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5 consigli per arrivare al 2020: come allenarti alla visione strategica

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Sapere è prevedere, e prevedere è potere.Auguste Comte

guardare oltre la siepe
se non vuoi perderti nel labirinto di questo mondo caotico è meglio che inizi a sollevare il tuo sguardo e scrutare il panorama che si stende al di là del perimetro della tua comfort zone
La parola chiave è visione strategica.
Non si tratta di fare i maghi con la sfera di cristallo ma di raccogliere informazioni e saperle usare,
continuare ad aggiornarsi e informarsi su cosa bolle in pentola nel mondo e intorno a te 
capire il contesto

Per imparare a guardare ad ampio raggio devi mettere in moto 2 modi diversi di guardare.Immagina di guardare una foresta.

Con l’emisfero destro del tuo cervello puoi vedere l’intera foresta,intuire e immaginare.Questo è lo sguardo analogico
Con l’emisfero sinistro puoi soffermarti su varie parti e analizzare ogni tipo di alberi
Questo è lo sguardo logico,razionale,analitico.
Se assembli e unisci il tuo sguardo ecco che puoi avere la visione strategica.E’ proprio questo modo di guardare che ti permette di anticipare e prevedere i cambiamenti probabili,cercare nuove soluzioni, cogliere le opportunità che stanno emergendo,valutare i rischi che potrebbero presentarsi e attrezzarti per ridurli al minimo.

Come posso allenarmi alla visione strategica?

1 scegli il tuo percorso di studi guardando avanti
La scelta del tuo percorso di studi e di aggiornamento  sarà sempre più cruciale quindi meglio rifletterci sopra e ponderare bene cosa scegliere.
A parte lo stare al passo con la tecnologia e il suo uso nei vari campi,sono le soft skill quelle che faranno la differenza nell’immediato futuro.
I trend,per quanto riguarda gli studi universitari,sono
♦ingegneria(petrolio,aerospaziale,chimica,elettrica,navale,meccanica…)
♦informatica
♦farmacia
♦business e amministrazione aziendale

2 crea il tuo personal brand
Avere il proprio marchio e saperlo comunicare farà la differenza di fronte ai cmpetitor che cercano come te il lavoro.Perché il tuo marchio è importante  per emergere?
Il tuo marchio ( personal brand) è il giusto mix fra la tua passione,le tue abilità e capacità e i bisogni del mercato.
Il tuo brand non è solo un marchio come per un prodotto ma è una RELAZIONE,una comunicazione con delle persone,uno scambio.
Il tuo brand è un insieme di percezioni o  emozioni che tu susciti negli altri che descrive quella esperienza che gli altri hanno con te.  
Il tuo brand  se è efficace e coerente ti permette di emergere fra i tanti che hanno le tue stesse competenze o expertise
Un personal brand comunica e vende valori attraverso l’immagine
Personal branding
Marketing personale:Fai sapere chi sei e cosa sai fare
i 7 ingredienti del tuo brand

3 quale è il tuo commercial?
Sai presentarti in meno di un minuto?
Per riuscirci devi conoscerti bene.Come costruire il tuo messaggio ‘pubblicitario’?
sai dire in 60 secondi chi sei e cosa hai da offrire?

4  costruisci la tua presenza sui social media
I social media diventeranno sempre più,secondo gli esperti,uno dei canali di selezione da parte delle aziende per assumere
Nel 2014 molte aziende per assumere hanno cercato su social media come Linkedin bypassando il curricolo.I criteri per scegliere il potenziale candidato sono stati vari:
capacità di presentarsi con le parole giuste( magari con un tweet)
un  video ben costruito di presentazione di pochi minuti.
Sarà sempre più importante chi sei in rete e che reputazione hai
LinkedIn è il social network più diffuso e utilizzato a livello di recruiting

5  allenati ad essere flessibile : adattamento creativo
La rivoluzione tecnologica e la globalizzazione del lavoro rendono necessarie nuove visioni
Il lavoro fra presente e futuro:cosa puoi fare?
il lifelong learning
4 intelligenze per il terzo millennio

Può interessarti
uno sguardo sul 2030
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Lavoro over50:4 passi per iniziare a re-inventarsi

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Il problema di trovare lavoro sta diventando sempre più(o ce lo fanno credere) una lotta generazionale dove la precarietà (chiamata col termine politically correct ‘flessibilità’)sembra il tratto distintivo e la condizione ‘prendere o lasciare’.L’incertezza investe non solo i giovani ma anche la fascia degli over 40 e over 50.

Secondo il Censis gli occupati over 50 sono solo il 25% del totale della forza lavoro mentre quelli senza lavoro sono aumentati dall’inizio della crisi di circa il 150%(guarda in fondo le tabelle -dati) 

La spada di Damocle che pende sopra la testa di ogni over 50 è l’ageism,una specie di razzismo e discriminazione riferito all’età che spinge ai margini e discrimina qualcuno solo perché è ritenuto ormai ‘vecchio’,lento,non al passo con la rapidità con la quale il mercato del lavoro sta cambiando.
L’esperienza sembra una moneta poco spendibile alla soglia dei cinquanta anni.E’ una gara al ribasso deprimente quando ti senti scartato,messo in un angolo in un lungo standby.

