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strategie anticrisi:6 modi ok per sfruttare meglio le opportunità

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Nel nuovo mercato del lavoro le 3 parole chiave sono cambiamento, conoscenza e tecnologia.
Come affermava   Burroughs ‘‘La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili’.
Per stare al passo con i rapidi cambiamenti è vitale fare spesso il check up dei proprio bagaglio professionale  per  promuovere e usare al meglio il proprio know how, senza dimenticare di espandere le conoscenze e la rete di contatti 

i 4 pilastri
Brian Tracy nel libro ‘Focal point’ illustra i 4 modi per migliorare la qualità della propria vita professionale e personale

1. fare di più quelle cose che hanno valore per te e che ti danno soddisfazione e riconoscimenti

2. ridurre tutte quelle attività o abitudini che non ti aiutano a raggiungere I tuoi obiettivi 

3. iniziare a fare qualcosa di nuovo,imparare,scegliere quelle attività che possono aiutarti a cambiare focus in campo professionale o personale   

4. smettere  comportamenti  che non sono più funzionali  al tuo percorso,alla meta che vuoi raggiungere

6 modi per cogliere e sviluppare le opportunità :il concetto di leverage
Brian Tracy  illustra e analizza il concetto di leverage cioè l’abilità di fare di più,trarre il meglio dal proprio bagaglio professionale e personale ,usare gli strumenti ad hoc per ottenere risultati ma con il minimo sforzo.Ma non solo.Occorre far leva su ciò che gli altri possono offrirti

1. la loro conoscenza
2. la loro energia
3. i  loro successi

4. i loro fallimenti
5. le loro idee
6. la loro rete di contatti

1 la loro conoscenza
far tesoro di ciò che gli altri sanno può fare la differenza risparmiandoti tempo e denaro e aiutandoti a raggiungere più in fretta i tuoi risultati.

Occorre alzare le antenne e tenerle in costante movimento per cogliere i segnali,tenersi aggiornati leggendo libri,riviste,cercando in rete le novità circa i nuovi trend.
Le idee nuotano nel mare magnum dell’inconscio collettivo e la rete è come un ocenao nel quale far buona pesca se hai gli strumenti giusti

2 la loro energia
come fanno certe persone a fare mille cose,a trovare il tempo per dedicarsi alle attività preferite?
Delegano ad altri le attività di routine, quelle noiose a basso impatto dal punto di vista del valore in modo da avere più quality time per sé e per i propri progetti.
Come puoi usare l’energia degli altri per farti aiutare ad essere più efficace e efficiente?

3
. i loro successi
impara dalla esperienza che altri hanno fatto prima di te.Come hanno avuto successo?Come hanno affrontato le sfide,quali ostacoli hanno dovuto superare e come li hanno superati?

Questo è un modo efficace di risparmiare tempo e denaro oltre che evitare possibili delusioni,errori e problemi.

4 . i loro fallimenti
Molti successi sono arrivati dopo aver imparato dai fallimenti.

5 . le loro idee
raccogliere le idee attraverso la lettura di libri,la marea di informazioni che la rete offre,i contatti,il confronto con gli altri e..sperimentare.
Una buona idea è come una miniera che può fruttare soddisfazioni e naturalmente guadagni.

La scoperta di una soluzione consiste nel guardare la stessa cosa come fanno tutti e pensare a qualcosa di diverso

COSA FA UN/UNA COOLHUNTER
Coolhunter è chi tiene acceso il suo radar  per cogliere per primo quei segnali appena accennati di una possibile tendenza del mercato, nel momento in cui questi iniziano a sbocciare.
Bisogna saper’annusare l’aria’, essere creativi,uscire dagli schemi,immaginare e usare il pensiero laterale non quello logico.

Il radar in azione
Il pensiero laterale si attiva su una diversa lunghezza d’onda (onde theta)mescola,combina,associa,modifica immagini,parole,suoni,informazioni ed esperienze per dar vita a qualcosa di nuovo.

