soft skill

Pensieri da sottoscala? Ecco come risalire i gradini e riprendere il comando

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scala

In questo periodo così difficile e inquieto è più che mai vitale imparare a non rimanere a lungo a galla sul pelo dell’acqua
Può risultare difficile vedere il bicchiere mezzo pieno ogni volta ma è vitale rimanere lucidi e guardare avanti,scrutare il campo per cercare soluzioni.Essere proattivi fa la differenza.

pensiero da sottoscala? no,grazie!
Una metafora semplice per capire il nostro atteggiamento mentale,come affrontiamo cambiamenti,
imprevisti,situazioni confuse…è quella sopra e sotto la linea.

Pensa ad una scala  immaginaria.
Nella parte superiore ci sono i modi di pensare responsabili e costruttivi.
In quella inferiore ci sono i modi di pensare e di giudicare negativi e che non portano ad alcun risultato fatti di lamentele,dare la colpa agli altri,delegare a qualcuno, aspettare l’evento magico,cerca scuse per non agire

pensare sopra la linea significa liberarsi da una mentalità vittimistica

preoccuparsi si, ma…
Preoccuparsi eccessivamente e un giorno sì e l’altro sì assorbe la mente a 360° fino a quando
la testa va in tilt e le emozioni negative iniziano ad accumularsi in memoria:rabbia,senso di colpa,tristezza,preoccupazioni,dubbio,paura,odio,gelosia….

Quando un’ondata di emozioni prende il sopravvento l’amigdala, sentinella delle emozioni, prende il controllo, effettua un vero e proprio “sequestro”  del cervello.
 il sequestro emotivo

primo passo : dare un nome
ammettere lo stato emotivo e dare un nome alla emozione
sono arrabbiato

secondo passo :pesare il proprio mood
quanto sono arrabbiato da 1 a 10?

terzo passo: sposta il focus
per fermare l’escalation una tecnica che funziona è quella di distrarsi e fare altro.
Per non pensare puoi contare i respiri per allontanare i pensieri che disturbano; una espirazione e un’inspirazione valgono uno.
Conta fino a quando non si affacciano più alla mente pensieri negativi
un altro metodo:  il metodo Weil

riconoscere quando siamo sotto la linea
Cercare scuse,aspettare i miracoli o qualche salvatore del tipo ‘ghe pensi mi’,puntare il dito contro un capro espiatorio di comodo,defilarsi con a scusa ‘non tocca a me’ oppure giustificarsi con ‘io sono fatto così’  è comodo per evitare le responsabilità di prendere in mano la situazione e decidere il che fare

Ecco un semplice esercizio per chiarirsi le idee
Prendi un foglio e dividilo in 2 colonne
cose che posso controllare ♦ cose fuori dal mio controllo

Quando capitano imprevisti o situazioni non ok,problemi stressanti è normale scendere sotto la linea e farsi catturare da emozioni e pensieri negativi

alcune domande utili per riprendere il comando e la lucidità
1 che aspetti di questa situazione mi spingono sotto la linea?
2 cosa posso e non posso fare per tenere sotto controllo la situazione?
In questo mondo ci sono 4 tipi di persone: quelli che fanno succedere le cose, quelli che guardano le cose accadere e quelli che si chiedono che cosa è successo e quelli che non si sono accorti di niente. Noi tutti abbiamo una scelta. Tu puoi decidere quale tipo di persona vuoi essere. Io ho sempre scelto di stare nel primo gruppo.
Mary Kay Ash

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Al lavoro:sei allergico agli arroganti e ai venditori di fumo?

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Ti sei mai chiesto perché un certo atteggiamento di un collega ti dà sui nervi e ti fa venire l’orticaria?

