obiettivi

Attiva il tuo SAR mentale per raggiungere l’obiettivo

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independent-thinking-steps

Quando stai cercando nuove idee per il tuo lavoro,per fare qualcosa in modo diverso o vincere una sfida ti lambicchi il cervello sperando che la famosa lampadina Eureka si accenda per miracolo.Spesso invece,senza accorgertene,esplori terre già conosciute,segui sempre lo stesso percorso mentale e il risultato è che giri in tondo.
Ti viene il dubbio di non essere creativo,che questo talento è solo di artisti e& company
In genere la gente pensa che questo talento sia appannaggio di pochi eletti ma non occorre essere Leonardo o Picasso o Mozart per far fruttare questo talento.

Chi ha parlato per primo della creatività?
Il primo guru degno di nota è stato il grande maestro Eraclito più di 2500 anni fa
Eraclito sosteneva che per trovare la creatività occorre cercare dentro se stessi.
Ottimo suggerimento! ma cercare dove?

Mister ordinatore: far ordine nel caos
Giorno e notte (nei sogni) la tua mente,come uno schermo cinematografico, proietta migliaia di input visivi..una sequenza di immagini.
Le immagini durante la giornata  scorrono e spesso non abbiamo il tempo di seguirle per vedere dove ci portano quindi finirebbero ammucchiate alla rinfusa se non ci fosse qualcosa che le ordina in una specie di cloud virtuale.
Il proprietario che ha la chiave d’accesso è il tuo SAR(Sistema di Attivazione Reticolare)
IL SAR è il tuo GPS che ti guida sul percorso giusto,al traguardo del  tuo obiettivo.

Ti è mai capitato quando vuoi qualcosa di vederla dappertutto, di sentirne parlare spesso o di leggere per puro caso sull’argomento?

un esercizio per attivare il radar del tuo SAR
Prendi un minuto di tempo.
Conta tutti gli oggetti blu che vedi intorno a te in questo momento.
Fatto? Quanti oggetti blu hai visto?
Ora chiudi gli occhi e prova a ricordare tutti gli oggetti che hai visto.
Prova,tenendo gli occhi chiusi ,a visualizzare altri oggetti che c’erano intorno.
Non è così facile,vero? Cosa è successo?Il tuo cervello ha escluso di memorizzare il resto .Perché?Il cervello ad un tuo ordine ha attivato il radar .Il tuo SAR ha esaminato le informazioni in entrata e a permesso solo ad un input (oggetti blu) di entrare,di essere nel mirino del tuo focus.

Attivare il tuo SAR ti permette di:
•concentrarti mentalmente su ciò che vuoi ottenere
•attirare le informazioni che ti servono per raggiungere qualsiasi obiettivo realistico

Attenzione a quello che pensi
Se dentro di te continui ad avere pensieri negativi ‘non riuscirò mai a….’ il tuo SAR ti accontenterà

Come usare il SAR per il tuo lavoro
per usare il SAR a tuo favore e accendere facilmente la lampadina delle idee devi stimolare la mente. Le idee arrivano come un flash.Se hai attivato il tuo SAR quando meno te lo aspetti, ecco l’idea,la soluzione… che cercavi magari quando stai facendo tutt’altro!

il SAR ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi
Se visualizzi l’obiettivo o qualcosa che vuoi ottenere il tuo SAR invierà al subconscio il messaggio come istruzione: attivati per raggiungerlo.Ecco,allora, che il radar attivo del SAR
cattura ogni informazione, la elaborarla e ti aiuta a fare i passi necessari,a trovare le maniere più efficaci  per arrivare al traguardo.

Per raggiungere un obiettivo devi imparare a descriverlo in modo completo
come raggiungere il tuo obiettivo
sai misurare il tuo obiettivo ?

caccia la tesoro
Uno dei tesori nascosti che hai dentro di te è la tua immaginazione.Spesso questa capacità è un po’ la cenerentola delle capacità.
L’immaginazione ti aiuta ad andare oltre gli ostacoli,le insicurezza,la paura di non essere all’altezza,le insicurezze…

Per sfruttare l’immaginazione e gestire la sua immensa potenzialità occorre dare spazio alle immagini,lasciar loro il tempo di lievitare,di svilupparsi.
Einstein cominciò a dar forma alla teoria della relatività da una immagine che gli era apparsa in mente: cavalcare un raggio di luce davanti a uno specchio. Come si sarebbe comportata la luce correndo alla sua stessa velocità? 
leggi dentro il cervello di Einstein

PER COMINCIARE
Trova un momento tranquillo per prenderti cura delle immagini che la tua mente ti invia
se è difficile guardare con gli occhi della mente

1guarda una foto o una immagine per 2/3 minuti poi anche meno e fissa i dettagli,icolori,le forme…poi chiudi gli occhi e riproducila su un immaginario telo bianco

2 quando guardi una serie di immagini concentrati su una e esercitati con il fermo immagine come se avessi in mano un telecomando che ti consente di fissare quel fotogramma

3 esercita la memoria fotografica
impara a descrivere una immagine: mettila con pazienza a fuoco e arricchiscila di dettagli .
Ecco un breve vademecum per aiutarti:
•nota i colori delle varie parti 8 colori a dx,sx,al centro,in altoe in basso…)
•aumenta laluminosità,nitidezza
•punti cardinali:cosa c’è sullo sfondo? In primo piano? a destra e asinistra? in alto e in basso?
c’è una cornice?
•l’immagine è fissa o ci sono delle cose/persone in movimento?

