crisi e mercato del lavoro

Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

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CRISI E LAVORO: hai un piano B?

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HAI UN PIANO B?

Non ho paura delle tempeste perchè sto imparando a pilotare la mia nave
Louise May Alcott

L’insicurezza del lavoro è il convitato  di pietra che molti si trovano ad affrontare e a gestire prima o poi.
Mio nonno,per esempio, ha lavorato come metalmeccanico per decenni nella stessa azienda e lo scenario fino alla fine del terzo millennio subiva lievi mutamenti.
Lavorare nel settore pubblico o in banca era una garanziadi stabilità.
Oggi la musica è cambiata con la recessione,la crisi,la globalizzazione e la tecnologia

Il mondo è dominato da ciò che è estremo, sconosciuto e molto improbabile (secondo la nostra conoscenza attuale), mentre noi continuiamo a occuparci di aspetti secondari, a concentrarci su ciò che è conosciuto e ripetuto.Il cigno nero Nassim Taleb

Chi ha fortuna di entrare adesso nel mercato del lavoro è assai probabile che debba reinventarsi a livello professionale più volte come i gatti che hanno 9 vite.
Abbiamo sentito ripeterci fino alla nausea ‘la crisi sta per finire’ stiamo uscendo dal tunnel’.. messaggi rassicuranti ma bugiardi detti dal politico,dall’economista o dall’esperto di turno.

Nassim Taleb nel suo libro ‘Antifragile’ suggerisce di diventare disastro-resistenti costruendo una rete per attutire l’urto e imparando a usare le crisi invece di subirla
Fare previsioni è una perdita di tempo.Nessuno sa niente tantomeno gli esperti che con la teoria di turno si  guadagnano da vivere a spese di quelli che credono alle loro fandonie.
La cosa migliore e di buon senso  è di fidarti del tuo istinto che ha migliori software per captare la bufera che ti sta arrivando addosso o quando qualcosa ‘non quadra’

Prepara il tuo piano B
Pensare a un piano B dà la sensazione di fallimento,Forse perché la lettera B viene usata per indicare qualcosa di meno di…’
Basti pensare al sistema di valutazione, al rating di agenzie come Standard e Poor’s.
Nel terzo millennio occorre preparare più piani C,D ….più exit strategy per non essere presi di sorpresa di fornte al futuro prossimo, then you are on your own.

Non aspettare  il wēijī ,il “momento critico”,.o la famosa tegola in testa.Comincia per tempo a pensare al tuo piano B e a tenerlo pronto prima che il piano A entri in azione sparigliando le carte,creando stress e ansia.Come si dice,niente nella vita è per sempre
quale è il primo passo? E poi?
come puoi rendere concreto il tuo piano B?
a chi puoi chiedere aiuto per affrontare  il problema x?

6 suggerimenti pratici
1 metti nell’ammorbidente la tua mentalità
se hai una mente flessibile come il bambù e un atteggiamento proattivo che ti permette di oscillare paurosamente senza finire con il lato B sull’asfalto della dura realtà sarai più attrezzato per affrontare l’imprevisto e l’incognita del futuro,di trovare il tuo adattamento creativo.
Una massima da ricordare:’ogni volta che una porta si chiude,un’altra si apre’.
Vivere nell’incertezza certamente non è confortevole ma ,come in ogni cosa,ci sono due facce di una stessa medaglia.

2 c’è tempo per ogni cosa
In comincia a tracciare il tuo piano B quando tutto sembra calmo e non c’è nessuna nuvola minacciosa all’orizzonte.La mente è più lucida perché non è travolta di colpo da una urgenza che morde.
Inizia a sviluppare il tuo piano,quali passi fare,quando passare alla fase successiva e quali tattiche potrebbero funzionare meglio prima o dopo.
Se ti manca qualche tecnica imparala chiedendo a chi può insegnartela,considera l’eventualità di fare un corso,se serve

