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Lavoro: Come prepararti al cambiamento per non trovarti fuori dal mercato del lavoro

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Il nostro cervello per andare al risparmio di energia mentale crea percorsi automatici,schemi di pensieri,abitudini che da un lato ci rendono le piccole decisioni e  il tran tran della vita quotidiana più facili evitano

•l’ansia dell’ignoto
•situazioni che potrebbero farci mettere in discussione
•di perdere il controllo sugli eventi
•di sbagliare e sentirci a disagio

Il vantaggio è di non iniziare ogni volta daccapo per eseguire semplici compiti.
Ripetere gesti e azioni ci rassicura.
Le abitudini sono comode ma è solo sperimentando percorsi nuovi,avventurandosi in territori inesplorati che impariamo

Una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite.

La tentazione del comfort ..quel clandestino che entra in casa come un invitato,poi diventa un ospite e infine il padrone di casa. Kahlil Gibran

Il rovescio della medaglia
Le abitudini nel pensare e nell’agire
•portano a percorrere sempre gli stessi circuiti fuori dal cambiamento,
•bloccano la possibilità di mettersi in gioco per capire i propri  limiti e magari superarli a poco a poco
•impediscono di affrontare il rischio come opportunità.

Perché cambiare è difficile?Le domande chiave e i 5 passi da fare

Nel terzo millennio,dove tutto cambia rapidamente spazzando via certezze,punti di riferimento consolidati è cruciale imparare a esplorare,sperimentare,conoscere situazioni nuove.Per far questo occorre lasciare la propria zona comoda dove regna il prevedibile,la ripetizione degli stessi comportamenti e atteggiamenti dal mangiare gli stessi cibi al percorrere le stesse strade,dal leggere lo stesso giornale al non mettere mai in discussione le nostre convinzioni con il mantra ‘perchè cambiare? meglio l’usato sicuro..a me va bene così’

Anche al lavoro spesso si crea quella zona comfort per la miopia e la paura da parte dei manager di provare a cambiare.
Se obietti qualcosa circa l’esecuzione routinaria di un task la risposta mantra con la quale ti chiudono la bocca è ‘abbiam sempre fatto così e funziona’.
Sollevare obiezioni crea irritazione.Meglio stare nella zona comfort delle certezze,delle regole assodate e non rompere..gli schemi.
Domandarsi se c’è una alternativa crea dubbi.Perché affannarsi tanto se c’è già un percorso rodato da seguire?

Per navigare nell’atmosfera della globalizzazione occorre mettersi nell’ottica del lifelong learning cioè non accettare a scatola chiusa ogni soluzione come se fosse oro colato.

Stazionare nella zona comfort per non fare la voce fuori dal coro a lungo andare cristallizza la mente,le impedisce di esplorare nuovi percorsi e atrofizza la creatività

L’abitudine è l’abitudine, e nessun uomo può buttarla dalla finestra; se mai la si può sospingere giù per le scale, un gradino alla volta. Mark Twain

il posto fisso? sempre più una chimera
Avere un posto fisso è rassicurante ma oggi il panorama è cambiato.
Fare cose che sappiamo fare neutralizza l’ansia.Se ti proponessero di cambiare lavoro,di fare qualcosa che non hai mai fatto la prima risposta probabilmente sarebbe No,grazie o al massimo prenderesti tempo per riflettere sui pro e contro,sulle cose da imparare,sugli effetti nella tua vita(ne vale la pena?) e sull’impatto che avrebbe sulle persone che hai intorno.(la mia famiglia mi incoraggerebbe? mi supporterebbe?)
Germoglierebbero dubbi sulle tue capacità,paure di fare uno sbaglio o peggio di fallire l’obiettivo.
Questo è il classico dilemma di chi vorrebbe passare da lavorare come dipendente a mettersi in proprio.
Non sono portato
Non sono un esperto
non ho la più pallida idea di cosa fare
ci sono già altri che fanno questo lavoro

Se improvvisamente perdessi il lavoro ecco che subiresti il cambiamento invece di gestirlo con un atteggiamento proattivo
Oggi la tecnologia trasforma velocemente il mercato del lavoro. Molti lavori entro il 2020 saranno spariti.Il fattore sicurezza è in discussione quindi meglio cercare per tempo il proprio adattamento creativo invece di aspettare che l’onda ci investa

leggi come sarà l’Italia nel 2020?

