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Come prendi le tue decisioni? la scala e la tecnica dei sei gradini

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decisoni,scala 6 gradini,vittoria nervi

Ogni giorno al lavoro si creano frizioni e tensioni sul modo di procedere,di iniziare e portare a termine un progetto.Ognuno ha la sua versione,il suo modo di vedere le cose e crede che sia quella giusta.Questo porta facilmente a tensioni e  conflitti.

Ecco 2 esempi
1 il collega x mi evita (fatto)
2 non prendo in considerazione il motivo( ha dei problemi,non ha dormito…)
3 gli sono antipatico ; ce l’ha con me;forse gli ho fatto  detto qualcosa di negativo (mia supposizione)
4 decido di evitarlo o di trattarlo come si deve

1 arrivi al lavoro e c’è una riunione per il progetto X .Tu non sei stato invitato
2 ti chiedi il perché e supponi che vogliono tagliarti fuori dal progetto perché hai criticato alcuni elementi
3 sei arrabbiato e deluso perché non hanno tenuto conto del tempo che tu hai speso per analizzare dati,opzioni…
4 avevo ragione…come diceva mio padre :non ci si può fidare di nessuno (il vero motivo hai poi scoperto che è dovuto a una mail non arrivata)

Ti è mai captato di arrivare a una conclusione sbagliata perché era basata su una valutazione scorretta?
Sei mai stato accusato di saltare troppo velocemente alle conclusioni e di fare errori?

Pensare …cum grano salis
La regola principe è attenersi ai fatti perché più li interpretiamo e li coloriamo delle nostre interpretazioni più sarà rischioso .
Ecco  una tecnica per fare il check up al tuo modo di ragionare

la scala dell’inferenza e i 6 gradini
la Scala dell’Inferenza (creata da Chris Argyris e Donald Schon nel 1974)  spiega  perché molto spesso la realtà  assume contenuti così differenti agli occhi di ognuno di noi.I 6 gradini della scala descrivono come passiamo mentalmente da una situazione alla decisione finale

1 primo gradino: i fatti
I i fatti e la realtà sono neutri,uguali per tutti come se vedessi la scena di un film

2.secondo gradino: l’interpretazione dei fatti
in un racconto,situazione selezioni alcuni particolari che ti colpiscono.
Da cosa dipende? Dai tuoi interessi,dalle tue convinzioni e dalle esperienze fatte Ognuno attribuisce a un fatto un significato e un’importanza differente.

3. terzo gradino :le ipotesi
dal significato che tu dai ai vari particolari  formuli le tue ipotesi
i fatti sono oggettivi,l’interpetazione è soggettiva.
esempio: sui giornali vengono riportate ogni giorno ogni genere di notizie,ma l’interpretazione di ogni giornale è diversa. Riuscire a separare i fatti dalle opinioni è spesso difficile ma è  un ottimo esercizio mentale per esercitare il pensiero critico

Viviamo immersi nelle ipotesi e nelle interpretazioni per dare un senso al mondo e a ciò che ci accade.Alcune sono azzeccate,altre si rivelano sbagliate e producono comportamenti negativi.
 
4.quarto gradino: le conclusioni
sulla base di ipotesi fatte arriviamo a una conclusione ‘E’ così ‘Questa è la propria verità  

5.quinto gradino : le convinzioni
Quando le conclusioni  si ripetono ‘E’ cosi’ ..sì è proprio così’ si trasformano in convinzioni positive o negative

6. sesto gradino: L’AZIONE
Le convinzioni e i relativi stati d’animo ci portano a decidere  ‘ Ecco ..questa è la decisione giusta’ quindi  passi all’azione

La rete di convinzioni  è come una struttura statica,un insieme di verità solide nelle quali spesso rimaniamo incastrati
Tutti fanno così

si è sempre fatto così
io ho ragione non ci sono altri modi di vedere la faccenda

La tecnica della scala è utile
per analizzare il processo mentale che ognuno fa per

arrivare a una conclusione e decidere
Esserne consapevoli può evitare di passare all’azione troppo in fretta con risultati disastrosi

Usando i diversi gradini della scala 

1 puoi capire quale gradino tendi a saltare
2se tendi a fare ipotesi troppo rapidamente con pochi dati e informazioni alla mano
3 se prendi solo alcune informazioni e dati ignorandone altri

