autoefficacia

6 cose da fare quando le persone vogliono smontarti e scoraggiarti

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SIGNORNO
Ti sarà magari capitato tutto entusiasta e gasato di parlare a persone di fiducia  di una tua idea,un progetto,un cambiamento che vorresti fare pensando di trovare dall’altra parte orecchie che ti ascoltano, un supporto morale e parole di incoraggiamento e invece….ecco un fuoco di fila di obiezioni,di critiche,di martellate con lo scopo di smontarti

lascia perdere…te lo dico per il tuo bene
ma sei sicuro?…è difficile riuscire
Questa compagnia di guastatori tossici si trova annidata dappertutto:al lavoro,in famiglia,fra amici,parenti,partner….
Hanno sempre in serbo la freccia avvelenata per colpirti,la frase ad effetto per deprimerti e attorcigliarti lo stomaco

perché lo fanno
1 non sono riusciti a realizzare i loro sogni e progetti quindi si danno da fare con tutta l’energia per affossare i tuoi
2 per colpa di qualcuno,dei pianeti avversi,per paura hanno vissuto di mediocrità nel loro cocoon.Magari volevano farlo ma non hanno osato cambiare quindi tu diventi il loro capro espiatorio per procura.Mal comune mezzo gaudio
Nella testa di questi signornò scatta un mix esplosivo di invidia,gelosia,paura che tu riesca,fantasmi dei loro fallimenti…

Chi perde denaro, perde molto; chi perde un amico, perde molto di più; chi perde la fiducia in se stesso, perde tutto. (Eleanor Anne Roosevelt)

cosa fare
1 tu hai in mano il timone
i commenti negativi vengono da chi proprio non ti aspettavi?
♦Prova a chiedere quali sono i loro dubbi e prova a controbattere con calma senza finire in discussioni che accendono la miccia e iniziano l’escalation di accuse,offese…
♦ digli come ti senti usando i messaggi IO
La vita è tua e il viaggio che hai iniziato da quando sei nato sei tu a dirigerlo.
Per la tua  tranquillità e pace mentale non cercare l’approvazione degli altri specie quelle persone che sono più legate a te.Ognivolta che vuoi decidere o fare qualcosa e qualcuno è di parere contrario chiediti :posso fare a meno della approvazione di X ?Ascoltati.Senti che stati d’animo provi. Continua a ripetere la domanda per 20 minuti fino a quando ti sentirai più sollevato e tranquillo. Fallo regolarmente per mantenere la tua indipendenza e il tuo diritto di scegliere.
Negoziare è possibile. Lo fanno anche nazioni fra loro nemiche.Svendere i propri sogni,svuotare i propri valori e consegnare la nave a un altro comandante è fatale.
Se ti senti deluso,arrabbiato,ti manca il respiro come se fossi fra le sbarre significa che il tuo sistema d’allarme ti sta segnalando che nel tuo spazio c’è un estraneo.

Che tu creda in te stesso quando cento persone non ci credono è molto più importante del fatto che cento persone credano in te quanto tu non ci credi
(Mark Fisher)

2 elimina i tuoi pensieri negativi
Fermati per un attimo e fai un check up.
Spesso le persone che hai intorno fanno da specchio e riflettono i pensieri negativi che ogni giorno innaffi e concimi con cura.
I pensieri negativi sono come i virus nei computer.A poco a poco se non si usa  un buon antivirus bloccano il software.
Se ognuno di noi fosse positivo al 100% in ogni campo della vita e sui suoi obiettivi non daremmo tutto quel peso al giudizio degli altri,specie le persone negative e prenderemmo le loro opinioni per quello che sono:il loro punto di vista

3 Applica la regola del 70%
questa persona è positiva per te il 70% del tempo?
Se rispondi sì allora lascia correre.Magari sta passando un periodo di stress e non vale la pena mandare all’aria un rapporto che vale per un momento-no.
Se la tua risposta è NO allora forse è arrivato il momento di ridisegnare i tuoi confini e mettere qualche paletto

4 Ignora il signornò:la tua passione e la fiducia in te stesso sono priorità.
Blocca al portone il signornò di turno e rigetta gli schizzi di fango che sta lanciando.
Accendi un po’ di musica e ripeti questo mantra: quel che dici non mi interessa’
Fai scivolare le sue obiezioni grasse sulle tue orecchie impermeabili.
Ti piacerebbe guardarti indietro in futuro e rimpiangere il giorno in cui sei stato ad ascoltarlo?