4 gioca con le tue immagini
modifica uno o più dettagli fra quelli indicati sopra per creare nuove immagini che ti daranno la giusta ispirazione e ti aiuteranno a esercitare la tua intuizione creativa
guarda alla tua immagine da diversi punti di vista

5 dedica del tempo
Non aspettare che.magicamente,la soluzione una idea nuova ti piova dal cielo.
Dedica qualche minuto ogni giorno a ‘immaginare il film’ del tuo obiettivo:rappresenta mentalmente il momento in cui avrai raggiunto il traguardo.
Usa la fantasia dei dettagli.
La tua mente riceverà ogni giorno gli input necessari,la benzina per lavorare e il tuo SAR,come un radar,cercherà e elaborerà le informazioni, che potranno esserti utili per quello scopo ,come un sofisticato software 24 ore su 24

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Lavoro e autostima:aumentarla in 10 mosse (2)

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AUTOSTIMA AL LAVORO

Nel post precedente ho illustrato alcune dritte per salvaguardare l’autostima e difenderla dagli attacchi subdoli che vengono lanciati nell’arco di 8 ore nell’ambiente di lavoro.
Ecco gli altri 5 punti

6 basta auto martellate
le martellate partono con le parole-killer 
avrei dovuto/avrei potuto che innescano l’effetto domino dell’autocritica in nome dello standard ‘non devo mai sbagliare’.
E’ una pretesa irrealistica essere perfetti.

Come neutralizzare il killer
primo passo

alza il cartellino rosso ‘stop!’ e dai un taglio alle recriminazioni,alla sequenza di insulti che indirizzi a te stesso.Se vedessi qualcuno che insulta un’altra persona non gli diresti di smetterla?Allora perché accetti questo fuoco di fila verso te stesso?

secondo passo
♦sostituisci le critiche con una frase incoraggiante o perlomeno con una critica costruttiva: ora ho capito che….quindi la prossima volta farò meglio.
♦datti il permesso di sbagliare,accetta ogni errore come una opportunità per capire e migliorare senza darti addosso ad ogni passo.’sbagliando si impara’
♦usa l’autoironia e perdona le tue imperfezioni
♦concentrati sul quello che sia fare bene non su ciò che non sai fare,sulle tue qualità e i tratti del tuo carattere che ti piacciono

7 disinnesca le emozioni-trappola
quante volte ti sei detta ‘Tizio,Caio o Sempronio mi tratta come…mi fa sentire una….sono un tipo ansioso…quando mi guardo allo specchio mi deprimo…
Le emozioni e i pensieri sono strettamente legati.Chi,secondo te ha la palla in mano per scegliere cosa pensare e come sentirsi? 
Tu,naturalmente!
Forse pensi che è naturale in certi momenti sentirsi giù o nutrirti di pensieri negativi quando sei pressata, stressata o ti capita qualcosa di imprevisto fra capo e collo.
La scelta è fra farsi controllare dall’umore negativo o gestire gli stati d’animo che cerano di sabotare il tuo benessere e l’immagine che hai di te.
Gli altri spesso ci mettono il loro carico da novanta con le critiche,i consigli non richiesti,le frasi poco simpatiche del tipo’ ma sei ingrassata? Ma stai bene?
Nessuno può farti cambiare umore o idea se tu non glielo permetti.
Ci sono situazioni o persone che forse possono influenzare i tuoi stati d’animo ma non possono prendere il comando dentro di te e dettare l’agenda

Come neutralizzare il killer
Le emozioni, I pensieri e l’atteggiamento che un evento suscita dipendono dalla tua interpretazione o dalle tue convinzioni.

C’è sempre una voce interna che determina il ‘colore’ da dare all’evento e come re-agire

questione di…feeling
Molte persone confondono spesso ciò che ‘sentono’ a livello emotivo con ciò che pensano

Per esempio
Mi sento un fallita Non mi sento apprezzato
Questi sono pensieri non emozioni.

Le emozioni sono: tristezza rabbia paura
‘Io non mi sento apprezzata’ significa a livello emotivo sono triste o sono arrabbiata
Le emozioni sono legate ai pensieri e questi interpretano la realtà.In questo caso dire ‘Non sono apprezzato’ vuol dire interpretare i comportamenti di qualcuno e da questi concludere che quella persona non ti apprezza.

I pensieri sono più facili da cambiare delle emozioni infatti se cambi un pensiero negativo noterai che cambia anche il tuo stato d’animo.
I tuoi stati d’animo ti appartengono. Tu li crei e tu li possiedi.

Disinnescare la calamita
Spesso quando sei arrabbiato,triste,delusa per una situazione o persona ecco che scatta  il cosiddetto’effetto  calamita’ per fare l’en plein.
Si comincia a snocciolare ‘anche le altre volte’ allungando la lista a dismisura e iniziando il rosario di lamentele per aumentare la massa critica di inquinamento mentale ed emotivo per sentirsi ancora peggio.A questo punto non lasciarti trascinare dalla calamita.Alza la paletta STOP!  E cambia punto di attenzione.
F
ai altro(esci,fai qualche esercizio fisico,metti a posto qualcosa..)
pensa ad altro (per esempio a un momento ok,a quello che hai fatto di positivo,alle persone che ti apprezzano e ti stimano)

Ecco perché è importante per dare una immagine di te positiva sapere quale è e come è la tua immagine.

