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Come prendi le tue decisioni? la scala e la tecnica dei sei gradini

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Ogni giorno al lavoro si creano frizioni e tensioni sul modo di procedere,di iniziare e portare a termine un progetto.Ognuno ha la sua versione,il suo modo di vedere le cose e crede che sia quella giusta.Questo porta facilmente a tensioni e  conflitti.

Ecco 2 esempi
1 il collega x mi evita (fatto)
2 non prendo in considerazione il motivo( ha dei problemi,non ha dormito…)
3 gli sono antipatico ; ce l’ha con me;forse gli ho fatto  detto qualcosa di negativo (mia supposizione)
4 decido di evitarlo o di trattarlo come si deve

1 arrivi al lavoro e c’è una riunione per il progetto X .Tu non sei stato invitato
2 ti chiedi il perché e supponi che vogliono tagliarti fuori dal progetto perché hai criticato alcuni elementi
3 sei arrabbiato e deluso perché non hanno tenuto conto del tempo che tu hai speso per analizzare dati,opzioni…
4 avevo ragione…come diceva mio padre :non ci si può fidare di nessuno (il vero motivo hai poi scoperto che è dovuto a una mail non arrivata)

Ti è mai captato di arrivare a una conclusione sbagliata perché era basata su una valutazione scorretta?
Sei mai stato accusato di saltare troppo velocemente alle conclusioni e di fare errori?

Pensare …cum grano salis
La regola principe è attenersi ai fatti perché più li interpretiamo e li coloriamo delle nostre interpretazioni più sarà rischioso .
Ecco  una tecnica per fare il check up al tuo modo di ragionare

la scala dell’inferenza e i 6 gradini
la Scala dell’Inferenza (creata da Chris Argyris e Donald Schon nel 1974)  spiega  perché molto spesso la realtà  assume contenuti così differenti agli occhi di ognuno di noi.I 6 gradini della scala descrivono come passiamo mentalmente da una situazione alla decisione finale

1 primo gradino: i fatti
I i fatti e la realtà sono neutri,uguali per tutti come se vedessi la scena di un film

2.secondo gradino: l’interpretazione dei fatti
in un racconto,situazione selezioni alcuni particolari che ti colpiscono.
Da cosa dipende? Dai tuoi interessi,dalle tue convinzioni e dalle esperienze fatte Ognuno attribuisce a un fatto un significato e un’importanza differente.

3. terzo gradino :le ipotesi
dal significato che tu dai ai vari particolari  formuli le tue ipotesi
i fatti sono oggettivi,l’interpetazione è soggettiva.
esempio: sui giornali vengono riportate ogni giorno ogni genere di notizie,ma l’interpretazione di ogni giornale è diversa. Riuscire a separare i fatti dalle opinioni è spesso difficile ma è  un ottimo esercizio mentale per esercitare il pensiero critico

Viviamo immersi nelle ipotesi e nelle interpretazioni per dare un senso al mondo e a ciò che ci accade.Alcune sono azzeccate,altre si rivelano sbagliate e producono comportamenti negativi.
 
4.quarto gradino: le conclusioni
sulla base di ipotesi fatte arriviamo a una conclusione ‘E’ così ‘Questa è la propria verità  

5.quinto gradino : le convinzioni
Quando le conclusioni  si ripetono ‘E’ cosi’ ..sì è proprio così’ si trasformano in convinzioni positive o negative

6. sesto gradino: L’AZIONE
Le convinzioni e i relativi stati d’animo ci portano a decidere  ‘ Ecco ..questa è la decisione giusta’ quindi  passi all’azione

La rete di convinzioni  è come una struttura statica,un insieme di verità solide nelle quali spesso rimaniamo incastrati
Tutti fanno così

si è sempre fatto così
io ho ragione non ci sono altri modi di vedere la faccenda

La tecnica della scala è utile
per analizzare il processo mentale che ognuno fa per

arrivare a una conclusione e decidere
Esserne consapevoli può evitare di passare all’azione troppo in fretta con risultati disastrosi

Usando i diversi gradini della scala 

1 puoi capire quale gradino tendi a saltare
2se tendi a fare ipotesi troppo rapidamente con pochi dati e informazioni alla mano
3 se prendi solo alcune informazioni e dati ignorandone altri

Inoltre questa tecnica ti aiuta
•a fare un check up per aggiornare e usare le convinzioni in modo più elastico e flessibile
•evitarti di rimanere ostinatamente fermo nella tua idea o opinione.L’obiettivo è arrivare a conclusioni più adeguate ed efficaci
• analizzare e testare i vari aspetti,le informazioni, i dati
• valutare o mettere in discussione le conclusioni di un’altra persona

Ecco alcune domande chiave
conclusioni
Perché sono arrivato a questa conclusione? è corretta e valida in questa situazione?
ipotesi, supposizioni
Perché sto facendo queste supposizioni?Le mie supposizioni sono valide?
su che fatti,informazioni,dati è basata?
convinzioni
Che convinzioni mi portano all’azione?sono fondate?
dati,informazioni,fatti

Che info e dati ho scelto di usare e perché?Ho selezionato dati e info con cura?
Ci sono altre info e fatti che dovrei prendere in considerazione?
azione

Perché ho scelto questo modo di agire?
Ci sono altre azioni che potevo prendere in considerazione ?
Perché penso che è la cosa giusta da fare? Qual’è il ragionamento fatto? In che modo sono arrivato a questa conclusione?