5 dacci un taglio.La vita è breve
il tuo signornò è piazzato in casa tua? (un familiare, il tuo /la tua partner)
Se sei incartato in una relazione tossica con qualcuno che non perde occasione per sabotare le tue ambizioni è meglio dare un taglio per salvare la tua parte sana.Puoi sopravvivere e,anzi,vivere meglio.
Scegli con cura le persone da avere intorno.Meglio quelle che ti autano a gonfiare i tuoi palloncini che quelle che si aggirano per bucarli a tradimento.
Non si può piacere a tutti.Importante è piacere ed essere orgogliosi di se stessi,quindi non preoccuparti.
Concentrati su quello che TU vuoi fare

6  nessuno ha la sfera di cristallo
Nessuno sa prevedere al 100% il futuro.Non prendere tutto per oro colato
Con le persone amiche e i familiari è facile prendere come verità quello che dicono.Non confondere il bene che hanno per te con quello che e’ giusto per te solo.
Ti vogliono bene certamente ma questo non significa che ogni loro opinione o consiglio sia quello giusto.Possono darti un parere negativo perché si preoccupano troppo,perché non sanno le tue potenzialità e la tua motivazione.

Chi cerca di smontarti ti srotola davanti un panorama tinte fosche se farai iquel che vorresti fare.
A chi vuoi scegliere di credere?

Alle loro obiezioni che sembrano oro colato o a te stesso?
Tutto è possibile.Gli ostacoli,anche quelli più difficili,hanno una ‘chiave’ per andare oltre:credere in se stessi e concentrare tutta la propria energia per superare l’ostacolo. 

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Vuoi cambiare? 2 test per scoprire la tua scorta di autoefficacia

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autoefficacia ,

Il Senso di Autoefficacia è il motore che spinge all’azione.
Il termine e il concetto di autoefficacia è stato formulato da Albert Bandura che lo ha definito come
l‘insieme delle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.

leggi Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

Le persone con un scarsa efficacia
• ‘volano basso’ cioè non hanno grandi aspirazioni e si impegnano lo stretto necessario o nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono per se stesse.
•al primo ostacolo o alle prime serie difficoltà mollano ‘tanto so che non ce faccio’ ‘non sono capace’

Quanto ti senti  in grado di determinare le tue decisioni, di influenzare i risultati di fronte a ciò che accade?
Sei di quelli che credono sia il destino,il caso,la fortuna,il karma?

oppure sei convinto  fermamente che vale la pena cercare di tenere la vita nelle tue mani?..e fino a che punto è possibile?
test  
  E’una questione di locus 

prendi il timone della tua nave
Una persona che sente di non avere in mano le redini della propria vita tende ad avere un atteggiamento passivo che può portare verso l’insuccesso
Per alcune persone la causa del fallimento è vista come incontrollabile quindi si convincono di non poter far nulla per modificare,cambiare o affrontare  una situazione e accettano con rassegnazione ciò che accade loro. Una bassa autoefficacia produce atteggiamenti incerti ed esitanti.Maggior fiducia nei confronti delle proprie capacità decisionali influenza positivamente il nostro impegno in termini di quantità di iniziative e di energie attivate.

il passato non si ripete
 Siamo influenzati quasi esclusivamente dalle esperienze del passato e non dai dati e dai fatti reali della situazione che stiamo affrontando. La valutazione della probabilità di riuscita non dipende dalla difficoltà del compito, ma dalle esperienze del passato che condizionano le aspettative per il futuro e dalla motivazione a intraprendere un compito. Anche se il compito è arduo, il soggetto motivato nono si lascia intimorire, ma ha fiducia di riuscire.Le esperienze precedenti che abbiamo in memoria se sono positive ( successi) consolidano le aspettative future,se sono negative (insuccessi e fallimenti) producono l’effetto opposto.

di chi è la responsabilità se qualcosa va bene o male?
Alcune persone hanno la tendenza ad attribuire le cause a se stessi (alle proprie capacità, impegno, intelligenza) altre persone a circostanze esterne (fortuna, caso, persone ).Questa e’ una semplificazione perché il ventaglio e’ molto più complesso. Vediamo le varie combinazioni:

Attribuire a se stessi sia i successi che gli insuccessi:
VANTAGGI: consente di riconoscere i propri meriti senza esagerare e affrontare gli insuccessi senza abbattersi, perché essendo questi ultimi dipesi dal soggetto, egli può individuare gli errori e correggerli.

