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Colloquio di lavoro:gli 8 errori dei selezionatori

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Il mondo dei selezionatori,quelli che stanno dall’altra parte della scrivania e fanno le solite domande da copione giudicando in poco tempo il tuo CV o la persona che, in poco tempo seduta di fronte a te,decide se chiuderti la porta in faccia o prenderti in considerazione, è variegato

Al di là degli scongiuri e dell’incrociare tutte le dita (arti inferiori compresi) occorre dire che quello dei selezionatori è un mondo a parte con le sue tipologie.Già..non esiste un unicum.Ecco una galleria delle varie tipologie

Anche per il selezionatore/la selezionatrice vale il detto ‘errare è umano’ e spesso i pregiudizi
influenzano l’esito finale.La risposta alla  fatidica domanda che ti fai appena guadagni l’uscita ‘come sarò andato?’deve tener conto non solo della tua capacità di promuoverti nel migliore dei modi in poco tempo ma anche degli eventuali errori della persona che ti ha visto,ascoltato e giudicato.
Ecco gli errori più comuni della categoria

gli 8 errori dei selezionatori
1 basarsi sulleffetto alone

2 essere troppo severo o troppo di manica larga nel giudicare


3 valutare le competenze in toto
  come se fosse un pacchetto confezionato invece di distinguere e assegnare il giusto rating a ogni tipo di competenza ( tecnica,trasversale…)

Per esempio un candidato può avere una eccellente competenza di problem solving ma avere competenze informatiche di base.
La valutazione deve tener presente il profilo professionale ricercato e ciò che esso richiede secondo una scala di priorità.

4 paragonare le risposte
del candidato Mario Rossi con quelle date da Luisa Bianchi invece di rapportarle al tipo di lavoro richiesto dalla azienda.Qualcuno può sembrare the best dopo una persona mediocre,impreparata.


5 basarsi sulla prima impressione
,sulla foto o informazioni frivole trovate sui social media,sul look, o su simpatie/antipatie inconsce. Secondo una ricerca circa il 60% di chi seleziona è influenzato dalla foto del/della candidato/a.Senza andare a scomodare il transfert freudiano ognuno tende a giudicare simpatico e in positivo chi più ci somiglia per alcuni tratti caratteriali,per come parla,si muove…


6 basarsi sui 2 effetti

 effetto primacy
Questo effetto è una distorsione difficile da controllare.Che piaccia o no è difficile non crearsi una impressione dell’altra persona la prima volta che la incontriamo.In pochi secondi sia il selezionatore che il candidato si formano incosciamente una impressione dell’alta persona.
Il selezionatore sintetizza le sue impressioni,sensazioni e informazioni in uno dei 2 schemi mentali  ok/non ok e filtro con una di queste categorie tutto il resto
per esempio competente/incompetente; affidabile/non affidabile;
Tenderà a dare un peso maggiore e a ricordare le prime informazioni che riceve per esprimere un giudizio finale complessivo.

effetto recency
Durante un colloquio questo effetto è meno frequente.
Il selezionatore per esprimere il suo giudizio si basa sulla fase finale del colloquio.Può darsi che verso la fine del colloquio il candidato, che fino a quel momento sembrava al selzionatore poco degno di nota, giochi il suo asso nella manica,dica qualcosa che colpisca il selezionatore in positivo,racconti come ha risolto brillantemente un problema o gestito con successo un affare
Bingo! Nella mente del selezionatore si accende un neon ‘eureka’

7 effetto CV
il selezionatore leggendo il tuo CV si è già creato una impressione,una aspettativa del tipo di persona che si troverà a esaminare
Questo tipo di aspettative sono dette interferenze e possono condizionare in positivo o in negativo il colloquio.
Ecco perché è importante creare un CV che fa la differenza

8 stereotipi e pregiudizi
Il selezionatore può avere dei pregiudizi derivanti da sue esperienze soggettive o dal ‘sentito dire’.Per esempio può pensare per generalizzazioni:
culturali :chi proviene da una certa regione o zona d’Italia è meno preparato e ha poca voglia di lavorare
•di genere:le donne sono troppo sensibili e umorali..meglio gli uomini
•di classe:quelli della mia classe sociale sono migliori degli altri
•di età:chi supera gli anta ha esperienza ma è poco produttivo (ageism)

Una valutazione priva di errori di giudizio è pressoché impossibile.Per ridurre al minimo la probabilità di errori di giudizio sarebbe utile che a condurre il colloquio ci fossero due o più intervistatori che possano confrontarsi anche se non è raro che selezionatori diversi arrivino a valutazioni assai diverse.