Inoltre questa tecnica ti aiuta
•a fare un check up per aggiornare e usare le convinzioni in modo più elastico e flessibile
•evitarti di rimanere ostinatamente fermo nella tua idea o opinione.L’obiettivo è arrivare a conclusioni più adeguate ed efficaci
• analizzare e testare i vari aspetti,le informazioni, i dati
• valutare o mettere in discussione le conclusioni di un’altra persona

Ecco alcune domande chiave
conclusioni
Perché sono arrivato a questa conclusione? è corretta e valida in questa situazione?
ipotesi, supposizioni
Perché sto facendo queste supposizioni?Le mie supposizioni sono valide?
su che fatti,informazioni,dati è basata?
convinzioni
Che convinzioni mi portano all’azione?sono fondate?
dati,informazioni,fatti

Che info e dati ho scelto di usare e perché?Ho selezionato dati e info con cura?
Ci sono altre info e fatti che dovrei prendere in considerazione?
azione

Perché ho scelto questo modo di agire?
Ci sono altre azioni che potevo prendere in considerazione ?
Perché penso che è la cosa giusta da fare? Qual’è il ragionamento fatto? In che modo sono arrivato a questa conclusione?

Un altro uso della scala
Puoi usare la scala anche

1 per confrontarti con le idee e le conclusioni degli altri
Siamo tutti d’accordo su questi fatti? Oppure no?
Come siamo arrivati a questa ipotesi?con quali informazioni/dati ?
2 per fare una verifica e avere un feedback
Spiega a un /una collega il tuo ragionamento e come sei arrivato alla conclusione X

3 per mettere in discussione le conclusioni di altri
spiegando il tuo punto di vista passo per passo.

Questo eviterà di creare tensioni,conflitti inutili e faciliterà tutti ad arrivare a una decisione condivisa

il video di TED

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Decision making:il fantasma del senno di poi

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Del Senno di poi son piene le tombe’

Hai mai detto
…e dire che me lo sentivo che sarebbe andata così
 lo sapevo …non poteva che andare così!
avrei dovuto capirlo,rendermi conto che…..
te l’avevo detto….
come ho potuto prendere quella decisione senza considerare l’evidenza dei fatti che avevo proprio sotto il naso?

Ognuno prima o poi ha fatto come ‘Capitano senno di poi’ il personaggio di South Park col potere di spiegare come si sarebbero potuti evitare i disastri.

Quando qualcosa che non ci aspettavamo succede,abbiamo valutato male,sbagliamo o sono gli altri a sbagliare ecco che appare il ‘senno di poi’,il fatalismo applicato al passato.Questo fenomeno è noto come, “distorsione a poteriori del giudizio(hindsight bias).Gli eventi passati diventano  più prevedibili e più facili di quanto non lo fossero realmente.

Nessuno,per quanti sforzi faccia, è immune da questo pre-giudizio in nessun campo.
Facciamo 3 esempi

1Il tuo medico analizza l’esito di alcuni esami  e in base a questi pensa,senza prendere in considerazione altre alternative o approfondire,che l’unica causa è xxx.
Ti prescrive dei farmaci ma le cose non migliorano perché la causa non è quella.
Molti si irrigidiscono nei loro compartimenti miopi, e si dimenticano spesso che ognuno è un holos un essere complesso fatto non solo di corpo,di fisica e chimica),di ascoltare il paziente,di sondare altri metodi,di mettere in discussione i propri giudizi

2 ‘se l’è cercata’
La miopia del senno di poi porta spesso al giudizio ‘se l’è cercata’
Molti pensano, ma non lo dicono,che se una donna subisce violenza è perché era vestita in un certo modo,o aveva un carattere isterico,era troppo ‘esuberante’ o tornava tardi la notte.

3 troppo sicuri di sé..( mi sento un dio)
molti che giocano in borsa,trader,lupi tipo Wall Street,imprenditori con un ego smisurato spesso fanno investimenti rischiosi e vanno incontro a clamorosi fallimenti

I 2 ostacoli maggiori sono il nostro giudizio che qualcosa sia
prevedibile: non mi meraviglio se succede la cosa x
inevitabile:  se faccio x è inevitabile che succeda y

Cosa fare?
E’ importante capire questo errore mentale che ci porta a prendere decisioni discutibili se non errate.