3 non farti prendere in contropiede dalla tecnologia

La tecnologia viaggia più rapidamente di quanto immagini.Più la tecnologia avanza e più disoccupati ci saranno perché un lavoro che prima necessitava di x personale verrà automatizzato o fatto da meno persone.Molti lavori già ora sono stati rimpiazzati da macchine anche se ce ne saranno  di nuovi che per ora non riusciamo neanche a immaginare dove il fattore H, il fattore umano sarà indispensabile

il pessimista vede pericolo in ogni opportunità, l’ottimista vede opportunità in ogni pericolo Churchill

4 punta sui soft skill

Le competenze tecniche che oggi conosci e usi hanno scadenza breve e diventano obsolete nel giro di un triennio o anche meno.Che cos’altro sai  e sai fare?Come puoi provare che puoi imparare una procedura nuova,un nuovo lavoro?
Il  capitale sul quale devi investire o puoi far fruttare sono le competenze non tecniche chiamate soft skill.Ne ho già parlato in questi post
le 10 soft skill che ti servono

Per conoscere a fondo che capitale spendibile possiedi,quali sono i tuoi asset,come tradurre le tue competenze e la tua esperienza in uno o più tipi di lavoro concreto è necessario non lasciare niente di inesplorato. Rivoltare ogni tassello del tuo puzzle professionale.
Ci vuole tempo quindi meglio incominciare quando la situazione è ancora gestibile per disegnare la tua road map. Concentrarsi e ragionare nei periodi di turbolenza è faticoso,stressante e poco efficace per trovare una soluzione.
per gli over 40

5 impara a venderti
Ogni giorno sicuramente ti devi sorbire gli spot pubblicitari di biscotti che ti sollevano il morale appena alzato,auto che scorazzano su inesistenti strade vuote,yogurth che promettono di tapezzarti l’intestino
di magici bifidus….
Gli infomercial fanno parte del marketing di vendita del prodotto.
Il marketing personale fa parte della promozione e ‘vendita’ del tuo prodotto sul mercato del lavoro.Trovare lavoro,dal CV alla lettera di accompagnamento,
dalla ricerca al colloquio quello che fa la differenza è il self marketing. 
Ho due post sull’argomento.
Costruisci il tuo infomercial

6. incomincia a tessere la tua rete
Molte persone non amano chiedere aiuto favori per paura di essere etichettate come soggetti deboli.Meglio costruire per tempo la propria rete di rapporti con nuovi amici,colleghi,conoscenze.. quando le acque sono calme e i rapporti non vengono percepiti come strumentali (chiedo perché ho bisogno…)
Nel momento di un eventuale bisogno il rapporto sarà già abbastanza forte perché è iniziato per il puro piacere di conoscere qualcuno senza l’ansia e l’urgenza di ottenere qualcosa
Puoi promuovere le tue competenze ,costruire il tuo brand ,farti conoscere  senza l’ansia e l’urgenza di ottenere qualcosa.I social media posso essere utili

Cosa posso fare per e con te per la tua professione?

leggi qui 

 

I 3 must dell’atteggiamento vincente in campo professionale

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il successo si ottiene sviluppando i propri punti di forza non eliminando i punti criticiM.V. Savant

Credi di avere poche chance di successo perché qualcuno a scuola,in famiglia o nel tuo ambiente di lavoro ti ha detto che non hai la stoffa per fare quella professione  o non hai quello che serve per diventare un esperto di…?
Questa fiducia nei cosiddetti esperti e l’abitudine di prendere per oro colato i giudizi lapidari di eminenti figure porta a false convinzioni circa le proprie capacità e a un atteggiamento mentale passivo del tipo ‘me l’ah detto xx quindi è vero.
C’è una notevole lista di persone che non hanno accettato queste limitazioni imposte e hanno lavorato sulle proprie potenzialità con determinazione e atteggiamento positivo.

Da Proust a Elvs Presley,Einstein,Darwin,Freddy Mercury…. sono solo alcuni esempi di persone che hanno capito che ognuno può fare qualsiasi cosa se c’è la motivazione e la determinazione.