Gli errori di giudizio sono il più delle volte sono difficili da evitare.Per ridurli sarebbe meglio che al colloquio sia presente almeno un altro selezionatore per un confronto più costruttivo.
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come prepararsi al colloquio

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Hai i due X factor per promuovere le tue competenze?

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Molti si autodefiniscono competenti e forse è proprio così ma il problema è che non riescono a far passare il messaggio,a convincere l’audience di riferimento cioè il recruiter, chi forse può darti un lavoro,un incarico.
Non occorre trasformarsi in un personaggio-caricatura,recitare,far l’imbonitore con effetti speciali per fare buona impressione.Il segreto è trovare il tuo mix di realismo,le tue linee guida per apparire quello che sei anche in quelle situazioni ansiogene quando sei fuori dalla tua comfort zone  e vuoi buttarti in qualcosa di nuovo.

La maggioranza dalle persone pensa ‘devo sembrare professionale per fare una buona impressione’

Non è del tutto vero se per sforzarti di esserlo ti ingessi in atteggiamenti poco reali rispetto a quello che sei o risulti noioso ripetendo le stesse cose,dilungandoti in spiegazioni prolisse che fan perder tempo e mettono a dura prova la pazienza di chi ti sta davanti oppure metti la maschera della macchietta ‘vi stupirò con effetti speciali’.Non funziona.

Se vuoi che gli altri ti trovino ok tu, per prima, devi sentirti OK 

il potere della prima impressione
In realtà.che ti piaccia o no,lo stile è altrettanto importante quanto la sostanza e la tua simpatia,la fiducia e la credibilità che riesci a creare è più importante della tua competenza al primo impatto con un selezionatore o un potenziale cliente.
Se l’altra persona si fa l’dea che tu sia competente,simpatico allora giudicherà ogni messaggio che invii,ogni cosa che fai con quel filtro.

Si vede solo ciò che si osserva e si osserva solo ciò che già esiste nella mente
Alphonse Bertillon

I due x factor
Quando incontri una persona o ti capita di fare un colloquio di selezione devi tenere presente che 2 x factor influenzano il giudizio

1 la prima impressione 
la prima impressione si basa esclusivamente su sensazioni che tu trasmetti in pochi secondi.Sono i messaggi non verbali quelli che contano e specialmente il tuo modo di vestire.
Contrariamente a quello che si dice,l’abito fa il monaco.L’abito non significa solo il look ma anche quel ‘quid’ che crea nell’insieme il carisma,il fascino, la credibilità,la fiducia e il come comunichi tutto questo al primo impatto. Secondo alcuni studi per cancellare una prima impressione negativa sono necessarie in genere dieci successive impressioni positive.Il problema è che molto spesso non hai una seconda possibilità di svolgere il colloquio per correggere il tiro.

L’aritmetica della prima impressione
La prima impressione’ si basa sulla Regola del 4×10
Secondo questa regola ognuno si forma la prima impressione di un’altra persona da:
1. primi 10 secondi
2. primi 10 passi
3. prime 10 parole
4. primi 10 cm del viso

Al telefono bastano 45 secondi.Negli incontri faccia a faccia occorrono circa 4 minuti.
Nei primi  secondi si colgono e si giudicano gli aspetti più immediati e visibili poi la tendenza è quella di confermare quello che hai captato in prima battuta

Il colloquio di selezione
Pensa per esempio ad un colloquio di lavoro.La parte più importante per i primi minuti del colloquio è costituita da tutto ciò che “non è parola”, il non-verbale.
Se chi seleziona fa questa equazione inconscia:sicuro di sé quindi competente allora hai buone chance per il resto.Questo è altrettanto vero per il contrario
Se chi conduce il colloquio classifica in negativo alcuni tuoi aspetti,atteggiamenti.. finirà per notare solo quelli,i punti deboli,quello che non sai fare,cosa non rispondi….

2 l’effetto alone 
la tendenza a considerare positivamente qualcuno che assomiglia molto a noi nel modo di agire,di pensare e di comunicare.E’ il potere delle associazioni.Questo meccanismo, chiamato effetto alone,scatta quasi sempre automaticamente.
Si generalizza partendo da un particolare.
Si allarga ad altri campi un particolare che ci colpisce.
L’”effetto alone” si verifica quando una caratteristica di una persona domina la percezione che gli altri hanno di lei, anche riguardo ad altri aspetti (Cialdini -Le armi della persuasione).

Nel prossimo post l’ABC della prima impressione e alcune tecniche utili che puoi utilizzare