7 errori da evitare
1. Non avere un piano B
2. non fare un check up delle proprie competenze (hard e soft skill)
3. non conoscere i propri punti di forza
4. Basarsi sulle pressioni esterne
5. Non fare networking e non rinfrescare la propria rete di rapporti 
6. Non fare una valutazione dei propri mezzi e desideri
7. Non aggiornare le proprie competenze.

 

Puo’ interessarti per approfondire
5 consigli per arrivare al 2020: come allenarti alla visione strategica

Le 5 forze del cambiamento 
Mondo VICA :come gestire la confusione e l’incertezza in questi tempi di crisi?
6 nuovi paradigmi per navigare nel mercato globale

 

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Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

Lavoro over 50: come cambiare rotta?

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La flessibilità,l’incertezza,la perdita del posto di lavoro porta ognuno volente o nolente alla necessità di ripensare il lavoro, ripensare se stessi e aiutarsi a superare questo momento buio di transizione.

Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

La generazione dei Baby Boomers nati fra il 1946 e il 1964  è una generazione ottimista,con la spinta a farcela,ad avere successo,a competere
Il mantra di questa generazione è ‘l’esperienza è quella che conta’.Il foglio di carta molto meno.
L’identità personale è definita dal ‘cosa fai’ a livello lavorativo.Le relazioni che contano sono quelleconcrete non quelle virtuali sviluppate facendo networking grazie alle nuove tecnologie.

Il mito del ‘self made’,del farsi da soli è stata una leva potente che ha permesso a molti di avere degli ottimi risultati in campo professionale pagando spesso un prezzo
nelle relazioni personali
Questa generazione ha saldamente in mano le leve nei posti che contano a livello economico

I 2 cambiamenti che questa generazione si trova ad affrontare sono
♦le nuove tecnologie
♦il prolungamento della vita lavorativa con l’aumento dell’età pensionabile che produce il paradosso ‘troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione

Cambiare ottica
Le 4 componenti coinvolte devono affrontare la sfida

Le imprese
La risposta dell’imprenditoria verso la categoria over 50 sembra più una politica dello scaricare.
E’ necessario che la rete di imprese a livello nazionale,provinciale e locale  ricerchino insieme,nei vari settori una strategia mirata a ricollocare,ridefinire i ruoli e offrire altre chance per valorizzare il capitale umano over 50,

I sindacati
devono trovare nuovi approcci verso le numerose tipologie di lavoro e nuove strategie per affrontare la flessibilità e tutelare e difendere i lavoratori

il lavoratore
La sfida di ognuno è non smettere di imparare cioè essere disponibile alla formazione continua

Le istituzioni
devono saper programmare gestire e guidare le 3 componenti con una visione e programmi a medio e lungo termine non,come ora avviene, inventando soluzioni tampone,interventi d’emergenza a respiro corto

La parola chiave è  reinventarsi
Per essere pronti ad affrontare i cambiamenti è vitale rinnovarsi,vedersi con occhi nuovi.Non è facile.Occorre aver molto coraggio,impegno e investire tempo e il denaro necessario per imparare cose nuove.

1 capire quanto si è resilienti.
Cosa significa Resilienza? 
Uno scudo contro la crisi:la resilienza

Nell’articolo ‘The Jammed Career Escalator: Old Premises, New Realities’ vengono messi a confronto 6 paradigmi: il vecchio e il nuovo paradigma

1vecchio: pronto,mira,spara…vai in pensione
nuovo: quasi pronto,mira spara,mira,spara, mira,spara

2 vecchio:sii leale al tuo datore di lavoro e lui sarà leale con te
nuovo:il patto di lealtà è over.Estendi la tua lealtà al tuo network di persone

3 vecchio:crea contatti per salire i gradini della carriera
nuovo:costruisci una rete di contatti basata su alleati,conoscenti,amici …

4 vecchio:non è importante cosa sai,ma chi conosci
nuovo:il cosa sai proviene da chi conosci

5 vecchio:cercare lavoro solo quando l’hai perso
nuovo:cercare senza sosta per creare opportunità che potrebbero avere successo

6 vecchio:il rischio non vale la pena,minimizzare i fattori di rischio 
nuovo:rischiare è inevitabile.Rischia in modo proattivo e intelligente

2  fiducia
occorre tempo per girare il timone,fare una inversione di rotta ed entrare in acque sconosciute,uscire dalla propria comfort zone
Se intorno hai persone che criticano,scoraggiano ecco che diventa problematico.
i vampiri mangia energia
Pensieri negativi e pesi da sopportare

E’ importante avere una rete di persone sulle quali contare per chiedere un supporto morale o chiedere un aiuto professionale.
Reinventarsi spesso significa trovare un equilibrio dinamico fra  la fiducia in se stessi(le proprie capacità,doti personali e esperienze) e la fiducia negli altri

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il lavoro nel terzo millennio
strategie anticrisi

 

Formazione e lavoro:quanto vale il tuo capitale umano?