Contro questa discriminazione è facile gettare la spugna e smettere di cercare di reinserirsi in questo periodo di crisi.

cosa fa lo stato e le regioni
Per favorire il reinserimento e ridurre il rischio di disoccupazione la legge n. 92/2012 ha la riduzione del 50% della quota contributiva a carico del datore di lavoro in caso di assunzione di lavoratori ultra cinquantenni e disoccupati da almeno dodici mesi
A livello regionale il quadro delle misure è frammentato.

Cosa fare?

4 passi per ri-cominciare

1 è fondamentale partire da se stessi, aver ben chiaro in mente il proprio valore e il capitale di competenze,esperienza e le potenzialità spendibili.
Guarda alla tua impiegabilità da vari punti di vista:
♦investi nella propria formazione professionale
(corsi,aggiornamento,specializzazione…):

♦definisci le competenze tecniche del settore nel quale vuoi lavorare
♦competenze informatiche base 
♦competenze linguistiche
In Italia solo il 25% parla inglese correttamente, il 23% il tedesco, il 18% il francese.

Punta sul triangolo CHI SONO,QUANTO VALGO,COME MI VENDO
Inizia col fare un dettagliato check up del tuo bagaglio
Sono una persona che
ha queste capacità………
ha queste conoscenze…
ha questa esperienza……
Prova a costruire 2 identikit alternativi per auto descriverti e per descriverti agli altri.
Quando hai almeno due descrizioni soddisfacenti le probabilità di aumentare il tuo orizzonte di ricerca  si ampliano

2 rinnova e amplia la rete di contatti
Chi ha 50 anni ha senz’altro costruito nel tempo una rete di contatti professionali e non che deve essere valorizzata.Per ampliarla e fare nuove conoscenze i social media come Linkedin, i gruppi di discussione in rete possono essere un prezioso aiuto per essere presenti su più fronti.
Occorre dedicare un po’ del tempo a fare networking online e offline
Networking : chi può darmi una mano? 
prova a chiedere aiuto tenendo presente  i cosiddetti 3 cerchi
Prendi un foglio e disegna 3 cerchi concentrici
cerchio interno  
metti i nomi di persone che conosci benee che possono aiutarti in modo attivo e concreto(famiglia,amici…)
cerchio mediano
i nomi di persone con le quali hai buoni rapporti di lavoro,che hanno
alcuni interessi e modi di vedere in armonia con il tuo
cerchio esterno
 i nomi di conoscenti che incontri ad eventi e che potrebbero forsse aiutarti

3 evita i paragoni giovane/senior
Se sei senior ovviamente hai più esperienza quindi imbarcarti nella trappola ‘cosa ho di meno e cosa ho di più di…rischia di farti guardare al problema da una prospettiva totalmente sbagliata.
Meglio concentrarti su cosa hai di unico da offrire a una azienda,quale è il valore aggiunto,il bagaglio prezioso che puoi offrire.
quali sono i tuoi punti di forza?
Dalla tua esperienza hai probabilmente imparato la
• capacità di analizzare tenendo presente il quadro d’insieme
• capacità trovare le soluzioni più utili e funzionali  rispetto a problemi complessi
• capacità di definire chiaramente gli obiettivi
su che soft skill puoi contare?
Sulle soft skill leggi
  I 22 soft skill che fanno la differenza per trovare lavoro oggi
 Trovare lavoro:il segreto è puntare sulle tue soft skill
Soft o hard ecco le abilità che il mercato del lavoro sta cercando

vuoi un aiuto per fare il bilancio delle tue competenze,doti personali,punti di forza?
Leggi QUI

Puoi mettere a frutto il tuo capitale di esperienza e proporti come tutor intergenerazionale cioè affiancare e formare i giovani neoassunti inesperti e trasferire a loro le tue competenze e la tua esperienza,coordinare un gruppo di lavoro all’interno della azienda.
Se sei disposto a metterti in gioco in questo ruolo mettilo ben in evidenza nel tuo CV.

4 attivati e diventa imprenditore
Nel 2013,oltre 13 mila over 50 anni alla ricerca di un lavoro hanno avviato una attività per mettere a frutto la loro esperienza ma soprattutto una passione che è rimasta,per vari motivi, in secondo piano
Un’impresa su quattro nasce nel commercio o nell’autoriparazione (28,6%), a seguire il settore dell’agricoltura, della pesca (26,6%), delle costruzioni (8,9%), ed infine, quello della manifattura (7,7%) dell’alloggio e della ristorazione (6,9%).

La legge che agevola l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, non solo per gli over 50,è il Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185 “Incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego,

Per le donne la legge n. 215 del 1992 “prevede facilitazioni per le imprese “rosa”                                                                                      

Lavoro over 50: come cambiare rotta?