Devi uscire dagli schemi per attivare il tuo genio della lampada.
Il cervello funziona in economia.Una volta imparato uno schema di comportamento lo ripete in automatico.Questo ci evita ogni volta di imparare daccapo tutta la sequenza.
Per esempio:andare in bicicletta,guidare la macchina..
Questo è utile ma gli schemi ripetitivi sono come inserire il pilota automatico.
Il tuo genio non uscirà dalla lampada.Non ama le ripetizioni.Ama tutto ciò che è in movimento, flessibile,imprevedibile.
Se sei eclettico, con una mentalità aperta, pieno di curiosità e sei disposti a spendere il tempo con persone di culture e discipline diverse puoi creare il tuo mix.Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse.Lascia fermentare le tue idee.

Le idee sono la linfa dell’innovazione ma l’immaginazione è il cuore di tutto

L’immaginazione consiste nel chiedersi : perché no?

6 . la loro rete di contatti
Costruisci un networking cioè una rete di persone virtuali e non che potrebbero darti la giusta dritta,farti sapere chi cerca chi,fare il passaparola..

 chi può darmi una mano? 
prova a chiedere aiuto tenendo presente  i cosiddetti 3 cerchi.Prendi un foglio e disegna 3 cerchi

cerchio interno  
metti il nome le persone più vicine che conosci bene e delle quali ti fidi e che possono aiutarti in modo attivo e concreto(famiglia,amici…)
cerchio mediano
metti il nome di persone con le quali hai buoni rapporti di lavoro,che hanno
alcuni interessi e modi di vedere in armonia con il tuo
cerchio esterno
metti il nome di conoscenti,persone che incontri ad eventi e che potrebbero potenzialmente aiutarti

la TEORIA dei 6 gradi di separazione
L’idea dei sei gradi di separazione è nata nel 1967da un esperimento del sociologo Stanley Milgram.Il risultato è che su Internet una persona sconosciuta può essere rintracciata attraverso solo sei passaggi tramite il «passaparola»

Di recente una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Milano sul social media Facebook ha ridotto a 4.74. e a 3 passaggi se la persona vive nella stessa nazione
Il modo migliore è aprire un profilo su LinkedIn e connettersi a persone che operano nel tuo campo,iscriverti ai gruppi di interessi affini ai tuoi e partecipare alle discussioni

“Tutti gli uomini e le donne di successo sono dei grandi sognatori. Essi immaginano come potrebbe essere il loro futuro, ideale in ogni aspetto, e poi lavorano ogni giorno in direzione di quella distante visione, quell’obiettivo o proposito.” Brian Tracy

 

Dejobbing:la scomparsa del posto fisso e l’era dei’knowledge workers'(part 1)

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L’effetto collaterale della globalizzazione:il dejobbing
Nell’attuale crisi del mercato del lavoro non solo in Italia ma in tutto il mondo molti tipi di lavoro tradizionale stanno sparendo e la disoccupazione aumenta.
Non è solo una questione di crisi temporanea di riduzione numerica ma di una trasformazione dovuta alle nuove tecnologie e ad esigenze di ristrutturazione organizzativa delle aziende per rendere più efficiente la filiera produttiva o dei servizi e per rimanere nell’arena della competizione globale.

IL PRINCIPIO 80/20 nel mercato del lavoro
Nel XXimo secolo l’80% di tutti i tipi di lavoro erano nel settore della manifattura e solo il 20% nel campo dei servizi
Oggi, nel XXIimo secolo la regola di Pareto 80/20 è ancora attuale ma esattamente all’opposto.I servizi, secondo le statistiche,  sono la parte preponderante.
I tipi di lavoro, le tipologie di servizi,le persone che li offrono sono uno scenario nuovo.