Attribuire a se stessi gli insuccessi, alle circostanze i successi:
SVANTAGGI :produce vittimismo (sincero o strategico) oppure ostentazione di umiltà

Attribuire a se stessi i successi, alle circostanze gli insuccessi:
SVANTAGGI produce vanagloria,delirio di onnipotenza e attribuzione di meriti infondati

Attribuire alle circostanze sia i successi che gli insuccessi:la persona si sente in balia degli eventi, si rassegna passivamente a tutto quello che accade

La combinazione migliore?dipende dagli eventi.
Ci sono eventi che con tutta la buona volontà non possiamo controllare. Attribuirsi la responsabilità in questo caso produce inutili sensi di colpa e di impotenza.( i famosi avrei potuto,dovuto…se non dicevo,facevo…).
Sono circostanze imprevedibili e dolorose e sentirsi responsabili anche per altri fino a cercare ‘la punizione’ vorrebbe dire farsi del male inutilmente.
Allo stesso modo, è infantile tirarsela troppo per successi dovuti a circostanze favorevoli (es: avere alle spalle una famiglia che conta,aver avuto un colpo di fortuna,una raccomandazione…),oppure ingigantire la difficoltà di un compito per dimostrare agli altri che siamo eroi .

IL RUOLO DEGLI ESEMPI
Vedere persone come noi che raggiungono gli obiettivi perseverando ci da’ la giusta carica per impegnarci e farcela. Al contrario focalizzare la propria attenzione su persone che falliscono indebolisce l’autoefficacia ed abbassa il livello di motivazione. ( se non ci e’ riuscito lui/lei figurati se io…).Quindi meglio ispirarsi a modelli che con il loro comportamento,le loro conoscenze e le strategie hanno ottenuto o ottengono il successo.

CONVINCERE SE STESSI
Le persone convinte di avere abilità e capacità per realizzare il loro obiettivo non si arrendono facilmente e non dubitano alle prime difficoltà.
Certo è più difficile rinsaldare l’autostima e il senso di efficacia se si è pessimisti .Le persone già convinte di non essere capaci finiranno per evitare prove impegnative o rischi

COME CI SI SENTE
Lo stress, la tensione, la stanchezza vengono spesso interpretati come segnali di possibile insuccesso. L’umore influenza molto il proprio stato d’animo.Se ci sentiamo bene e siamo positivi il senso di efficacia aumenterà e avremo più possibilità di farcela.Dal livello di autoefficacia che abbiamo dipende:
•il modo di reagire alle difficoltà della vita
•la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli e alle esperienze di fallimento,
•la quantità di stress e depressione vissuta.

Quanto più forte è il proprio senso di efficacia, tanto più avremo a disposizione un capitale di energia positiva per affrontare situazioni stressanti per cambiarle,modificarle o gestirle.Un basso livello di autoefficacia può dare ansia e portare alla depressione.
L’umore e l’autoefficacia vanno in tandem.

Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

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Ogni giorno ci troviamo di fronte al dilemma di SCEGLIERE fra due o più soluzioni da cosa mangiare a quale auto comprare, a come portare a termine un compito o trovare la soluzione ad un problema. Quali sono i criteri che ciascuno di noi adotta?

Le scelte quotidiane si basano sulla nostra personale percezione e valutazione della capacità che possediamo di farcela (a organizzare,agire,trovare i mezzi…) e questo DIPENDE dalla nostra collezione di successi e insuccessi incontrati e dalle nostre convinzioni di essere ok,vincenti piuttosto che insicuri e perdenti

Queste convinzioni contribuiscono a darci il senso della nostra AUTOEFFICACIA

esempio
 le persone che hanno raggiunto posizioni di prestigio sanno benissimo quanto valgono,Questo li porta a sviluppare un giudizio positivo su se stessi.Si sentono bene nella loro pelle

IL SENSO DI AUTOEFFICACIA, COS’È?