1 imparare dagli errori.Sbagliando si impara
l’atteggiamento del ‘so benissimo cosa fare’ ‘sono tutto non è necessario verificare o aggiornarsi’porta a prendere decisioni affrettate,a non ponderare bene alcuni aspetti della questione meno evidenti.

2 considerare altre alternative
per abitudine o per pigrizia spesso seguiamo gli stessi percorsi mentali quando dobbiamo prendere una decisione, o per mancanza di tempo prendiamo scorciatoie per arrivare velocemente a una soluzione soddisfacente,eliminiamo tutte quelle informazioni che sembrano contraddittorie o che ci aprono strade sconosciute.Imparare dal passato può sembrare semplice e intuitivo; in realtà è un percorso pieno di insidie E’ il ben noto atteggiamento’se la canta e se la suona’. Quando devi decidere e haivarie opzioni scegli quella che in quel momento ti sembra migliore o più corretta per le informazioni che possiedi
Il quando e il cosa sono i due fattori

Inutile,se la decisione che hai preso si rivela un errore,annegare nelle sabbie mobili del  ‘se avessi fatto,se avessi detto’…pura speculazione perché non è possibile fare il rewind e tornare indietro.
Colpevolizzarsi o darsi dello stupido è più facile che accettare la cosa negativa e ammettere che non possiamo tenere sotto controllo,prevedere quello che ci accade
Questo tirarsi la zappa sui piedi non è un toccasana per la propria autostima

E’ ovvio che le informazioni non sono mai né complete né chiare e spesso non si ha il tempo sufficiente per poter analizzare e valutare e tutte le alternative.
Come diceva Perls: In un dato momento nessuno può essere diverso da ciò che è in quel momento, incluso il suo desiderio di essere diverso

le domande da farsi
•che cosa sapevi in quel momento?
•che cosa avresti dovuto sapere?
•che informazioni avevi che avrebbero potuto aiutarti a prevenire l’errore?
•Hai fatto altri errori di valutazione in quel campo?Se sì, per quali motivi?

 

Le 4 chiavi per fare centro nel mercato del lavoro

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Quando il mare era calmo tutte le navi mostravano eguale maestria nel navigare Shakespeare ‘ Coriolano’

In questo periodo di recessione  il mare del mercato del lavoro è in tempesta continua. Il posto sicuro  sta lasciando sempre più  spazio al posto flessibile il che significa che nel corso della vita lavorativa  ognuno dovrà,giusto o no,riciclarsi e riqualificarsi più volte.
Quando non sai che pesci pigliare perché la situazione è critica e confusa i modi che fino a quel momento hanno funzionato sono da cambiare.Bisogna trovarne di nuovi.Ma non basta.E’necessario iniziare a cambiare paradigma.

Diamo i numeri…
le piccole e medie imprese rappresentano il 95% del tessuto economico italiano e danno occupazione a circa l’80% della forza lavoro

più del 50% dei lavori non appare negli annunci
meno del 10%  trova lavoro  attraverso i portali di  annunci,agenzie,centri lavoro,segnalazioni delle scuole

Come?
La prima cosa da fare è fare un check up approfondito di cosa hai nella tua ‘borsa professionale’.
Per essere credibile e venderti al meglio il basic è conoscere tutti gli attrezzi che hai a disposizione per mettere in campo tutte le tue competenze e risorse

 

 

 il kit delle tue skill

skill di base
quali conoscenze hai a disposizione? Fai un inventario.
Ogni cosa imparato a scuola, corsi che hai frequentato,lavori che hai fatto e ogni capacità che hai acquisito dalla tua esperienza,attività che hai svolto anche nel tempo libero(hobby,interessi…) o attività di volontariato diventano parte del tuo kit e questo kit puoi trasferirlo in maniera flessibile da un campo professionale all’altro

skill personali
•quale è il atteggiamento di fronte ai cambiamenti e alle opportunità?
• che tipo di motivazione hai?
• che tipo di spirito di iniziativa metti in campo? trova alcuni esempi concreti
•hai l’energia e la perseveranza nel portare a termine un compito?
•sei una persona affidabile?pensa ad alcune situazioni che dimostrino la tua affidabilità
• capacità di imparare dagli errori

skill dinamiche
sono il tuo capitale e possono essere trasferiti e investiti  in vari campi professionali.
Ecco quali sono
•saper lavorare con gli altri (teamwork skill)
•flessibilità:essere aperti alle idee degli altri
• saper dare un feedback efficace e costruttivo
• saper accettare il feedback dagli altri e aggiustare il tiro
•condividere le informazioni e le proprie esperienze
•saper gestire eventuali conflitti usando la tecnica win-win

quale è il tuo stile di conflitto?
quali sono le tecniche per gestire in conflitti ?