Dal lavoro sicuro alle carriere
Una volta fare il proprio lavoro bene era sufficiente per assicurarsi il posto per anni,avanzamenti e promozioni…
Nel prossimo futuro con tutta probabilità ognuno dovrà cambiare il proprio percorso di carriera ( non le tipologie di lavoro) più volte prima della pensione.
In altre parole,la sicurezza del lavoro sarà una responsabilità individuale che deriva da un processo in progress di costruzione e adattamento creativo più che dalle garanzie del posto fisso che può dare una azienda
Le carriere assomiglieranno più ad una rete da gestire che ad una scala sulla quale salire.
I vari tipi di lavoro saranno più temporanei,legati ad un progetto,cooperativi,frutto di un lavoro in team dove i vari componenti potrebbero lavorare in posti o paesi diversi come freelancer, mobili (il know how si sposterà col lavoratore più che con l’organizzazione).
I knowledge workers saranno una nuova tipologia di lavoratori che lavoreranno soprattutto nel campo informatico e dei servizi
Già ora il lavoratore che lavora nel campo manifatturiero deve possedere sempre nuove competenze.
E dal punto di vista economico?
Più che un unico salario vi saranno diverse entrate frutto di questo lavoro-puzzle.
Nel prossimo articolo: la right brain eeconomy
 

Creatività-Il segreto di Steve Jobs?Unire i puntini,uscire dal silo thinking e….

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La personalità e la creatività di Steve Jobs è stata messa in vari momenti sotto la lente d’ingrandimento per cercare di capire il segreto e da dove pesca le sue idee geniali in modo da servire anche agli altri : professionisti,aziende..
per avere dei risultati brillanti.

La sua carriera è l’esempio vivente di cosa significa essere creativo e un outsider.
Jobs abbandonò l’università (il Reed College di Portland nell’Oregon) uno dei college famosi della controcultura,
dopo solo un semestre perché gli stava stretto e iniziò a lavorare.

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. Steve Jobs

LA CALLIGRAFIA
Se non avessi…..
Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno.
Se non avessi lasciato i corsi ufficiali e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità.

La calligrafia è l’arte della scrittura come forma della comunicazione e richiede precisione
Secondo  uno degli ultimi studi realizzati con la risonanza magnetica nucleare i bambini abituati a scrivere a mano rivelano una maggiore attività nell’area cerebrale predisposta all’apprendimento. manifestano una maggiore originalità e creatività rispetto ai coetanei maniaci del computer.
ecco un articolo recente apparso sull’Avvenire.
Probabilmente,per tornare a Steve Jobs, questa sinergia fra bellezza,stile e precisione ha contribuito ad aprirgli nuovi orizzonti mentali.Infatti è’ grazie a questa sua passione che Steve Jobs ha assegnato a Macintosh un carattere bello e originale che Windows ha POI copiato.

Lasciate che vi faccia un esempio: Ho imparato dai caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere e cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo,antico e così artisticamente delicato che la scienza nonavrebbe potuto ‘catturarlo’ e trovavo ciò affascinante.

L’INCONTRO COL BUDDISMO
JobS fece un viaggio in India e al suo ritorno abbracciò il buddismo.
Uno dei principi base del buddismo è “lasciare che le cose accadano”,godere delle nostre cose, delle nostre conoscenze, dei nostri affetti, della nostra stessa vita, senza essere attaccati ad esse,senza mantenere a tutti i costi il controllo.
Lasciando andare l’idea di voler controllare tutto e tutti e la paura di perdere il controllo ecco che si aprono porte e strade che non ci si sarebbe mai immaginati

Ecco cosa dice Jobs
Gran parte delle cose che trovai in quel periodo sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione si sono rivelate inestimabili più avanti. Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile.

Certamente, all’epoca in cui ero al college era impossibile per me ‘unire i puntini’ guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple.Fu una medicina con un sapore amaro, ma presumo che ‘il paziente’ ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita ci colpisce sulla testa come un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo.

UNIRE I PUNTINI
Jobs, in una delle sue tre storie che racconta,parla di “unire i puntini”
Alla base della sua visione,delle sue capacità creative c’è una sinergia di bellezza+stile+precisione.
Non è una semplice addizione.Il tutto è maggiore della somma delle parti,un ‘lasciare che accade,come dicono i Beatles nella canzone ‘let it be’ ,perché ogni cosa che sembra non poter stare insieme ad altre può invece
dare nuove idee e concretizzarsi in nuove cose

CONTRO IL SILO THINKING (il pensiero schematico)
Steve Jobs non è mai stato rigido e fermo nel suo campo d’azione.Non ha mai ragionato per compartimenti stagni come se fosse chiuso in un silos ma ha sempre rotto le regole.
Chi rimane arroccato nel suo spazio è come se fosse rinchiuso in un silos prigioniero di schemi e non riesce a vedere il cielo.