Non tutto il male vien per nuocere perché i comportamenti degli altri ci aiutano a riconoscere i nostri ‘allergeni’ e a metterci in moto per disinnescare la reazione.Last but not least possiamo leggere  meglio i comportamenti delle persone intorno

2 comportamenti irritanti
il dio in terra
Crede di aver sempre ragione,di valere tanto oro quanto pesa mentre gli altri sono fuffa quindi zero ascolto e considerazione.Non delega,non lo sentirai mai dire’ scusa ho sbagliato’,critica in modo distruttivo ‘non sei capace di far niente’ , non capisci mai niente’

il manipolatore
Colpevolizza sempre gli altri,svaluta,cambia idea e le carte in tavola in corso d’opera,
rimane nel vago per poi dire’ non hai capito…io non ho detto così’.
Fa finta di essere dalla tua parte poi usa quel che sa anche di personale per ricattarti
emotivamente.
Discutere con queste persone è una perdita di tempo perché qualunque discussione si trasformerà in uno scontro o in un ricatto per tirare l’acqua al loro mulino e farvi fare quel che vogliono.Le loro frasi tipiche:
Stavo solo scherzando perché te la prendi?
Io,arrabbiato? Figurati
Perché sei sempre così nervoso?

ecco un articolo del Corriere
il cattivo col sorriso

cosa fare?
Una delle tecniche che funzionano è quella di ‘prendere le distanze’.Puoi farlo in 3 modi:
1 Lasciati scivolare le sue frasi taglienti come se fossi rivestito di teflon
2  Rispondi con indifferenza o con frasi precise tipo telegramma
3 prendi tempo

Con questi tipi il ‘politically correct’ non funziona quindi non aver paura di offendere o di essere giudicato un egoista,un senza cuore o uno stronzo.
Sei allergico agli arroganti,a quelli che se la tirano o vendono solo fumo?La tua qualità è la modestia.In certi casi è giusto essere modesti ma attenzione alla trappola nascosta.
Se fai troppo il modesto rischi alla grande e il pericolo è di diventare invisibile.
Nessuno nota che ti fai in quattro,che sgobbi ore e come ringraziamento arriva lo shampoo del responsabile.
Proponi una idea nuova?Nessuno sta ad ascoltarti e magari in seguito qualcuno più furbo e sfacciato ti ruba l’idea e ha più fortuna.Cosa fare?
Inutile fare un corso intensivo di arroganza.Non è nelle tue corde.

Per farti valere

una maggiore consapevolezza delle tue  capacità e del tuo stile di comunicazione ti permettono di relazionarti efficacemente senza farti mettere i piedi in testa
di non svalutarti e svendere la tua esperienza e le tue capacità

impara ad essere assertivo
Fra subire in silenzio,inghiottire i rospi ed essere arroganti esiste la classica via di mezzo
cioè la comunicazione assertiva.In poche parole si tratta di
dire di no senza sentirsi in colpa
saper difendere i propri diritti con fermezza rispettando le idee degli altri
esprimere i tuoi stati d’animo,cosa non ti va e come la pensi

E’ una delle skill fondamentali in varie situazioni al lavoro quando
♦si vuole chiedere una promozione o un aumento di stipendio
♦si è denigrati
♦si è criticati ingiustamente

per le donne è difficile essere assertive.
‘Non voglio fare la str..’/sgomitare…./litigare con…
L’assertività femminile è spesso scambiata per aggressività,maleducazione…Questo è uno degli ostacoli invisibili,uno dei muri che bloccano le donne sul percorso verso i loro obiettivi professionali

 

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Come prendi le tue decisioni? la scala e la tecnica dei sei gradini

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decisoni,scala 6 gradini,vittoria nervi

Ogni giorno al lavoro si creano frizioni e tensioni sul modo di procedere,di iniziare e portare a termine un progetto.Ognuno ha la sua versione,il suo modo di vedere le cose e crede che sia quella giusta.Questo porta facilmente a tensioni e  conflitti.