per saperne di più  ecco l’ebook Imparare a Gestire i conflitti con tutte le dritte

 

 

 

 2 skill che vanno in tandem:capacità di problem solving e decision making

Saper decidere e risolvere i problemi sono fra le skill le più quotate nel mercato del lavoro.
La capacità di problem solving e decision making (capacità di decidere, di essere proattivi) sono  strettamente legate e ognuna di queste richiede creatività nell’identificare e sviluppare le possibili opzioni.
Ogni giorno ti trovi a risolvere problemi piccoli o grandi che riguardano la tua vita :dal cosa mangiare a come comportarsi con una certa persona,
Il problem solving in campo professionale presuppone una capacità di analizzare il problema da vari punti di vista con varie tecniche,lavorare e discutere con gli altri e assumersi le proprie responsabilità
La capacità di problem solving può aiutarti a portare a termine transazioni commerciali,mantenere un buon rapporto con i clienti,organizzare dati,formulare ipotesi per trovare la soluzione.

Come prendi le tue decisioni?
Pensa a situazioni recenti in cui ti sei trovato.Come hai fatto a prendere la tua decisione?Che elementi hai valutato per trovare la soluzione di quel problema?
Non esiste un unico modo per decidere.
Due cose fanno la differenza:
la tua personalità,il tuo stile
ostacoli,difficoltà e convinzioni che bloccano il processo


Quale è il tuo stile?
Ti basi  sulla tua intuizione,sensazione,emozione o fa riferimento agli altri (chiedere pareri,vedere come altri risolvono lo stesso problema…)?
Spesso le persone decidono senza avere una strategia,con poche informazioni ed elementi a disposizione. E’ una questione di risparmio di tempo ed energie mentali.


Le strategie più semplici vanno bene quando le decisioni riguardano problemi quotidiani della serie ‘metto  il vestito blu o quello nero? mangio la pizza o il secondo?

Queste però non sono utili quando hai un problema complesso con molte alternative.Semplificare in questi casi è sbagliato perché restringe e limita il campo nel quale puoi spaziare per arrivare a una soluzione soddisfacente.

Quando dobbiamo decidere abbiamo una serie di punti di domanda in testa:

•cosa succede se sbaglio?
•con chi posso confrontarmi,a chi posso chiedere un parere?
•devo decidere adesso o posso aspettare?
•se aspetto ancora un po’ cosa può succedere?

Alla fine occorre decidere.
Alcuni si affidano ai metodi empirici: il lancio della moneta, la notte che porta consiglio,la classica margherita o la pesca del biscotto della fortuna..Altri cercano il metodo e la strategia migliore in quel caso particolare

Pensa a come sei arrivato a una delle ultime decisioni che hai preso

Per aiutarti a identificare i comportamenti che possono ostacolarti quando hai una decisione da prendere ecco un questionario

1aspetto che le cose accadono piuttosto che farle accadere
2 rimando le decisioni o le scelte da fare
3 non scelgo  perché può esserci una scelta migliore in seguito
4 mi lascio prendere dall’impulso e decido senza sufficienti informazioni o elementi
5 credo che veramente non ho scelta
6 lascio che qualcun altro decida al mio posto
7 ho paura di fare un errore
8 mi do’ la colpa per aver fatto scelte sbagliate in passato perciò adesso evito di decidere
9 do’ la colpa agli altri così evito di prendermi la responsabilità di scegliere

Decidere comporta un serie di operazioni mentali del tipo

IPOTESI se (condizione 1… 2)
AZIONE allora (azione 1… azione 2)
valutazione  aggiustamento  (alternative e loro valutazione)

Vuoi altre informazioni utili?
LEGGI
Decision making:le 4 domande di Cartesio per prendere la decisione giusta
Decision making:Come prendi le tue decisioni?(4 tecniche utili)
Decision making:per fare una scelta intelligente usa tutto il cervello(la formula 80+20)
Decision making:come prendi le tue decisioni?
Decision making:10 modi per decidere.Quale è il tuo?