L’autoefficacia deriva dalla propria convinzione di avere :

1 la capacità di CONTROLLARE agire e gestire adeguatamente le situazioni in modo da raggiungere risultati prefissati e desiderabili.La percezione di avere il controllo produce dei vantaggi:
poter prevedere ciò che può succedere
poter affrontare un evento il più preparati possibile
allontanare l’ansia di non poter fare nulla e quindi di essere in balía degli eventi
essere motivati ad ottenere il proprio successo in un determinato campo.

2 la capacità di RISOLLEVARSI dopo un insuccesso

3 le COMPETENZE che si hanno o si pensa di avere in campo professionale e più in generale nell’affrontare gli alti e bassi della vita.
L’insieme delle convinzioni positive influenzano in modo considerevole i propri pensieri, le azioni ,come ci si sente e influenzano la propria motivazione ( perche’ farlo?)

LE TAPPE DELL’AUTOEFFICACIA

1 tra i due ed i tre anni e mezzo
si crea la prima coscienza del successo o del fallimento personale (notare che compare prima l’orgoglio per il successo e in seguito il senso di vergogna per il fallimento)

2 primi anni della scuola elementare
si crea il concetto di impegno necessario per portare a termine un compito
I bambini non sono ancora influenzati dagli insuccessi quindi se trovano delle difficolta’ ritengono che sia sufficiente impegnarsi di più per ottenereil risultato.
In seguito i bambini cominciano a capire che ci sono limiti personali e che questi non dipendono dell’impegno ma non si lasciano abbattere e ritengono di poter migliorare le proprie abilità. In questo periodo spetta agli adulti sostenerli e far loro capire il concetto di difficoltà del compito in modo chela loro autostima non ne risenta.

3 dalla scuola media a quella superiore
il concetto di abilità e di inabilità si fa strada soprattutto a causa dei giudizi, della valutazione e di come vengono pesate le proprie capacità da parte della scuola,della famiglia….

4 nell’età adulta
la propria autostima dipende in buona parte dal controllo che si pensa di avere su particolari eventi e generalmente ci si rende conto che si dovrebbe avere più controllo rispetto a quello che si ha già.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’AUTOEFFICACIA?
Dal senso di efficacia più o meno alto che hai dipende:
•se sceglierai o no di provare ad affrontare un compito o una situazione
•quanto impegno ed energie investirai
•se e per quanto continuerai a provare di fronte a ostacoli, difficoltà, lentezza di progressi o momenti di stallo, o se invece getterai la spugna
•che risultati otterrai
•che stati d’animo proverai prima, durante e dopo

Normalmente tutti noi possediamo un alto senso di efficacia per alcune attività ma non per altre Ecco un test per misurare l’AUTOEFFICACIA.Usalo per riflettere.

1 = Per nulla vero 2 = Poco vero 3 = Abbastanza vero 4 = Totalmente vero

1 Riesco sempre a risolvere problemi difficili se ci provo abbastanza seriamente
2 Se qualcuno mi contrasta, posso trovare il modo o il sistema di ottenere ciò che voglio
3 Per me è facile attenermi alle mie intenzioni e raggiungere i miei obiettivi
4 Ho fiducia di poter affrontare efficacemente eventi inattesi
5 Grazie alle mie risorse, so come gestire situazioni impreviste
6 Posso risolvere la maggior parte dei problemi se ci metto il necessario impegno
7 Rimango calmo nell’affrontare le difficoltà perché posso confidare nelle mie capacità di fronteggiarle
8 Quando mi trovo di fronte ad un problema,di solito trovo parecchie soluzioni
9 Se sono in “panne”,posso sempre pensare a qualcosa da mettere in atto
10 Non importa quello che mi può capitare, di solito sono in grado di gestirlo

 

donne al lavoro:10 dritte da mettere subito in pratica per farsi valere

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Molte donne nei posti di lavoro si lamentano,giustamente,che spesso vengono messe all’angolo,le loro proposte sono scippate dal furbo o dalla furba di turno che hanno più faccia di bronzo o  hanno imparato l’arte di fare molto fumo e poco arrosto, ‘leccare’ e ungere le ruote giuste.
Sul posto di lavoro 3 ostacoli principali nei quali inciampano molte donne sono:
♦la scarsa autostima
♦un senso di autoefficacia in rosso,cioè una bassa fiducia riguardo alle proprie capacità di organizzare e agire per raggiungere un obiettivo.Chi ha un senso di autoefficacia basso tende a ‘volare basso’,non osare e non rischiare,a scegliere obiettivi limitati e impegnarsi poco.Meglio stare nella zona comfort
una assertività ondivaga,cioè infiniti dubbi su come farsi valere senza passare per ‘le solite stronze’ o isteriche (come chiedere,farsi sentire,proporre un progetto? come fare critiche? )