Un altro uso della scala
Puoi usare la scala anche

1 per confrontarti con le idee e le conclusioni degli altri
Siamo tutti d’accordo su questi fatti? Oppure no?
Come siamo arrivati a questa ipotesi?con quali informazioni/dati ?
2 per fare una verifica e avere un feedback
Spiega a un /una collega il tuo ragionamento e come sei arrivato alla conclusione X

3 per mettere in discussione le conclusioni di altri
spiegando il tuo punto di vista passo per passo.

Questo eviterà di creare tensioni,conflitti inutili e faciliterà tutti ad arrivare a una decisione condivisa

il video di TED

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Decision making:il fantasma del senno di poi

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Del Senno di poi son piene le tombe’

Hai mai detto
…e dire che me lo sentivo che sarebbe andata così
 lo sapevo …non poteva che andare così!
avrei dovuto capirlo,rendermi conto che…..
te l’avevo detto….
come ho potuto prendere quella decisione senza considerare l’evidenza dei fatti che avevo proprio sotto il naso?

Ognuno prima o poi ha fatto come ‘Capitano senno di poi’ il personaggio di South Park col potere di spiegare come si sarebbero potuti evitare i disastri.

Quando qualcosa che non ci aspettavamo succede,abbiamo valutato male,sbagliamo o sono gli altri a sbagliare ecco che appare il ‘senno di poi’,il fatalismo applicato al passato.Questo fenomeno è noto come, “distorsione a poteriori del giudizio(hindsight bias).Gli eventi passati diventano  più prevedibili e più facili di quanto non lo fossero realmente.

Nessuno,per quanti sforzi faccia, è immune da questo pre-giudizio in nessun campo.
Facciamo 3 esempi

1Il tuo medico analizza l’esito di alcuni esami  e in base a questi pensa,senza prendere in considerazione altre alternative o approfondire,che l’unica causa è xxx.
Ti prescrive dei farmaci ma le cose non migliorano perché la causa non è quella.
Molti si irrigidiscono nei loro compartimenti miopi, e si dimenticano spesso che ognuno è un holos un essere complesso fatto non solo di corpo,di fisica e chimica),di ascoltare il paziente,di sondare altri metodi,di mettere in discussione i propri giudizi

2 ‘se l’è cercata’
La miopia del senno di poi porta spesso al giudizio ‘se l’è cercata’
Molti pensano, ma non lo dicono,che se una donna subisce violenza è perché era vestita in un certo modo,o aveva un carattere isterico,era troppo ‘esuberante’ o tornava tardi la notte.

3 troppo sicuri di sé..( mi sento un dio)
molti che giocano in borsa,trader,lupi tipo Wall Street,imprenditori con un ego smisurato spesso fanno investimenti rischiosi e vanno incontro a clamorosi fallimenti

I 2 ostacoli maggiori sono il nostro giudizio che qualcosa sia
prevedibile: non mi meraviglio se succede la cosa x
inevitabile:  se faccio x è inevitabile che succeda y

Cosa fare?
E’ importante capire questo errore mentale che ci porta a prendere decisioni discutibili se non errate.

1 imparare dagli errori.Sbagliando si impara
l’atteggiamento del ‘so benissimo cosa fare’ ‘sono tutto non è necessario verificare o aggiornarsi’porta a prendere decisioni affrettate,a non ponderare bene alcuni aspetti della questione meno evidenti.

2 considerare altre alternative
per abitudine o per pigrizia spesso seguiamo gli stessi percorsi mentali quando dobbiamo prendere una decisione, o per mancanza di tempo prendiamo scorciatoie per arrivare velocemente a una soluzione soddisfacente,eliminiamo tutte quelle informazioni che sembrano contraddittorie o che ci aprono strade sconosciute.Imparare dal passato può sembrare semplice e intuitivo; in realtà è un percorso pieno di insidie E’ il ben noto atteggiamento’se la canta e se la suona’. Quando devi decidere e haivarie opzioni scegli quella che in quel momento ti sembra migliore o più corretta per le informazioni che possiedi
Il quando e il cosa sono i due fattori

Inutile,se la decisione che hai preso si rivela un errore,annegare nelle sabbie mobili del  ‘se avessi fatto,se avessi detto’…pura speculazione perché non è possibile fare il rewind e tornare indietro.
Colpevolizzarsi o darsi dello stupido è più facile che accettare la cosa negativa e ammettere che non possiamo tenere sotto controllo,prevedere quello che ci accade
Questo tirarsi la zappa sui piedi non è un toccasana per la propria autostima

E’ ovvio che le informazioni non sono mai né complete né chiare e spesso non si ha il tempo sufficiente per poter analizzare e valutare e tutte le alternative.
Come diceva Perls: In un dato momento nessuno può essere diverso da ciò che è in quel momento, incluso il suo desiderio di essere diverso

le domande da farsi
•che cosa sapevi in quel momento?
•che cosa avresti dovuto sapere?
•che informazioni avevi che avrebbero potuto aiutarti a prevenire l’errore?
•Hai fatto altri errori di valutazione in quel campo?Se sì, per quali motivi?