 

 

Continuare ad imparare

Questo è il sensato consiglio  di Steve Jobs, cofondatore di Apple e Pixar,

C’è sempre una cosa in più da imparare. La società  del terzo millennio  è la learning society, cioè la società della conoscenza o dell’apprendimento-formazione  permanente.
Incrocia le tue idee con quelle degli gli altri,impara da chi ti sta intorno e anche dagli avversari.Impara a criticare gli avversari in modo aperto ma onestamente
La “conoscenza del business a 360° è la condizione necessaria per poter “anticipare i fenomeni”,un’idea o un trend ma anche  avere una network di contatti e una rete estesa di relazioni.

♦rifletti su ciò che impari
♦raccogli dati e informazioni con vari metodi e da varie fonti che possono esserti utili
♦identifica le opportunità per imparare e migliorare i tuoi skills
( corsi,formazione,e-learning…)
♦datti degli obiettivi ( cosa vuoi imparare di nuovo?)

Sai come  impari?
Ognuno ha il suo stile personale per organizzare,memorizza le informazioni,i suoni, le parole e le idee..in una parola..per imparare.

E a proposito di imparare,come te la cavi in inglese?

 

 

l’inglese : un attrezzo must nel tuo bagaglio

 

La lingua inglese è sempre più necessaria per la tua carriera in un mondo globale.
Nel tuo CV che tipo di competenza hai messo per quanto riguarda questa lingua?
Forse sei uno dei tanti che lo ha imparato a scuola ma con scarsi risultati quindi inglese scolastico
come dire..poco efficace a livello professionale.
Sul mercato abbondano molti metodi didattici ma manca un elemento importante: ogni studente presenta un suo stile di apprendimento.
Per anni ho organizzato workshop di formazione (British Council,Cidi,congressi nazionali..) sulle strategie e le tecniche per apprenderlo in maniera efficace

Conoscere il tuo stile di apprendimento è utile per
•apprendere in modo più efficace e piu’ rapido
•migliorare del 70% il tuo apprendimento
•ottimizzare il tempo e risparmiare soldi

Vuoi conoscere il tuo stile di apprendimento per imparare o migliorare il tuo inglese a scuola,per il  lavoro….?
leggi qui

Sai quale è il tuo learning style? Scoprilo

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professional@counselingsolutions.it

 

 

Decision making:le 4 domande di Cartesio per prendere la decisione giusta

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Ogni giorno ci troviamo di fronte a decisioni più o meno importanti da prendere,scelte da fare al lavoro,nel campo dello studio,a casa,nei riguardi degli altri
Chi non ha mai pensato :cambio lavoro o resto e mando giù i rospi? compro casa o resto in affitto? come posso investire al meglio i miei risparmi? tento emi metto in proprio o resto dipendente?
Di fronte a decisioni cruciali che possono cambiare la tua vita personale e professionale di solito tutti ci arrovelliamo,chiediamo pareri,soppesiamo i pro e contro,i vantaggi e gli svantaggi e generalmente ci facciamo le classiche 2 domande degli opposti e prendiamo la nostra decisione.
1 Cosa succede se faccio X  
2 Cosa succede se non faccio X

4 domande Cartesio,decision making,reframing,PNL

matematicamente sarebbe
1+ +
2
+ –

Fino a qui tutto regolare,è il solito percorso che tutti siamo abituati a fare.Giusto?
sì GIUSTO ma è solo il 50% perché le 2 fatidiche domande ti mostrano solo una parte del quadro.
E’ come se tu guardassi a un quadro solo con un occhio o rimanessi in equilibrio su una sola gamba

come allargare la prospettiva?

Per vedere anche la parte restante del quadro,e avere la panoramica completa occorre avere tutti e 4 i punti di vista.
Cartesio,il famoso filosofo del ‘cogito ergo sum’ ti da una mano per prendere in considerazione gli altri  due punti di vista che di solito,per abitudine, tendiamo a non considerare.
Il perno delle altre due domande è il concetto
cosa NON succede se…..

 

matematicamente sarebbe
3 – +
4  
 – –

Immagine2

Queste ultime due domande ti aprono una visuale nuova perché aggiungono altri elementi per aiutarti a fare la scelta finale o a prendere una decisione con due gambe.

Il nostro cervello è abituato a seguire un certo percorso e le due domande
cosa non succede se….lo stimolano, lo fan lavorare su percorsi nuovi che riguardano il pensiero critico e creativo.