Per costruirsi il proprio spazio e una solida credibilità è necessario cambiare ottica.
Per prima cosa fai attenzione al tuo linguaggio non verbale. Ognuno di noi parla in prima istanza con il proprio corpo attraverso i gesti,lo sguardo, la postura,la voce…. 
Solamente il 7% di tutte le informazioni di un discorso passa attraverso le parole; il restante è comunicazione non verbale.
Per cominciare dall’ABC ecco 10 regole pratiche da applicare subito per migliorare il tuo ‘body language’

1 usa lo sguardo business
Al lavoro per avere credibilità,non essere fraintesa ed essere presa sul serio devi imparare a usare lo sguardo giusto che ti dà autorevolezza e non è fonte di ambigue interpretazioni.
Il modo di guardare non è sempre lo stesso.
Quando sei con persone amiche certo non fai il check up dello sguardo ma al lavoro meglio dare il messaggio giusto. Come guardare? Creando un immaginario triangolo sul viso del tuo interlocutore
La base sono i suoi occhi e il vertice su un punto della sua fronte.Questo tipo di sgardo è definito ‘sguardo business’.
Se inverti il triangolo e punti la tua attenzione sull’area fra gli occhi e la bocca potrebbero nascere equivoci e fraintendimenti che è meglio evitare perché questo tipo di sguardo è più adatto a incontri e contesti sociali extra lavoro.E’ quello che usi in genere quando sei con persone amiche
Leggi :I 4 modi di guardare gli altri e la tecnica -triangolo
prima parte  seconda parte

2 controlla la testa
Inclinare troppo la testa o annuire più del necessario è una abitudine tipicamente femminile.
Certo quando ascolti per far capire che stai seguendo e che l’argomento ti interessa è ok segnalarlo ma farlo troppo spesso manda un messaggio di sottomissione fra le righe.
Usa questi movimenti per dimostrare la tua attenzione,per incoraggiare qualcuno a continuare ma quando vuoi dare l’immagine di una donna sicura di sé o vuoi che la tua opinione,la tua idea sia presa sul serio tieni la testa dritta e ferma in posizione neutra

3  evita l’effetto gomitolo
le donne spesso si auto-rimpiccioliscono come se avessero timore di rubare spazio.
Si tengono le braccia incollate al corpo,accavallano le gambe,si incurvano come ricci,tengono il loro materiale in poco spazio e alle riunioni cercano di mimetizzarsi come i camaleonti
Hai mai notato quanto spazio occupano le persone che contano? Si espandono,allargano le braccia in ampi gesti.
Nel libro ‘La dimensione nascosta‘ Edward T. Hall parla della‘Prossemica’,una disciplina che studia lo spazio personale e sociale e come la persona li percepisce,le relazioni di vicinanza nella comunicazione interpersonale.
Lo spazio personale non è uguale per tutti.Ci sono delle differenze tra il genere maschile e femminile nell’uso dello spazio personale
La gestione del proprio spazio ‘bolla’ presenta problematiche diverse per le donne per vari fattori soggettivi e oggettivi ( modelli culturali,familiari…)
Molte donne al lavoro,alle  riunioni,nelle situazioni di business hanno soggezione dello spazio di potere e quindi  tendono  a occupare poco spazio quasi volessero scusarsi per la loro presenza.Si  restringono nelle spalle,si raggomitolano.
L’autorevolezza di una persona a livello non verbale si nota dallo spazio che occupa e dalla sua postura eretta.Tieni le spalle all’indietro e la testa eretta e alla prossima riunione invece di tenere il tuo armamentario ammucchiato in uno spazio minuscolo allargati e reclama la tua area d influenza..Prendi come esempio il pavone che mostra con orgoglio le sue piume. Questo  comunicherà  assertività e fiducia in se stesse e nelle idee che si propongono.