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Nei prossimi anni per navigare nel mercato del lavoro è necessario tener presente il trend e la domanda e adottare lo sguardo lungo.
In questo terzo millennio  la maggior parte dei lavoro sarà sempre di più di tipo intellettuale.Sapere è potere quindi più possiedi conoscenza più potrai vendere il tuo know-how e guadagnare.

Nell’area Europa il 75%  dell’occupazione  si concentrerà nel settore terziario e saranno richiesti profili professionali  con  una alta intensità di conoscenza e competenze tecniche,lavoro che richiederanno  nuove competenze e continua formazione anche nei ruoli più elementari.

Quali sono le nuove competenze per il mercato globale?Un nuovo paradigma per pensare

Quale è la situazione in Italia?
Le previsioni  per l’Italia del CEDEFOP per il 2020 non sono certo rassicuranti.
La forza lavoro è più vecchia e meno qualificata rispetto a quella degli altri paesi.
L’Italia sarà il Paese (con il Portogallo) col più alto numero di forza di lavoro con un livello basso di qualificazione (
37,1% /media UE 19,5%).

Questo significa che,se non si cambia marcia e vision,il rischio è di rimanere al palo per quanto riguarda lo sviluppo e la capacità di competere poiché mancheranno profili tecnici e specialistici in molti campi. 

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UN PAESE VULNERABILE
Il capitale umano dell’ ’Italia paga  il grave ritardo di scolarizzazione degli anni ’50 e ’60.Qualcosa è migliorato rispetto ai nostri genitori e nonni nei risultati ma c’è ancora molta strada da percorrere per tenere il passo con i progressi di altri paesi con cui deve necessariamente misurarsi.

Nei paesi OCSE, il 21% degli individui 25-34enni (che saranno i 35-44enni del prossimo decennio) è poco qualificato, mentre In Italia risulta essere poco qualifica-to quasi il 32% degli individui di quella fascia di età Per di più, se dovesse verificarsi un qualche aumento della forza lavoro, l’Italia dovrebbe necessa-riamente ricorrere alla forza lavoro degli immigrati checché ne dicano leghisti e affini.

Non imparare..costa
Le conoscenze divengono vecchie rapidamente, le competenze devono essere anch’esse costantemente aggiornate, molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance. Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio  sviluppo personale,imparare ad usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire  nella propria istruzione e formazione anche dopo l’istruzione che fornisce il percorso scolastico  ha un costo  molto alto a livello individuale
L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,insicurezza,ricattabilità e esclusione.
L’altra faccia della medaglia è il costo economico che riguarda tutto il sistema paese,costo che si coniuga con  scarso sviluppo e poca innovazione.

Il lifelong learning, e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.


Cosa fare?
Il primo step è sempre la volontà di ciascuno a migliorarsi a livello culturale e professionale,a investire nella propria formazione non solo per avere migliori opportunità economiche ma anche più soddisfazione nel mettere a frutto i propri talenti e le proprie potenzialità.
L’aggiornamento passa dalla lettura di libri e riviste generaliste e del settore professionale che ti interessa,nel partecipare a corsi e seminari,nel cercare in rete informazioni,documenti e notizie e non meno importante nel  viaggiare,nel confrontarsi con altri punti d vista, altri approcci e differenti culture.
Occorre investire.
Spendere per la propria crescita personale e professionale è un investimento  con un suo ROI (Retun On Investment)cioè un risultato in termini di guadagno monetario e personale a fronte di un capitale investito.

Quanto investire?
L’investimento deve essere calcolato in proporzione alle proprie entrate.
Come una azienda puoi investire una certa percentuale dei tuoi guadagni mensili o annuali in formazione e aggiornamento.