In pratica
1 identifica le tue frasi chiave negative e le convinzioni che influenzano il tuo umore e i tuoi comportamenti

(non riesco mai a…,nessuno mi capisce…tutti mi criticano….)
2 inizia a sfidarle e a metterle in dubbio una ad una.
I metodi sono diversi e qualche colloquio di counseling può aiutarti a trovare le tecniche che funzionano per te.
3 programma  il software delle tue convinzioni positive
se tu dovessi andare a vivere in un altro posto dove nessuno ti conosce quali tuoi comportamenti cambierebbero?

Inizia piano piano a far pratica proprio da quelli e lascia perdere o dai sempre meno energia a cosa dicevi prima o cosa pensavi prima.
Ho detto piano piano…prenditi tempo. E’ così che si fanno le cose, a piccoli passi.

Ognuno di noi ha 2 immagini di sè,che cercano di  sovrapporsi:quella ideale che abbiamo in mente,quella che vediamo direttamente nello specchio

L’opinione che hai di te stesso è come le fondamenta della tua casa,un insieme di colonne portanti.Queste riguardano :
♦il tuo valore personale
♦il tuo scopo nella vita
♦lo spazio che occupi nel mondo
♦il tuo status sociale e come ti rapporti agli altri
♦la tua indipendenza
♦i tuoi punti di forza e i tuoi limiti
♦come pensi che gli altri ti vedano
♦il lavoro che fai
♦quello che hai fin qui ottenuto
Se le fondamenta non sono solide la costruzione sarà instabile.
Se i muri maestri (i tuoi confini personali)non sono antisismici sarà faticoso smorzare l’onda d’urto dello stress,delle delusioni,dei fallimenti…)
Sarai in balia dei paragoni,dei modelli proposti dalla pubblicità,dai giudizi degli altri

Tanto più il “come sei” è lontano da il “come vorresti essere” tanto più è facile criticarti e  sentirti insoddisfatto.
La immagine interna non è solo legata al fisico ma è composta da chi siamo a 360°:i nostri pensieri,gli stati d’animo,le esperienze e cosa abbiamo imparato da esse…

Una immagine non è la realtà,è solo una idea che abbiamo memorizzato nel nostro hard disk mentale.Quella ‘foto’ negli anni è stata influenzata dalla famiglia,dai modelli dei media,dalle persone che ci stanno intorno.
Non è più l’ immagine nitida,originale degli inizi.
E’ necessario quindi aggiornarla,ripulirla da tutte le distorsioni,le modifiche che ha subito.Per questo ci vuole pazienza,impegno,com-passione e un check up regolare.
Sentirsi bene nella propria pelle è vitale per il proprio equilibrio.

I mass media lo sanno e investono miliardi facendo leva sulla apparenza,sulle insicurezze che più o meno abbiamo tutti e sulla paura di cambiare e invecchiare.

Se non hai una bussola e non sei il proprietario della tua immagine è facile farsi influenzare dai modelli patinati e quasi sempre photoshoppati delle riviste.

Più la forbice fra la propria immagine ideale e quello che vediamo nello specchio si allarga più il nostro occhio cade sui punti critici,su quello che non va.
La tua body image
♦è influenzata più dalla tua autostima che dal look
♦cambia ed è sensibile agli stati d’animo,alle (auto) critiche,all’ambiente dove vivi
♦raccoglie la memoria delle tue esperienze

L’immagine e l’autostima vanno in tandem così pure come la capacità di farsi valere,di mantenere il proprio spazio e farlo rispettare

L’autostima è come la benzina nel nostro serbatoio.Quando si accende la spia rossa sul cruscotti dell’auto siamo in riserva.
Il messaggio è  attenzione! stai  trascurando i tuoi reali bisogni.stai svalutando,criticando qualcosa di te .Che cosa non ti piace? 

Non è tanto importante quello che gli altri pensano di te ma è essenziale quello che pensi di te stesso Vivek Ray

Molto spesso ci armiamo di buoni propositi (voglio cambiare,voglio essere meno accondiscendente,più assertivo …)ma se prima non modifichiamo l’immagine che abbiamo di noi stessi e le convinzioni che remano contro tenderemo a sabotarci. La correzione di una immagine di sé negativa richiede un esame di realtà (reality check) per neutralizzare i killer della immagine e mettere in  prospettiva il giudizio degli altri e i modelli culturali in modo da non lasciarsi condizionare.

In questo può aiutare il counselor

Mi chiedo se sono cambiata nel corso della notte.Fammi pensare: ero la stessa quando mi sono alzata stamattina o ero diversa? quasi penso di ricordare che ero un po’ diversa.Ma se non sono la stessa chi sono io nel mondo?Ah che grande puzzle! (Alice nel paese delle meraviglie)

hai una immagine POSITIVA? rispondi vero o falso e guarda il risultato

1vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto ,non mezzo pieno
2 spesso ho l’abitudine di scusarmi con gli altri
3 uso spesso ‘dovrei’ fare/ dire questo o quello
4 ho l’abitudine di criticarmi(look,atteggiamenti,decisioni…)
5 quello che gli altri pensano di me influisce sui miei stati d’animo
6 quando sbaglio continuo a rimuginare sugli errori fatti
7 spesso deludo le persone a cui voglio bene
8 mi sento come se tutte le responsabilità fossero sulle mie spalle
9 un fallimento parziale e’ comunque un fallimento
10 spesso faccio/non faccio cose  solo per far piacere agli altri
11 non sono sicuro/a di aver fatto la cosa giusta fino a quando un’altra persona mi da’ conferma
12 per me e’ difficile dimenticare e perdonare
13 nelle relazioni con gli altri ho dei problemi e ho spesso paura di essere rifiutato/a o abbandonato/a
14 se non faccio una cosa bene come la fanno gli altri significa che non sono bravo/a come loro
15 se non riesco a far bene una cosa non c’e ragione che io la faccia

risultati
1 punto per ogni volta che hai risposto ‘vero’