4 evita l’effetto femminuccia
Ogni persona quando è sotto stress usa dei gesti per scaricare la tensione: si sfrega le mani,si prende il braccio o si tocca il collo.Le donne spesso hanno de gesti caratteristici:si toccano i capelli,si arrotolano una ciocca,giocano con braccialetti e collane..
Tieni le mani in grembo o sul tavolo se sei a una riunione o durante un colloquio

5 la tua voce è un’arma
Imitare la voce di Marilyn Monroe o di Kim Kardashian va bene al cinema.
Al lavoro la vocetta da ragazzina indebolisce la tua credibilità e il tuo potere.Certo otterrai l’effetto di non intimidire chi ti sta intorno ma darai l’impressione di una persona inaffidabile,poco sicura di sé  che chiede il permesso di fare e dire invece di affermare la sua presenza e la sua personalità..
Molte volte sembrare più vulnerabili è un modo per evitare il confronto con l’aggressivo di turno o con qualcuno più assertivo che non ha la minima voglia di farsi mettere i piedi in testa.
Si indietreggia,ci si difende…anche con la voce.
Molte donne quando parlano alzano il tono di voce alla fine di una frase come se fosse una domanda,una richiesta di approvazione e non una affermazione netta di quel che stan dicendo.Sembra che aspettino un ipotetico semaforo verde da qualcuno ( sto dicendo qualcosa di sbagliato,una cretinata, per caso?).
Quando vuoi fare una proposta o esporre una tua idea segui questo schema vocale:
inizia con un tono fermo poi alza via via il tono di voce mentre esponi e chiudi il discorso diminuendo il tono.
Per imparare ad usare la tua ‘voce assertiva’ occorre far pratica.
Parla per uno o due minuti e concentrati sulla tua voce.
Il tono basso è associato con l’assertività e l’autorevolezza
Ora rifai l’esercizio e concentrati sul volume della tua voce.

check up
1 tono
Hai paura di parlare a voce alta?
Ti dicono spesso di alzare la voce,di ripetere perché parli a voce bassa?
Una donna non perde la propria femminilità se parla ad alta voce e scandendo chiaramente le parole.
E’ una donna assertiva.

2 dinamicità
quando parli vari spesso il ritmo e il tono della tua voce?

3 qualità della voce
quando non sai che pesci pigliare,vuoi ottenere qualcosa la tua voce diventa manipolativa (lamentosa,infantile,mielosa…)?

Prova a registrare la tua voce in varie situazioni(al lavoro,in famiglia,con amici,con qualcuno che non sopporti…) e riascoltala per capire come gli altri la sentono.Che impressione ti fa riascoltare la tua voce?

Nel prossimo post le altre 5 dritte

 

 

 

 
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3 modi di cambiare passo.Qual è il tuo ?

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Il mantra dei nostri giorni è imparare a cambiare.
Rinnovarsi e reinventarsi non è facile specie se 
continuiamo a percorrere la strada sbagliata del cambiamento.Se hai tentato varie volte di cambiare e non ha funzionato è probabile che tu abbia ritentato con perseveranza magari cambiando qualche virgola e pensando ok questa volta ce la faccio,questa è la volta buona E’ il tentativo più semplice che tutti in prima battuta facciamo e dopo vari tentativi se non succede nulla gettiamo la spugna

Fai il primo passo con fede,non occorre che tu veda tutta la scala:basta che cominci a salire sul primo gradino  Martin Luther King

un fantasma si aggira: la resistenza
la resistenza al cambiamento che porta le persone a crearsi delle routine abitudinarie di difesa che portano a bloccare o, almeno, a rallentare il cambiamento.
Col passare del tempo, queste cattive abitudini diventeranno parte integrante della cultura aziendale e la mineranno nel profondo fino ad influenzare addirittura le persone nuove che inizieranno a lavorare all’interno dell’organizzazione.