LA FORMAZIONE IN ITALIA
in Italia  le istituzioni che dovrebbero occuparsi della formazione e educazione permanente sono ,a livello nazionale,quattro ministeri : Lavoro, Istruzione,Funzione Pubblica, Welfare.Questi dovrebbero lavorare in sinergia con istituzioni regionali e locali.
Dovrebbero..perché spesso il coordinamento è scarso e la confusione regna per colpa della burocrazia,per mancanza di chiarezza su chi concretamente debba finanziare e gestire la formazione.
E’ necessario offrire agli italiani adulti un ampio ventaglio di proposte formative e educative,
per venire incontro ai differenti bisogni,da parte da parte della scuola tradizionale e di istituzioni come le università della terza età,università popolari,associazioni o,usando la rete,corsi FAD  per la formazione a distanza
Ecco alcuni link che riguardano vari tipi di formazione
università popolari italiane
università popolare di Milano è stata decretata dal MIUR per il rilascio di Lauree con Valore Legale nel territorio Italiano.
università terza età
piattaforma Nettuno
progetto TRIO  formazione on-line
guida alla formazione in Italia
ENAIP formazione professionale in varie regioni


Il quadro europeo delle qualifiche EQF
E’ costruito su otto livelli.
Ciascun livello è definito da una serie di specifici risultati dell’apprendimento, (l’insieme di conoscenze, abilità e competenze)

In questa pagina si può scaricare al paragrafo The European Qualifications Framework for Lifelong Learning cliccare sul riquadro IT per il documento in italiano

I 3 must dell’atteggiamento vincente in campo professionale

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il successo si ottiene sviluppando i propri punti di forza non eliminando i punti criticiM.V. Savant

Credi di avere poche chance di successo perché qualcuno a scuola,in famiglia o nel tuo ambiente di lavoro ti ha detto che non hai la stoffa per fare quella professione  o non hai quello che serve per diventare un esperto di…?
Questa fiducia nei cosiddetti esperti e l’abitudine di prendere per oro colato i giudizi lapidari di eminenti figure porta a false convinzioni circa le proprie capacità e a un atteggiamento mentale passivo del tipo ‘me l’ah detto xx quindi è vero.
C’è una notevole lista di persone che non hanno accettato queste limitazioni imposte e hanno lavorato sulle proprie potenzialità con determinazione e atteggiamento positivo.

Da Proust a Elvs Presley,Einstein,Darwin,Freddy Mercury…. sono solo alcuni esempi di persone che hanno capito che ognuno può fare qualsiasi cosa se c’è la motivazione e la determinazione.

 

Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione. Thomas Edison

Hai il tuo bagaglio di competenze tecniche,quello che sai o credi di sapere e saper fare ma questo non basta nel nuovo mercato del lavoro.
Occorre cambiare il tuo modo di vedere,inforcare nuove lenti per navigare con successo senza rischiare di perdersi nei rapidi cambiamenti che la crisi sta portando.
Sempre più ciò che farà la differenza non saranno solo le competenze che potrebbero avere decine di altri come te ma quel quid in più che può distinguerti e questo è un nuovo atteggiamento mentale flessibile che viaggia in sinergia con i cambiamenti,la capacità di adattarti creativamente ai mutamenti senza subirli ma ,al contrario, cercando le migliori  opportunità  per volgerli a tuo vantaggio

I 3  must
Nel loro libro Put Your Mindset to Work’, James Reed  e Paul G. Stoltz indicano i 3 fattori che fanno la differenza  qualitativa in campo professionale fra chi rischia di rimanere al palo,o scaricato come peso morto e chi va avanti

il fattore GLOBALE
Il termine globale non significa essere capaci di una visione internazionale o avere un atteggiamento aperto verso le altre culture ma essere in grado di avere una mente aperta a nuove idee, nuove esperienze,nuove connessioni  e collaborazioni con diverse persone per costruire un potente network
Le due parole chiave sono:connettività e apertura mentale.
Questa è la capacità di vedere la FORESTA. Focalizzarsi solo sul temporaneo, sul qui ed ora può far perdere di vista il processo. Uno scanning più ampio è utile in termini di TIMING.

il fattore INTEGRITA’ GENTILE
riguarda un approccio costruttivo verso  le persone intorno a te ,la comunità in cui vivi e lavori,il tuo Paese e il mondo.L’onestà,la lealtà è esattamente agli antipodi del corrente atteggiamento ‘mors tua vita mea’ di ‘fare le scarpe’ agli altri o adottare un atteggiamento aggressivo,subdolo, arrogante o fare battute fuori luogo….
Occorre imparare a mettere in pratica l’intelligenza emotiva e l’empatia