 

 

 

 

 

gli strumenti

I 3 strumenti basic per promuoverti sono
♦un CV efficace
♦una buona lettera di presentazione
♦le strategie giuste per affrontare il colloquio
metti il turbo al tuo CV
In questo blog numerosi post sono dedicati a come fare un CV efficace.Eccone alcuni
Trovarelavoro:scopri come e su cosa puntare nella roulette del mercato del lavoro
CV check up:8 must per un CV vincente (part 2)
CV:cosa fare per evitare l’effetto necrologio? 6 suggerimenti pratici

Qual è il focus del tuo CV? Costruisci la tua VP
Il CV europeo:per chi va bene?I vantaggi e gli svantaggi del CV Europass
I 10 skill che fanno la differenza e come usarli

la lettera
i 7 importanti da ricordare

come affrontare il colloquioAlcuni post su come prepararsi al colloquio.Eccone alcuni

il colloquio in 5 atti
 4 regole chiave per un colloquio vincente

le due domande trappola
le 3 domande chiave per essere vincente

 

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Come dai valore alla tua professionalità? 7 errori da evitare

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Il mantra che ogni giorno si diffonde in maNiera trasversale è ‘il posto fisso non esiste più’.
Il denominatore comune fra chi ha un diploma o una laurea, chi  si trova a spasso per la chiusura della sua azienda o viene messo in mobilità è come trovare lavoro.
Quello che differenzia le varie categorie è il come.
Molti cercano qua e là,spediscono CV a pioggia,aspettano una risposta che non arriva mai e si perdono d’animo
Gli over 40 o 50 dopo anni nei quali hanno lavorato con determinate mansioni si vedono buttati ai margini e sono costretti a darsi da fare affrontando l’incognita di un mercato in rapida evoluzione con un CV datato ( per chi lo possiede),scarso aggiornamento,scarsa consapevolezza delle competenze che possono essere trasferite ad altri tipi di lavoro.In una parola,non sanno come reinventarsi e cosa fare di diverso. .Una volta fare il proprio lavoro bene era sufficiente per assicurarsi il posto per anni,avanzamenti e promozioni…
Stiamo passando da una società del lavoro, a una società dei lavori, sempre più brevi e mutevoli, in cui l’aspettativa rassicurante di vedersi sempre allo stesso posto non sarà più sostenibile

Uno,due tre…immagini professionali
Nel prossimo futuro con tutta probabilità ognuno dovrà cambiare il proprio percorso di carriera non le tipologie di lavoro) più volte prima della pensione. In altre parole,la sicurezza del lavoro sarà una responsabilità individuale che deriva da un processo in progress di costruzione e adattamento creativo più che dalle garanzie del posto fisso che può dare una azienda.
Le carriere assomiglieranno più ad una rete da gestire che ad una scala sulla quale salire.

Il percorso per reinventarsi non è mai lineare ma attraversa varie fasi di stop and go,dove la sensazione è di trovarsi a tratti in standby in mezzo al nulla.
Per scoprire le nuove identità potenziali che hai nel tuo bagaglio ci vuole tempo.Le fasi di transizioni sono come un work in progress dove l’ambiguità,le contraddizioni,dubbi e incertezze,luci e ombre si alternano.

Occorre procedere col metodo ‘trial and error ‘un procedimento basato su tentativi ripetuti, per tentativi o,in breve, prova e riprova

7 errori
1. Non avere un piano B

2. non fare un check up delle proprie competenze (hard e soft skill)
3. non conoscere i propri punti di forza
4. Basarsi sulle pressioni esterne
5. Non fare networking e non rinfrescare la propria rete di rapporti
6. Non fare una valutazione dei propri mezzi e desideri
7. Non aggiornare le proprie competenze.

 

 

 

 

 

 

 

 


Nel suo libro“Identità al lavoro” -Etas libri) Herminia Ibarra capovolge il tradizionale approccio che riguarda il cambiamento di carriera.Invece di

Rifletti e dopo Agisci
Pianifica e dopo Implementa

Ibarra propone l’ approccio più dinamico del trial and error perché ognuno di noi impara provando,sbagliando e successivamente riflettendo sugli errori e imparando da essi  insomma in modo interattivo.

Il metodo che Herminia Ibarra indica nel suo libro può essere riassunto in alcuni principi chiave.Eccoli in sintesi

Come si sceglie un lavoro?
Il lavoro serve per avere i soldi per mangiare,avere una casa..in una parola per soddisfare i bisogni primari.In mancanza di meglio questo potrebbe bastare per sopravvivere.
Ma il lavoro dà a ognuno una identità,deve soddisfare le proprie aspirazioni,essere in armonia con i valori in cui ognuno crede.
Sei soddisfatto del tuo lavoro se questo è in armonia con la tua personalità

Facciamo un esempio
♦Sei una persona creativa?  la routine non fa per te.Preferirai lavorare in un ambiente stimolante con persone dalla mente aperta e in un contesto flessibile dove il lavoro non è rigidamente strutturato
♦Come prendi le tue decisioni? preferisci affidarti alla tua parte razionale,alla logica o ti fidi della tua intuizione per passare all’azione?
♦Sei un tipo estroverso o introverso? Gli introversi amano lavorare da soli o in piccoli gruppi e alcuni tipi di lavoro sono più consoni al loro ritmo
Se sei un tipo estroverso preferisci agire, sei socievole e  e hai bisogno continuo di stimoli e novità.