Ogni cambiamento ti mette in moto a 360°: coinvolge il corpo con le tue sensazioni,la mente con i tuoi pensieri, il cuore e le tue emozioni.E’ normale all’inizio sentirti un po’ smarrito e non sapere
che pesci pigliare.
Puoi fare resistenza passiva e lasciarti trascinare con scarso interesse o puoi resistere attivamente
combattendo ,opponendoti al cambiamento,bloccandoti a pensare e ripensare,rimandando al domani,facendo finta di cambiare mentre ti autosaboti con pensieri negativi,licenziando il cambiamento come qualcosa di assurdo
Ecco alcuni pensieri
tanto non cambia niente
non c’è niente da fare
meglio rimandare a….
non sono convinto…e se poi……
devo pensarci,riflettere ancora un po’..
vorrei ma non posso
tanto lo so come va a finire
alla fine a me va bene così

Da dove nasce questa resistenza?
Ecco un breve check up
sto andando contro uno dei valori della mia scala-valori?
ho paura di rompere qualche regola che mi hanno insegnato?
ho paura di cosa dirà la mia famiglia,i miei amici..la gente?
ho paura di essere criticato,isolato?
che cosa ho paura di perdere? la mia identità? il mio ruolo ?
ho paura di fare la figura dell’incompetente?di sentirmi inadeguato come un pesce fuor d’acqua?
ho paura del futuro?(cosa mi capiterà se…)
ho paura di perdere il controllo? Che la situazione mi sfugga di mano?( ce la farò?)
ho paura di strafare e avere troppe responsabilità?
ho paura che ancora una volta mi vada male? sbagli? fallisca?

 l’iceberg del cambiamento
sotto la superficie oltre le probabili resistenze e paure ci sono
le tue credenze : quali possono supportarti e quali sono ormai datate e quindi da eliminare?
i tuoi pregiudizi
le tue motivazioni
i tuoi interessi
le tue percezioni

1 circuito semplice :sbagliando si impara
il  primo comportamento di fronte al cambiamento è quello di buon senso cioè provi e se c’è qualcosa che non va correggi l’errore o trovi un’altra tecnica per ottenere risultati.
Naturalmente se proprio non cavi un ragno dal buco inutile incaponirti e sfidare i venti contrari.E’ il metodo empirico per tentativi, “by trial and error”
La domanda è: cosa devi cambiare? La correzione dell’errore è limitata mentre la strategia,il tuo approccio per raggiungere l’obiettivo o l’obiettivo stesso rimangono invariati.
Se funziona ti puoi fermare a questo livello altrimenti occorre passare a un livello più complesso

“Penso che se fai qualcosa e ti viene abbastanza bene, allora dovresti fare qualcos’altro di meraviglioso; non fermarti troppo a lungo su quello che hai fatto, ma concentrarti su ciò che farai dopo.” poster Apple anni 80

2  circuito doppio: pensare in modo diverso 
In questo secondo circuito quello che devi fare è un sano repulisti,lasciare andare alcune delle tue credenze e opinioni che riguardano la situazione e che ti bloccano sempre allo stesso punto,guardare lo scenario da un altra prospettiva, esplorare nuove soluzioni
Devi rendere flessibile come una canna di bambù il tuo modo di pensare,dare una forma nuova ai tuoi schemi mentali.In questo circuito devi rimuovere le cause di ciò che non va,rimettere in discussione il tuo obiettivo
domande: che altre opzioni ho per fare il prossimo passo avanti?
devo cambiare o riformulare il mio obiettivo? Come?
Quando inizi ad esplorare nuovi modi di pensare ecco che nuovi modi di comportamento iniziano ad emergere.Se funziona e ottieni risultati puoi fermarti a questo giro altrimenti è necesario passare al terzo livello

Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori. Quelli sempre al posto sbagliato. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non rispettano lo status quo. Puoi citarli, disapprovarli, glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli. Perché sono quelli che cambiano le cose. Fanno progredire l’umanità. E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo…sono quelle che lo cambieranno davvero                               (Steve Jobs-Walter Isaacson-Mondadori)

3 terzo  circuito: un cambiamento radicale
In questo circuito è essenziale fare l’esame di coscienza,mettere in discussione te stesso e i tuoi fondamentali,la tua vision,come ti vedi e come vedi il mondo
domanda:come posso rinnovarmi,re-inventarmi per trovare nuove strade,nuove opportunità?
A questo livello spesso è difficile mettersi in discussione spontaneamente  e scoprire  come puoi cambiare e quali passi fare.

Come  counselor
 posso  accompagnarti nel cambiamento
ecco il mio sito e come posso aiutarti

Cambiare lavoro in tempo di crisi:perché cambiare è difficile?