Steve Jobs è sempre stato fedele a quello che Jung definiva l’archetipo del creatore -cercatore

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

BIBLIOGRAFIA
Leander Kahney Nella testa di Steve Jobs. La gente non sa cosa vuole, lui sì  Sperling & Kupfer

Il sandwich anticrisi :pane e resilienza

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 La parola-chiave collettiva più gettonata è da mesi  crisi con tutte le parole-famiglia del macrocosmo economico e politico che i giornali  illustrano ogni mattina e i telegiornali ogni sera.
Ora il futuro è davanti come una linea confusa all’orizzonte che spariglia molte certezze e lascia un senso di ignota inquietudine.
La vita e’ un ciclo e in ogni ciclo avvengono cambiamenti.
Cambia il nostro corpo,il nostro modo di affrontare gli eventi,cambiano ogni giorno i nostri stati emotivi.
Molti elementi che ora fanno parte della nostra vita è ragionevolmente probabile che cambino nei prossimi 5-10 anni (carriera,relazioni, ,opinioni,idee,priorità,modi nuovi di gestire il tempo….)
Alcune situazioni cambieranno rapidamente,altre gradualmente sia dentro di noi che all’esterno.Tutto ciò richiederà flessibilità e adattamento continuo.

E’ difficile predire il futuro a meno che si abbia una sfera di cristallo e si riesca a leggere con una buona approssimazione quello che avverrà.
Pensare al futuro,prepararsi agli eventi,ai cambiamenti sempre più rapidi è una abilità che il nuovo millennio richiede.
Fino ad ora si e’ cercato di prevedere con i dati a disposizione i possibili sviluppi nel futuro di una situazione un vari campi.Ora la pura previsione non e’ sufficiente poiché intervengono troppe variabili nell’arco breve di tempo.Quale e’ allora il modo migliore per affrontare i futuri cambiamenti?
Innanzitutto la flessibilità mentale e la capacità di ricercare il paradosso nelle  soluzioni,una visuale più ampia che si basa sulla intuizione attingendo all’emisfero destro del cervello,al pensiero analogico.

Nel tempo in cui viviamo il trend dei cambiamenti è sempre più rapido in vari campi (dalla tecnologia alla medicina,dall’ambiente alla politica…).
Le abilità maggiormente necessarie oggi riguardano come affrontare e gestire i cambiamenti
I cambiamenti producono diverse reazioni e stati d’animo:

  • dubbio
  • confusione
  • incertezza
  • ansia
  • isolamento
  • resistenza
  • mancanza di motivazione
  • sensazione di non aver scelta
  • paura
  • frustrazione
  • irritabilità   

come gestire i cambiamenti?

l’auto dialogo costruttivo
Alcune circostanze non possono essere cambiate,non dipendono direttamente dalla propria volontà.
Quello che è importante è come rispondiamo ai cambiamenti,che atteggiamento adottiamo.
Inutile perdere tempo a snocciolare la lista dei lamenti e consumare energia.
La soluzione è mantenere un dialogo interno aperto alle soluzioni
cosa posso fare?
dove posso trovare le risorse
a chi posso chiedere aiuto?
cosa posso imparare da questa situazione?

Uno scudo contro la crisi:la resilienza
E’ una parola poco usato nella lingua italiana ma presente nella lingua francese (résilience) e inglese (resilience).II termine indica un tratto della personalità composto da fattori di varia natura:comportamenti,credenze, esperienze,intelligenza emotiva….
Il vocabolario definisce questo termine,che appartiene alla Fisica,come resistenza di un materiale a urti e alla rottura senza spezzarsi .

Essere resilienti significa  prendere la botta da una situazione imprevista,una avversità,un momento difficile e reagire, rialzarsi,rimbalzare.

I  7 pilastri della resilienza
Ogni persona possiede la resilienza: non è solo la capacità di resistere al dramma, non solo la sopravvivenza a tutti i costi, ma anche la capacità di usare l’esperienza del contatto con l’avvenimento traumatico per costruire il futuro.