ECCO ALCUNI ESEMPI
dilemma ‘lasciare il lavoro?
Cosa succederebbe se lasciassi il mio lavoro? (+ +)
Cosa succederebbe se NON lasciassi il mio lavoro? (+ -)
Cosa NON succederebbe se lasciassi il mio lavoro ? (- +)
Cosa NON succederebbe se NON lasciassi il mio lavoro? ( – -)

obiettivo professionale /affrontare un cambiamento
Cosa succederebbe se raggiungessi l’obiettivo X? facessi quel cambiamento?
Cosa succederebbe se NON raggiungessi l’obiettivo X? NON facessi quel cambiamento?
Cosa NON succederebbe se raggiungessi l’obiettivo X? facessi quel cambiamento?
Cosa NON succederebbe se NON raggiungessi l’obiettivo X? NON facessi quel cambiamento?

fare un acquisto importante
perché potrebbe essere una buona idea comprare x?
perché potrebbe essere una buona idea NON comprare x?
perché potrebbe NON essere una buona idea comprare x?
perché potrebbe NON essere una buona idea NON comprare x?

La catena
Importante per ogni domanda continuare a esplorare il suo campo per tutto lo spazio  fino a illuminare tutta la porzione del quadro
esempio
cosa succederebbe se cambiassi lavoro?
sarei meno stressato perché non avrei più il mio capo che… e potrei avere più tempo per..
e cos’altro?
sarei più soddisfatto perché non mi sentirei un numero
e cos’altro?

Obiettivi per il nuovo anno?Segui l’approccio Goldilocks

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problem-solving,competenze curriculum,CV competenze,trovare lavoro,career counseling

All’inizio di ogni anno ci si ferma a riflettere sui buoni propositi da mettere in pratica e sugli obiettivi sui quali concentrarsi
Di questi tempi colpa della crisi,della recessione,di un comprensibile pessimismo sembra che molti  preferiscano galleggiare a vista,adottare la politica del carpe diem.
L’incertezza,l’insicurezza è palpabile e certo non abbiamo bisogno delle statistiche,dei titoloni dei giornali o delle solite news che girano il coltello nella piaga e nella paura.
Essere ottimisti?non basta
Fissare degli obiettivi è sempre più critico perché una situazione può cambiare rapidamente mettendoci davanti a sgradite sorprese,ostacoli,imprevisti.

C’è un detto  in dialetto milanese  “vula bas schiva i sass” (vola basso e schiva i sassi)
Sii prudente,non strafare e attento agli ostacoli da schivare.
Questo significa concentrare le proprie energie,il proprio tempo e le proprie risorse sul possibile e sul probabile per governare con i propri mezzi il trend ondivago non mollando mai il timone (la fiducia in se stessi,il coraggio)

Il più grande pericolo per noi non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo Michelangelo Buonarroti

Se fissiamo l’asticella troppo in basso perdiamo di vista qualche opportunità.
Cosa fare?
♦fissare un obiettivo da raggiungere per un periodo definito e misurabile di tempo per affrontare le eventuali variabili che possono emergere,i cambiamenti da apportare  entro il….
♦ fissare il cosa ottenere in concreto che può essere verificato
questo eviterà frustrazioni e perdita di motivazione e il rischio di giocare in difesa saltando da un obiettivo all’altro come una palla

Occorrono una roadmap chiara con le tappe e strategie efficaci

l’approccio “Goldilocks
Goldilocks (Riccioli d’oro) e i tre orsi è una vecchia favola
una bambina dai riccioli d’oro entra nella casa di tre orsi mentre questi sono andati a fare una passeggiata.
Gli orsi hanno lasciato 3 piatti di minestra sulla tavola. Goldilocks assaggia il primo piatto:troppo fredda,il secondo:troppo calda
Finalmente il terzo piatto è ok,è il giusto mezzo, non troppo freddo e non troppo caldo. L’approccio Goldilocks” è sinonimo del giusto mezzo,
Nei momenti di crisi e d’incertezza è utile adottare comportamenti che non siano “né troppo caldi né troppo freddi”.
Il principio della favola è l’equilibriodinamico:Cercare  il punto di equilibrio fra 2 estremi né troppo…né  poco

EFFETTO PENDOLO
Per arrivare a destinazione occorre una roadmap,OCCORRE AGIRE e innescare la  marcia
Il percorso all’inizio comporta l’oscillare fra 2 estremi troppo….poco