0 – 4 punti: hai una modo di pensare in positivo e questo dovrebbe farti sentore bene.continua cosi’…
5 – 8 punti :forse stai combattendo con alcune emozioni negative.prenditi un po’ di tempo per fare l’elenco delle qualita’ positive che hai.trovane almeno 25
9 punti o +: sei molto critico con te stesso.Lancia una sfida con te stesso per cambiare il tuo modo di pensare

Forse ti senti ok  in alcune situazioni e non ok riguardo ad altre.
Questo test è solo una indicazione per riflettere su come ti vedi,sulla tua autostima e su quanto sei soddisfatto siamo del ruolo che hai nella tua vita

9 disinnescare i pensieri negativi e il nostro Mister Rompi
Ognuo dentro di sé ha una voce critica sempre all’opera che punta il dito e trova sempre il modo di smontarci.Se la nostra auotstima è al minimo è probabile che abbiamo lasciato troppo spazio a questo critico interiore,il nostro Mister Rompi
Chi è? Come agisce

10 gli obiettivi? devono essere realistici
Chi ha una bassa autostima spesso ha difficoltà a stabilire i propri obiettivi.In genere tiene un basso profilo,si accontenta.
Quale è il segreto del goal setting?
Leggi questi articoli
I 3 elementi di un obiettivo vincente
come raggiungere il tuo obiettivo

 Sai misurare il tuo obiettivo ?
Goal setting:l’approccio Goldilocks

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Vuoi cambiare? 2 test per scoprire la tua scorta di autoefficacia

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autoefficacia ,

Il Senso di Autoefficacia è il motore che spinge all’azione.
Il termine e il concetto di autoefficacia è stato formulato da Albert Bandura che lo ha definito come
l‘insieme delle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.

leggi Autoefficacia:la convinzione di farcela(test-scopri il tuo livello)

Le persone con un scarsa efficacia
• ‘volano basso’ cioè non hanno grandi aspirazioni e si impegnano lo stretto necessario o nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono per se stesse.
•al primo ostacolo o alle prime serie difficoltà mollano ‘tanto so che non ce faccio’ ‘non sono capace’

Quanto ti senti  in grado di determinare le tue decisioni, di influenzare i risultati di fronte a ciò che accade?
Sei di quelli che credono sia il destino,il caso,la fortuna,il karma?

oppure sei convinto  fermamente che vale la pena cercare di tenere la vita nelle tue mani?..e fino a che punto è possibile?
test  
  E’una questione di locus 

prendi il timone della tua nave
Una persona che sente di non avere in mano le redini della propria vita tende ad avere un atteggiamento passivo che può portare verso l’insuccesso
Per alcune persone la causa del fallimento è vista come incontrollabile quindi si convincono di non poter far nulla per modificare,cambiare o affrontare  una situazione e accettano con rassegnazione ciò che accade loro. Una bassa autoefficacia produce atteggiamenti incerti ed esitanti.Maggior fiducia nei confronti delle proprie capacità decisionali influenza positivamente il nostro impegno in termini di quantità di iniziative e di energie attivate.

il passato non si ripete
 Siamo influenzati quasi esclusivamente dalle esperienze del passato e non dai dati e dai fatti reali della situazione che stiamo affrontando. La valutazione della probabilità di riuscita non dipende dalla difficoltà del compito, ma dalle esperienze del passato che condizionano le aspettative per il futuro e dalla motivazione a intraprendere un compito. Anche se il compito è arduo, il soggetto motivato nono si lascia intimorire, ma ha fiducia di riuscire.Le esperienze precedenti che abbiamo in memoria se sono positive ( successi) consolidano le aspettative future,se sono negative (insuccessi e fallimenti) producono l’effetto opposto.

di chi è la responsabilità se qualcosa va bene o male?
Alcune persone hanno la tendenza ad attribuire le cause a se stessi (alle proprie capacità, impegno, intelligenza) altre persone a circostanze esterne (fortuna, caso, persone ).Questa e’ una semplificazione perché il ventaglio e’ molto più complesso. Vediamo le varie combinazioni:

Attribuire a se stessi sia i successi che gli insuccessi:
VANTAGGI: consente di riconoscere i propri meriti senza esagerare e affrontare gli insuccessi senza abbattersi, perché essendo questi ultimi dipesi dal soggetto, egli può individuare gli errori e correggerli.

Attribuire a se stessi gli insuccessi, alle circostanze i successi:
SVANTAGGI :produce vittimismo (sincero o strategico) oppure ostentazione di umiltà

Attribuire a se stessi i successi, alle circostanze gli insuccessi:
SVANTAGGI produce vanagloria,delirio di onnipotenza e attribuzione di meriti infondati

Attribuire alle circostanze sia i successi che gli insuccessi:la persona si sente in balia degli eventi, si rassegna passivamente a tutto quello che accade

La combinazione migliore?dipende dagli eventi.
Ci sono eventi che con tutta la buona volontà non possiamo controllare. Attribuirsi la responsabilità in questo caso produce inutili sensi di colpa e di impotenza.( i famosi avrei potuto,dovuto…se non dicevo,facevo…).
Sono circostanze imprevedibili e dolorose e sentirsi responsabili anche per altri fino a cercare ‘la punizione’ vorrebbe dire farsi del male inutilmente.
Allo stesso modo, è infantile tirarsela troppo per successi dovuti a circostanze favorevoli (es: avere alle spalle una famiglia che conta,aver avuto un colpo di fortuna,una raccomandazione…),oppure ingigantire la difficoltà di un compito per dimostrare agli altri che siamo eroi .