Ecco 2 esempi
1 il collega x mi evita (fatto)
2 non prendo in considerazione il motivo( ha dei problemi,non ha dormito…)
3 gli sono antipatico ; ce l’ha con me;forse gli ho fatto  detto qualcosa di negativo (mia supposizione)
4 decido di evitarlo o di trattarlo come si deve

1 arrivi al lavoro e c’è una riunione per il progetto X .Tu non sei stato invitato
2 ti chiedi il perché e supponi che vogliono tagliarti fuori dal progetto perché hai criticato alcuni elementi
3 sei arrabbiato e deluso perché non hanno tenuto conto del tempo che tu hai speso per analizzare dati,opzioni…
4 avevo ragione…come diceva mio padre :non ci si può fidare di nessuno (il vero motivo hai poi scoperto che è dovuto a una mail non arrivata)

Ti è mai captato di arrivare a una conclusione sbagliata perché era basata su una valutazione scorretta?
Sei mai stato accusato di saltare troppo velocemente alle conclusioni e di fare errori?

Pensare …cum grano salis
La regola principe è attenersi ai fatti perché più li interpretiamo e li coloriamo delle nostre interpretazioni più sarà rischioso .
Ecco  una tecnica per fare il check up al tuo modo di ragionare

la scala dell’inferenza e i 6 gradini
la Scala dell’Inferenza (creata da Chris Argyris e Donald Schon nel 1974)  spiega  perché molto spesso la realtà  assume contenuti così differenti agli occhi di ognuno di noi.I 6 gradini della scala descrivono come passiamo mentalmente da una situazione alla decisione finale

1 primo gradino: i fatti
I i fatti e la realtà sono neutri,uguali per tutti come se vedessi la scena di un film

2.secondo gradino: l’interpretazione dei fatti
in un racconto,situazione selezioni alcuni particolari che ti colpiscono.
Da cosa dipende? Dai tuoi interessi,dalle tue convinzioni e dalle esperienze fatte Ognuno attribuisce a un fatto un significato e un’importanza differente.

3. terzo gradino :le ipotesi
dal significato che tu dai ai vari particolari  formuli le tue ipotesi
i fatti sono oggettivi,l’interpetazione è soggettiva.
esempio: sui giornali vengono riportate ogni giorno ogni genere di notizie,ma l’interpretazione di ogni giornale è diversa. Riuscire a separare i fatti dalle opinioni è spesso difficile ma è  un ottimo esercizio mentale per esercitare il pensiero critico

Viviamo immersi nelle ipotesi e nelle interpretazioni per dare un senso al mondo e a ciò che ci accade.Alcune sono azzeccate,altre si rivelano sbagliate e producono comportamenti negativi.
 
4.quarto gradino: le conclusioni
sulla base di ipotesi fatte arriviamo a una conclusione ‘E’ così ‘Questa è la propria verità  

5.quinto gradino : le convinzioni
Quando le conclusioni  si ripetono ‘E’ cosi’ ..sì è proprio così’ si trasformano in convinzioni positive o negative

6. sesto gradino: L’AZIONE
Le convinzioni e i relativi stati d’animo ci portano a decidere  ‘ Ecco ..questa è la decisione giusta’ quindi  passi all’azione

La rete di convinzioni  è come una struttura statica,un insieme di verità solide nelle quali spesso rimaniamo incastrati
Tutti fanno così

si è sempre fatto così
io ho ragione non ci sono altri modi di vedere la faccenda

La tecnica della scala è utile
per analizzare il processo mentale che ognuno fa per

arrivare a una conclusione e decidere
Esserne consapevoli può evitare di passare all’azione troppo in fretta con risultati disastrosi

Usando i diversi gradini della scala 

1 puoi capire quale gradino tendi a saltare
2se tendi a fare ipotesi troppo rapidamente con pochi dati e informazioni alla mano
3 se prendi solo alcune informazioni e dati ignorandone altri

Inoltre questa tecnica ti aiuta
•a fare un check up per aggiornare e usare le convinzioni in modo più elastico e flessibile
•evitarti di rimanere ostinatamente fermo nella tua idea o opinione.L’obiettivo è arrivare a conclusioni più adeguate ed efficaci
• analizzare e testare i vari aspetti,le informazioni, i dati
• valutare o mettere in discussione le conclusioni di un’altra persona

Ecco alcune domande chiave
conclusioni
Perché sono arrivato a questa conclusione? è corretta e valida in questa situazione?
ipotesi, supposizioni
Perché sto facendo queste supposizioni?Le mie supposizioni sono valide?
su che fatti,informazioni,dati è basata?
convinzioni
Che convinzioni mi portano all’azione?sono fondate?
dati,informazioni,fatti

Che info e dati ho scelto di usare e perché?Ho selezionato dati e info con cura?
Ci sono altre info e fatti che dovrei prendere in considerazione?
azione

Perché ho scelto questo modo di agire?
Ci sono altre azioni che potevo prendere in considerazione ?
Perché penso che è la cosa giusta da fare? Qual’è il ragionamento fatto? In che modo sono arrivato a questa conclusione?