Cosa è troppo/Cosa è poco 
♦nel lavoro
♦nella vita privata  
♦nella gestione della giornata
♦nella cura del proprio benessere psicofisicon
♦nel modo di gestire il tempo libero

Stabilire obiettivi troppo difficili da raggiungere,poco realistici
Stabilire troppi obiettivi
rischio: è di partire in quarta ma di perdere entusiasmo,energia a metà percorso

Stabilire obiettivi troppo banali e facili
rischio: manca la giusta dose di adrenalina e di sfida che sentiamo quando ci mettiamo in gioco e affrontiamo il rischio

Focalizzarsi su poche aree
Non basta fissare obiettivi solo nel campo professionale.Non si vive di solo lavoro
Quando fissi i tuoi obiettivi assicurati di stabilire un equilibrio ragionevole fra le varie aree della tua vita,quelle che ti danno soddisfazione,che nutrono le tue passioni e ti fanno sentire bene con te stesso e con gli altri.

Come career counselor posso aiutarti a fare un check up per valutare il quadro generale (lavoro,rapporti personali, benessere fisico…),e capire quali sono le aree che richiedono maggiore attenzione e un pronto intervento per una vita più in equilibrio e come armonizzarle con le altre

Goal setting:che tipo sei? Il modello del combattente

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swot punti di forza

Tu, come ogni persona hai i tuoi obiettivi da raggiungere nel lavoro e nella vita in generale
Ci sono stati i momenti di vittoria perché sei riuscito  a realizzane uno e quelli di stallo o di confusione perché hai fatto un errore e hai visto il tuo obiettivo allontanarsi nel tempo.

l’identikit del goal setter: che tipo sei?
Sei determinato ,non molli la presa,ritenti più volte o ti lasci abbattere,assalire dai dubbi sulle tue capacità,influenzare dagli altri?
come affronti un ostacolo improvviso che ti si para davanti?
quanto sei pronto a rischiare per raggiungere il tuo obiettivo?

Quando stabilisci un tuo obiettivo l’elemento che fa la differenza è il tuo stile personale.
Sono stati individuati 4 modelli comportamentali  
il combattente
il cercatore
il comunicatore
il perfezionista

Ognuno di noi è un mix di questi quattro modelli ma uno di questi generalmente guida e domina gli altri.In questo articolo parlerò del modello del combattente

la radiografia del combattente: un leader naturale centrato sugli obiettivi
E’ il manager centrato sui risultati,assertivo,determinato che non si lascia distrarre dal suo obiettivo.Le sfide sono il suo pane quotidiano.
Riuscire,aver successo è prima di tutto una sfida con se stesso e per questo mette in campo tutte le sue abilità perché sa cosa vuole ed è motivato ad ottenerlo.

Nessuno può fermarlo,influenzarlo,distrarlo e questo ha spesso un prezzo, come ogni scelta del resto.
Non scende a compromessi,vuol vincere, fare a modo suo e spesso non ascolta gli altri ,i suoi collaboratori, i suggerimenti e le obiezioni dei componenti del suo team.
Delegare?neanche per idea.Vuole avere tutto sotto controllo. Il manager-combattente è quello che spesso dice’ qui si fa come dico io’
Chiedere aiuto o suggerimenti o collaborare non è nel suo stile.
Bisogna essere produttivi …sempre.Guai a stare con le mani in mano, perdere tempo,segnare il passo,rilassarsi,abbassare la guardia.

Se hai un capo così al lavoro sai bene che non ama aspettare,vuol tutto subito e ognuno in azienda deve essere come la dea Kali con tante braccia per fare tutto e subito.
Se cerchi di spiegare,di obiettare,di dare qualche dettaglio ..tempo sprecato.
La pazienza non è il suo forte e i dettagli lo annoiano.

Il combattente è un leader naturale ma spesso si fa prendere la mano e diventa antipaticamente genitoriale nel trattare gli altri come bambini , nel dire agli altri
(partner,amici,colleghi…) cosa devono fare nelle propria vita quando non è al lavoro.
I risultati sono quelli che contano…le persone molto meno. Questo porta inevitabilmente a tensioni e conflitti.

 La parte in ombra
Ognuno dei 4  modelli ha i suoi punti di forza e,per la legge degli opposti,quelli di debolezza.
Uno dei suoi punti deboli è ‘perdere di vista’ il quadro generale.
Vede gli alberi ma non la foresta,la ‘big picture’.
E’ così concentrato e inflessibile nel perseguire il suo prossimo obiettivo che manca di notare alcune micro opportunità intorno, i segnali o i trend emergenti che possono fare la differenza.