 

Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione. Thomas Edison

Hai il tuo bagaglio di competenze tecniche,quello che sai o credi di sapere e saper fare ma questo non basta nel nuovo mercato del lavoro.
Occorre cambiare il tuo modo di vedere,inforcare nuove lenti per navigare con successo senza rischiare di perdersi nei rapidi cambiamenti che la crisi sta portando.
Sempre più ciò che farà la differenza non saranno solo le competenze che potrebbero avere decine di altri come te ma quel quid in più che può distinguerti e questo è un nuovo atteggiamento mentale flessibile che viaggia in sinergia con i cambiamenti,la capacità di adattarti creativamente ai mutamenti senza subirli ma ,al contrario, cercando le migliori  opportunità  per volgerli a tuo vantaggio

I 3  must
Nel loro libro Put Your Mindset to Work’, James Reed  e Paul G. Stoltz indicano i 3 fattori che fanno la differenza  qualitativa in campo professionale fra chi rischia di rimanere al palo,o scaricato come peso morto e chi va avanti

il fattore GLOBALE
Il termine globale non significa essere capaci di una visione internazionale o avere un atteggiamento aperto verso le altre culture ma essere in grado di avere una mente aperta a nuove idee, nuove esperienze,nuove connessioni  e collaborazioni con diverse persone per costruire un potente network
Le due parole chiave sono:connettività e apertura mentale.
Questa è la capacità di vedere la FORESTA. Focalizzarsi solo sul temporaneo, sul qui ed ora può far perdere di vista il processo. Uno scanning più ampio è utile in termini di TIMING.

il fattore INTEGRITA’ GENTILE
riguarda un approccio costruttivo verso  le persone intorno a te ,la comunità in cui vivi e lavori,il tuo Paese e il mondo.L’onestà,la lealtà è esattamente agli antipodi del corrente atteggiamento ‘mors tua vita mea’ di ‘fare le scarpe’ agli altri o adottare un atteggiamento aggressivo,subdolo, arrogante o fare battute fuori luogo….
Occorre imparare a mettere in pratica l’intelligenza emotiva e l’empatia

ASCOLTARE :che orecchie hai?
L’emozione verde-l’altra faccia dell’invidia:la schadenfreude
intelligenza emotiva:Il curricolo per vivere al 100%

il fattore CORAGGIO
Nel nuovo millennio i cambiamenti sono rapidi e le probabilità di dover fare scelte per cambiare rotta in campo professionale sono aumentate e aumenteranno in modo esponenziale.
Il fattore che fa la differenza è proprio quel coraggio che ci permette di risollevarci in un momento no e proseguire con perseveranza senza scoraggiarci o farci bloccare
Come diceva Nietzsche ‘Ciò che non mi uccide, mi rende più forte’
I 3 fattori vincenti sono un potente GPS che può guidarci nella naviagazione.

il fattore globale è il punto di vantaggio,l’integrità gentile è la prima pietra delle tue fondamenta ma occorre il carburante del coraggio per procedere e concretizzare i tuoi progetti,mettere le gambe ai tuoi sogni

Ogni obiettivo è come un sogno con le gambe. É destinato a condurti da qualche parte

Questo terzo fattore è quell’insieme di tenacia, forza d’animo,capacità di rischiare e resilienza che ti permette di continuare il tuo percorso nonostante gli ostacoli o i gufatori

crescere,migliorare,imparare,mantenere il focus sui propri obiettivi,seguire le proprie passioni,essere assertivi

leggi
Guidare l’elefante:le 3 tappe per raggiungere i tuoi obiettivi
i 7 killer della passione
come difendersi dai mangia energia

Non puoi decidere il tuo destino. Ma puoi decidere come affrontarlo

Ecco 3 storie di coraggio
Andrea Devicenzi – Trasformare i sogni in obiettivi
Anna dei miracoli 
Con la testa e con il cuore si va ovunque. La storia della mia nuova vita 

libri
Storie di giovani italiani che ce l’hanno fatta, nonostante tutto

 

 

Cambiare lavoro in tempo di crisi:perché cambiare è difficile?

