flessibilità

3 modi di cambiare passo.Qual è il tuo ?

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Il mantra dei nostri giorni è imparare a cambiare.
Rinnovarsi e reinventarsi non è facile specie se 
continuiamo a percorrere la strada sbagliata del cambiamento.Se hai tentato varie volte di cambiare e non ha funzionato è probabile che tu abbia ritentato con perseveranza magari cambiando qualche virgola e pensando ok questa volta ce la faccio,questa è la volta buona E’ il tentativo più semplice che tutti in prima battuta facciamo e dopo vari tentativi se non succede nulla gettiamo la spugna

Fai il primo passo con fede,non occorre che tu veda tutta la scala:basta che cominci a salire sul primo gradino  Martin Luther King

un fantasma si aggira: la resistenza
la resistenza al cambiamento che porta le persone a crearsi delle routine abitudinarie di difesa che portano a bloccare o, almeno, a rallentare il cambiamento.
Col passare del tempo, queste cattive abitudini diventeranno parte integrante della cultura aziendale e la mineranno nel profondo fino ad influenzare addirittura le persone nuove che inizieranno a lavorare all’interno dell’organizzazione.

Ogni cambiamento ti mette in moto a 360°: coinvolge il corpo con le tue sensazioni,la mente con i tuoi pensieri, il cuore e le tue emozioni.E’ normale all’inizio sentirti un po’ smarrito e non sapere
che pesci pigliare.
Puoi fare resistenza passiva e lasciarti trascinare con scarso interesse o puoi resistere attivamente
combattendo ,opponendoti al cambiamento,bloccandoti a pensare e ripensare,rimandando al domani,facendo finta di cambiare mentre ti autosaboti con pensieri negativi,licenziando il cambiamento come qualcosa di assurdo
Ecco alcuni pensieri
tanto non cambia niente
non c’è niente da fare
meglio rimandare a….
non sono convinto…e se poi……
devo pensarci,riflettere ancora un po’..
vorrei ma non posso
tanto lo so come va a finire
alla fine a me va bene così

Da dove nasce questa resistenza?
Ecco un breve check up
sto andando contro uno dei valori della mia scala-valori?
ho paura di rompere qualche regola che mi hanno insegnato?
ho paura di cosa dirà la mia famiglia,i miei amici..la gente?
ho paura di essere criticato,isolato?
che cosa ho paura di perdere? la mia identità? il mio ruolo ?
ho paura di fare la figura dell’incompetente?di sentirmi inadeguato come un pesce fuor d’acqua?
ho paura del futuro?(cosa mi capiterà se…)
ho paura di perdere il controllo? Che la situazione mi sfugga di mano?( ce la farò?)
ho paura di strafare e avere troppe responsabilità?
ho paura che ancora una volta mi vada male? sbagli? fallisca?

 l’iceberg del cambiamento
sotto la superficie oltre le probabili resistenze e paure ci sono
le tue credenze : quali possono supportarti e quali sono ormai datate e quindi da eliminare?
i tuoi pregiudizi
le tue motivazioni
i tuoi interessi
le tue percezioni

1 circuito semplice :sbagliando si impara
il  primo comportamento di fronte al cambiamento è quello di buon senso cioè provi e se c’è qualcosa che non va correggi l’errore o trovi un’altra tecnica per ottenere risultati.
Naturalmente se proprio non cavi un ragno dal buco inutile incaponirti e sfidare i venti contrari.E’ il metodo empirico per tentativi, “by trial and error”
La domanda è: cosa devi cambiare? La correzione dell’errore è limitata mentre la strategia,il tuo approccio per raggiungere l’obiettivo o l’obiettivo stesso rimangono invariati.
Se funziona ti puoi fermare a questo livello altrimenti occorre passare a un livello più complesso

“Penso che se fai qualcosa e ti viene abbastanza bene, allora dovresti fare qualcos’altro di meraviglioso; non fermarti troppo a lungo su quello che hai fatto, ma concentrarti su ciò che farai dopo.” poster Apple anni 80

2  circuito doppio: pensare in modo diverso 
In questo secondo circuito quello che devi fare è un sano repulisti,lasciare andare alcune delle tue credenze e opinioni che riguardano la situazione e che ti bloccano sempre allo stesso punto,guardare lo scenario da un altra prospettiva, esplorare nuove soluzioni
Devi rendere flessibile come una canna di bambù il tuo modo di pensare,dare una forma nuova ai tuoi schemi mentali.In questo circuito devi rimuovere le cause di ciò che non va,rimettere in discussione il tuo obiettivo
domande: che altre opzioni ho per fare il prossimo passo avanti?
devo cambiare o riformulare il mio obiettivo? Come?
Quando inizi ad esplorare nuovi modi di pensare ecco che nuovi modi di comportamento iniziano ad emergere.Se funziona e ottieni risultati puoi fermarti a questo giro altrimenti è necesario passare al terzo livello

Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori. Quelli sempre al posto sbagliato. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non rispettano lo status quo. Puoi citarli, disapprovarli, glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli. Perché sono quelli che cambiano le cose. Fanno progredire l’umanità. E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo…sono quelle che lo cambieranno davvero                               (Steve Jobs-Walter Isaacson-Mondadori)

3 terzo  circuito: un cambiamento radicale
In questo circuito è essenziale fare l’esame di coscienza,mettere in discussione te stesso e i tuoi fondamentali,la tua vision,come ti vedi e come vedi il mondo
domanda:come posso rinnovarmi,re-inventarmi per trovare nuove strade,nuove opportunità?
A questo livello spesso è difficile mettersi in discussione spontaneamente  e scoprire  come puoi cambiare e quali passi fare.

Come  counselor
 posso  accompagnarti nel cambiamento
ecco il mio sito e come posso aiutarti

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Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

Come dai valore alla tua professionalità? 7 errori da evitare

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Il mantra che ogni giorno si diffonde in maNiera trasversale è ‘il posto fisso non esiste più’.
Il denominatore comune fra chi ha un diploma o una laurea, chi  si trova a spasso per la chiusura della sua azienda o viene messo in mobilità è come trovare lavoro.
Quello che differenzia le varie categorie è il come.
Molti cercano qua e là,spediscono CV a pioggia,aspettano una risposta che non arriva mai e si perdono d’animo
Gli over 40 o 50 dopo anni nei quali hanno lavorato con determinate mansioni si vedono buttati ai margini e sono costretti a darsi da fare affrontando l’incognita di un mercato in rapida evoluzione con un CV datato ( per chi lo possiede),scarso aggiornamento,scarsa consapevolezza delle competenze che possono essere trasferite ad altri tipi di lavoro.In una parola,non sanno come reinventarsi e cosa fare di diverso. .Una volta fare il proprio lavoro bene era sufficiente per assicurarsi il posto per anni,avanzamenti e promozioni…
Stiamo passando da una società del lavoro, a una società dei lavori, sempre più brevi e mutevoli, in cui l’aspettativa rassicurante di vedersi sempre allo stesso posto non sarà più sostenibile

Uno,due tre…immagini professionali
Nel prossimo futuro con tutta probabilità ognuno dovrà cambiare il proprio percorso di carriera non le tipologie di lavoro) più volte prima della pensione. In altre parole,la sicurezza del lavoro sarà una responsabilità individuale che deriva da un processo in progress di costruzione e adattamento creativo più che dalle garanzie del posto fisso che può dare una azienda.
Le carriere assomiglieranno più ad una rete da gestire che ad una scala sulla quale salire.

Il percorso per reinventarsi non è mai lineare ma attraversa varie fasi di stop and go,dove la sensazione è di trovarsi a tratti in standby in mezzo al nulla.
Per scoprire le nuove identità potenziali che hai nel tuo bagaglio ci vuole tempo.Le fasi di transizioni sono come un work in progress dove l’ambiguità,le contraddizioni,dubbi e incertezze,luci e ombre si alternano.

Occorre procedere col metodo ‘trial and error ‘un procedimento basato su tentativi ripetuti, per tentativi o,in breve, prova e riprova

7 errori
1. Non avere un piano B

2. non fare un check up delle proprie competenze (hard e soft skill)
3. non conoscere i propri punti di forza
4. Basarsi sulle pressioni esterne
5. Non fare networking e non rinfrescare la propria rete di rapporti
6. Non fare una valutazione dei propri mezzi e desideri
7. Non aggiornare le proprie competenze.

 

 

 

 

 

 

 

 


Nel suo libro“Identità al lavoro” -Etas libri) Herminia Ibarra capovolge il tradizionale approccio che riguarda il cambiamento di carriera.Invece di

Rifletti e dopo Agisci
Pianifica e dopo Implementa

Ibarra propone l’ approccio più dinamico del trial and error perché ognuno di noi impara provando,sbagliando e successivamente riflettendo sugli errori e imparando da essi  insomma in modo interattivo.