Le caratteristiche della resilienza sono sette:

Insight o introspezione: la capacità di esaminare sé stesso, farsi le domande difficili e rispondersi con sincerità
Indipendenza: la capacità di mantenersi a una certa distanza, fisica e emozionale, dei problemi, ma senza isolarsi
Interazione: la capacità per stabilire rapporti intimi e soddisfacenti con altre persone
Iniziativa: la capacità di affrontare i problemi, capirli e riuscire a controllarli.
Creatività: la capacità per creare ordine, bellezza e obiettivi partendo dal caos e dal disordine.
Allegria: disposizione dello spirito all´ allegria, ci permette di allontanarci dal punto focale della tensione,
Relativizzare e positivizzare gli avvenimenti che ci colpiscono.
Morale: si riferisce a tutti i valori accettati da una società in un’ epoca determinata e che ogni persona interiorizza nel corso della sua vita.

Sicuramente sono importanti lo spirito d’iniziativa e d’indipendenza, ma anche la capacità di esprimere i propri stati d’animo, di accettare le proprie responsabilità senza farsi travolgere dai sensi di colpa, di non lasciarsi indurire dalle esperienze e non diventare aggressivi verso gli altri. Dei materiali che hanno la capacità di resistere agli urti senza spezzarsi si dice che sono resilienti: ecco,è resiliente chiunque riesce a mantenersi integro anche nella propria sensibilità

la casa della resilienza
Essere resilienti è come costruire una casa dalle fondamenta.
Boris Cyrulnik, psicoanalista,dopo aver vissuto il dramma della guerra ha dedicato gran parte della sua vita a capire come fanno certi bambini a superare i

traumi ,reagire positivamente a situazioni traumatiche che hanno subito e diventare degli adulti felici
Cyrulnik usa l’immagine della “casita” (casetta) per descrivere il percorso

 il terreno
la soddisfazione dei bisogni di base(nutrirsi,ripararsi,riposare…)

le fondamenta
 una buona rete di relazioni (famiglie, amici, vicini);

pianterreno
che senso dare alle proprie azioni?

primo piano
♦cosa significa per me stima di sé?
♦quali sono le mie competenze,i miei atteggiamenti verso…
♦come posso prendere la situazione con filosofia e autoironia?

solaio
dove andare e come posso fare nuove esperienze una volta su
perato il momento delicato e difficile?

 RITMO
L’abilità di sapere QUANDO muoversi.
Si può vederle questa abilità come non fare niente o essere opportunisti.
Devi sapere quando aspettare,quando ripiegare,quando andartene e quando scappare.
In mezzo al problema abbiamo una direzione,una linea direttiva.
Nelle arti marziali.Si chiama “ESSERE in un luogo protetto ma LIBERI di muoversi.
Offrire un piano per migliorare la qualità o una situazione . Il dare l’esempio.
La domanda è:
♦E’ il momento GIUSTO?
♦Le forze contro le quali combatto sono ancora forti o  sono nella fase di declino?
♦Le sto prendendo di petto quando sono ancora troppo forti o sono nella fase in cui posso affondare il dito come se fossero un pezzo di burro che non fa resistenza?

Quali sono le nuove competenze per il mercato globale?Un nuovo paradigma per pensare (part2)

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Nell’articolo precedente ho scritto della necessità di pensare in modo nuovo.
Occorre un nuovo paradigma flessibile.Ma cosa significa flessibilità nel pensare?
Per prima cosa evitare di giungere rapidamente alle conclusioni per quanto riguarda persone o situazioni nuove che incontriamo.
Ogni punto di vista,ogni esperienza degli altri,di persone di diversa cultura può dare un input significativo per mettere in discussione ipotesi,idee o modificare quegli stereotipi classici di un pensiero rigido e scontato per accogliere nuove idee.
Questo permette di conoscere  nuovi approcci,ampliare il proprio orizzonte entrando in campi poco familiari

E’ sempre più necessaria la capacità di cogliere il mutare degli altri e delle situazioni,costruire nuove relazioni e network  adattarsi in modo creativo, sperimentare allo scopo di cogliere opportunità o di raggiungere l’obiettivo prefissato

CRISI COME OPPORTUNITA’
L’abilità di trovare una opportunità in un momento di crisi.
Ogni cambiamento crea nuovi scenari.Crea uno shift nello stato esistente e crea un gap.
Il problema sta nel pensare alla crisi come una opportunità da guardare con un’altra visuale e attraverso nuove lenti.
L’abilita’ di vedere l’opportunita’ nel cambiamento permette di raccogliere l’energia,le risorse per affrontare la situazione piuttosto che spendere energia per resistere al cambiamento.
La domanda qui e’:quale bisogno crea questo cambiamento.
Come cambierà e migliorerà il corso delle cose questo nuovo bisogno?