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Cambiare non è facile perché ognuno tende a mantenere i propri punti di riferimento,a rimanere nella propria rassicurante comfort zone dove ogni cosa è familiare,stabile.
Eppure nella nostra vita privata e professionale ci troviamo spesso ad affrontare un cambiamento più o meno voluto o imposto dagli eventi.come diceva Eraclito ‘Niente è stabile come il cambiamento’

Cambiare lavoro
che sia una scelta dettata dall’insoddisfazione o dalla voglia di miglioramento oppure  un dovere imposto dalla crisi o da un licenziamento il cambiamento è come una medaglia a 2 facce.Alcuni vedono la faccia positiva della sfida e nuove opportunità
altri vedono solo la faccia negativa ( ostacoli,fallimenti,baratri…) e mettono in campo il bagaglio delle loro convinzioni  

Cercare lavoro in tempo di crisi
La crisi ha cambiato il mercato del lavoro e il rapporto domanda-offerta.Il posto fisso è diventato un sogno per i giovani e un incubo per gli over 40 che hanno il terrore di essere
espulsi dal mercato (perché ‘vecchi’ ,poco produttivi e performanti)  senza reti di protezione che li aiutino a riqualificarsi,accompagnarli nella ricerca di un nuovo lavoro.
Occorre cambiare strategia e imparare a promuoversi,a vendere le proprie competenze e la propria esperienza.In breve occorre un adattamento intelligente e creativo.
leggi
6 nuovi paradigmi per navigare nel mercato globale
i 3 salti da fare
over 40
le 3 strategie

 le 4 variabili che influenzano il cambiamento:

1 essere consapevoli di voler cambiare
2 le aspettative che abbiamo dal cambiamento
3 le opportunità che il cambiamento ci offre
4 il livello della nostra autoefficacia e della nostra autostima
l’autoefficacia è la nostra valutazione personale delle capacità di  portare a termine con successo un determinato obiettivo.

 Il cambiamento richiede tempo.E’ un processo che ognuno di noi attraversa col proprio ritmo.
Possiamo non essere pronti o vogliamo cambiare ma abbiamo dubbi,troviamo mille ragioni e scuse per cambiare…

4 killer del cambiamento

1 Perdita di qualcosa di familiare

Anche se  elenchiamo I benefici di un cambiamento,di una nuova situazione ,ci sentiamo in ansia perché in ogni cosa che otteniamo,in ogni cambiamento c’è sia un guadagno che una perdita.Non importa se l’attuale situazione ci rendeinfelici,insoddisfatti .Il cambiamento,il nuovo scenario di solito porta con se alcuni svantaggi

2  Perdita del controllo

Nelle fasi di transizione siamo per un certo lasso di tempo privati dal “SAPERE”.La conoscenza da’ potere e il potere ci permette di influenzare.Quando il nostro potere si indebolisce ci sentiamo in balia degli eventi,allora il controllo diventa un problema di primo piano.Quando abbiamo la sensazione di non avere il controllo della situazione,tendiamo a focalizzarci a tutto campo per controllarla  ci rivolgiamo a ciò che ci è familiare,per mantenere le cose come stanno fino ad arrivare al sabotaggio dei nostri progressi o a quello degli altri,tutto questo per non affrontare il cambiamento= l’ignoto 

3 Paura dell’ignoto 

Sia che il cambiamento sia positivo o di negativo,il risultato è il medesimo.
In entrambi i casi creiamo una situazione nuova che certamente non è familiare e forse ci fa paura.il che produce stress.Ci convinciamo allora che possiamo evitarlo resistendo al cambiamento o facendo in modo che non accada o rallentandone il processo.

4  Ansia del  Futuro

L’ansia che sentiamo non è riferita al presente perchè lo conosciamo.Essa riguarda il futuro e anche il nostro passato.Ci ricordiamo situazioni analoghe negative o momenti difficili di transizione.Non possiamo predire ciò che succederà,se riusciremo……l’ansia cresce perché le domande rimangono senza risposta,ci aspettiamo “di tutto”,abbiamo paura dei risultati ,dell’incertezza temporanea
La maggior parte delle persone non cambia lavoro per paura del futuro,accontentandosi spesso di una situazione non certo ideale.