Un altro uso della scala
Puoi usare la scala anche

1 per confrontarti con le idee e le conclusioni degli altri
Siamo tutti d’accordo su questi fatti? Oppure no?
Come siamo arrivati a questa ipotesi?con quali informazioni/dati ?
2 per fare una verifica e avere un feedback
Spiega a un /una collega il tuo ragionamento e come sei arrivato alla conclusione X

3 per mettere in discussione le conclusioni di altri
spiegando il tuo punto di vista passo per passo.

Questo eviterà di creare tensioni,conflitti inutili e faciliterà tutti ad arrivare a una decisione condivisa

il video di TED

CV marketing:ecco come creare il CV che fa la differenza

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CV MARKETING vittoria nervi,creare il CV,come fare un CV

Molte persone che cercano lavoro dopo aver inviato,senza risposta, qua e là il loro CV sono giustamente deluse.
Trovare lavoro è difficile ma forse vale la pena farsi una domanda
Il mio CV come mi presenta? E’ professionale o un necrologio della mia esperienza?

Ho i 4 strumenti giusti per promuovermi a livello professionale?
*il CV
*la lettera di presentazione
*le skill per presentarmi al meglio e gestire un colloquio
*il portfolio per mostrare cosa so fare?

Spendere per un CV professionale non sono soldi sprecati ma un saggio investimento.
“Investire in pubblicità in tempo di crisi significa costruirsi le ali mentre gli altri precipitano
Steve Jobs  

In cosa investire?
Crearti il tuo brand personale e saperlo promuovere non è un plus superfluo ma sta diventando cruciale se vuoi navigare in questo turbolento mercato del lavoro.
Il tuo brand è la tua immagine,la tua reputazione

a categoria?Forse penserai alla preparazione alle capacità,all’esperienza,ai talenti,al know how.Certo questi fattori sono importanti.

Fra due neolaureati con la stessa votazione ,preparazione quale  è l’elemento chiave nel mercato globale che fa la differenza?

Le competenze  da sole non bastano.
In un gruppo di aspiranti a un posto di lavoro quel che conta è la tua immagine e la tua reputazione.Secondo una ricerca di Adecco LinkedIn è il social network più diffuso e utilizzato a livello di recruiting.

La tua immagine nel mercato
L’immagine decide. L’immagine è il tuo marchio e dice chi sei.Come vieni visto e percepito dagli altri attrae o allontana.In un colloquio di lavoro,è proprio l’immagine che proietti che fa la differenza oltre ad un curriculum efficace e valido. 
Se vuoi trarre maggior vantaggio dalle opportunità che ti si presentano è fondamentale curare la tua immagine,ciò che vuoi rappresentare sul mercato.

La domanda che con più frequenza chiedono ad un colloquio di lavoro è Mi parli di Lei…’una domanda semplice che però mette in difficoltà molti.Una presentazione sciatta e improvvisata,uno storytelling piatto,senza entusiasmo non dà una buona impressione a chi deve assumere.

Quale immagine hanno di te i tuoi amici, colleghi,clienti?
Cosa pensano “gli altri” di te professionalmente?
Chiedi loro di definirti in 3 parole.