Più conosci le caratteristiche della tua  personalità,le tue capacità,che cosa ti interessa,che tipo di competenze hai e più ti sarà facile capire come orientarti di fronte a ogni cambiamento.

cos’è la personalità?
Una definizione semplice :come ciascuno si vede e come vediamo gli altri.
Il ‘come’ significa come ti descrivi o che aggettivi usi per definire una persona.Esempio: riflessiva,estroversa,decisa…..

Quando sei nato hai ricevuto dal patrimonio genetico dei genitori :
– la costituzione morfologica ( forma e proporzioni corporee)
-la costituzione fisiologica (il sistema nervoso ed endocrino)
– le funzioni vitali ( gli apparati che permettono al corpo di vivere)

Tutto questo patrimonio genetico è la struttura base
( il temperamento:istinti,impulsi,inclinazioni,stati affettivi).
Su questa struttura di base si innesta tutto ciò che riguarda l’ambiente
Il carattere di ogni persona dipenderà dal’come’ quella persona reagirà all’ambiente in cui cresce e vive.
Durante i primi anni di vita la differenza fra temperamento e carattere non è ancora netta perché non sono ancora presenti  gli schemi mentali,la capacità di decidere.
La personalità si forma più tardi ed è frutto dei condizionamenti che ognuno riceve e dalle risposte che ciascuno ha dato a questi. Ma non solo.
Infatti la personalità unisce gli aspetti del temperamento e quelli del carattere influenzati dall’ambiente ma, al tempo stesso, influisce sull’ambiente e lo modifica creando dei modelli di comportamento individuale e sociale nuovi.

Come scoprire il tuo profilo?
Molte aziende usano vari test per selezionare il profilo più adatto per determinate posizioni o ruoli ( la persona giusta al posto giusto) ma conoscere il tuo profilo serve anche a te
•per scegliere la professione più congeniale a te
•per capire quante chance di riuscita hai in un determinata tipologia di professioni
•se vuoi/devi cambiare lavoro
•per scegliere un percorso mirato di studi

Secondo vari studi la scelta della propria professione si basa sulla sinergia fra
interessi,attitudini e valori.
Queste 3 variabili si presentano in successione nel periodo della propria adolescenza.
Ognuno ha un suo processo di maturazione ma in generale si può dire che
gli interessi maturino verso i 14 anni
le attitudini a 16 anni
i valori a 18 anni

10 domande chiave per scoprire il tuo lavoro ideale

quale è il tuo profilo?
Il profilo è come un puzzle,l’identikit di
1 chi sei
2 della tua scala valori in campo professionale
2 che cosa ti interessa
3 cosa sai ( livello di istruzione e altre conoscenze)
4 cosa sei capace di fare ( competenze,capacità)
5 che ambiente di lavoro preferisci

 

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CRISI E LAVORO: hai un piano B?

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HAI UN PIANO B?

Non ho paura delle tempeste perchè sto imparando a pilotare la mia nave
Louise May Alcott

L’insicurezza del lavoro è il convitato  di pietra che molti si trovano ad affrontare e a gestire prima o poi.
Mio nonno,per esempio, ha lavorato come metalmeccanico per decenni nella stessa azienda e lo scenario fino alla fine del terzo millennio subiva lievi mutamenti.
Lavorare nel settore pubblico o in banca era una garanziadi stabilità.
Oggi la musica è cambiata con la recessione,la crisi,la globalizzazione e la tecnologia

Il mondo è dominato da ciò che è estremo, sconosciuto e molto improbabile (secondo la nostra conoscenza attuale), mentre noi continuiamo a occuparci di aspetti secondari, a concentrarci su ciò che è conosciuto e ripetuto.Il cigno nero Nassim Taleb

Chi ha fortuna di entrare adesso nel mercato del lavoro è assai probabile che debba reinventarsi a livello professionale più volte come i gatti che hanno 9 vite.
Abbiamo sentito ripeterci fino alla nausea ‘la crisi sta per finire’ stiamo uscendo dal tunnel’.. messaggi rassicuranti ma bugiardi detti dal politico,dall’economista o dall’esperto di turno.