IL RUOLO DEGLI ESEMPI
Vedere persone come noi che raggiungono gli obiettivi perseverando ci da’ la giusta carica per impegnarci e farcela. Al contrario focalizzare la propria attenzione su persone che falliscono indebolisce l’autoefficacia ed abbassa il livello di motivazione. ( se non ci e’ riuscito lui/lei figurati se io…).Quindi meglio ispirarsi a modelli che con il loro comportamento,le loro conoscenze e le strategie hanno ottenuto o ottengono il successo.

CONVINCERE SE STESSI
Le persone convinte di avere abilità e capacità per realizzare il loro obiettivo non si arrendono facilmente e non dubitano alle prime difficoltà.
Certo è più difficile rinsaldare l’autostima e il senso di efficacia se si è pessimisti .Le persone già convinte di non essere capaci finiranno per evitare prove impegnative o rischi

COME CI SI SENTE
Lo stress, la tensione, la stanchezza vengono spesso interpretati come segnali di possibile insuccesso. L’umore influenza molto il proprio stato d’animo.Se ci sentiamo bene e siamo positivi il senso di efficacia aumenterà e avremo più possibilità di farcela.Dal livello di autoefficacia che abbiamo dipende:
•il modo di reagire alle difficoltà della vita
•la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli e alle esperienze di fallimento,
•la quantità di stress e depressione vissuta.

Quanto più forte è il proprio senso di efficacia, tanto più avremo a disposizione un capitale di energia positiva per affrontare situazioni stressanti per cambiarle,modificarle o gestirle.Un basso livello di autoefficacia può dare ansia e portare alla depressione.
L’umore e l’autoefficacia vanno in tandem.

Crisi del lavoro:i 4 punti V.I.C.A per non perdere la bussola

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Il terzo millennio richiede nuovi occhi per guardare l’orizzonte.

Nel mercato del lavoro sono sul campo 3 generazioni ognuna con i suoi valori e la sua visione del mondo,della carriera e del lavoro.E’ solo una lotta fra generazioni?
Il mantra della semplificazione e del banalizzare rischia di portare fuori strada e di ridurre il mondo del lavoro a un puro scontro generazionale fra chi sembra più tutelato e chi invece vaga da un lavoro precario all’altro.
E’ controproducente semplificare e ridurre queste diversità in un mondo volatile, complesso,incerto,ambiguo e adottare soluzioni buone per tutti e tutte.

Il mondo di oggi è un mondo VICA
Vica è l’acronimo diffuso per cercare di dare un senso ai cambiamenti rapidi

V volatile        I incerto   C complesso A ambiguo

la volatilità
In pochi anni ci sono stati rapidi cambiamenti che hanno prodotto crisi e instabilità.I punti di riferimento fluttuano e provocano paure in ognuno di noi:paura di perdere il lavoro,di precipitare all’improvviso nella scarsità di mezzi necessari per vivere.
Ognuno ha le sue reazioni spesso dettate dall’impulso più che dalla riflessione
La volatilità richiede una ferma volontà di AGIRE,affrontare i cambiamenti rapidi e  imprevedibili.Ogni volta,invece di rimanere fermo e smarrito e aspettare che tutto si risolva per magia,devi darti da fare per trovare la soluzione più efficace e gli strumenti ad hoc
E’ importante tenere sempre le antenne alzate,gli occhi aperti per captare la direzione dei venti del cambiamento
Cosa fare?

un antidoto:comprensione della dinamica del cambiamento.

Bisogna che ti tenga in allenamento.Ogni cambiamento richiede di imparare a cambiare se stessi,re-inventarsi,non smettere di imparare perché non imparare..costa.
Le conoscenze divengono obsolete,le competenze devono essere costantemente aggiornate,molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie.Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance.

Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare a usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo.Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale.L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,ricattabilità e esclusione.
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno  ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

l’incertezza
la rapidità dei cambiamenti spesso non permette di fare previsioni,produce effetti a sorpresa che spiazzano e fanno piazza pulita dei punti di riferimento che ognuno ha.Non esistono formule o soluzioni applicate in passato  per prevedere e decodificare cosa sta cambiando poiché i cambiamenti sono troppo rapidi e diversi.
E’ importante imparare a spostare lo sguardo in diverse direzioni
Cosa fare?

un antidoto:agire nell’incertezza

Occorre imparare a stare all’erta,non farti cogliere impreparato e agire anche se non hai una buona dose di certezza,le informazioni  e le garanzie sono minime.Una ragionevole paura è fisologica ma questa non deve bloccarti.Il rischio di stare in standby è di perdere una opportunità.
Ovviamente tutti vorremmo più dati possibili per confermare la nostra decisione o come feedback.
La domanda chiave è:In che direzione mi muoverei se dovessimo muovermi adesso? è il momento giusto per muoversi?
Il bisogno di mantenere sempre la stabilità e la comodità di stare nella propria zona protetta sono i 2 nemici .
Se vuoi essere in grado di gestire il cambiamento, hai bisogno di mantenerti in allenamento regolarmente,spingere la tua idea,proposta,sognare nuovi progetti,dire sì al cambiamento,alla prossima opportunità.
Questo ti permette di mantenere in  esercizio le tue abilità in modo che quando dovrai utilizzarle siano pronte ad essere utilizzate.