Prova,in seguito,a trovare tu stesso le tre parole che ti definiscono.Potrai così iniziare a capire cosa definisce la tua immagine,le qualità che,propriamente sviluppate,ti distingueranno e ti renderanno unico.

il ‘prodotto’ sei tu
Il tuo obiettivo è comunicare e promuovere la tua professionalità,le tue doti personali.Devi essere capace di ‘vendere’ tutto questo come se  fosse un prodotto di qualità.
Per farlo hai bisogno di crearti un ‘marchio personale’  cioè un personal brand  
♦ il giusto mix fra la tua passione,le tue abilità e i bisogni del mercato.
♦un insieme di percezioni,emozioni che tu susciti nel rapporto con gli altri

Il tuo brand, se è efficace e coerente, ti permette di emergere fra i tanti che hanno le tue stesse competenze o expertise

Ogni marchio di qualsiasi prodotto ha delle caratteristiche per distinguersi ed emergere dal mercato ma tutti i brand si basano su 3 regole fondamentali del marketing:
chiarezza
costanza /fedeltà
coerenza 

Anche il tuo brand deve rispettare queste 3 C.Vediamo come

1 chiarezza
Ogni marchio ha una parola chiave sulla quale si focalizza e che lo caratterizza.
Ogni marchio promette un valore che viene  comunicato
Ad esempio
Volvo sottolinea il valore della  sicurezza
Barilla l’ affidabilità (Dove c’è Barilla c’è casa)
Che parola chiave useresti per McDonald’s. ,BMW o Nike.?

Ora prova a fare altrettanto come se fossi un prodotto
Ad esempio
Io sono la persona che dà ( aggiungi un paio di aggettivi che esprimono il tuo valore)
Io sono la persona che fa…..

Attenzione! Non una persona ma la persona cioè la migliore nella mia categoria. 
Ogni brand è costruito per dare la percezione di essere il migliore nella sua categoria di appartenenza

2  costanza
Le persone a cui rivolgi (il tuo target professionale) vogliono sapere cosa aspettarsi da te.
Se mandi messaggi  contradditori li confondi su ‘chi sei’ e cosa ti rende speciale.
Il tuo marchio diventa solido e affidabile quando comunichi agli altri le stesse immagini,pensieri,stati d’animo,valori.

3 coerenza
un personal brand è autentico quando usi i tuoi valori,le tue passioni e i tuoi punti di forza per distinguerti dagli altri.Se vuoi costruire un brand vincente è fondamentale capire ‘chi sei’ e cosa hai da offrire
Non è quindi trascurabile la valutazione di quanto possa pesare sul  tuo successo la capacità di comunicare i tuoi valori.

L’anima del TUO  brand  è : la tua Vision, la tua  Mission e i  valori devono essere percepiti dalle persone a cui ti rivolgi (il tuo target) come un insieme coerente a tutti i livelli.

Essere coerenti non significa rimanere statici,fare e dire le stesse cose,vivere di rendita senza aggiornarsi MA imparare cose nuove,leggere quel che accade intorno( specie i trend nel tuo settore professionale,ipotetiche opportunità..).
E’ un adattamento continuo che mette in campo la tua creatività,il tuo spirito di iniziativa,la tua determinazione rimanendo coerente con i tuoi valori professionali e personali

In un mercato del lavoro volatile e in rapida trasformazione investire nel tuo  personal brand online e offline è un must che fa la differenza se non vuoi rimanere al palo

Hai dubbi o non sai cosa fare e come iniziare?
scrivimi vittoria.nervi@gmail.com
e fissa una consulenza gratuita

Il tuo curriculum non funziona? fai il check up del tuo CV in 7 passi

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Il tuo CV è uno degli strumenti basic nella tua campagna di marketing.E’ il primo impatto e il primo contatto con chi deve decidere se il tuo profilo è interessante e quindi chiamarti per un colloquio.
Il colloquio è un’altra storia dove gli elementi fondamentali sono
♦la prima impressione come presenza,competenza,sicurezza nelle tue capacità.
♦ lo sorytelling che scegli per auotopromuoverti e convincere che TU sei proprio la persona giusta che stanno cercando

Prima di inviare il tuo CV faresti bene ad accertarti che quei 2/3 minuti che passeranno, mentre chi seleziona da’ un’occhiata al tuo CV,siano positivi e convincenti

Ecco un breve check up

1 perché stai inviando il CV?