Nassim Taleb nel suo libro ‘Antifragile’ suggerisce di diventare disastro-resistenti costruendo una rete per attutire l’urto e imparando a usare le crisi invece di subirla
Fare previsioni è una perdita di tempo.Nessuno sa niente tantomeno gli esperti che con la teoria di turno si  guadagnano da vivere a spese di quelli che credono alle loro fandonie.
La cosa migliore e di buon senso  è di fidarti del tuo istinto che ha migliori software per captare la bufera che ti sta arrivando addosso o quando qualcosa ‘non quadra’

Prepara il tuo piano B
Pensare a un piano B dà la sensazione di fallimento,Forse perché la lettera B viene usata per indicare qualcosa di meno di…’
Basti pensare al sistema di valutazione, al rating di agenzie come Standard e Poor’s.
Nel terzo millennio occorre preparare più piani C,D ….più exit strategy per non essere presi di sorpresa di fornte al futuro prossimo, then you are on your own.

Non aspettare  il wēijī ,il “momento critico”,.o la famosa tegola in testa.Comincia per tempo a pensare al tuo piano B e a tenerlo pronto prima che il piano A entri in azione sparigliando le carte,creando stress e ansia.Come si dice,niente nella vita è per sempre
quale è il primo passo? E poi?
come puoi rendere concreto il tuo piano B?
a chi puoi chiedere aiuto per affrontare  il problema x?

6 suggerimenti pratici
1 metti nell’ammorbidente la tua mentalità
se hai una mente flessibile come il bambù e un atteggiamento proattivo che ti permette di oscillare paurosamente senza finire con il lato B sull’asfalto della dura realtà sarai più attrezzato per affrontare l’imprevisto e l’incognita del futuro,di trovare il tuo adattamento creativo.
Una massima da ricordare:’ogni volta che una porta si chiude,un’altra si apre’.
Vivere nell’incertezza certamente non è confortevole ma ,come in ogni cosa,ci sono due facce di una stessa medaglia.

2 c’è tempo per ogni cosa
In comincia a tracciare il tuo piano B quando tutto sembra calmo e non c’è nessuna nuvola minacciosa all’orizzonte.La mente è più lucida perché non è travolta di colpo da una urgenza che morde.
Inizia a sviluppare il tuo piano,quali passi fare,quando passare alla fase successiva e quali tattiche potrebbero funzionare meglio prima o dopo.
Se ti manca qualche tecnica imparala chiedendo a chi può insegnartela,considera l’eventualità di fare un corso,se serve

3 non farti prendere in contropiede dalla tecnologia

La tecnologia viaggia più rapidamente di quanto immagini.Più la tecnologia avanza e più disoccupati ci saranno perché un lavoro che prima necessitava di x personale verrà automatizzato o fatto da meno persone.Molti lavori già ora sono stati rimpiazzati da macchine anche se ce ne saranno  di nuovi che per ora non riusciamo neanche a immaginare dove il fattore H, il fattore umano sarà indispensabile

il pessimista vede pericolo in ogni opportunità, l’ottimista vede opportunità in ogni pericolo Churchill

4 punta sui soft skill

Le competenze tecniche che oggi conosci e usi hanno scadenza breve e diventano obsolete nel giro di un triennio o anche meno.Che cos’altro sai  e sai fare?Come puoi provare che puoi imparare una procedura nuova,un nuovo lavoro?
Il  capitale sul quale devi investire o puoi far fruttare sono le competenze non tecniche chiamate soft skill.Ne ho già parlato in questi post
le 10 soft skill che ti servono

Per conoscere a fondo che capitale spendibile possiedi,quali sono i tuoi asset,come tradurre le tue competenze e la tua esperienza in uno o più tipi di lavoro concreto è necessario non lasciare niente di inesplorato. Rivoltare ogni tassello del tuo puzzle professionale.
Ci vuole tempo quindi meglio incominciare quando la situazione è ancora gestibile per disegnare la tua road map. Concentrarsi e ragionare nei periodi di turbolenza è faticoso,stressante e poco efficace per trovare una soluzione.
per gli over 40

5 impara a venderti
Ogni giorno sicuramente ti devi sorbire gli spot pubblicitari di biscotti che ti sollevano il morale appena alzato,auto che scorazzano su inesistenti strade vuote,yogurth che promettono di tapezzarti l’intestino
di magici bifidus….
Gli infomercial fanno parte del marketing di vendita del prodotto.
Il marketing personale fa parte della promozione e ‘vendita’ del tuo prodotto sul mercato del lavoro.Trovare lavoro,dal CV alla lettera di accompagnamento,
dalla ricerca al colloquio quello che fa la differenza è il self marketing. 
Ho due post sull’argomento.
Costruisci il tuo infomercial

6. incomincia a tessere la tua rete
Molte persone non amano chiedere aiuto favori per paura di essere etichettate come soggetti deboli.Meglio costruire per tempo la propria rete di rapporti con nuovi amici,colleghi,conoscenze.. quando le acque sono calme e i rapporti non vengono percepiti come strumentali (chiedo perché ho bisogno…)
Nel momento di un eventuale bisogno il rapporto sarà già abbastanza forte perché è iniziato per il puro piacere di conoscere qualcuno senza l’ansia e l’urgenza di ottenere qualcosa
Puoi promuovere le tue competenze ,costruire il tuo brand ,farti conoscere  senza l’ansia e l’urgenza di ottenere qualcosa.I social media posso essere utili