CONOSCENZA
La comprensione della dinamica del cambiamento.
Affrontare i cambiamenti richiede allenamento,studio nel campo della teoria del caos,dinamiche del sistema che voglio cambiare,teoria della comunicazione..
Richiede un training esperienziale che faccia imparare ad usare le abilità che un cambiamento richiede.Per esempio il cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi.Per avere la padronanza delle abilità utili al cambiamento dobbiamo diventare diversi a livello profondo.
La domanda qui è:POSSO IMPARARE IL PROCESSO PER PADRONEGGIARE LA DINAMICA DEL CAMBIAMENTO?
Il suggerimento è:scegliere ciò che è più difficile,quello è il sentiero

LA VISIONE PIU’ AMPIA
L’abilità di vedere la FORESTA. Focalizzarsi solo sul temporaneo, sul qui ed ora può far perdere di vista il processo,l’obiettivo o,nelle arti marziali,la strategia dell’avversario.Uno scanning più ampio è utile in termini di TIMING.
La domanda è:che cosa mi manca?
Quale punto di vista sto adottando e quali altri ci possono essere?

CAMBIARE FOCUS
L’abilità  di cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti e essere in grado di mettere da parte ciò che non riguarda l’obiettivo o il compito o il problema da risolvere. I compiti o i ruoli che copri possono cambiare da un mese all’altro,occorre essere flessibili.
Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentre si sta ancora facendo qualcosa.
Questo permette di utilizzare tutta l’energia nei riguardi di ciò che ci sta davanti.
La domanda qui è:IN QUESTO MOMENTO SONO COMPLETAMENTE ASSORBITO  IN QUESTO LAVORO, COMPITO, OBIETTIVO,
PERSONA,PROCESSO?LA MIA ATTENZIONE,LA MIA MENTE E’ FOCALIZZATA SU……?

 

Quali sono le nuove competenze per il mercato globale?Un nuovo paradigma per pensare (part1)

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E’ difficile predire il futuro a meno che si abbia una sfera di cristallo e si riesca a leggere con una buona approssimazione quello che avverrà.
Il mercato globale cambia a velocità impressionante e la crisi finanziaria nella quale versano alcuni paesi europei rende difficile una ripresa.
Pensare al futuro,prepararsi agli eventi e ai cambiamenti sempre più rapidi è una abilità che il nuovo millennio richiede.

Il fattore chiave è la formazione del capitale umano.
Sempre di più è necessaria una formazione continua: il lifelong learning cioè l’apprendimento e l’aggiornamento continuo per adeguarsi al cambiamento.
Bisogna  vedere il bicchiere mezzo pieno o che si sta svuotando?Stiamo cambiando paradigma e modo di vivere?
La reazione peggiore è ripiegarsi su se stessi,lasciarsi andare a pensieri cupi.
Ogni giorno abbiamo bisogno di più energia per affrontare meglio l’accelerazione del ritmo di vita, i cambiamenti repentini,i problemi quotidiani la globalizzazione sempre più aggressiva.

Fino ad ora si è cercato di prevedere con i dati a disposizione i possibili sviluppi nel futuro di una situazione un vari campi.Ora la pura previsione non è sufficiente poiché intervengono troppe variabili
Nell’arco breve di tempo.Quale e’ allora il modo migliore per affrontare i futuri cambiamenti?

Innanzitutto la flessibilità mentale e la capacità di ricercare il paradosso nelle  soluzioni,una visuale piu’ ampia che si basa sulla intuizione attingendo all’emisfero destro del cervello,al pensiero analogico.