2 che cosa ti distingue dagli altri?
Il tuo CV  deve essere focalizzato sui risultati che hai ottenuto.
Per risultati intendo numeri,percentuali,dati concreti
esempio:
costruito 4 siti web aziendali
gestito un portafoglio di 50 clienti
migliorato le vendite del 30% nell’arco di un anno

3 precisione

date che si riferiscono al periodo di lavoro,master,corsi…

4 chiarezza e semplicità

evita di usare paroloni,neologismi,cliché e frasi ritrite che usano tutti
Ho buoni doti comunicative
ottima motivazione
Attitudine al lavoro di gruppo

5 un layout che renda il contenuto leggibile
Anche per il CV vale il detto’anche l’occhio vuole la sua parte’.Il layout del CV è la confezione del tuo prodotti di marketing.
Metteresti un prodotto di valore in una scatola anonima o avvolto in un foglio di giornale?
La scelta del format dipende dal tipo di informazioni vuoi mettere in evidenza.
Come un vetrinista devi scegliere come disporre ‘la merce’ nella tua vetrina. Le informazioni possono essere distribuite su una unica colonna,su 2 o anche 3.
 leggi come rifare il look al tuo CV

6 dinamicità

il tuo CV non è un foglio muto e piatto.Deve essere dinamico e ‘parlare’ per te se vuoi che catturi la giusta attenzione,la curiosità di chi legge.Com dare movimento,dinamicità ed entusiasmo al suo contenuto? Usa i verbi dinamici.
I verbi dinamici sono tutti quei
verbi che valorizzano tue qualità personali e i risultati,
danno una marcia in più e tracciano la direzione quando illustri i risultati.

leggi le parole chiave nel tuo CV fanno la differenza

Un CV senza parole chiave è come una pietanza senza sapore,un oggetto incolore che ti rende invisibile.Più sono centrate e specifiche del settore in cui intendi lavorare, più credibilità e punti acquisterai in vista di un colloquio

7 allestisci la tua vetrina
Ogni vetrinista sceglie gli articoli migliori da mettere in vetrina per attirare i potenziali clienti.La tua vetrina è la parte superiore della prima pagina.
E’ qui che devi presentare al meglio le informazioni più importanti: chi sei,cosa sai fare,le tue skill,i migliori risultati ottenuti

7 DOMANDE
1 Come puoi  fare in modo che il riflettore punto proprio sul TUO CV?e ottenere il colloquio

2 Quali problemi puoi incontrare per creare il tuo CV?
3 sai quali competenze,esperienza e capacità cercano le aziende?
4 sai per quali motivi il tuo CV non cattura l’attenzione di chi seleziona i curricula?
5 hai la capacità di stendere un CV che sottolinei,metta a fuoco i tuoi punti di forza,le tue potenzialità e le tue risorse?
6 sai  identificare e valutare i tuoi talenti,le tue competenze chiave,valorizzare il tuo profilo professionale e la tua esperienza?
7 sai cosa dovresti inserire e cosa omettere nel tuo CV?

 

 

 

 

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Vuoi far centro nel mondo del lavoro? : i 4 passi per iniziare il tuo self marketing

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Incertezza,precarietà,disoccupazione sono i tre fantasmi che si trovano a combattere i giovani
La scuola,la politica non hanno fornito nessun strumento per navigare nell’oceano burrascoso di un mondo in rapido cambiamento.
Con le nuove tecnologie cresce la domanda di sempre nuove competenze,la necessità di reinventarsi, di adattarsi creativamente cercando nuove strade, nuovi modi di lavorare e di proporsi.
Il lavoro e la carriera diventano sempre più una sfida ad autogestirsi,a cercare soluzioni diverse