Nel prossimo post : le fasi del cambiamento

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo
Albert Camus

Se ti trovi in una brutta situazione, non preoccuparti perché cambierà.
Se sei in un bel periodo, non illuderti perché cambierà anche questo
John A. Simone (CEO New USA Truck)

 

Trovare lavoro:che tipo di impiegabilità hai?(p.2)

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Nell’articolo precedente ho accennato alla impiegabilità,il nuovo paradigma con una visione più a lungo termine per costruire la tua carriera.Sul concetto di employability non tutti sono d’accordo
Per esempio
•le agenzie e gli sportelli lavoro pensano che riguardi solo il possesso delle capacità specifiche per quel profilo in base alla richiesta,spesso carente,della azienda
•alcuni candidati pensano che riguardi l’essere preparati e fare una buona impressione al colloquio

In realtà l’impiegabilità è avere quel mix di competenze sociali (soft skills),capacità tecniche e qualità personali che sono interessanti per quella azienda o quel settore professionale.

La situazione in Italia,per usare un eufemismo,non è affatto rosea e i dati specifici sulla crisi lo dimostrano.

I dati della crisi in l’Italia
Gli indicatori statistici sono sconfortanti su 3 fronti
crisi economica, disoccupazione e scarsa istruzione.

crisi economica
il 2008 in Italia è stato il primo anno di crisi economica: la crescita del tasso di occupazione si è fermata dopo un lungo periodo di crescita (era occupato il 58,7% della popolazione nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni).

disoccupazione
l’indice di ricambio nel mondo del lavoro ha sfiorato, nel 2008, quota 120%. Le persone potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro sono il 20% in più di quelle potenzialmente in entrata.
Nel Mezzogiorno l’indice di ricambio, al 1° gennaio 2009, è pari al 91,9% contro il 140,2% del centro-nord. Per questo tasso superiore a 100  siamo al primo posto in Europa.
I paesi Ue che insieme all’Italia presentano indici di ricambio superiori a 100 sono sei: Danimarca, Grecia, Repubblica Ceca, Finlandia, Spagna, Bulgaria.

istruzione
due anni fa metà della popolazione adulta italiana (il 47,2% della popolazione tra i 25 e i 64 anni) non andava oltre la licenzia media. Il dato dell’Ue  è del 28,5%. Il nostro paese è agli ultimi posti in materia d’istruzione insieme a Spagna, Portogallo e Malta.

I due elementi per valutare la tua impiegabilità
Per valutare la tua impiegabilità è necessario analizzare sia il contesto del mercato del lavoro che la tua situazione specifica.

IL CONTESTO: cosa accade intorno e i bisogni del mercato del lavoro 
Ci vorrebbe una sfera di cristallo per fare previsioni sul futuro ma è possibile cercare di capire e valutare a grandi linee i trend nel settore nel quale vuoi lavorare.

Le domande chiave
♦che cambiamenti sono avvenuti o è probabile che avvengano nel settore in cui vuoi lavorare o in quel ruolo specifico?
♦quali sono le opportunità,i problemi di quel tipo di aziende o di quel settore?
♦quale è il trend probabile del mercato del lavoro in quel settore?
♦cosa fare praticamente per essere preparato ai cambiamenti?

Analisi della tua situazione
Lo strumento  per capire dove sei ora e dove dovresti puntare  è la SWOT,una analisi di 4 elementi.
 
Ne ho parlato in questi articoli
SWOT :lo strumento vincente per fare self marketing
SWOT:come scoprire i tuoi punti di forza

le domande chiave
♦In quale ruolo professionale i tuoi punti di forza sarebbero più apprezzati e valorizzati?
♦il tipo di lavoro che va meglio per te è anche quello che accende e mantiene la tua motivazione?
♦quante fra le tue competenze/punti di forza sono trasferibili a un nuovo lavoro?
♦quali punti critici possono rendere problematico il tuo (futuro) lavoro?
♦come puoi ridurre o minimizzare i tuoi punti critici?
♦come potresti trasformare i problemi in opportunità?

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