusto ?
Ti accorgi subito quando trovi quello che cercavi .Questo è il tuo  ‘momento aha…’
Nel tuo archivio ci sono migliaia di informazioni in store.
Il tuo cervello riceve circa 400 miliardi di informazioni al secondo, ma solo di 2000 sei  a malapena cosciente.
Quanti anni hai? Quanti secondi hai già vissuto? ‘ beh fai il conto e trova quante informazioni hai.
Ti è mai capitato di cercare una risposta o una soluzione ad un problema e pensarci su per ore o giorni su senza venire a capo di niente?
Poi quando meno te l’aspetti,magari mentre fai la doccia o aspetti il bus…click!….semaforo verde…la riposta bussa alla porta…per caso.
Non è per caso…c’è una ragione.

ACCENDI IL TUO SEMAFORO VERDE.
C’ è un metodo per farsi venire le idee vincenti che possono farti guadagnare ?C’è ma occorre imparalo.Hai imparato ad usare il computer,no?
Hai imparato a usare l’euro,andare in macchina,preparare una torta o riparare qualcosa? Puoi imparare benissimo come ACCENDERE IL TUO SEMAFORO VERDE.
Il cartoonist che ha creato Willie il Coyote diceva una frase chiave.
“per disegnare un coyote devi averlo dentro di te’
Tu non sei un cartoonist? Dici di non avere idee’ ,di non essere creativo?
Non importa cosa fai adesso se sei un elettricista o una impiegata,un notaio o una studentessa…..
Anche tu hai il tuo archivio,anche tu hai il tuo genio nella lampada.
Per strofinare la lampada e far uscire il tuo genio come fai?
Non basta chiamare il tuo genio o dire’ voglio una idea vincente.Non funziona.

 START UP: I 5 PASSI
Incomincia a credere di averlo questo genio e ad esserne convinto al 100%.
Ecco i 5 passi da fare:
visualizza il tuo genio
dagli un nome
disegnalo…
aggiungi più dettagli che puoi
formula la tua domanda  ‘voglio…..‘

Quale è la prima cosa da fare? fare spazio.
La tua mente ha bisogno di circumnavigare.
Perché il cervello è tondo? Per far circolare i pensieri in tutte le direzioni e allargare gli orizzonti.
La tua mente ogni giorno si riempie di pensieri spam,di routine:devo  ricordarmi di..devo pagare la bolletta….devo dire a….
Al tuo genio non interessano questi memo.

Mettiti comodo per 30 minuti e non pensare a niente.Sembra facile…ma non lo è.
Appena ti lasci andare la tua mente fa gli straordinari.Un sacco di pensieri si infilano nella tua testa da tutte le parti,bussano per avere attenzione.
Non tentare di cacciarli fuori a forza.Lasciali scorrere come fossero nuvole nel cielo..vanno e vengono.Ci vuole pazienza.
Ripeti ogni giorno questo esercizio e la tua mente a poco a poco inizierà ad ubbidirti.Per quietare la mente razionale devi essere  determinato.
Pazienza,costanza e determinazione.
Il cervello è progettato per essere non creativo,lavora per schemi fissi.

leggi
creatività al lavoro 

il segreto di Steve Jobs

la strategia Disney

Il principio 80/20:Pareto aiuta a fare le cose giuste

Postato il Aggiornato il

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Siamo sommersi dai numeri e dalle statistiche,da percentuali,tassi zero… 
ma nella vita quotidiana c’e qualche regola matematica che aiuta a semplificarci la vita? 
Ci ha pensato l’economista italiano Pareto autore di una delle più geniali scoperte di tutti i tempi:

la legge 80/20
una specie di linea-guida che e’ stata adottata in vari campi dal coaching personale al business ai sistemi operativi nel campo dell’informatica. 

La regola 80/20 applicata alla vita personale puo’ essere di grande aiuto a concentrarsi sulle cose piu’ importanti 

COSA INSEGNA PARETO
Secondo Pareto in ogni universo o campo il 20% degli elementi, cioe’ poche cose importanti, influenzano l’80% del risultato. 