Il fattore chiave,l’ingrediente base sono i tuoi asset,gli strumenti che puoi mettere in campo per aprirti un varco e promuovere le tue capacità,il tuo saper fare qualcosa.
Diventa,quindi,sempre più necessario imparare a fare marketing,a offrire il proprio valore professionale.
In inglese il termine che sintetizza tutto ciò è ‘marketability’ cioè la capacità di sapersi promuovere con strumenti efficaci per diventare interessante nei riguardi di una potenziale azienda e battere gli altri che aspirano a quel lavoro.
Questo obiettivo è raggiungibile se sai gestire la tua carriera e la tua professionalità ampliando le tue competenze e le tue conoscenze( il sapere e saper fare) con una  formazione continua

Nel libro Promote Yourself: The New Rules for Career Success Dan Schawbel illustra il processo
da compiere in un periodo di cambiamenti e incertezze

Una delle aree clou è lo sviluppo di skill efficaci per fare self marketing
Ecco i 4 passi

1. quali sono le tue skill?
Conoscere le tue competenze e le tue doti personali e come esse possono essere

usate nel  lavoro e nel settore professionale che ti interessa.
Quando si parla di skill non si intende solo quelle prettamente tecniche riferite a uno specifico lavoro ma anche a quelle definite soft skill altrettanto importanti e decisiv
un esempio? la capacità di comunicare,la capacità di gestire e ottimizzare il tempo

Come fare per capire quali sono le tue?
Occorre saper analizzare n modo oggettivo i propri punti di forza e le proprie critticità
Per farlo ci sono diversi strumenti di valutazione: test mirati per capire il tuo stile comunicativo,come gestisci il tuo tempo,quale è l’area professionale in cui puoi eccellere…
Uno degli strumenti basic è la SWOT
uno strumento utile. la SWOT

2 su cosa vuoi puntare?
è meglio concentrarsi a rafforzare e ampliare i tuoi punti di forza o lavorare sui tuoi punti critici?
Se  dedicherai il tuo tempo ad ampliare il campo delle tue aree di forza vedrai più rapidamente i risultati.Questo darà carburante alla tua motivazione,alla fiducia in te stesso  e ti incoraggerà ad andare avanti con entusiasmo senza perderti d’animo

cosa hai nella tua ‘borsa’ professionale?

Investi il tuo tempo per sviluppare e consolidare le skill che hai già.Le opportunità e le risorse gratuite o a pagamento non mancano: corsi in aula oppure online,webinar,ebook da scaricare,
Su internet puoi trovare quel che hai bisogno.

facciamo un esempio:
1 inglese: se dici di saperlo ma non hai un certificate riconsciuto prova prepararti per sostenere un esame al tuo livello
2 informatica: sai usare il pacchetto office ?puoi imparare ad usare nuovi software o prepararti per la patente ECDL
3 gestione del tempo: riesci a far tutto in tempo ma pensi di poter ottimizzare maggiormanete il tuo tempo?
 leggi i magnifici 4 per organizzare il tuo tempo
Ci sono principalmente 2 stili di gestione del tempo.Per sapere il tuo e imparare le tecniche più efficaci per te c’è il modulo ‘time management’

4 saper formulare un obiettivo
leggi questi articoli
scopri che tipo sei

3 che skill hanno più valore nel mercato del lavoro?
le skill che il mercato sta cercando
essere in grado di promuoverti(marketing personale) di comunicare il tuo valore aggiunto e dimostrare che tu sei la persona giusta che capisce di cosa ha bisogno quella azienda

4.metti in vetrina le tue skill
mostra e promuovi le tue skill per trovare nuove opportunità e costruire il tuo marketing personale
leggi
Metti in vetrina quello che hai da offrire.Come creare il tuo selling point
Cerchi lavoro?creare il tuo brand è importante
Marketing personale:Fai sapere chi sei e cosa sai fare

 

Per imparare le tecniche più efficaci
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Giovani e lavoro:per combattere la crisi il segreto è…..

Postato il

La precarietà viene spesso’venduta’ come necessità di un mercato sempre più flessibile e mobile dove le certezze e i diritti sono una chimera pubblicizzata con varie ricette da sedicenti esperti nel campo politico e da una miriade di economisti che ‘inventano’ soluzioni.