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Cambiare non è facile perché ognuno tende a mantenere i propri punti di riferimento,a rimanere nella propria rassicurante comfort zone dove ogni cosa è familiare,stabile.
Eppure nella nostra vita privata e professionale ci troviamo spesso ad affrontare un cambiamento più o meno voluto o imposto dagli eventi.come diceva Eraclito ‘Niente è stabile come il cambiamento’

Cambiare lavoro
che sia una scelta dettata dall’insoddisfazione o dalla voglia di miglioramento oppure  un dovere imposto dalla crisi o da un licenziamento il cambiamento è come una medaglia a 2 facce.Alcuni vedono la faccia positiva della sfida e nuove opportunità
altri vedono solo la faccia negativa ( ostacoli,fallimenti,baratri…) e mettono in campo il bagaglio delle loro convinzioni  

Cercare lavoro in tempo di crisi
La crisi ha cambiato il mercato del lavoro e il rapporto domanda-offerta.Il posto fisso è diventato un sogno per i giovani e un incubo per gli over 40 che hanno il terrore di essere
espulsi dal mercato (perché ‘vecchi’ ,poco produttivi e performanti)  senza reti di protezione che li aiutino a riqualificarsi,accompagnarli nella ricerca di un nuovo lavoro.
Occorre cambiare strategia e imparare a promuoversi,a vendere le proprie competenze e la propria esperienza.In breve occorre un adattamento intelligente e creativo.
leggi
6 nuovi paradigmi per navigare nel mercato globale
i 3 salti da fare
over 40
le 3 strategie

 le 4 variabili che influenzano il cambiamento:

1 essere consapevoli di voler cambiare
2 le aspettative che abbiamo dal cambiamento
3 le opportunità che il cambiamento ci offre
4 il livello della nostra autoefficacia e della nostra autostima
l’autoefficacia è la nostra valutazione personale delle capacità di  portare a termine con successo un determinato obiettivo.

 Il cambiamento richiede tempo.E’ un processo che ognuno di noi attraversa col proprio ritmo.
Possiamo non essere pronti o vogliamo cambiare ma abbiamo dubbi,troviamo mille ragioni e scuse per cambiare…

4 killer del cambiamento

1 Perdita di qualcosa di familiare

Anche se  elenchiamo I benefici di un cambiamento,di una nuova situazione ,ci sentiamo in ansia perché in ogni cosa che otteniamo,in ogni cambiamento c’è sia un guadagno che una perdita.Non importa se l’attuale situazione ci rendeinfelici,insoddisfatti .Il cambiamento,il nuovo scenario di solito porta con se alcuni svantaggi

2  Perdita del controllo

Nelle fasi di transizione siamo per un certo lasso di tempo privati dal “SAPERE”.La conoscenza da’ potere e il potere ci permette di influenzare.Quando il nostro potere si indebolisce ci sentiamo in balia degli eventi,allora il controllo diventa un problema di primo piano.Quando abbiamo la sensazione di non avere il controllo della situazione,tendiamo a focalizzarci a tutto campo per controllarla  ci rivolgiamo a ciò che ci è familiare,per mantenere le cose come stanno fino ad arrivare al sabotaggio dei nostri progressi o a quello degli altri,tutto questo per non affrontare il cambiamento= l’ignoto 

3 Paura dell’ignoto 

Sia che il cambiamento sia positivo o di negativo,il risultato è il medesimo.
In entrambi i casi creiamo una situazione nuova che certamente non è familiare e forse ci fa paura.il che produce stress.Ci convinciamo allora che possiamo evitarlo resistendo al cambiamento o facendo in modo che non accada o rallentandone il processo.

4  Ansia del  Futuro

L’ansia che sentiamo non è riferita al presente perchè lo conosciamo.Essa riguarda il futuro e anche il nostro passato.Ci ricordiamo situazioni analoghe negative o momenti difficili di transizione.Non possiamo predire ciò che succederà,se riusciremo……l’ansia cresce perché le domande rimangono senza risposta,ci aspettiamo “di tutto”,abbiamo paura dei risultati ,dell’incertezza temporanea
La maggior parte delle persone non cambia lavoro per paura del futuro,accontentandosi spesso di una situazione non certo ideale.

Nel prossimo post : le fasi del cambiamento

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo
Albert Camus

Se ti trovi in una brutta situazione, non preoccuparti perché cambierà.
Se sei in un bel periodo, non illuderti perché cambierà anche questo
John A. Simone (CEO New USA Truck)