Cosa posso fare per e con te per la tua professione?

leggi qui 

 

Strategie trova lavoro:le soft skill che contano(2)

Postato il

Nel mercato del lavoro attuale si presume che le competenze tecniche basic siano già presenti quindi ciò che fa la differenza sono le soft skill (competenze non tecniche ma essenziali). 
Queste soft skill diventano una marcia in più perché in un momento di crisi, la scelta delle persone da assumere è ancora più critica.
Il nuovo mercato globale multiculturale richiede nuove capacità relazionali e comportamentali abilità per allacciare e mantenere nuove relazioni,saper lavorare e collaborare in un team multiculturale

i punti critici
la formazione
Purtroppo nel percorso di formazione a scuola i curricola si focalizzano sulle competenze tecniche e poco o niente viene fatto per sviluppare i talenti di ognuno
e le sue potenzialità come invece dovrebbe essere lo scopo ultimo della educazione)
Educare  dal  latino educĕre (“tirar fuori ciò che sta dentro”)

Si fa poco nella scuola  per sviluppare quelle soft skills spendibili nel mondo del lavoro e per promuovere lo spirito imprenditoriale dei giovani cioè formazione di una mentalità e di un comportamento proattivo.

Alla fine del 2012 è stata pubblicata la  Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sulla validazione dell’apprendimento non formale e informale 
per invitare tutti gli Stati membri ad istituire sistemi nazionali per la validazione dell’apprendimento non formale e informale entro il 2018.  

come sono valutate le soft skill?
non ci sono ancora a livello istituzionale dei criteri specifici per valutare le varie aree delle soft skill di chi ha terminato i suoi studi e vuole entrare nel mercato del lavoro

chi valuta ufficialmente le soft skill?
le strutture pubbliche,quelle deputate alla formazione ,i servizi di orientamento e i centri per l’impiego  in questo campo sono purtroppo carenti.Per la maggior parte il le esperienze nel settore pubblico e privato sono eterogenee e non coordinate a livello nazionale, le metodologie e le procedure varie

le ultime leggi per definire standard di riferimento a livello nazionale
Legge di Riforma del Mercato del  Lavoro L.92/12 

Decreto Sistema Nazionale Certificazione  competenze  16/01/13

cosa fanno le aziende?
nei colloqui la maggior parte della selezione non punta sugli asset personali e sulle cosiddette competenze intangibili
Manpower ha selezionato un elenco di “nuove” competenze che occorrerà sviluppare in futuro.L’indagine si svolge  sui 3 livelli fondamentali: ruoli operativi, ruoli manageriali e ruoli dirigenziali.
la ricerca di Manpower


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


leggi sul blog

I 22 soft skill che fanno la differenza per trovare lavoro oggi

 Trovare lavoro:il segreto è puntare sulle tue soft skill

Soft o hard ecco le abilità che il mercato del lavoro sta cercando

vuoi costruire la mappa delle tue competenze?
richiedi la brochure a  professional@counselingsolutions.it

 

 

Strategie trovalavoro:le skill che contano

Postato il

 

Per trovare un posto di lavoro in questo periodo oltre a
il bagaglio della tua formazione
l’esperienza
le competenze tecniche
contano per la maggior parte le soft skill e più in specifico le skills interpersonali.

Per 8 ore ogni giorno sei a contatto con altre persone siano essi colleghi, clienti,superiori….quindi è impossibile non comunicare
Le tue capacità di comunicare e interagire con gli altri per collaborare, fare squadra fa la differenza. 
La parola chiave è intelligenza emotiva

1 una personalità duttile
questa,ti permette di relazionarti con varie tipologie di persone di estrazione culturale diversa,con tratti caratteriali che potrebbero provocare conflitti o incomprensioni basando lo scambio sul mutuo rispetto e comprensione(che non significa accettazione) del punto di vista dell’altro.
 Una persona che ha un livello di comunicazione efficace ha la capacità di adattarsi creativamente al contesto sociale,culturale e professionale in cui opera.E’ in grado di scegliere il registro comunicativo più consono al tipo di interlocutori e le tecniche più appropriate per l’obiettivo
(teamwork,negoziazione,formazione,persuasione,mentoring,condivisione….)

 

2 capacità di comunicare con semplicità e chiarezza le proprie idee e proposte.
Spesso quando comunichiamo siamo convinti che quello che diciamo sarà compreso esattamente da chi ci ascolta.Errato
Gli altri non hanno la nostra forma mentis ed è irrazionale pensare che percorrono i nostri stessi sentieri mentali per arrivare al punto di un problema o giudicare una proposta.
Le parole killer sul sentiero della chiarezza sono tutte quelle parole bugiarde che spesso usiamo senza rendercene conto
mai,sempre
Con me hai sempre un atteggiamento….
con te non  riesco mai a… invece di focalizzarsi sul problema specifico

niente Qui non va bene niente!
tutto “È tutto sbagliato invece di questo punto è da cambiare

Queste parole hanno un vizio: generalizzano invece di puntare il riflettore sul tema in questione,spostano il problema annullandolo.
Immagina di dover fare una fotografia.Se sbagli a mettere a fuoco il soggetto apparirà tutto sfocato e indistinto
La domanda chiave è :è vero? quando è capitato il contrario?