Detto in altre parole l’80% degli effetti generati in qualunque sistema è causato dal 20% di variabili in esso presente. 
E’ importante quindi scoprire quale e’questo 20%

Ecco alcuni esempi applicati alla vita di tutti i giorni: 
1 il 20% di ciò che facciamo determina l’80% dei risultati. 
Questo significa che l’80% del nostro tempo viene dispersa in attività che non danno i risultati che desideriamo raggiungere (la qual cosa fa pensare vero? e’ il momento giusto per iniziare a pensare agli obiettivi del 2007 con questa regola in mente) 
2 l’80% dei risultati deriva dal 20% delle cause 
3 il 20% delle parole che diciamo costituisce l’80% del valore compreso 
4 20% delle amicizie che abbiamo ci da’ l’80% della soddisfazione 
5 L’80% delle informazioni utili in un libro,documento.. sono contenute nel 20% delle sue pagine.( pensate al risparmio di carta,tempo e sintesi…) 
6 L’80% delle difficoltà richiede in media solo 20% dei nostri sforzi ( è quel 20% ad impegnare grande parte del nostro tempo e delle nostre energie) 
7 il nostro guardaroba? Non è forse vero che indossiamo il 20% dei nostri indumenti per l’80% del nostro tempo? ( uhm…allora possiamo fare un po’ di space clearing nell’armadio e visto che ci avviciniamo al natale regalare il resto a chi ne ha bisogno) 
8 L’80% dello stress è generato dal 20% delle cose che stressano. 
( cosa ci stressa? chi? trovare un momento di calma per fare una lista di tutto cio’ che siamo stanchi di sopportare e’ gia’ il primo passo) 
9 L’80% dei ricordi più vivi è preso dal 20% della propria memoria. 
10 L’80% dei pensieri quotidiani è occupato da un 20% dei propri interessi. 
11 L’80% delle cose importanti sono composte dal 20% della propria vita. 
Per il resto potete divertirvi a trovare altri esempi.

Oltre che nel campo personale e del business la legge 80/20 e’ applicabile a svariate situazioni.Altri esempi: 
il 20% delle persone svolge l’80% del lavoro 
l’80% dell’energia mondiale è consumata dal 20% della popolazione, 
l’80% della ricchezza è detenuta dal 20% della popolazione 
L’80% del traffico urbano si sviluppa per il 20% delle sue strade cittadine. 
L’80% dei ricavi di un’azienda deriva dal 20% dei suoi prodotti. 
l’80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti. 
L’80% degli errori è causato dal 20% dei componenti.

Quali competenze saranno necessarie nel futuro prossimo?

Postato il

 

 

Le 3 parole chiave della carriera nel futuro prossimo saranno:

1.Temporanea 
Con la rivoluzione industriale si è passati dal lavoro di sussistenza,artigianale a quello full time nelle fabbriche. Ora la nuova rivoluzione punta sul dejobbing, il lavoro flessibile temporaneo che dura il tempo di mettere a punto e realizzare un progetto e degli obiettivi. Le fusioni, le joint venture, l’esternalizzazione e i radicali cambiamenti portati dalla tecnologia stanno spazzando via l’idea di una carriera lineare in una stessa azienda o persino in uno stesso campo professionale. Per questo la richiesta è di un lavoratore flessibile e disposto a un lavoro a tempo determinato. Lo shift con la sua instabilità, senza garanzie sicure farà paura a livello individuale come accadde agli inizi della rivoluzione industriale ma alla fine porterà senz’altro nuove opportunità e benefici per chi è pronto a gestire i cambiamenti. Il mantra del futuro è: conta solo su di te. Giusto o sbagliato ognuno dovrà saper vendere le proprie competenze, inventare modi nuovi di proporsi nella professione, cambiare rapidamente e adattarsi creativamente per navigare nel mercato, preparare e organizzare ogni volta il prodotto che ha da proporre: te stesso. 

2.Tecnologica
Con la informatizzazione la location del business,il luogo di lavoro diventeranno tecnologici non geografici. La distinzione fra casa è ufficio,la location geografica del business sarà sempre meno netta e produrrà un costante reengineering delle varie fasi e cicli del business. Il lavoratore non lavorerà più su materiali ma sui dati,sulle caratteristiche dei prodotti che si producono e si propongono. La comunicazione tecnologica moltiplicherà la condivisione delle informazioni. In ogni parte del mondo i partecipanti avranno accesso contemporaneamente, real time, alle informazioni e potranno decidere con rapidità cosa fare, he cambiamenti apportare.