IL NUOVO PARADIGMA DI PENSIERO

capacità di stare nell’ambiguità
Chi è in grado di rispondere in maniera adeguata al cambiamento?
Chi possiede una capacità significativa di stare nell’ambiguità e nella incertezza in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole ristabilire una stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema. Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile.
Gestire l’ambiguità è la capacità di stare in sospeso in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda NON è:”Come posso velocemente e passare oltre.La domanda è QUANDO è’ IL MOMENTO MIGLIORE PER AGIRE?


CAPACITA’ di AGIRE NELL’INCERTEZZA

L’abilità di agire nonostante i dati siano insufficienti.
Non si potrà mai avere tutti i dati o abbastanza dati per fare,decidere….
Questa è parte della natura dell’essere responsabili e umani.Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.

Spesso ci vediamo costretti a prendere una decisione con informazioni insufficienti o rischiamo di perdere l’opportunità.
Questa abilità permette di muoversi quando è il momento anche se le informazioni sono scarse.
La domanda qui è:In QUALE DIREZIONE MI MUOVEREI SE DOVESSI MUOVERMI ADESSO?
E’ IL MOMENTO GIUSTO PER MUOVERSI?

Il bisogno di mantenere sempre la stabilità,la comodità è nemico dell’abilita’,del far fluire l’energia,dello stare all’erta.
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.

Questo ti permette di mantenerti esercizio ( LUOGO E TEMPO che tu scegli), di tener presente le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate nel momento del cambiamento.Così esso non  coglierà impreparati

MANTENERE IL CONTATTO COL NOCCIOLO 
L’abilità di tenersi in contatto con ciò che è costante all’interno del processo di cambiamento per mantenere il proprio l’equilibrio e il contatto con l’obiettivo.
Cosa rimane costante? La propria identità,il ‘chi sono’
Domanda:quali sono i tuoi valori più importanti?
Come influenzano le tue reazioni al cambiamento?


CAPACITA’ DI GESTIRE IL PARADOSSO

Paradosso (dal greco parà-doxon) significa letteralmente: oltre il senso comune.E’ una sfida all’opinione comune
 
L’abilità di tenere due idee opposte allo stesso tempo, come chi fa rafting mantiene l’equilibrio nella corrente del fiume non per il fiume o a dispetto di esso ma tenendo presente sé in relazione al fiume e alla corrente.
Qui la risposta non sta nella risposta ma nella domanda che si pone.
Di fronte a due idee opposte la tradizione ci spinge a risolvere il paradosso subito.

Abbiamo la sensazione di non poter andare oltre se non decidiamo quale delle due idee ci farà da guida. Le circostanze spesso ci obbligano a stare nel paradosso qualche volta per lungo tempo..anni..chiedendoci quale parte uscirà vincente.La risposta e’ nella domanda.
L’abilita’ di pensare in modo paradossale porta a trovare soluzioni fuori dal coro “outside the box” non direttamente logiche ma creative usando il pensiero laterale (De Bono).
Pensare in termini di paradosso significa:
♦come usare le cose in modo differente
♦prendere ispirazione da altre culture
♦vedere le connessioni e le sinergie di situazioni,cose ..
che logicamente non stanno insieme
Il Rinascimento è stato l’esempio più lampante di cosa può produrre il network delle idee nelle varie discipline La frase ‘è impossibile farlo’ è il punto di partenza per fare qualcosa di nuovo
La domanda e’:Cosa accadrebbe se non provassi a risolvere questo nel solito modo,ma provare a cercare?


La scoperta di una soluzione consiste nel guardare la stessa cosa come fanno tutti e pensare a qualcosa di diverso

Un libro consigliato
F. Johansson Effetto Medici
Innovare all’intersezione tra idee, concetti e culture

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Cambiamento generazionale: 3 modelli e valori nel circo globale

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generazione baby boomer

Siamo in un periodo in cui tutti,genitori e figli,vecchi e giovani, di fronte alla crisi della globalizzazione ci siamo resi conto che certi modelli di crescita e di progresso non hanno funzionato.
Il posto fisso è sempre più una chimera.
La flessibilità,l’incertezza,la perdita del posto di lavoro porta ognuno volente o nolente alla necessità di ripensare il lavoro, ripensare se stessi e aiutarsi a superare questo momento buio di transizione.
Occorre farlo insieme come un progetto fra generazioni inventandosi nuovi modi di condividere,di costruire,di sperare.Il ‘cosa fare’ è diventata una domanda trasversale
sia a livello lavorativo che personale.

Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Le 3 generazioni : valori e modelli
Nell’era della crisi e della globalizzazione sono sul campo 3 generazioni
La generazione dei Baby Boomers nati fra il 1946 e il 1964
La generazione X nati nel periodo 1965-1979
La generazione Y  nati fra il 1980 e il 1995

Vediamole una ad una.

I baby boomer  tra i 48 ai 65 anni
E’ partita dall’impegno, dalla solidarietà, dall’avventura per arrivare al tris lavoro soldi e successo.
E’ la generazione cresciuta per la maggior parte in famiglie tradizionali
La generazione della TV,la prima che è cresciuta guardando il mondo da questa finestra virtuale.
Ottimista,con la spinta a farcela,ad avere successo,a competere
L’identità personale è definita dal ‘cosa fai’ a livello lavorativo.
Ecco perché per questa generazione perdere il proprio lavoro è un dramma.
Il mito del ‘self made’,del farsi da soli è stata una leva potente che ha permesso a molti di avere degli ottimi risultati in campo professionale pagando spesso un prezzo
nelle relazioni personali
Questa generazione ha saldamente in mano le leve nei posti che contano a livello economico
Riguardo alla tecnologia è spesso spaesata,un po’ come degli immigranti digitali

La generazione X  tra i 30 e i 47 anni
Il modello è lavoro soldi e successo.Se ho successo sono qualcuno.Se guadagno..valgo.
Probabilmente la maggior parte è cresciuta con una madre che spesso si divideva fra casa e lavoro.
E’ una generazione che mette in discussione l’autorità e lotta per la sua indipendenza nel campo del lavoro.
Spesso si trova a suo agio nel lavoro in team e ama lavorare con le idee,produrre nuovi scenari.
Vede la carriera come una via per la soddisfazione personale.
A differenza della generazione precedente,cerca un equilibrio fra vita privata e lavoro.Il valore chiave è la varietà e la sfida più che la stabilità (job security)
Quello che prima era un valore positivo rischia di ritorcersi contro.
La varietà è diventata un lusso e cerca una stabilità per mettersi al riparo in un momento che non da’ certezze.
Per quanto riguarda la tecnologia,conosce l’ABC e la sa usare.

La Generazione Y tra 18 e 29 anni
Si dice,metta al primo posto  il lato personale della vita
In generale ha un buon livello di autostima e crede nelle proprie capacità.
Ama un ambiente di lavoro dove può esprimere le proprie capacità e dove non ci siano tensioni o conflitti particolarmente ardui.
Il lavoro è un mezzo per raggiungere uno scopo.
Vuole migliorare imparando sempre cose nuove ,è efficiente e multitasking.
E’ la net-generation dove la tecnologia è una parte importante per comunicare,farsi conoscere,creare una rete e usare i social media per emergere e mantenere i contatti.

I guru del marketing la studia attentamente per convincerla  a comperare,che non può  fare a meno di quell’oggetto o prodotto che va assolutamente comprato

In questo periodo di crisi è la frustrazione che la pervade.
Fare progetti per il futuro,migliorare rispetto ai genitori viene sentita come una utopia.
La generazione Y che modello di genitori ha avuto?
Può darsi che fosse un modello poco affascinante,un modello di genitori preoccupati,
impegnati a gestire i conflitti sul luogo di lavoro e a portare a casa lo stipendio
Una vita che concedeva poco spazio ad ogni altro interesse che non fosse direttamente connesso alla carriera.

Forse la Generazione Y si è accorta che il sogno della giovinezza di molti genitori non si è realizzato, e semplicemente non vogliono che anche il loro finisca male.
“Vogliono far meglio ma non sanno come fare”. E’ necessario dar loro credito,dar credito alla loro speranza, magari espressa un po’ confusamente.
E’ importante che chi ha esperienza diventi il tutor nei confronti delle nuove leve.