Il metodo che Herminia Ibarra indica nel suo libro può essere riassunto in alcuni principi chiave.Eccoli in sintesi

Come si sceglie un lavoro?
Il lavoro serve per avere i soldi per mangiare,avere una casa..in una parola per soddisfare i bisogni primari.In mancanza di meglio questo potrebbe bastare per sopravvivere.
Ma il lavoro dà a ognuno una identità,deve soddisfare le proprie aspirazioni,essere in armonia con i valori in cui ognuno crede.
Sei soddisfatto del tuo lavoro se questo è in armonia con la tua personalità

Facciamo un esempio
♦Sei una persona creativa?  la routine non fa per te.Preferirai lavorare in un ambiente stimolante con persone dalla mente aperta e in un contesto flessibile dove il lavoro non è rigidamente strutturato
♦Come prendi le tue decisioni? preferisci affidarti alla tua parte razionale,alla logica o ti fidi della tua intuizione per passare all’azione?
♦Sei un tipo estroverso o introverso? Gli introversi amano lavorare da soli o in piccoli gruppi e alcuni tipi di lavoro sono più consoni al loro ritmo
Se sei un tipo estroverso preferisci agire, sei socievole e  e hai bisogno continuo di stimoli e novità.

Più conosci le caratteristiche della tua  personalità,le tue capacità,che cosa ti interessa,che tipo di competenze hai e più ti sarà facile capire come orientarti di fronte a ogni cambiamento.

cos’è la personalità?
Una definizione semplice :come ciascuno si vede e come vediamo gli altri.
Il ‘come’ significa come ti descrivi o che aggettivi usi per definire una persona.Esempio: riflessiva,estroversa,decisa…..

Quando sei nato hai ricevuto dal patrimonio genetico dei genitori :
– la costituzione morfologica ( forma e proporzioni corporee)
-la costituzione fisiologica (il sistema nervoso ed endocrino)
– le funzioni vitali ( gli apparati che permettono al corpo di vivere)

Tutto questo patrimonio genetico è la struttura base
( il temperamento:istinti,impulsi,inclinazioni,stati affettivi).
Su questa struttura di base si innesta tutto ciò che riguarda l’ambiente
Il carattere di ogni persona dipenderà dal’come’ quella persona reagirà all’ambiente in cui cresce e vive.
Durante i primi anni di vita la differenza fra temperamento e carattere non è ancora netta perché non sono ancora presenti  gli schemi mentali,la capacità di decidere.
La personalità si forma più tardi ed è frutto dei condizionamenti che ognuno riceve e dalle risposte che ciascuno ha dato a questi. Ma non solo.
Infatti la personalità unisce gli aspetti del temperamento e quelli del carattere influenzati dall’ambiente ma, al tempo stesso, influisce sull’ambiente e lo modifica creando dei modelli di comportamento individuale e sociale nuovi.

Come scoprire il tuo profilo?
Molte aziende usano vari test per selezionare il profilo più adatto per determinate posizioni o ruoli ( la persona giusta al posto giusto) ma conoscere il tuo profilo serve anche a te
•per scegliere la professione più congeniale a te
•per capire quante chance di riuscita hai in un determinata tipologia di professioni
•se vuoi/devi cambiare lavoro
•per scegliere un percorso mirato di studi

Secondo vari studi la scelta della propria professione si basa sulla sinergia fra
interessi,attitudini e valori.
Queste 3 variabili si presentano in successione nel periodo della propria adolescenza.
Ognuno ha un suo processo di maturazione ma in generale si può dire che
gli interessi maturino verso i 14 anni
le attitudini a 16 anni
i valori a 18 anni

10 domande chiave per scoprire il tuo lavoro ideale

quale è il tuo profilo?
Il profilo è come un puzzle,l’identikit di
1 chi sei
2 della tua scala valori in campo professionale
2 che cosa ti interessa
3 cosa sai ( livello di istruzione e altre conoscenze)
4 cosa sei capace di fare ( competenze,capacità)
5 che ambiente di lavoro preferisci

 

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Lavoro over 50: come cambiare rotta?

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La flessibilità,l’incertezza,la perdita del posto di lavoro porta ognuno volente o nolente alla necessità di ripensare il lavoro, ripensare se stessi e aiutarsi a superare questo momento buio di transizione.

Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

La generazione dei Baby Boomers nati fra il 1946 e il 1964  è una generazione ottimista,con la spinta a farcela,ad avere successo,a competere
Il mantra di questa generazione è ‘l’esperienza è quella che conta’.Il foglio di carta molto meno.
L’identità personale è definita dal ‘cosa fai’ a livello lavorativo.Le relazioni che contano sono quelleconcrete non quelle virtuali sviluppate facendo networking grazie alle nuove tecnologie.