ASCOLTARE :che orecchie hai?
L’emozione verde-l’altra faccia dell’invidia:la schadenfreude
intelligenza emotiva:Il curricolo per vivere al 100%

il fattore CORAGGIO
Nel nuovo millennio i cambiamenti sono rapidi e le probabilità di dover fare scelte per cambiare rotta in campo professionale sono aumentate e aumenteranno in modo esponenziale.
Il fattore che fa la differenza è proprio quel coraggio che ci permette di risollevarci in un momento no e proseguire con perseveranza senza scoraggiarci o farci bloccare
Come diceva Nietzsche ‘Ciò che non mi uccide, mi rende più forte’
I 3 fattori vincenti sono un potente GPS che può guidarci nella naviagazione.

il fattore globale è il punto di vantaggio,l’integrità gentile è la prima pietra delle tue fondamenta ma occorre il carburante del coraggio per procedere e concretizzare i tuoi progetti,mettere le gambe ai tuoi sogni

Ogni obiettivo è come un sogno con le gambe. É destinato a condurti da qualche parte

Questo terzo fattore è quell’insieme di tenacia, forza d’animo,capacità di rischiare e resilienza che ti permette di continuare il tuo percorso nonostante gli ostacoli o i gufatori

crescere,migliorare,imparare,mantenere il focus sui propri obiettivi,seguire le proprie passioni,essere assertivi

leggi
Guidare l’elefante:le 3 tappe per raggiungere i tuoi obiettivi
i 7 killer della passione
come difendersi dai mangia energia

Non puoi decidere il tuo destino. Ma puoi decidere come affrontarlo

Ecco 3 storie di coraggio
Andrea Devicenzi – Trasformare i sogni in obiettivi
Anna dei miracoli 
Con la testa e con il cuore si va ovunque. La storia della mia nuova vita 

libri
Storie di giovani italiani che ce l’hanno fatta, nonostante tutto

 

 

parola chiave :cambia atteggiamento mentale

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Siamo ancora dentro il lungo tunnel della crisi e,secondo i dati che ogni giorno la Tv sforna,la disoccupazione viaggia su percentuali da brivido.
Sulla scacchiera lavoro le regole del  mercato sono cambiate.Occorre cercare con pazienza le opportunità che il caos di questa crisi può offrire andando oltre gli annunci e imparando a promuoversi direttamente come problem solver.
Una azienda ha un problema? Io posso aiutarvi a risolverlo con le mie competenze e le mie doti personali.
Per fare questo occorre passare da un atteggiamento di attesa, passivo a quello del cercatore d’oro.
Setacciare palmo a palmo la zona per cercare un possibile lavoro nascosto

un nuovo atteggiamento
Le 2 parole chiave del nuovo atteggiamento sono tempo e distanza.
Essere capace di sollevare lo sguardo dal buio qui e ora e gettare uno sguardo curioso  e aperto a quel quadro d’insieme ,alla big picture oltre la siepe del proprio spazio per  pescare nella confusione il germe di nuove idee.
Smetti di pensarti con gli schemi riduttivi di quello che sai  e sai fare.

Rimescola le carte e prova a guardarti come un investimento su cui l’azienda può puntare.
Vendi il tuo ROI cioè  il tuo indice di redditività,quanto puoi rendere alla azienda.Dimostra concretamente,oltre che nel CV, come puoi aiutare quella azienda,come hai già aiutato in precedenti posti di lavoro con numeri alla mano a risparmiare tempo, ottimizzare il lavoro,guadagnare clienti,migliorare…
Mettiti nei panni di chi sta dall’altra parte cercando di rispondere alla domanda che sta nella testa di chi leggerà il tuo CV o ti chiamerà per un colloquio:cosa hai per me?

Certo non è facile ma è meglio che sedersi a piangersi addosso,piombarsi nel ruolo di vittime o aspettare che i politici e fantomatici tecnici si decidano a varare concrete misure per risolvere il problema della disoccupazione.
Quelli abitano altri pianeti e fanno con calma perché hanno tutto quello che occorre per arrivare comodamente alla fine del mese.

Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi. E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.Animal House, film del 1978 di John Landis

le 6 qualità del nuovo atteggiamento
quali sono le qualità alle quali danno maggior valore le aziende oggi?
onestà
affidabilità
impegno
adattabilità
senso di responsabilità
flessibilità

il tuo CV: IL TUO MIGLIOR SUPPORTER
Analizza con attenzione il tuo CV e fatti questa domanda:

♦I contenuti del  CV  mettono in evidenza le 6 qualità che ho elencato sopra?
♦nel tuo CV c’è il giusto mix fra competenze,doti personali e le 6 qualità?