Subirla come un evento del destino o cercare il’che fare’?

le 2 parole chiave sono:formazione continua e  competenze

la formazione…sempre
formazione non significa pezzo di carta, corso di aggiornamento quando capita
In italia,paese dove tutti sono ‘dottore’ per anni la laurea  è stata una specie di bacchetta magica

Negli anni ’60-’70 la laurea significava un lavoro sicuro.
Negli anni ’80 e ancora di più nei ’90 l’associazione titolo universitario-lavoro sicuro subito’ ha subito una sorta di downgrade.
Oggi non è più uno status symbol o il semaforo verde per l’ accesso a un lavoro meglio retribuito

L’istruzione è fondamentale.L’università è utile ma non è una garanzia per una carriera di successo soprattutto com’è ora..E NON BASTA
Non basta avere 110 e lode se non si tiene in seria considerazione l’idea di un’educazione permanente (lifelong learning) cioè tutte quelle opportunità educative formali (istruzione e formazione certificata) e non formali, l’informatica, le lingue straniere….

quale pezzo di carta?
I pezzi di carta non sono tutti uguali: alcuni garantiscono la disoccupazione, altri no.
Entro il 2020 molti lavori tradizionali spariranno e mancheranno figure professionali in vari settori: risparmio energetico,energie alternative,informatica,benessere

Il mercato delle carriere tradizionali  si sta riducendo,così come tutte quelle tecniche che funzionavano per trovare lavoro.Internet e le nuove tecnologie hanno permesso nuovi business e la nascita di molte start up

gli strumenti
•pubblicità a costi contenuti in rete,adsense, email marketing, social media
•spazio-ufficio  virtuale sfruttando i social media
•il networking
•connessioni sempre più veloci, Wi-Fi hot spots low-cost
•apps,i tablet

facile? no di certo.

Secondo i dati del Bureau of Labor Statistic pubblicati dal New York Times, sui 30 lavori in rapida crescita nei prossimi anni solo 7 richiedono una laurea. 
Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?

Ci sono lavori così nuovi che non sono ancora contemplati nell’ordinamento scolastico.
La chiave è intercettare i nuovi bisogni delle persone,creare un lavoro per offrire loro un servizio
Bisogna passare dal paradigma ‘cercare’ un lavoro (mentalità del dipendente) a creare un lavoro.

Per questo occorre essere preparati,tenere le antenne ben posizionate per cogliere le opportunità che spesso non sono così palesi e restare aggiornati
La società del terzo millennenio è la società della conoscenza quindi è vitale imparare ad apprendere

Oggi queste aspettative sono sfumate quindi occorre far leva sulla propria creatività e inventarsi qualcosa di nuovo.Per fare tutto questo però, occorre spirito di iniziativa, intraprendenza.Tutte cose che non sono contemplate nella società italiana, dove  il lavoro si cerca e non si crea,dove il principale obiettivo è il pezzo di carta, dove alle persone si insegna a cercare lavori da dipendente

Le politiche per l’occupazione
sono dispersive e poco mirate,senza un piano strategico nazionale

Il capitale umano è poco valutato nel nostro Paese dove invece del criterio –merito vige
la rete familistica delle raccomandazioni

le competenze
Nel rapporto ISFOL del 2013 sulle competenze indicate dall’OCSE  gli italiani non brillano
Le competenze di base (lettura,scrittura,matematica… sono valutate su una scala di 5 livelli.

Dove stanno gli italiani?

Le competenze sono espresse in punteggi da 0 a 500: le competenze alfabetiche degli adulti italiani arrivano solo a 250, contro una media Ocse di 273.
Nelle competenze matematiche la media italiana è pari a 247 rispetto a 269 di quella Ocse.

DATI SIGNIFICATIVI
♦il 70% degli italiani dai 16 ai 65 anni non arriva al livello 3, considerato il minimo indispensabile per «vivere e lavorare nel XXI secolo».
♦l’Italia è all’ultimo posto rispetto ad altri Paesi nelle competenze alfabetiche
♦penultima nelle competenze matematiche (numeracy)

Da segnalare anche il divario fra nord e sud del Paese
Nel prossimo post :quali competenze per vivere e lavorare nel futuro prossimo?

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