3.Multiculturale
La globalizzazione produrrà rapporti di lavoro e di business sempre più multiculturali. Il must è saper lavorare, comunicare con persone di diversa cultura, formazione con un range di background variegati. La sfida è saper capire le differenze in un’ottica di “knowledge sharing”, condividere le conoscenze senza rimanere incasellati in stereotipi obsoleti
Ecco le competenze che saranno più richieste nei prossimi anni

COMPETENZE SOCIALI 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMPETENZE TECNICHE E LINGUISTICHE

 

Vuoi avere più idee,concretizzare il tuo progetto?Usa la strategia Disney

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creatività Disney,strategia creatività Disney,3 posizioni creatività Dilts,concretizzare idea,soluzione,counseling professional,Vittoria Nervi

La creatività è un processo
Come creano i grandi creativi?Per capire quale è il loro ‘modo di creare’ti propongo,in questo articolo,il metodo che Walt Disney usava  per creare i personaggi e le storie che tutti conosciamo fin da bambini.

 

Il metodo DISNEY: Se puoi sognarlo, puoi farlo
Robert Dilts,uno dei maggiori esponenti della PNL a livello mondiale, nel suo libro “il manuale del Coach” parlando dell’imagineering coaching,una tecnica ispirata al grande Walt Disney,fa notare che Disney era in grado di assumere 3 posizioni diverse rispetto ad una stessa cosa o problema

 il sognatore
La parte di sé che allarga la visuale,che è in grado di disegnare gli obiettivi,proiettarsi nel futuro, riflettere sulle alternative, sui vantaggi.
Il sognatore ha delle domande a cui rispondere  :
cosa vuoi fare? perché? Quale è il tuo obiettivo? quali sono i benefici?
Come saprai di aver raggiunti tuoi obiettivi? Quando li raggiungerai?

il realista
La parte di sé che cerca e trova le strategie per raggiungere gli obiettivi.
Il realista mette in pratica le idee nel qui ed ora .
Il realista ha delle domande a cui rispondere:
Quando e come metterai in pratica l’idea?
Quali passi dovrai compiere?

 

 il critico
Il critico valuta e misura cerca i problemi che potrebbero sorgere, sa trovare i punti deboli
Il critico ha delle domande a cui rispondere.
Cosa mi  serve o  cosa manca ? chi sarà influenzato dalle mie idee e azioni? Quali benefici otterranno?

Tutti e 3 questi ‘personaggi’ sono importanti e formano un team affiatato
Il sognatore senza gli altri due rimane nelle nuvole a sognare
Il realista da  solo è troppo coi piedi per terra e non sa sognare
Il critico da solo è il classico personaggio che trova da ridire su tutto e scoraggia

 

Il segreto della creatività sta nell’ equilibrio del team
Ognuno nel team:il sognatore,il realista e il critico è importante.
L’abilità è trovare il giusto equilibrio fra le 3 posizioni.
La creatività è un processo che richiede  la coordinazione fra le tre posizioni.


se manca il sognatore…
il realista e il critico senza il sognatore sono troppo quadrati e noiosi

se manca il realista…
il sognatore e il critico senza il realista non combinano nulla di concreto

se manca il critico…
il sognatore e il realista da soli creano e mettono in pratica ma non sapranno valutare e giudicare la bontò della loro idea prima che possa rivelarsi negativa

[superemotions file=”icon_idea.gif” title=”Lightbulb / Idea”] Pensa ad un problema che hai dovuto recentemente risolvere o ad una soluzione che dovevi trovare per una situazione.

[superemotions file=”icon_neutral.gif” title=”Neutral”]Seconde te quale di questi 3 momenti ti è mancato?

E’ importante visualizzare chiaramente nella propria mente come ogni elemento deve essere collocato.E’ necessario ‘sentire’ ogni espressione,reazione.
Fare un passo indietro,guardare l’intera situazione e vedere se c’è un dettaglio che non quadra,qualcosa da modificare o migliorare

 

I benefici del metodo Disney
♣ aiuta a promuovere la creatività a livello personale,a trovare nuove soluzioni e nel lavoro in team
♣ aiuta a rimuovere i conflitti fra il sognare e il mettere in pratica un progetto o una idea
♣ aiuta a verificare in che modo un sogno,un progetto,una idea posso essere realizzati