Il mito del ‘self made’,del farsi da soli è stata una leva potente che ha permesso a molti di avere degli ottimi risultati in campo professionale pagando spesso un prezzo
nelle relazioni personali
Questa generazione ha saldamente in mano le leve nei posti che contano a livello economico

I 2 cambiamenti che questa generazione si trova ad affrontare sono
♦le nuove tecnologie
♦il prolungamento della vita lavorativa con l’aumento dell’età pensionabile che produce il paradosso ‘troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione

Cambiare ottica
Le 4 componenti coinvolte devono affrontare la sfida

Le imprese
La risposta dell’imprenditoria verso la categoria over 50 sembra più una politica dello scaricare.
E’ necessario che la rete di imprese a livello nazionale,provinciale e locale  ricerchino insieme,nei vari settori una strategia mirata a ricollocare,ridefinire i ruoli e offrire altre chance per valorizzare il capitale umano over 50,

I sindacati
devono trovare nuovi approcci verso le numerose tipologie di lavoro e nuove strategie per affrontare la flessibilità e tutelare e difendere i lavoratori

il lavoratore
La sfida di ognuno è non smettere di imparare cioè essere disponibile alla formazione continua

Le istituzioni
devono saper programmare gestire e guidare le 3 componenti con una visione e programmi a medio e lungo termine non,come ora avviene, inventando soluzioni tampone,interventi d’emergenza a respiro corto

La parola chiave è  reinventarsi
Per essere pronti ad affrontare i cambiamenti è vitale rinnovarsi,vedersi con occhi nuovi.Non è facile.Occorre aver molto coraggio,impegno e investire tempo e il denaro necessario per imparare cose nuove.

1 capire quanto si è resilienti.
Cosa significa Resilienza? 
Uno scudo contro la crisi:la resilienza

Nell’articolo ‘The Jammed Career Escalator: Old Premises, New Realities’ vengono messi a confronto 6 paradigmi: il vecchio e il nuovo paradigma

1vecchio: pronto,mira,spara…vai in pensione
nuovo: quasi pronto,mira spara,mira,spara, mira,spara

2 vecchio:sii leale al tuo datore di lavoro e lui sarà leale con te
nuovo:il patto di lealtà è over.Estendi la tua lealtà al tuo network di persone

3 vecchio:crea contatti per salire i gradini della carriera
nuovo:costruisci una rete di contatti basata su alleati,conoscenti,amici …

4 vecchio:non è importante cosa sai,ma chi conosci
nuovo:il cosa sai proviene da chi conosci

5 vecchio:cercare lavoro solo quando l’hai perso
nuovo:cercare senza sosta per creare opportunità che potrebbero avere successo

6 vecchio:il rischio non vale la pena,minimizzare i fattori di rischio 
nuovo:rischiare è inevitabile.Rischia in modo proattivo e intelligente

2  fiducia
occorre tempo per girare il timone,fare una inversione di rotta ed entrare in acque sconosciute,uscire dalla propria comfort zone
Se intorno hai persone che criticano,scoraggiano ecco che diventa problematico.
i vampiri mangia energia
Pensieri negativi e pesi da sopportare

E’ importante avere una rete di persone sulle quali contare per chiedere un supporto morale o chiedere un aiuto professionale.
Reinventarsi spesso significa trovare un equilibrio dinamico fra  la fiducia in se stessi(le proprie capacità,doti personali e esperienze) e la fiducia negli altri

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strategie anticrisi

 

Goal setting:che tipo sei?il modello del cercatore

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A proposito di obiettivi e comportamenti ho scritto nel precedente articolo che ci sono 4 modelli comportamentali   
Nel primo modello (del quale ho scritto),chi si comporta come combattente rimane
focalizzato sull’obiettivo che vuole raggiungere.Niente lo distrae o gli fa cambiare idea.
Non è così per il cercatore il tipo di persona alla quale piace esplorare.
E’ una curiosità che nasce dalla passione e questa porta qua e là a divagare,a correre
dietro a qualcosa di interessante,di diverso.
Il cercatore  ha nel suo dna l’avventura,fare esperienza,provare nuove strade.
A questa tipologia di persone interessa più il viaggio che arrivare e avere risultati.
Quando qualcosa diventa prevedibile o inizia a diventare routine ecco che l’esploratore
prende un’altra strada,si lascia attrarre da nuovi scenari e accetta la sfida ed eventuali rischi.

similarietà fra combattente e cercatore
♦entrambi sono impulsivi
♦si annoiano facilmente specie se devono curare i dettagli
♦accettano i rischi ma in maniera diversa:
il combattente accetta i rischi solo per ottenere ciò che vuole per l’esploratore il rischio è il sale e il pepe della avventura