la complessità
il mercato del lavoro sta diventando via via un sistema sempre più complesso dove è difficile orientarsi.E’ facile perdere di vista il focus e cadere in errori di valutazione.
E’ sbagliato vedere tutto bianco o nero,cercare un capro espiatorio nella speranza di dipanare il groviglio delle relazioni dentro il sistema o semplificare i diversi fattori in campo

Cosa fare?
un antidoto:.cambiare focus
Ecco un’altra abilità da imparare:cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti.Hai un obiettivo?
Metti fuori focus e sullo sfondo ciò che non riguarda l’obiettivo, il compito o il problema da risolvere.I compiti o i ruoli che copri possono cambiare sotto i tuoi occhi.Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentrestaI ancora facendo qualcosa.Questo ti permette di concentrate tutte le tue energie sul primo piano del tuo scenario.
La domanda chiave è:in questo momento sono completamente assorbito in quel che sto facendo,affrontando?(compito,obiettivo..).La mia attenzione è focalizzata su..

l’ambiguità
L’elemento comune dell’attuale realtà è la confusione:situazioni confuse,eventi inspiegabili con le categorie fin qui valide.Il pericolo è quello di interpretare in modo errato le cause.
L’ambiguità richiede un surplus di lucidità e di flessibilità di pensiero per dissipare dubbi,andare oltre il già fatto per far emergere nuovi elementi.
Ogni cambiamento all’inizio ha sempre attraversato una fase ibrida,un processo di stop and go che spesso ha ritardato o rallentato le decisioni,il che fare

Le 6 domande di base:chi,cosa,dove,quando,perché ,come non hanno più risposte semplici e definite.L’incognita e il campo dell’ignoto è senza precedenti
Cosa fare?

un antidoto: capacità di stare nell’ambiguità
Per gestire ogni cambiamento è importante saper stare sospesi in quell’area fuzzy a metà fra le situazioni definite e quelle in progress in modo creativo
Il cambiamento crea ansia.La maggioranza delle persone vuole stabilità,una base solida,trovare una soluzione,risolvere il problema.Il timing è importante dal fare un soufflé ai problemi più impegnativi.
La verità è che c’è un tempo giusto per muoversi e raramente quello è “appena possibile” Qualche volta può essere “più tardi possibile”.
La carriera non è più come una linea dritta,una esperienza lineare.
La domanda chiave non è :”Come posso velocemente e passare oltre” ma ” quando è il momento migliore per agire,per fare la prima mossa?

Un altro antidoto:stare all’esterno 
L’abilità di stare ai margini del cambiamento,fare un passo indietro e vederlo dal di fuori o da un’altra angolazione.Le arti marziali la chiamano “tenkan”.Quando devi affrontare un cambiamento troppo difficile è controproducente bloccarlo direttamente o fuggire.Mantieni invece il contatto con ciò che pare venirti incontro e attaccarti.Spostati di lato fino a quando trovi un punto su cui far leva.
la domanda chiave è:quali opzioni ho oltre a resistere a questo cambiamento?

Vuoi diventare come un samurai al lavoro?Applica le 8 regole

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SAMURAI QUOTE PIC

In che modo possiamo ispirarci alla filosofia degli antichi guerrieri per affrontare le sfide quotidiane ?

le 8 regole

1 imparare dai tuoi errori
Errare è umano quindi non frustarti e auto sabotarti con ” avrei dovuto fare ,dire….”

2  essere proattivi
Essere proattivi significa sviluppare un atteggiamento che mira a risolvere
un problema rapidamente,fare meglio..

Possiamo affrontare una situazione in vari modi:
solo quando si presenta (affrontare l’emergenza) oppure
lavorando sulla prevenzione dei problemi o delle criticità

La Proattività è la capacità di scegliere cosa fare  in una data situazione e mettere in atto le strategie ad hoc.

Possiamo ‘scegliere’  quando abbiamo almeno tre opzioni da valutare altrimenti
ci troveremmo di fronte al dilemma shakespiriano delle sole 2 possibilità
prendere l’iniziativa” significa essere responsabili delle proprie scelte

Il contrario dell’atteggiamento proattivo è quello reattivo di chi aspetta che qualcosa si risolva per magia,si lascia influenzare dall’esterno o dall’altalena dei propri stati d’animo o da quello che sente o suppone

sei rana o pipistrello?
Robert Dilts usa la metafora della rana e del pipistrello per spiegare l’atteggiamento proattivo e reattivo
la rana rappresenta l’atteggiamento reattivo
rimane ferma e aspetta che la preda le passi vicino per catturarla; inoltre è in grado di catturare solo prede che vede e che siano in movimento

il pipistrello rappresenta l’atteggiamento proattivo
esce in cerca della preda, manda continuamente segnali verso il mondo esterno e raccogli numerosi feedback di ritorno che gli permettono di localizzare le opportunità.  

3 cambiare prospettiva
è importante riuscire a vedere le cose che sono ancora distanti come se fossero vicine ed avere una visione distaccata delle cose che, invece, sono più prossime”
Miyamoto Musashi (famoso spadaccino giapponese)

LA VISIONE PIU’ AMPIA
L’abilità di vedere la FORESTA. Focalizzarsi solo sul temporaneo, sul qui ed ora può far perdere di vista il processo,l’obiettivo o,nelle arti marziali,la strategia dell’avversario.Uno scanning più ampio è utile in termini di TIMING.