Spesso cade nella classica trappola del successo per il successo (soldi,potere,fama) facendo terra bruciata intorno nei rapporti personali e affettivi
Il risultato è che arrivati in cima si sente profondamente insoddisfatti e soli.

Ha sacrificato tutto al successo,ai risultati ma ha perso l’equilibrio dentro di sé.
Si è concentrati troppo sulla destinazione e ha perso la gioia di vivere il viaggio tappa per tappa.

Qualche spunto di riflessione per il combattente
Un suggerimento è : scrivere i tuoi obiettivi.Tendi a concentrarti troppo sugli obiettivi intermedi e non sul qaudro generale( la big picture)
E’ importante rivedere periodicamente i tuoi sogni.
Questo ti aiuterà a mantenerti sui binari per raggiungere la destinazione finale e a notare le opportunità che ti si presentano lungo il percorso.
Altrettanto importante è creare la tua MISSION e avere una VISION chiara nei vari campi della tua vita e rivedere spesso le due cose.
Pianificare..ecco la parola chiave per te che non ami soffermarti sui dettagli.
Pianificare ti serve a raggiungere i risultati con minor sforzo ottimizzando le risorse.
Essere flessibile ti permette di cambiare strategia qualora quella adottata non funziona

Goal setting:che tipo sei?il modello del cercatore

Goal setting:scopri se sei il tipo comunicatore

Goal setting:scopri se sei il tipo perfezionista

Linguaggio non verbale:Come guardi?I 4 modi di guardare gli altri e la tecnica -triangolo

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COMUNICAZIONE OCCHI, career counseling, comunicazione non verbale, triangolo di comunicazione,vittoria nervi,meeting, team,

Gli occhi sono la finestra dell’anima

Quando ero una bambina mi sono sentita ripetere mille volte‘quando si parla con qualcuno bisogna guardarlo negli occhi’.
In generale il consiglio era giusto ma lo sguardo ininterrotto dà la sgradevole sensazione di essere sottoposti ad una specie di interrogatorio e ci si sente a disagio.Com regolarsi?

La formula dello sguardo
Secondo alcuni studi la formula per non sbagliare è 70/30 cioè mantenere il contatto oculare per 70% del tempo e distogliere lo sguardo per il restante  30% guardando altrove.
E’ un modo positivo per mostrare interesse verso l’altro e ciò che vuol comunicare ma allo stesso tempo lasciargli spazio per ‘respirare’.

In pratica
Come ci si regola con la formula regola 70/30?
Mantieni lo sguardo per 7 secondi  e poi distoglilo per 3 secondi evitando di guardare in basso o al pavimento.
Guardare in basso o per terra può dare 2 messaggi non proprio positivi:
o stai mentendo o non sei sicuro di quel che stai dicendo
Meglio guardare in alto e a destra senza ruotare la testa.Questo mostra all’altra persona che stai pensando o cercando di ricordare qualcosa.

4 modi di guardare
1 la tecnica dei triangoli rovesciati (fig. 1 e 2)
per uno sguardo più soft e meno invasivo immagina un triangolo inverso sul viso dell’altra persona: la base è la linea fra i due occhi e il vertice sul naso.
Mentre parli muovi lo sguardo intorno ai lati del triangolo.
In alternativa immagina un triangolo rovesciato sulla fronte del tuo interlocutore
Mentre parli muovi lo sguardo intorno ai lati di uno o di entrambi i triangoli.
Questi rapidi movimenti eviteranno di far sentire la persona sotto interrogatorio.
Evita di andare più in basso del naso

2 lo sguardo business (fig.3)
Questa tecnica è utile nel rapporto one to one e specialmente in campo professionale, se devi trattare con un cliente,concludere un affare….
Il triangolo non è più rovesciato ma ha il vertice sulla fronte.
Non è facile adottare questo tipo di tecnica e mantenere lo sguardo nella parte superiore del viso.Naturalmente il nostro sguardo spazia quindi obbligarlo in una area può far perdere il filo di ciò che tu o l’altro state dicendo.
Occorre fare esercizio prima di metterlo in atto in meeting,riunioni…

Nel prossimo articolo gli altri 2 modi di guardare