Quando usare la strategia Disney
hai un progetto,una idea?
prima usa la tua immaginazione e pensa alle varie possibilità di realizzazione,poi esamina esattamente cosa ci vuole per metterli in pratica e infine valuta ctiticamente
le varie possibilità

nel team
suddividi una riunione o una discussione in 3 fasi
♦brainstorming delle idee
♦analisi delle idee e implementazione
♦valutazione critica di fattibilità
Ognuno del team deve assumere i 3 diversi ruoli in modo da avere una varietà di punti di vista e di contributi


vedere senza guardare, sapere senza pensare, ottenere senza fare Sun Tzu

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Il sandwich anticrisi :pane e resilienza

Postato il Aggiornato il

parole chiave,resilienza,cambiamento,career counseling,crowdsourcing,trovare lavoro,crisi economica,

 La parola-chiave collettiva più gettonata è da mesi  crisi con tutte le parole-famiglia del macrocosmo economico e politico che i giornali  illustrano ogni mattina e i telegiornali ogni sera.
Ora il futuro è davanti come una linea confusa all’orizzonte che spariglia molte certezze e lascia un senso di ignota inquietudine.
La vita e’ un ciclo e in ogni ciclo avvengono cambiamenti.
Cambia il nostro corpo,il nostro modo di affrontare gli eventi,cambiano ogni giorno i nostri stati emotivi.
Molti elementi che ora fanno parte della nostra vita è ragionevolmente probabile che cambino nei prossimi 5-10 anni (carriera,relazioni, ,opinioni,idee,priorità,modi nuovi di gestire il tempo….)
Alcune situazioni cambieranno rapidamente,altre gradualmente sia dentro di noi che all’esterno.Tutto ciò richiederà flessibilità e adattamento continuo.

E’ difficile predire il futuro a meno che si abbia una sfera di cristallo e si riesca a leggere con una buona approssimazione quello che avverrà.
Pensare al futuro,prepararsi agli eventi,ai cambiamenti sempre più rapidi è una abilità che il nuovo millennio richiede.
Fino ad ora si e’ cercato di prevedere con i dati a disposizione i possibili sviluppi nel futuro di una situazione un vari campi.Ora la pura previsione non e’ sufficiente poiché intervengono troppe variabili nell’arco breve di tempo.Quale e’ allora il modo migliore per affrontare i futuri cambiamenti?
Innanzitutto la flessibilità mentale e la capacità di ricercare il paradosso nelle  soluzioni,una visuale più ampia che si basa sulla intuizione attingendo all’emisfero destro del cervello,al pensiero analogico.

Nel tempo in cui viviamo il trend dei cambiamenti è sempre più rapido in vari campi (dalla tecnologia alla medicina,dall’ambiente alla politica…).
Le abilità maggiormente necessarie oggi riguardano come affrontare e gestire i cambiamenti
I cambiamenti producono diverse reazioni e stati d’animo:

  • dubbio
  • confusione
  • incertezza
  • ansia
  • isolamento
  • resistenza
  • mancanza di motivazione
  • sensazione di non aver scelta
  • paura
  • frustrazione
  • irritabilità   

come gestire i cambiamenti?

l’auto dialogo costruttivo
Alcune circostanze non possono essere cambiate,non dipendono direttamente dalla propria volontà.
Quello che è importante è come rispondiamo ai cambiamenti,che atteggiamento adottiamo.
Inutile perdere tempo a snocciolare la lista dei lamenti e consumare energia.
La soluzione è mantenere un dialogo interno aperto alle soluzioni
cosa posso fare?
dove posso trovare le risorse
a chi posso chiedere aiuto?
cosa posso imparare da questa situazione?

Uno scudo contro la crisi:la resilienza
E’ una parola poco usato nella lingua italiana ma presente nella lingua francese (résilience) e inglese (resilience).II termine indica un tratto della personalità composto da fattori di varia natura:comportamenti,credenze, esperienze,intelligenza emotiva….
Il vocabolario definisce questo termine,che appartiene alla Fisica,come resistenza di un materiale a urti e alla rottura senza spezzarsi .

Essere resilienti significa  prendere la botta da una situazione imprevista,una avversità,un momento difficile e reagire, rialzarsi,rimbalzare.