3 mettersi nelle scarpe dell’altra persona
In ogni situazione non c’è mai un tutto bianco o tutto nero
Se hai la capacità di usare l’empatia e di dare il giusto feedback sarai in grado di creare rapporti costruttivi e capire le motivazioni reali che sono alla base di certi comportamenti e atteggiamenti

Potrai così scegliere come agire invece che semplicemente re-agire.
Come usare il feedback ?
In genere il feedback si focalizza sulle ciò che non va e va cambiatoOgni feedback  ha un difetto: è  statico, si concentra sul passato, su ciò che si è già verificato.
Prova,invece a  spostare il focus sulle opportunità,sul futuro
Per fare questo usa il feedforward. Come?
Scegli un elemento, un risultato,un comportamento che vuoi migliorare o cambiare e suggerisci all’altra persona 2 proposte di cambiamento o miglioramento.
Il feedforward  è proattivo per entrambe le persone coinvolte: chi suggerisce cosa e come fare invece di criticare il già fatto e la persona che riceve il feedforward perché ha materiale sul quale operare
Il feedforward è
•orientato alla soluzione 
•una tecnica che attiva e rafforza le capacità di ognuno (empowerment)
un antidoto contro le tensioni,conflitti e gli atteggiamenti difensivi che nascono dal concentrarsi solo sulla critica e sugli aspetti negativi

4 creare il rapport
Se vuoi entrare in sintonia con un’altra persona( collega, capo,cliente…)  per farti ascoltare, per darti un incarico o per convincerla a fare business o comperare devi creare un ‘campo’ di fiducia fatto di accettazione del mondo dell’altro.

Sembra difficile conoscere come è il mondo di qualcuno,specie se conosci poco la persona.
Il linguaggio non verbale dell’altra persona (postura,tono di voce) è una chiave infallibile più che le parole,quello che ti sta dicendo.
Il corpo non mente.

Linguaggio NV:Come guardi?I 4 modi di guardare gli altri e la tecnica-triangolo (2)
Comunicazione NV:la verità te la svela sempre il corpo
Comunicazione e linguaggio non verbale:4 errori che fanno le donne

Come creare il rapporto di fiducia:il rapport
Per creare il rapport ci sono 2 strumenti
1 la calibrazione
2 Il ricalco verbale e non verbale (mirroring)

La calibrazione
Per  calibrare in modo corretto immagina di dover centrare con una freccia il centro di un cerchio.
L’obiettivo è centrare il bersaglio quindi devi aggiustare la tua mira per entrare in empatia.
Osserva con attenzione l’altra persona  :la sua postura( posizione di gambe e braccia,espressioni del viso,gesti…), il tono e il ritmo della sua voce.Raccogli una serie di informazioni per farti un quadro del tipo di persona che hai davanti.L’obiettivo è metterti sulla sua lunghezza d’onda.

2 Il ricalco verbale
Per quanto riguarda l’aspetto verbale nota attentamente le parole-chiave che usa.Queste parole sono dette hot words, “parole calde”.
Per  sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda è importante capire che tipo di sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi usa maggiormente
La scelta delle parole è correlata al canale rappresentazionale preferito che ciascuno usa per  comunicare

I canali sono 3:visivo,uditivo,cinestetico

Se la persona è
un tipo visivo
userà parole,metafore,modi di dire che sono in relazione con la vista,immagini,colori
esempio: è chiaro che…dare una occhiata;prospettiva; a prima vista.sembrare…..; il mio punto di vista….
stile di pensiero: tende a generalizzare le esperienze, a trasferirle in altri contesti, a ricercare connessioni tra concetti diversi,gli pace tutto ciò che è innovazione
impara e agisce se vede come si fa

tipo uditivo
userà parole,metafore,modi di dire che sono in relazione con l’udito,suoni..
esempio: questo non mi suona; avere voce in capitolo; cosa intendi?; parola per parola;per così dire..; avere voce in capitolo; palpabile….

stile di pensiero: tende a mettere in un contesto le esperienze,a dare loro una sequenza logica impara e agisce se ascolta come si fa

tipo cinestesico
userà parole,metafore,modi di dire che sono in relazione con movimento,tatto,olfatto,gusto
esempio:concretamente; afferrare il concetto,rimuginare,tenere in sospeso;qualcosa di stimolante;
di cattivo gusto…Il ricalco verbale verrà ottenuto attraverso l’analisi delle parole da lui utilizzate più frequentemente.
stile di pensiero: Orientato all’azione(non parole..fatti)
impara e agisce se passa all’azione

“Ricalcare” significa esprimersi con  la stessa categoria di parole adottare il suo stesso linguaggio.