La domanda è:che cosa mi manca?
Quale punto di vista sto adottando e quali altri ci possono essere?

CAMBIARE FOCUS
L’abilità  di cambiare rapidamente punto di vista e angolo di visuale,essere presente pienamente nei riguardi di ciò che ci sta davanti e essere in grado di mettere da parte ciò che non riguarda l’obiettivo o il compito o il problema da risolvere. I compiti o i ruoli che copri possono cambiare da un mese all’altro,occorre essere flessibili.

Essere presenti totalmente in ciò che si sta facendo poi lasciar andare. per prepararsi al prossimo compito o obiettivo.Non pensare a quello che c’è da fare dopo mentre si sta ancora facendo qualcosa.
Questo permette di utilizzare tutta l’energia nei riguardi di ciò che ci sta davanti.
La domanda qui è:IN QUESTO MOMENTO SONO COMPLETAMENTE ASSORBITO  IN QUESTO LAVORO, COMPITO, OBIETTIVO,
PERSONA,PROCESSO?LA MIA ATTENZIONE,LA MIA MENTE E’ FOCALIZZATA SU……?

4 stabilisci e mappa i tuoi obiettivi a breve,medio,lungo termine
Solo il 5% delle persone si prende la briga e il tempo di scrivere i propri obiettivi e forse è per questa ragione che solo pochi riescono poi a raggiungerli.
mappare gli obiettivi significa valutare prima su quali vale la pena investire tempo,risorse e la tua energia
Mettere nero su bianco i tuoi obiettivi,quello che vuoi raggiungere,fare,conquistare ..è il primo passo
La differenza fra un sogno e un obiettivo sono proprio le parole che scriverai

Fai il primo passo con fede.non occorre che tu veda tutta la scala: basta che cominci a salire sul primo gradino Martin Luther King

Scrivere i tuoi obiettivi ti aiuta
-a visualizzarli nella tua mente,a dare un input e le necessarie istruzioni al tuo timoniere interno (il tuo inconscio)
-ad impegnare e a mettere in moto  la tua energia per raggiungerli,a focalizzarti su cosa vuoi nel nuovo anno.

Il miglior modo di prevedere il futuro è crearlo
Michael Kami

5 cercare la soluzione del problema
Hai un problema? I tre atteggiamenti da adottare sono:
accettare il problema
cambiare il problema
lasciare il problema
se non  riesci  ad accettarlo,cambialo
se non riesci a cambiarlo, abbandonalo

scegliere quale atteggiamento adottare ti impedirà di rimanere nelle sabbie mobili delle lamentazioni

6 gestire la paura
La prima cosa che senti quando ti balena in testa ‘è ora di cambiare’ è la paura.
E’ la paura di non fare la cosa giusta e di sbagliare o peggio di fallire su tutta la linea
Più le piccole paure vengono ignorate o represse più si ingigantiscono
cosa fare?
 più le piccole paure vengono ignorate o represse più si ingigantiscono

7 curare le tue quotazioni fiducia
Molti pensano che la fiducia in se stessi sia una dote stabile parte del proprio codice genetico: c’è o non c’è.E’ vero il contrario.La fiducia va costruita step by step e alimentata ogni giorno.
Dalla fiducia in se stessi dipende il proprio modo di vedere una situazione, di stabilire i rapporti con gli altri.  
La fiducia è un po’ come un’azione quotata in borsa. Va su e giù. Basta una minima cosa ed ecco che oscilla al ribasso.
In questo periodo d’incertezza e di crisi, di lavoro non assicurato, di mobilità e disoccupazione è facile vedere la propria quotazione- fiducia scendere vertiginosamente.

8 resilienza
Quando ci si trova in una situazione apparentemente senza uscita spesso sentiamo che ce la faremo se siamo capaci di resistere,di nutrire quella forza d’animo che si chiama resilienza 

Goal setting:scopri se sei il tipo comunicatore

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Per definire i propri obiettivi ognuno rientra idealmente in uno dei 4 modelli
Ho descritto i precedenti
il combattente
il cercatore  

l’identikit del comunicatore
Chi si ispira al modello del comunicatore ama aiutare gli altri a raggiungere i propri traguardi.Dà valore più alle persone che ai risultati.
Se volete una persona che eccelle a costruire e mantenere una rete di relazioni,fare squadra e lavorare in team,aiutare gli altri,creare un clima di cooperazione e collaborazione fidatevi di questo tipo.
Le sue fonti di motivazione sono: Fare networking,appartenere a un team affiatato,essere gratificato per il suo contributo e fare per il bene comune.
E’ proprio la sua abilità a fare networking il segreto del suo successo.
E’ un venditore nato.
Questa tipologia non ama rischiare in proprio ma può farlo se il rischio è condiviso dal gruppo di appartenenza.
E’ paziente,leale,affidabile e prende le cose e le situazioni con calma senza farsi prendere dalle angosce delle scadenze.
Non è il tipo che progetta,pianifica e fa attenzione ai dettagli.E’ un follone,segue i piani stabiliti da altri con impegno specie se è parte di un team

 