I  7 pilastri della resilienza
Ogni persona possiede la resilienza: non è solo la capacità di resistere al dramma, non solo la sopravvivenza a tutti i costi, ma anche la capacità di usare l’esperienza del contatto con l’avvenimento traumatico per costruire il futuro.

Le caratteristiche della resilienza sono sette:

Insight o introspezione: la capacità di esaminare sé stesso, farsi le domande difficili e rispondersi con sincerità
Indipendenza: la capacità di mantenersi a una certa distanza, fisica e emozionale, dei problemi, ma senza isolarsi
Interazione: la capacità per stabilire rapporti intimi e soddisfacenti con altre persone
Iniziativa: la capacità di affrontare i problemi, capirli e riuscire a controllarli.
Creatività: la capacità per creare ordine, bellezza e obiettivi partendo dal caos e dal disordine.
Allegria: disposizione dello spirito all´ allegria, ci permette di allontanarci dal punto focale della tensione,
Relativizzare e positivizzare gli avvenimenti che ci colpiscono.
Morale: si riferisce a tutti i valori accettati da una società in un’ epoca determinata e che ogni persona interiorizza nel corso della sua vita.

Sicuramente sono importanti lo spirito d’iniziativa e d’indipendenza, ma anche la capacità di esprimere i propri stati d’animo, di accettare le proprie responsabilità senza farsi travolgere dai sensi di colpa, di non lasciarsi indurire dalle esperienze e non diventare aggressivi verso gli altri. Dei materiali che hanno la capacità di resistere agli urti senza spezzarsi si dice che sono resilienti: ecco,è resiliente chiunque riesce a mantenersi integro anche nella propria sensibilità

la casa della resilienza
Essere resilienti è come costruire una casa dalle fondamenta.
Boris Cyrulnik, psicoanalista,dopo aver vissuto il dramma della guerra ha dedicato gran parte della sua vita a capire come fanno certi bambini a superare i

traumi ,reagire positivamente a situazioni traumatiche che hanno subito e diventare degli adulti felici
Cyrulnik usa l’immagine della “casita” (casetta) per descrivere il percorso

 il terreno
la soddisfazione dei bisogni di base(nutrirsi,ripararsi,riposare…)

le fondamenta
 una buona rete di relazioni (famiglie, amici, vicini);

pianterreno
che senso dare alle proprie azioni?

primo piano
♦cosa significa per me stima di sé?
♦quali sono le mie competenze,i miei atteggiamenti verso…
♦come posso prendere la situazione con filosofia e autoironia?

solaio
dove andare e come posso fare nuove esperienze una volta su
perato il momento delicato e difficile?

 RITMO
L’abilità di sapere QUANDO muoversi.
Si può vederle questa abilità come non fare niente o essere opportunisti.
Devi sapere quando aspettare,quando ripiegare,quando andartene e quando scappare.
In mezzo al problema abbiamo una direzione,una linea direttiva.
Nelle arti marziali.Si chiama “ESSERE in un luogo protetto ma LIBERI di muoversi.
Offrire un piano per migliorare la qualità o una situazione . Il dare l’esempio.
La domanda è:
♦E’ il momento GIUSTO?
♦Le forze contro le quali combatto sono ancora forti o  sono nella fase di declino?
♦Le sto prendendo di petto quando sono ancora troppo forti o sono nella fase in cui posso affondare il dito come se fossero un pezzo di burro che non fa resistenza?

Problem solving:hai un problema?La soluzione è a 4 passi

Postato il

problem-solving,competenze curriculum,CV competenze,trovare lavoro,career counselingNon puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo
Einstein

Tutta la vita è risolvere problemi 
Karl Popper


Ogni giorno nella tua professione ti troverai senz’altro di fronte a problemi tecnici,di relazione con colleghi o clienti oppure,se stai cercando lavoro,a come fare una ricerca efficace,come stendere un curricolo vincente,cosa scrivere in quello europeo o come valorizzare le tue competenze
 Il metodo più usato,quello del senso comune, è quello del ‘tentativo e dell’errore’ .
Si va per tentativi di soluzione del problema, eliminando quelle che non funzionano.
Ma non è sempre così semplice.
Saper affrontare e risolvere in modo costruttivo i diversi problemi e’ di fondamentale importanza nella vita quotidiana perche’ se li si lascia irrisolti possono causare stress mentale e tensioni fisiche.