2.1 Il ricalco extraverbale (mirroring)
Rispecchiare (mirroring) significa riprodurre con tatto la postura, la gestualità, i toni ed i volumi dell’altro.
Ognuno accompagna le parole con gesti personali e una determinata postura per esprimere pensieri e emozioni.

Le persone che sono in perfetto accordo assumono la stessa posizione, ripetono gli stessi gestinper comunicare:siamo simili, la pensiamo allo stesso modo

Fai la prova con qualcuno :
osserva e dopo aver calibrato il suo verbale e non verbale utilizza le sue stesse parole calde (hot words), rispecchialo nella postura, nel tono, nel ritmo e volume della voce.
Se vuoi ottenere qualcosa prova poi a modificare il suo atteggiamento e  il suo stato mentale cambiando postura, tono e volume della voce.
Ti segue?Verifica se hai successo nel guidarlo e portarlo verso il tuo obiettivo
Occorre naturalmente molta pratica.Quello che ho brevemente spiegato sono solo alcuni concetti basedelle tecniche che la PNL usa
per approfondire leggi

nei prossimi post le altre importanti soft skill

L’uso di uno dei  3 canali dipende da :età,tipo di scolarizzazione..e altri fattori.
Secondo vari studi statistici
55% delle persone adulte è visivo
20% delle persone adulte è uditivo
25% delle persone adulte cinestesico 

Vuoi sapere se sei visivo,uditivo o cinestesico?
A cosa serve saperlo?
per migliorare i rapporti al lavoro e nella tua vita privata
per imparare più velocemente perché imparare è ..una questione di stile

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il CV è la tua vetrina :che cosa vendi ? Come creare il tuo selling point

Postato il Aggiornato il

qual e' il tuo selling point,cv SKILL,COMPETENZE, PERSONAL BRAND

Molti CV e lettere di presentazione sono o troppo lunghi e dettagliati o troppo sintetici.Non dicono mai quello che interessa al selezionatore ma sono una specie di necrologio.
Che cosa interessa a un’azienda e a chi seleziona?
Risultati e competenze

Immagina di avere un negozio.Se tu dovessi fare una vetrina che articoli metteresti in esposizione?
I tuoi migliori articoli,ciò che di specifico e unico possono trovare i clienti nel tuo negozio.Non metteresti certo la merce qua e là come capita senza dei punti di attenzione.
L’obiettivo di una vetrina ben progettata è attirare il cliente.

Ora immagina il tuo CV come la tua vetrina virtuale.Devi attirare l’attenzione e convincere il cliente cioè il selezionatore a chiamarti per un colloquio.
Il segreto per attirare l’attenzione è formulare un messaggio efficace che convinca il selezionatore a passare all’azione: chiamarti
E’ necessario fare una scelta che abbia il suo impatto.Inutile voler mettere tutto.Sarebbe come riempire una vetrina con tutto ciò che hai in negozio.

quale è il tuo selling point?
Le aziende e i grandi marchi per convincere a comperare i loro prodotti fanno leva sui benefici che tu avrai se compri quel prodotto.

es il dentifricio xxx
avrai denti più bianchi e tutti si accorgeranno di te


quale valore aggiunto hai che  fa la differenza?

Per scoprire il tuo selling point devi conoscerti a fondo come ‘prodotto’,conoscere i tuoi talenti,le tue potenzialità e, non ultimo, credere al 100% in quello che affermi.

per aiutarti ecco alcune domande per iniziare l’esplorazione
1 che cosa ti piace fare con passione?
2 le persone che conosci cosa apprezzano di te?
3 quali esperienze ritieni degne di nota nella tua storia professionale?
5 di quali aspetti del tuo carattere sei orgoglioso?
6 quali sono i tuoi punti di forza?

LA TUA FRASE-CHIAVE
Per promuovere le tue capacità,le tue doti personali..devi costruire una frase sintetica e efficace che si concentri sui benefici che hai da offrire, metta in primo piano i tuoi migliori asset ,mostri il tuo lato migliore per accendere l’interesse e dare risposta alla domanda che più interessa alla fine al selezionatore: perché dovremmo assumerti?

L’azienda alla quale ti proponi deve essere il tuo cliente quindi è necessario conoscere il tuo target(la sua mission,la cultura aziendale..)capire di cosa ha bisogno,cosa sta cercando e come tu potresti essere la riposta vincente

Mettiti nei panni dell’azienda.Come potresti aiutarla?
♦a guadagnare di più? risparmiare tempo e denaro?
♦a gestire con più efficienza un servizio?
♦ampliare il portafoglio clienti?
♦risolvere un problema?
♦creare o innovare un servizio o un prodotto?

quando avrai tutte le informazioni prova a creare 2 o 3 frasi sintetiche che illustrino la tua offerta tenendo presente due aspetti
aspetto economico
benefici che avrà l’azienda se ti assume
esperienze specifiche e know how che offri

aspetto umano cioè il capitale umano
chi sei (talento,doti personali,come ti rapporti con gli altri)
come lavori