La parte in ombra
Fare il buon samaritano e aiutare sempre agli altri ha un costo. si dimenticano i propri obiettivi e si mettono in fondo alla lista i propri bisogni.
Essere altruisti è ok ma senza strafare,senza dire sempre sì a tutti,senza farsi influenzare dalle opinioni e da quello che glialtri si aspettano.
Il proprio equilibrio,la propria energia e la propria salute vanno salvaguardate.
Fare gli stakanovisti porta dritto dritto al burn out e all’esaurimento.
Al tipo comunicatore non piacciono le discussioni e i conflitti perciò cerca di evitare il confronto fino al pnto di non ritorno perché spera che le situazioni si aggiustino magicamente da sole.
Il punto dolens del comunicatore è l’assertività.Deve imparare a far valere i propri diritti,a non farsi prendere dal buonismo
Un suggerimento?
Questi due ebook potrebbero sicuramente servirgli

Qualche spunto di riflessione per il  comunicatore
♦farsi spesso la domanda:io cosa voglio veramente adesso?Cosa mi piace?
♦chiarire i propri obiettivi
quali sono i miei obiettivi in campo personale e professionale?
♦imparare l’arte del goal setting

Obiettivi per il 2013?Segui l’approccio Goldilocks

Goal setting:I 6 ostacoli che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi

Goal setting:3 ostacoli che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi

Quanto ti costa non sapere dire NO?
VUOI IMPARARE A PIANIFICARE E REALIZZARE I TUOI OBIETTIVI?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Obiettivi per il nuovo anno?Segui l’approccio Goldilocks

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All’inizio di ogni anno ci si ferma a riflettere sui buoni propositi da mettere in pratica e sugli obiettivi sui quali concentrarsi
Di questi tempi colpa della crisi,della recessione,di un comprensibile pessimismo sembra che molti  preferiscano galleggiare a vista,adottare la politica del carpe diem.
L’incertezza,l’insicurezza è palpabile e certo non abbiamo bisogno delle statistiche,dei titoloni dei giornali o delle solite news che girano il coltello nella piaga e nella paura.
Essere ottimisti?non basta
Fissare degli obiettivi è sempre più critico perché una situazione può cambiare rapidamente mettendoci davanti a sgradite sorprese,ostacoli,imprevisti.

C’è un detto  in dialetto milanese  “vula bas schiva i sass” (vola basso e schiva i sassi)
Sii prudente,non strafare e attento agli ostacoli da schivare.
Questo significa concentrare le proprie energie,il proprio tempo e le proprie risorse sul possibile e sul probabile per governare con i propri mezzi il trend ondivago non mollando mai il timone (la fiducia in se stessi,il coraggio)

Il più grande pericolo per noi non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo Michelangelo Buonarroti

Se fissiamo l’asticella troppo in basso perdiamo di vista qualche opportunità.
Cosa fare?
♦fissare un obiettivo da raggiungere per un periodo definito e misurabile di tempo per affrontare le eventuali variabili che possono emergere,i cambiamenti da apportare  entro il….
♦ fissare il cosa ottenere in concreto che può essere verificato
questo eviterà frustrazioni e perdita di motivazione e il rischio di giocare in difesa saltando da un obiettivo all’altro come una palla

Occorrono una roadmap chiara con le tappe e strategie efficaci

l’approccio “Goldilocks
Goldilocks (Riccioli d’oro) e i tre orsi è una vecchia favola
una bambina dai riccioli d’oro entra nella casa di tre orsi mentre questi sono andati a fare una passeggiata.
Gli orsi hanno lasciato 3 piatti di minestra sulla tavola. Goldilocks assaggia il primo piatto:troppo fredda,il secondo:troppo calda
Finalmente il terzo piatto è ok,è il giusto mezzo, non troppo freddo e non troppo caldo. L’approccio Goldilocks” è sinonimo del giusto mezzo,
Nei momenti di crisi e d’incertezza è utile adottare comportamenti che non siano “né troppo caldi né troppo freddi”.
Il principio della favola è l’equilibriodinamico:Cercare  il punto di equilibrio fra 2 estremi né troppo…né  poco

EFFETTO PENDOLO
Per arrivare a destinazione occorre una roadmap,OCCORRE AGIRE e innescare la  marcia
Il percorso all’inizio comporta l’oscillare fra 2 estremi troppo….poco

Cosa è troppo/Cosa è poco 
♦nel lavoro
♦nella vita privata  
♦nella gestione della giornata
♦nella cura del proprio benessere psicofisicon
♦nel modo di gestire il tempo libero

Stabilire obiettivi troppo difficili da raggiungere,poco realistici
Stabilire troppi obiettivi
rischio: è di partire in quarta ma di perdere entusiasmo,energia a metà percorso

Stabilire obiettivi troppo banali e facili
rischio: manca la giusta dose di adrenalina e di sfida che sentiamo quando ci mettiamo in gioco e affrontiamo il rischio

Focalizzarsi su poche aree
Non basta fissare obiettivi solo nel campo professionale.Non si vive di solo lavoro
Quando fissi i tuoi obiettivi assicurati di stabilire un equilibrio ragionevole fra le varie aree della tua vita,quelle che ti danno soddisfazione,che nutrono le tue passioni e ti fanno sentire bene con te stesso e con gli altri.

Come career counselor posso aiutarti a fare un check up per valutare il quadro generale (lavoro,rapporti personali, benessere fisico…),e capire quali sono le aree che richiedono maggiore attenzione e un pronto intervento per una vita più in equilibrio e come armonizzarle con le altre

 

 

 

 

 

servizio  in promozione fino al 28 febbraio
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