L’identikit del cercatore
maggior flessibilità mentale del tipo combattente.
Questo porta a notare e approfittare delle opportunità che si presentano,cosa che spesso difetta ai tipi combattenti.

gli altri:una risorsa
non si fa problem a chiedere un parere o aiuto,se necessario.
Il cercatore si definisce’people oriented’ quindi ha le carte in regola con il suo entusiasmo e la sua passione per diventare un leader

La parte in ombra
il cercatore sogna in grande.Io sogni non costano niente,no?
Altra cosa è cercare di realizzarli,di passare dalla idea all’azione.
In questo il cercatore si trova in difficoltà per la sua scarsa capacità di focus e poca chiarezza del ‘dove andare’.
In poche parole…si perde spesso per strada,spreca un sacco di energia con il suo comportamento ondivago e rischia di rimanere al palo.

Seguire passo per passo un piano strutturato,un iter rigido non è nelle sue corde.
Preferisce improvvisare,buttarsi senza aver prima pianificato gli step da fare.
La sua visione è in grande.Vede la foresta ma fa fatica a focalizzarsi sugli alberi che la compongono

Qualche spunto di riflessione per il cercatore

1impara a fare goal setting
Sei un sognatore e vedi chiaramente la méta ma il problema è avr chiaro in mente le tappe per raggiungerla.
Una visione un sogno ha bisogno di essere tradotto in obiettivo,ha bisogno di gambe per camminare.
Impara a definire i tuoi obiettivi,a gestire le varie tappe intermedie e verificarle per
fare i necessari aggiustamenti
leggi
i 6 ostacoli
altri ostacoli
guidare l’elefante

2 scrivi i tuoi obiettivi
Metti nero su bianco i tuoi obiettivi,quello che vuoi raggiungere,fare,conquistare ..è il primo passo
La differenza fra un sogno e un obiettivo sono proprio le parole che scriverai
 Scrivere i tuoi obiettivi ti aiuta a visualizzarli nella tua mente,a dare un input e le necessarie istruzioni al tuo timoniere interno (il tuo inconscio)
Scriverli ti aiuta ad impegnare e a mettere in moto  la tua energia per raggiungerli,a focalizzarti su cosa vuoi nel nuovo anno.
Solo il 5% delle persone si prende la briga e il tempo di scrivere i propri obiettivi e forse è per questa ragione che solo pochi riescono poi a raggiungerli

3 fai la lista delle priorità
E’ importante imparare a gestire il tuo tempo
leggi i magnifici 4 per organizzare il tuo tempo

 

VUOI IMPARARE A PIANIFICARE E REALIZZARE I TUOI OBIETTIVI?


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Trovare lavoro:il segreto è puntare sulle tue soft skill

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Flessibilità è la parola chiave del nuovo mercato del lavoro.Si può essere più o meno d’accordo ma occorre prenderne atto e capire come muoversi.
Fare una previsione sul tipo di competenze più richieste nei prossimi anni non è facile e neanche le aziende si azzardano a farne di attendibili.
Quello che probabilmente conterà non saranno tanto le competenze specifiche e prettamente tecniche,le specializzazioni ma un atteggiamento innovativo,creativo per gestire il proprio percorso professionale misurando le proprie competenze con la domanda del mercato.

Passare da una mentalità da dipendente (lavoro per sistemarsi) a una proattiva
(come posso promuovere e far fruttare le mie competenze?). Diventare imprenditori di se stessi  e non solo “lavoratori dipendenti”. 

I giovani italiani,secondo alcuni sondaggi,non sembrano propensi a fare impresa e a accettare i vari rischi.
La scuola deve mettersi al passo coi tempi e inserire nei percorsi formativi fin dalla scuola elementare lo sviluppo della creatività,del pensiero critico;il gusto di imparare,
ricercare,approfondire,la capacità di valutare e decidere e di accettare le sfide

qualsiasi lavoro basta che sia sicuro
Irene Tinagli sulla Stampa cita uno sondaggio più recenti sull’orientamento degli under 35:

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Guidare l’elefante:le 3 tappe per raggiungere i tuoi obiettivi

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Se stai cercando di entrare nel mercato del lavoro o sei in zona critica per via della crisi, oppure hai passato gli anta il problema che ti trovi davanti è una strada con pochi segnali sulla direzione da prendere e una sorta di nebbia di fronte ai rapidi e indefinibili cambiamenti.
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La metafora dell’elefante
 Nel loro libro ‘Switch-Come cambiare quando cambiare è difficile‘ Chip e Dan Heath parlando della gestione del cambiamento paragonano
 le nostre emozioni a un elefante
 i nostri pensieri al suo conducente
Perché i cambiamenti sono difficili?