La legge di Pareto ci da’ una indicazione sempre valida in ogni contesto cioe’:

– usare il 20% del tempo per analizzare il problema
– e l’80% per trovare la soluzione.
Di solito facciamo il contrario. Passiamo l’80% del tempo non a esaminare il problema, ma a farci domande che non mirano alla soluzione ma a mantenere il problema

Il problem solving è una competenza trasversale utile in ogni settore e consiste nella capacità di trovare una soluzione per un problema di qualsiasi tipo.
Un buon problem solver ha flessibilità e la capacità di osservare la situazione da punti di vista diversi.

Un problema è un invito al cambiamento e,come si dice, niente e’ stabile come il cambiamento. Avere un problema significa che la mappa della realtà-situazione è diventata insufficiente, e quindi  dobbiamo impegnarci a modificarla, ampliarla o integrarla; quindi dobbiamo individuare, inventare e sperimentare stati mentali e comportamenti nuovi.

Il problem setting
Il primo passo è definire quale è il problema,porlo in modo corretto utilizzando le domande giuste.
Nel momento in cui riusciamo ad inquadrarlo è già, in parte, superato.

Solitamente le domande produttive, ovvero quelle che conducono alla soluzione di un problema, iniziano con “come”; poiché sono in grado di proiettarci oltre; mentre quelle che iniziano con “perché” ci vincolano al problema. Ad esempio:
Perché è capitato proprio a me?
Perché non riesco a trovare lavoro?
Perché nonostante abbia inviato il mio curriculum a 30 aziende nessuno mi risponde?

Non si va lontano con queste domande e ci si deprime.
Meglio cercare domande che aprano la strada invece di chiuderci in un vicolo cieco.Ma quali?

DOMANDE COSTRUTTIVE

Se le domande sono giuste ti sarà data la risposta giusta.
Se le domande sono stupide avrai risposte stupide
Quali sono le possibili domande giuste? Per esempio:  
 Cosa c’è di buono in questa sfida?
– Cosa posso imparare?
– Come posso vincerla?
Quanto sono in grado di affrontare il problema?
che risorse ho e quali mi mancano?
Quanto incide l’ambiente sulla situazione?
Quali sono le cause che hanno portato alla situazione attuale? Sono interne o esterne?

Nel problem solving ci sono 4 fasi che possono essere applicate a qualsiasi problema ci capiti

i 4 passi must
Prima fase:  identificare il problema.

atteggiamento conoscitivo: osservare per conoscere.
Conoscere o ri-conoscere cio’ di cui abbiamo bisogno,sapere cio’ che vogliamo veramente ma anche conoscere cio’ di cui abbiamo paura e che ci impedisce di andare oltre e risolvere il problema.Puo ‘essere un cambiamento di lavoro,un rapporto affettivo che ci fa star male

Seconda fase:trovare delle possibili soluzioni.
atteggiamento creativo: lasciare spazio al pensiero,alla nostra intuizione.Lasciar emergere le nostre emozioni e le sensazioni.Da qualche parte dentro di noi c’e’ gia’ la soluzione.Diamo il tempo alla nostra saggezza interiore di prendere contatto con le nostre risorse e di dissipare la nebbia della confusione.
Possiamo aiutarci con la visualizzazione o ascoltando un brano di musica che ci aiuti a liberare la mente in modo che dentro di noi si inizino a collegare tra di loro elementi apparentemente lontani, formulare anche quelle ipotesi che normalmente escluderemmo con il ragionamento. La ricerca di soluzioni, infatti, richiede a volte l’abbandono di alcune convinzioni che ci hanno guidato in precedenza, oppure la loro integrazione o modifica.

Terza fase:valutare i pro e i contro di ogni soluzione
 scegliere quella ok

atteggiamento realistico e critico.Ora dobbiamo produrre dei veri e propri piani di azione dettagliati.L’idea inizia a diventare azione concreta quindi è importante valutare se e’ fattibile e che impatto avra’ con la realtà.

Quarta fase: agire e mettere in pratica.
E’ la fase esecutiva per poi valutare i risultati.

atteggiamento operativo, pratico, esecutivo.
Nessun problema può essere affrontato e superato solo con la chiarezza delle idee o solo con la creatività, con la critica, o un buon atteggiamento pratico. Tutte queste componenti sono indispensabili.
Problem solving:Per pensare…mettiti un cappello

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