Se hai qualche dubbio questo è il momento per porre rimedio e fare un restyling al tuo attuale strumento di promozione

Counseling Solutions ti offre servizi su misura per te
ecco  alcune  proposte


sei over 40?ecco una proposta su misura per te  

una proposta per le donne: promuoversi come professionista donna


nel prossimo post : i 3 must dell’atteggiamento vincente

 

Inventarsi un lavoro:Sei pronto a fare i 3 salti per costruire il tuo futuro?

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Che mondo immagini di vedere se potessi salire su una macchina e schizzare nel futuro come faceva  Michael J. Fox nel film ‘Ritorno dal futuro’?

Lynda Gratton docente di gestione d’impresa alla London Business School ,secondo il Times una dei 20 venti migliori esperti di economia del mondo,ha preso seriamente la cosa e ha scritto  Il salto’,un corposo libro di oltre 300 pagine che ho divorato in 3 giorni.
La sua ,filosofia, mi ha entusiasmato.
In questi tempi di recessione e di crisi è come una finestra sugli scenari possibili.
Quel che sta arrivando non è facile da conoscere e capire. Ma bisogna provare a intravvedere strade nuove.
Occorre arrivarci non come una specie di naufraghi su una zattera ma attrezzati,quindi meglio iniziare nel qui e ora

Già oggi stanno sparendo  molti degli aspetti del lavoro tradizionale
♦lavorare dalle nove alle cinque
♦il famoso posto fisso
♦la carriera verticale

Le 5 forze del cambiamento
Nel libro l’autrice,analizza le 5 forze che stanno cambiando la scena globale
a livello economico,ambientale e sociale
Ogni forza del cambiamento ha aspetti positivi o negativi

1 innovazione tecnologica
semplifica la vita ma consuma tutto il nostro tempo

2 globalizzazione
ci permette di lavorare ovunque ma di dover competere con persone di tutto il mondo

3 la trasformazione demografica
Nel 2025 la generazione dei baby boomers con l’enorme esperienza accumulata sarà in pensione.L’aspettativa di vita si è ormai innalzata e questo pone già la questione di come affrontare il problema di fino a quando lavorare e del pensionamento

4 trend sociali
il progresso nel campo industriale e dei servizi,l’istruzione,la scienza stanno rapidamente cambiando gli stili di vita e il modo di lavorare

5 la riduzione delle risorse naturali
occorre ridisegnare strategie di produzione che tengano conto dell’impatto ambientale.Nel futuro le imprese dovranno trovare nuove forme di cooperazione e perseguire scopi sociali e ambientali.


Ognuna di queste 5 forze opera secondo due trend contrapposti:uno negativo  ha che può portare verso un futuro problematico o,come lo chiama, di default dove l’isolamento, la frammentazione,l’esclusione e il narcisismo sono gli elementi distintivi
Quando ho letto le pagine dedicate a questo futuro e al racconto catastrofico di una giornata di alcune persone-tipo confesso che mi è venuta un’ansia esistenziale e un senso di claustrofobia.
Per fortuna un antidoto,un altro scenario possibile c’è: il “Futuro Creattivo”,ma non è gratis e bisogna guadagnarselo.

Quello che farà la differenza sono le scelte.
Se non fanno ora le scelte giuste e si trova un adattamento creativo il rischio è di subire il futuro passivamente
Come guadagnarsi un futuro creattivo?

I 3 SALTI DA FARE
Per combattere le forze della frammentazione, dell’isolamento e dell’esclusione
e vivere con entusiasmo,essere soddisfatti occorre fare 3 salti così da creare valore per noi e per la nostra comunità.

Primo Salto da generalista a maestro
Abbandonare l’idea di competenze generaliste e sviluppare in maniera specialistica il proprio capitale intellettuale,le propria capacità: ‘prevedo che per creare davvero valore nel futuro ti servirà quella che chiamo “vera maestria’

Secondo Salto da atteggiamento individuale competitivo a coooperativo
Mettere in discussione le nostre convinzioni sul ruolo dell’individualismo e della competizione nel costruire vite lavorative appaganti e carriere di successo: molto più importante è coltivare un network umano e professionale fatto di condivisione della creatività, di impegno sociale e collaborazione

Terzo Salto da alti standard di vita dove il consumismo è la parola d’ordine a qualità della vita
Puntare sul capitale emotivo rispettando se stessi per vivere felici e lavorare in armonia con i propri valori.Questo è uno dei modi per combattere le forze della frammentazione, dell’isolamento e dell’esclusione.

 

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